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D.P.R. 29 maggio 1963, n. 1497

D.P.R. 29 maggio 1963, n. 1497 - Norme per gli ascensori e montacarichi - Quesiti.
Circolare Ministeriale

Facendo seguito alla circolare n. 80 del 19 aprile 1966, si
trasmette, con gli allegati alla presente e per gli adempimenti di
propria competenza, un decimo gruppo di pareri del Consiglio nazionale
delle ricerche in merito all’applicazione delle norme di cui
all’oggetto.ALLEGATOD.P.R. 29 maggio 1963, n. 1497 – Norme
per gli ascensori e montacarichi- QUESITI -Art. 2- Cambio di
categoriaQuesito – Ove, a seguito di modificazione, un ascensore o un
montacarichi preesistente venga utilizzato in modo diverso da quello
iniziale, e in conseguenza venga ad appartenere a categoria diversa,
l’impianto deve essere considerato come nuova installazione (e
rispondere pertanto alle norme contenute nei capi da I a V del D.P.R.
29 maggio 1963, n. 1497), oppure, malgrado il cambio di categoria,
detto impianto può essere considerato soggetto soltanto alle
norme del capo VI?Parere – Se a seguito di una modificazione ad un
elevatore viene cambiata la categoria di cui all’art. 2 del D.P.R. 29
maggio 1963, n. 1497, le parti modificate devono rispondere alle norme
dei capi da I a V del citato decreto, fermo restando quanto previsto
agli artt. 84 e 85.Art. 6 – Dispositivi di emergenzaQuesito – Ad un
quesito posto da questo Ente, è stato dato un parere sui
dispositivi di emergenza che consentono, in caso di guasto o di
mancanza di energia elettrica, di determinare il movimento della
cabina fino ad un piano con delibera 661004/81. Successivamente
parecchi costruttori hanno proposto dei dispositivi realizzati secondo
vari principi, che talvolta male si adeguano, o si adeguano solo
formalmente, al detto parere. La diffusione di tali apparecchi
è notevole, sia per la propaganda che ne viene fatta, sia per
la richiesta di alcuni utenti (in qualche capitolato di importanti
Enti è richiesta l’installazione del dispositivo indicato). Si
ritiene necessario che l’argomento venga esaminato diffusamente e che
sia predisposta una serie di norme o di indicazioni più ampie,
eventualmente tenendo conto dei vari tipi di dispositivi
proposti.Parere – Sull’installazione di un dispositivo ausiliario che,
in caso di guasto o di mancanza di energia elettrica, determina il
movimento della cabina fino ad un piano prossimo, si conferma il
parere 661004/81. Si precisa ulteriormente:- nel funzionamento di
emergenza devono essere osservate tutte le norme, regolamentari e di
buona tecnica, prescritte per il funzionamento normale; in
particolare:1) Per i dispositivi mossi da motore elettrico
l’inserzione del motore, l’apertura del freno e le protezioni del
relativo circuito di manovra devono essere realizzate con dispositivi
aventi le stesse caratteristiche richieste per i corrispondenti
elementi previsti per l’esercizio normale. Il circuito di manovra del
dispositivo di emergenza non deve interferire col circuito normale
nè deve costituire per quest’ultimo pericolo di guasti, masse,
corto circuiti. I dispositivi di sicurezza, serrature e contatti,
possono controllare alternativamente il circuito di manovra normale o
il circuito di comando del dispositivo di emergenza, oppure possono
essere raddoppiati; quest’ultima soluzione è meno opportuna e
deve dar luogo ad un particolare controllo del corretto funzionamento
di tutti i dispositivi. Il controllo del movimento deve essere fatto
direttamente attraverso i dispositivi di sicurezza, senza elementi
intermedi e senza esclusioni anche temporanee a mezzo di ritardatori o
simili; è ammessa la livellazione a porte aperte secondo le
norme. Le parti meccaniche del dispositivo devono rispondere alle
norme previste per i normali organi di azionamento.2) Per i
dispositivi mossi da energia meccanica accumulata, volano, caduta di
un peso e simili, si richiede pure che il movimento avvenga nelle
stesse condizioni di sicurezza del movimento normale; è
pertanto necessario un asservimento, in genere di tipo elettrico, che
abbia le caratteristiche indicate al precedente punto 1 e che non
permetta il movimento della cabina se tutti i dispositivi di controllo
delle varie parti da cui dipende la sicurezza non abbiano dato il
consenso.Art. 7 – Accesso agevoleQuesito – L’accesso ai locali del
macchinario e delle pulegge di rinvio può essere considerato
agevole se i due locali di uno stesso impianto possono essere
raggiunti in modo diretto (secondo quanto stabilito dalla delibera
651202/7) solo da due vie poste a quote diverse?Parere – E’
tollerabile che l’accesso ai locali del macchinario e delle pulegge di
rinvio di uno stesso impianto avvenga da due vie poste a quote
diverse.Art. 10.7 – Separazione dei circuitiQuesito – Nei cavi
elettrici flessibili nei quali gruppi di anime sono contenute in
guaine collegate fra loro o sono separate da setti di spessore a
resistenza uguale alla guaina esterna, ciascun gruppo può
