D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620 - Decentramento competenze al rilascio di concessioni per depositi di oli minerali e gas di petrolio liquefatti | Chimici.info

D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620 – Decentramento competenze al rilascio di concessioni per depositi di oli minerali e gas di petrolio liquefatti

D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620 - Decentramento competenze al rilascio di concessioni per depositi di oli minerali e gas di petrolio liquefatti - Norme di sicurezza
Circolare Ministeriale

Il Decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n.
620 relativo al decentramento dei servizi del Ministero Industria e
Commercio stabilisce all’art. 8 che nelle domande di concessione per
gli impianti di riempimento e travaso di gas di petrolio liquefatti
con serbatoio avente capacità massima di 50 mc e per i depositi di gas
di petrolio liquefatti in recipienti portatili (bombole) con capacità
di accumulo non superiore a 5.000 kg provvede il Prefetto sentito il
parere, per quanto di rispettiva competenza, della Camera di
Commercio, Industria e Agricoltura, del Comando del Corpo Provinciale
dei Vigili del fuoco e dell’Ufficio Tecnico delle Imposte di
fabbricazione.
Il Ministero Industria e Commercio con circolare n. 346 del 31 agosto
1955 relativa all’oggetto ha chiarito, tra l’altro, che il parere dei
comandi provinciali dei Vigili del fuoco dovrà riguardare la
rispondenza dell’impianto alle norme di sicurezza e antincendio.
Questo Ministero, ai sensi degli articoli 28 e 33 della legge 27
dicembre 1941, n. 1570, allo scopo di dare una uniforme disciplina
alle varie attività del settore dei gas di petrolio liquefatti, ha
predisposto le norme tecniche di sicurezza da adottarsi per tutti gli
impianti e depositi che ricadano entro i limiti di potenzialità
stabiliti dal citato Decreto Presidenziale.
In allegato alla presente nota si inviano quindi le norme di sicurezza
relative agli impianti di imbottigliamento e travaso, ai depositi,
agli impianti di distribuzione stradale per autotrazione e agli
impianti centralizzati per uso domestico.
Le presenti norme verranno applicate per la formulazione del parere,
ai fini della sicurezza, che i Comandi dei Vigili del fuoco dovranno
esprimere ai sensi del citato D.P.R. per il rilascio della Concessione
Prefettizia.
PARTE PRIMA – NORME DI SICUREZZA PER LA COSTRUZIONE
E L’ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI DI RIEMPIMENTO E TRAVASO
DI GAS DI PETROLIO LIQUEFATTITITOLO I NORME GENERALI
Art. 1Le presenti norme riguardano gli stabilimenti di
riempimento e travaso di gas di petrolio liquefatti muniti di
serbatoio di accumulo avente la capacità geometrica complessiva non
superiore a mc 50. Di tali impianti potrà anche fare parte un
magazzino per deposito di recipienti portatili (bottiglie). La
potenzialità del magazzino adibito a deposito non dovrà essere
superiore a kg 5.000 di gas di petrolio liquefatti e dovrà essere
costruito con l’osservanza delle norme di cui alla parte seconda.
Occorre inoltre prevedere la costruzione di un locale o tettoia, dove
possano essere depositati i recipienti vuoti, in attesa di riempimento
o riparazione.Art. 2Gli stabilimenti di
riempimento e travaso di gas di petrolio liquefatti eseguono il
travaso fra serbatoi mobili e fissi e il riempimento di recipienti
portatili.
Tali stabilimenti in relazione alla loro importanza possono essere
costituiti da:
1) “punto di travaso“ nel quale i vagoni-serbatoio o gli
autocarri-serbatoio si collegano per lo scarico, mediante tubazioni
flessibili, con la rete interna di tubazioni fisse facenti capo ai:
2) ”serbatoi fissi“ nei quali viene accumulato il gas di petrolio
liquefatto scaricato;
3) ”locale pompe“ collegato con tutto il sistema di tubazioni interne,
fisse, che comprende l’installazione delle macchine e dispositivi
necessari al movimento dei g.p.l.;
4) ”locale imbottigliamento“ nel quale il g.p.l. prelevato dal
serbatoio di accumulo viene introdotto nei recipienti portatili. In
tale locale si eseguono anche le operazioni di controllo della tenuta
e della pesatura delle bottiglie;
5) ”magazzino di deposito“ nel quale vengono accumulati i recipienti
portatili dopo averne effettuato il riempimento;
6) ”locali destinati ai servizi accessori“: cabina elettrica, officina
di riparazione bottiglie e verniciatura delle medesime, autorimessa,
portineria, uffici, spogliatoi, ecc.

