D.Lgs. n. 359/99 - Uso di sistemi di imbracatura di carichi costituiti da spire di tondino metallico avvolte e bloccate da nodi a spirale | Chimici.info

D.Lgs. n. 359/99 – Uso di sistemi di imbracatura di carichi costituiti da spire di tondino metallico avvolte e bloccate da nodi a spirale

D.Lgs. n. 359/99 - Uso di sistemi di imbracatura di carichi costituiti da spire di tondino metallico avvolte e bloccate da nodi a spirale - Non ammissibilità del sistema rispetto alle esigenze di sicurezza
Circolare Ministeriale

È di recente stato segnalato che sono frequentemente
usati nei luoghi di lavoro sistemi di imbracatura di carichi
costituiti da legature realizzate mediante una o più spire di
tondino metallico che, avvolte attorno al carico e fissate con un nodo
a spirale, assolvono nel contempo alla duplice funzione di: –
confezionamento-contenimento del carico (quando questo sia
costituito da elementi distinti e/o separati occasionalmente tenuti
insieme per consentirne il sollevamento con la medesima operazione)-
elemento di imbracatura per l’aggancio all’organo di presa
dell’apparecchio di sollevamento.Al riguardo, si ritiene
opportuno fornire le seguenti precisazioni.Dal punto di vista dei
requisiti costruttivi di sicurezza va innanzitutto chiarito che dette
legature costituiscono veri e propri accessori di
sollevamento/imbracatura e pertanto trovano la loro regolamentazione
tecnica (requisiti di sicurezza) ed amministrativa (procedure per
l’immissione in commercio o la messa in servizio) nel D.P.R. n.
459/96. Ciò comporta, in particolare, che queste anche
quando siano realizzate per uso proprio (cioè destinate ad
essere utilizzate direttamente da chi le costruisce), ovvero in unico
esemplare, o, ancora, in configurazione non reimpiegabile (tipo
“usa e getta”), sono soggette al regime procedurale (messa
a punto del fascicolo tecnico, redazione del manuale di istruzioni per
l’uso in sicurezza, emissione della dichiarazione di
conformità, apposizione della marcatura CE) e
tecnico-costruttivo (rispetto dei pertinenti requisiti
dell’alllegato I) ivi previsto.Per quel che attiene la
conformità alle disposizioni di sicurezza sull’uso delle
attrezzature di lavoro sui luoghi di lavoro, e indipendentemente da
quanto appena premesso, deve essere chiaramente rilevato che un
sistema che faccia ricorso a dette legature, comunque queste siano
realizzate, se può considerarsi accettabile come dispositivo
per il contenimento del carico – sempreché ne garantisca
stabilità e la sicurezza rispetto al possibile sfilamento degli
elementi tenuti insieme in rapporto alle azioni presumibili che sul
carico così assemblato potranno esercitarsi – non altrettanto
può considerarsi idoneo assolvere con sicurezza la funzione di
elemento di imbracatura.Infatti, il sistema in parola non è in
grado di garantire a priori, ovvero non possiede con il necessario
grado di affidabilità alcuni o tutti i requisiti (enunciati ai
punti 1.1.2 a), 1.1.2 c) e 4.1.2.5 dell’allegato I al D.P.R. n.
459/96) corrispondenti alle esigenze costruttive di sicurezza cui lo
stesso deve soddisfare. A questo proposito non appare privo di
significato che siffatto sistema non sia previsto da alcun codice di
buona pratica (si vedano, ad es., le Linee guida per la
movimentazione dei carichi ed il sollevamento di persone edite
dall’ISPESL) né risulti preso in esame come ammissibile
dalla regolamentazione comunitaria (come si evince dall’esame
del già menzionato p. 4.1.2.5 dell’Allegato I al D.P.R.
n. 459/96).È, in definitiva, l’eccessiva
“sensibilità” al fattore umano delle procedure da
seguire – concernenti sia la realizzazione pratica, sia il rispetto
delle relative condizioni e limitazioni d’impiego –
caratteristico di questo sistema a determinarne una intrinseca
inaffidabilità di realizzazione e di gestione. Si ritiene
pertanto opportuno ribadire che, per i motivi suesposti, sistemi di
imbracatura quali quelli descritti debbono, allo stato, considerarsi
non in linea con le vigenti disposizioni di sicurezza, in particolare
con il disposto dell’art. 374, secondo comma, del D.P.R. n.
547/55 e dell’art. 35, comma 1, del D.l.vo n. 626/94,
oltreché a quelle del citato D.P.R. n. 459/96..Si ritiene utile
rammentare che, ove richiesto dalle caratteristiche del carico,
risultano normalmente disponibili brache flessibili (realizzate in
metallo o fibre tessili) che rispondono ai necessari requisiti di
sicurezza, in quanto costruite in conformità alle norme di
buona tecnica che le riguardano .

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