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D.M. 26 giugno 1984

D.M. 26 giugno 1984 Omologazione nella reazione al fuoco di materiali di rivestimento e di materiali isolanti in vista posti non in aderenza agli elementi costruttivi
Circolare Ministeriale

Il punto 6.2, lettera c), della ”regola tecnica di
prevenzione incendi per la costruzione e l’esercizio delle
attività ricettive turistico-alberghiere“ allegata al
D.M. 9 aprile 1994, dispone che i controsoffitti nonché gli
altri materiali di rivestimento e i materiali isolanti in vista posti
non in aderenza agli elementi costruttivi siano omologati
”tenendo conto delle effettive condizioni di impiego anche in
relazione alle possibili fonti di innesco“.Al fine di
semplificare e generalizzare le procedure di classificazione dei
materiali anzidetti armonizzandole con il disposto sopracitato, il
Laboratorio di Chimica del Centro Studi ed Esperienze, d’intesa con
questo Ministero, ha emesso le risoluzioni n. 19, 20, 21 e 22 del 30
novembre 1994 allegate in copia con le quali, sostanzialmente, viene
stabilito che per la classificazione dei materiali in argomento
dovrà tenersi conto di entrambe le superfici dei materiali in
argomento, sia delle facce cosiddette ”a vista“, sia delle
superfici rivolte verso l’interno delle intercapedini.Analogamente,
per i materiali di che trattasi, vanno stabiliti gli indirizzi e le
procedure da seguire per il rilascio delle nuove omologazioni
nonché le condizioni di validità delle omologazioni
già rilasciate: a tal fine, si dispone quanto segue:Reazione
al fuocoRisoluzione n. 19 del 28 novembre 1994Per la
classificazione dei materiali di completamento impiegati come
rivestimento dell’intradosso dei solai e posti in opera non in
aderenza agli stessi (controsoffitti) si applica quanto disposto al
punto 3.1 della ”Raccolta delle Risoluzioni“, sottoponendo
a prova entrambe le superfici se di natura diversa. Il metodo di prova
C.S.E. RF 3/77, va eseguito nelle posizioni ”soffitto“ e
”pavimento“ esponendo al pannello radiante, nella
posizione ”soffitto“, la superficie che in opera
verrà rivolta verso il basso e nella posizione
”pavimento“ quella che in opera verrà rivolta verso
l’alto.Al materiale è attribuita la classe peggiore tra quelle
determinate.Nel caso in cui le due superfici da sottoporre a prova
siano identiche il materiale va provato su una sola superficie e il
metodo di prova C.S.E. RF 3/77 va eseguito unicamente nella posizione
”soffitto“ attribuendo al materiale la classe
determinata.Reazione al fuocoRisoluzione n. 20 del 28 novembre
1994Per la classificazione dei materiali di completamento
impiegati come rivestimento dell’estradosso dei solai e posti in opera
non in aderenza agli stessi (pavimenti sopraelevati) si applica quanto
disposto al punto 3.1 della ”Raccolta delle Risoluzioni“,
sottoponendo a prova entrambe le superfici se di natura diversa. Il
metodo di prova C.S.E. RF 3/77, va eseguito nelle posizioni
”pavimento“ e ”soffitto“ esponendo al pannello
radiante, nella posizione ”pavimento“, la superficie che
in opera verrà rivolta verso l’alto e nella posizione
”soffitto“ quella che in opera verrà rivolta verso
il basso.Al materiale è attribuita la classe peggiore tra
quelle determinate.Nel caso in cui le due superfici da sottoporre a
prova siano identiche il materiale va provato su una sola superficie e
il metodo di prova C.S.E. RF 3/77 va eseguito unicamente nella
posizione ”soffitto“ attribuendo al materiale la classe
determinata.Reazione al fuocoRisoluzione n. 21 del 28 novembre
1994Per la classificazione dei materiali di rivestimento di pareti
posti in opera non in aderenza agli elementi costruttivi, si applica
la risoluzione n. 6 del 30 dicembre 1987.Reazione al
fuocoRisoluzione n. 22 del 28 novembre 19941. Per la
classificazione dei materiali isolanti in vista con componente
isolante esposto direttamente alle fiamme posti in opera non in
aderenza agli elementi costruttivi si applicano le risoluzioni n. 19,
n. 20 e n. 21 in relazione agli specifici casi di impiego.2. Per la
classificazione dei materiali isolanti in vista con componente