TITOLO II UBICAZIONE – DISTANZE DI SICUREZZA
Art. 3Gli impianti di riempimento e travaso di g.p.l.
dovranno essere ubicati, di massima, in zone isolate o quanto meno a
scarsa densità di abitanti o con costruzioni a carattere
estensivo.Art. 4Tra gli elementi pericolosi (punti
di travaso, serbatoi fuori terra, locale pompe, locale
imbottigliamento) dell’impianto e i fabbricati non pertinenti lo
stabilimento stesso, dovrà osservarsi una ”distanza di sicurezza
esterna“; la stessa distanza dovrà osservarsi anche rispetto al
confine di aree indicate, in piano regolatore, come edificabili.
Tale distanza di sicurezza dovrà essere di m 40.
Tra il magazzino adibito a deposito di recipienti portatili pieni, ove
questo esita, e i fabbricati esterni oppure i confini di aree
edificabili, dovrà sussistere una ”distanza di sicurezza esterna“ di m
20.Art. 5Tra la recinzione dell’impianto e gli elementi
pericolosi di questo (punti di travaso, serbatoio fuori terra, locale
pompe, locale imbottigliamento, magazzino recipienti pieni) dovrà
sussistere una distanza di protezione non inferiore a m 5. Qualora uno
dei lati dell’impianto sia adiacente a strada nazionale o autostrada
di grande traffico, tale distanza sarà elevata a m 10.Art.
6Tutte le ”distanze di sicurezza interna“, fra i vari elementi
pericolosi (punto di travaso, locale pompe, serbatoio, magazzino,
deposito bottiglie piene, locale imbottigliamento) dovranno risultare
non inferiori a m 15.
La sola distanza fra serbatoio e locale pompe è ridotta a m 10.
I serbatoi di accumulo dovranno distare fra loro di una lunghezza non
inferiore al diametro. Ove disuguali, al diametro medio.Art.
7Le distanze di cui all’art. 6 potranno essere ridotte
della metà qualora tra gli elementi pericolosi venga interposto un
muro di schermo in calcestruzzo armato. La lunghezza e l’altezza di
questo dipende dalla sua ubicazione, e dovrà essere tale da
intercettare tutte le possibili linee rette congiungenti i vari punti
del perimetro degli elementi pericolosi.Art.
8Le distanze di sicurezza esterna ed interna e le distanze di
protezione si misurano tra i punti più vicini dei fabbricati e dei
manufatti tra i quali tali distanze devono osservarsi.
Nella misura delle distanze di sicurezza esterna potranno essere
computate: la distanza di sicurezza interna, la distanza di
protezione, la larghezza di strade, cortili, giardini,
ecc.Art. 9Le distanze di sicurezza esterna, di cui
all’art. 4, dovranno osservarsi anche nei confronti delle linee
ferroviarie e tranviarie in sede propria ovvero filoviarie: in tale
caso la distanza sarà misurata dalla verticale del filo più vicino.
Negli altri casi la distanza si misurerà tra l’elemento pericoloso
dell’impianto e la rotaia più vicina del binario di transito.
————(*) La distanza da binari delle FF.S. e da officine di
qualsiasi tipo delle FF.S. di edifici e manufatti di qualsiasi genere,
e quindi anche dai serbatoi, non deve essere inferiore a 30 metri.
Art. 49 del D.P.R. 753 – G.U. n. 314 del 15 novembre 1980 ”Nuove norme
in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell’esercizio delle
ferrovie e di altri servizi di trasporto“. Decreto 3 agosto 1981 –
G.U. n. 229 del 21 agosto 1981; ”Determinazione ai sensi dell’art. 10,
comma 21 della legge 12 febbraio 1981 , n. 17 della distanza minima da
osservarsi nella costruzione di edifici o manufatti nei confronti
delle officine e degli impianti dell’Azienda autonoma delle ferrovie
dello Stato nei quali si svolgono particolari
lavorazioni“.Art. 10Le distanze di sicurezza
esterna, indicate all’art. 4, dovranno essere aumentate della metà
qualora i fabbricati esterni all’impianto siano: chiese, scuole,
locali di pubblico spettacolo, alberghi, ospedali, caserme, mercati,
edifici di interesse artistico e comunque destinati a
collettività.
TITOLO III CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
Art. 11a) Recinzione. La recinzione dovrà essere
estesa all’intero perimetro dell’area su cui sorge l’impianto di
riempimento e travaso. Essa dovrà essere costituita da muro continuo
di conveniente spessore dell’altezza minima di m 2,50.
Nel muro di recinzione non dovranno aversi altre aperture salvo quelle
necessarie per il regolare esercizio dell’impianto. L’ubicazione delle
stesse dovrà essere scelta, per quanto possibile, in posizione
protetta rispetto alle installazioni pericolose.
L’apertura del muro di cinta dovrà avere altezza libera non inferiore
a m 3,50 e larghezza tale da assicurare il passaggio dei mezzi
antincendio.Art. 12a) Fabbricati. I
fabbricati per il locale pompaggio, per il locale di riempimento delle
bottiglie e per il deposito dovranno essere costituiti esclusivamente
da locali ad un solo piano a livello terra o rialzato. Il pavimento
dovrà risultare comunque rialzato rispetto alla quota più bassa del
perimetro esterno del fabbricato. Essi non dovranno avere locali
sottostanti anche se destinati ad altro uso. Tali fabbricati dovranno
essere costruiti con materiali incombustibili e resistenti al fuoco. A
tal fine è opportuno che le strutture portanti dei fabbricati siano
realizzate in calcestruzzo armato o in muratura di pietrame o di
laterizio con malta di cemento. Lo spessore delle strutture in
muratura dovrà essere non minore di cm 50 e cm 30 rispettivamente. I
fabbricati di cui al presente comma dovranno inoltre prestarsi ad un
facile esodo delle persone in caso di sinistro e pertanto dovrà
prevedersi un sufficiente numero di aperture ed eventualmente di
porte, che si aprano verso l’esterno, distribuite in modo tale che,
per essere raggiunte dal personale, non debba compiersi un percorso
più lungo di 10 metri. I fabbricati di cui al presente comma dovranno
avere aperture prive di serramento per la ventilazione naturale. Tali
aperture dovranno presentare complessivamente una superficie non
minore a 1/5 della superficie di pavimento del locale nel quale sono
costruite. Il pavimento dei fabbricati di cui al presente comma dovrà
essere realizzato con materiali non combustibili e non…

[Continua nel file zip allegato]

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