essere considerato separato dagli altri e quindi le corrispondenti
anime essere impiegate per circuiti elettrici non collegate allo
stesso alimentatore del circuito di manovra?Parere – I cavi di
circuiti che devono essere contenuti in tubi protettivi e cavi
flessibili separati devono avere una effettiva separazione.
Potrà essere considerata equivalente all’inclusione in tubi
effettivamente separati l’inclusione in unico tubo o canale
purché questo sia provvisto di un divisorio fisso di spessore
non minore di quello delle pareti del tubo o canale, o purché i
cavi o gruppi di cavi abbiano un proprio rivestimento con
caratteristiche di resistenza meccanica pari a quella di un tubo
protettivo, con esclusione quindi del normale rivestimento tessile o
di tela impregnata (tubo sterlingato).Per quanto non prescritto,
è consigliabile che la separazione sia estesa anche alle
scatole di derivazione e all’interno degli apparecchi.Art. 10.9 –
Circuito del segnale di allarmeQuesito – L’eccezione prevista dalla
norma significa che nel circuito del segnale di allarme la protezione
contro il riscaldamento eccessivo causato da sovraccorrente,
può non essere applicata oppure deve non essere
applicata?Parere – Il dispositivo contro il riscaldamento eccessivo
causato da sovraccorrente nel circuito del segnale di allarme non
è vietato sul circuito di alimentazione della batteria.Art.
13.3- Installazioni in ambienti specialiQuesito – In sede di
attuazione della norma contenuta nell’art. 13.3 del D.P.R. 29 maggio
1963, n. 1497, secondo la quale le linee e gli apparecchi elettrici di
impianto installati in ambienti dove esiste il pericolo di esplosione
devono essere provvisti di idonea protezione anti-deflagrante,
è sorto il dubbio se possa ritenersi idonea una protezione del
quadro di manovra costituita da un’armadio metallico di tipo
antideflagrante, racchiudente completamente il quadro stesso.
Ciò in considerazione che le operazioni di verifica e quelle di
controllo nonché, in alcuni casi, gli interventi di emergenza,
debbono essere effettuati con quadro scoperto. Mentre le prime
operazioni cioè quelle di verifica e manutenzione potrebbero
essere precedute da controlli, con idonei strumenti, delle
concentrazioni di gas pericolosi, nell’ambiente del macchinario e da
eventuali bonifiche, non appare realizzabile tale cautela nei casi di
interventi di emergenza. Tenuto presente che custodie del tipo
antideflagrante per quadri di notevole dimensione non risultano
normalizzate, si ritiene che un apprestamento protettivo idoneo
potrebbe essere costituito da un’apparecchiatura atta a creare
automaticamente, e contemporaneamente al funzionamento
dell’impianto, una pressurizzazione dell’intero locale del
macchinario.Parere – Possono ritenersi accettabili le due seguenti
soluzioni:1) Quadro di manovra racchiuso in armadio metallico di tipo
antideflagrante (a prova di esplosione o a sovrapressione interna).
Gli interventi di emergenza non devono effettuarsi con quadro aperto
ma devono essere realizzati mediante l’apertura dell’interruttore
generale e l’eventuale manovra a mano dell’argano; per le operazioni
di verifica e manutenzione, che richiedono che il quadro sia aperto,
il locale argano deve essere controllato, ed eventualmente bonificato,
prima dell’apertura del quadro.2) Pressurizzazione dell’intero locale
del macchinario; questa evita le condizioni di pericolo derivanti da
altri organi, ad esempio dal freno.In entrambi i casi la sicurezza
contro il pericolo di esplosioni contrasta con l’esistenza
dell’apertura o del camino per scaricare all’aria libera il fumo che
si formasse a causa di un eventuale incendio (art. 9 del D.P.R. 29
maggio 1963, n. 1497). Poiché trattasi di esigenze
contrastanti, si ritiene debba prevalere la più importante e
che pertanto, quando necessario, si possa derogare dall’obbligo di
avere la apertura o il camino, in via temporanea mediante una
saracinesca che chiuda l’apertura o il camino durante la bonifica del
locale, o in via permanente quando l’intero locale del macchinario
è pressurizzato.Art. 20.2- Porte dei pianiQuesito – I telai ed
i controtelai in legno, ai quali vengono applicate le cerniere delle
porte di piano di tipo a battente, possono essere considerati parti
integranti delle porte stesse quando queste ultime sono anche esse
fabbricate in legno? Per analogia, ove vengano installate porte di
piano di tipo scorrevole portate da appositi telai, gli stipiti e le
mostre delle porte che abbiano solo funzione decorativa possono essere
in materiale combustibile?Parere – I telai e gli stipiti sono elementi
costitutivi delle porte dei piani, pertanto possono essere in legno se
le porte sono di legno.Art. 20.4- Rivestimento delle protezioniQuesito
– Le protezioni al vano di corsa in rete metallica, per motivi
estetici, possono essere rivestite esternamente, o anche internamente
ed esternamente, con…

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