isolante non esposto direttamente alle fiamme posti in opera non in
aderenza agli elementi costruttivi si applicano, oltre al punto 6.1.2
della ”Raccolta delle risoluzioni“, le risoluzioni n. 19,
n. 20 e n. 21 in relazione agli specifici casi di impiego.Articolo
unicoA decorrere dalla data di emanazione della presente
circolare, gli atti di omologazione relativi ai materiali in argomento
saranno emessi da questo Ministero sulla base di certificazioni
redatte in conformità alle risoluzioni citate in premessa.Nel
caso in cui le due superfici del materiale da sottoporre a prova siano
identiche tra loro, tale circostanza dovrà essere
esplicitamente evidenziata nella scheda tecnica firmata dal legale
rappresentante della ditta produttrice.Le istanze di omologazione
giacenti presso il competente Ufficio di questa Direzione Generale,
dovranno essere integrate da un secondo certificato di reazione al
fuoco afferente le sole prove integrative da condursi sui materiali
stessi alla luce delle relative risoluzioni.Su tutti i secondi
certificati, le voci ”impiego“ e ”posa in
opera“ non dovranno essere compilate e, a cura dei laboratori
certificatori, dovrà essere apposta la seguente
dicitura:”Certificato emesso ai sensi della circolare prot.
………………….. del ………………………., da collegare
al certificato di reazione al fuoco n. ……………………….
emesso il …………………. dal
………………………“.Nulla muta, ovviamente, per quanto
attiene la compilazione dei rapporti di prova relativi ai certificati
stessi.Nel caso in cui le due superfici del materiale siano identiche
tra loro, il legale rappresentante della ditta produttrice
dovrà inviare a questo Ministero, in luogo del secondo
certificato anzidetto, un’apposita dichiarazione attestante
l’identicità delle superfici stesse. Tale disposto non è
applicabile, ovviamente, ai materiali, isolanti e non, impiegati nella
posizione di ”pavimentazione sopraelevata“ per i quali
è indispensabile l’esecuzione delle prove integrative.L’uno o
l’altro dei documenti sarà richiesto da questo Ministero
all’atto dell’esame di ogni istanza ma potrà anche essere
inviato di propria iniziativa dalle varie ditte produttrici, facendo
riferimento alla presente circolare.Le omologazioni rilasciate
anteriormente alla data della presente circolare, potranno essere
adeguate alle nuove disposizioni.A tal fine, i fabbricanti dovranno
inviare a questo Ministero apposite istanze in carta legale corredate
dagli originali degli atti di omologazione e, in relazione ai casi,
degli stessi secondi certificati o dalle stesse dichiarazioni previste
al precedente punto 2).Le suddette istanze potranno anche essere
contestuali alle richieste di rinnovo delle omologazioni stesse che,
come è noto, hanno validità quinquennale dalla data del
relativo rilascio; fino al loro adeguamento, però, tutte le
omologazioni di che trattasi potranno considerarsi valide solo in
riferimento alle superfici a vista dei corrispondenti materiali che,
pertanto, non potranno essere installati in caso di formazione di
intercapedini contenenti possibili fonti di innesco.Le omologazioni
per estensione, saranno rilasciate da questo Ministero solo se gli
atti relativi ai materiali di riferimento siano stati adeguati in
conformità alle disposizioni contenute nella presente
circolare.I materiali in questione, già installati, che formino
intercapedini contenenti fonti di innesco, dovranno essere adeguati a
quanto richiesto nella presente circolare.Tale adeguamento
dovrà avvenire entro i termini previsti nelle norme di
prevenzione incendi specifiche per le attività i cui materiali
si trovano installati, nel rispetto delle classi di reazione al fuoco
prescritte.Si raccomanda di dare la più ampia diffusione alla
presente circolare i cui contenuti sono di immediata attuazione; un
invito particolare alla collaborazione viene rivolto ai laboratori
autorizzati che leggono per conoscenza, la cui attività
certificativa assicura loro un costante e diretto contatto con le
ditte produttrici dei materiali in argomento.

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