Controsoffitti per strutture resistenti al fuoco – Chiarimenti sull'impiego di controsoffitti certificati ai sensi della circolare MI.SA. del 14 settembre 1961 | Chimici.info

Controsoffitti per strutture resistenti al fuoco – Chiarimenti sull’impiego di controsoffitti certificati ai sensi della circolare MI.SA. del 14 settembre 1961

Controsoffitti per strutture resistenti al fuoco – Chiarimenti sull'impiego di controsoffitti certificati ai sensi della circolare MI.SA. del 14 settembre 1961 n. 91.
Lettera Circolare

Pervengono a questo Ministero richieste di
chiarimenti circa l’impiego di controsoffitti certificati resistenti a
fuoco secondo la circolare MI.SA. del 14 settembre 1961 n. 91 da
laboratori autorizzati dal Ministero dell’Interno e applicati su
strutture lignee in conformità alla Lettera-Circolare n. 23752/4122
del 7 dicembre 1987.
La problematica in questione è di carattere generale e riguarda le
modalità di attribuzione dei risultati di prove di resistenza al
fuoco, condotte su controsoffitti, a strutture protette in opera da
detti controsoffitti. In attesa di norme comunitarie che regolamentino
il prodotto, acquisito il parere del Comitato Tecnico Scientifico di
Prevenzione Incendi, si ritiene necessario chiarire quanto segue.
I controsoffitti utilizzati come protezione antincendio delle
strutture si dividono in due categorie:

a) controsoffitti con funzione propria di compartimentazione (anche
detti controsoffitti a membrana);
b) controsoffitti senza funzione propria di compartimentazione ma che
contribuiscono alla resistenza al fuoco della struttura da essi
protetta.

I controsoffitti di cui al comma a) sono sottoposti a prova con le
modalità previste per i solai e le solette non portanti, con le quali
vengono determinati sperimentalmente i requisiti I ed E cui si
aggiunge il requisito R come previsto dal D.M. 30 novembre 1983.
Costituiscono, loro stessi, una separazione orizzontale antincendio,
prescindendo dall’eventuale struttura posta al di sopra di essi.
I controsoffitti di cui al comma b) sono sottoposti a prova, a scelta
del produttore, con le modalità previste per le strutture protette
senza applicazione di carico (comma 3.2.2 della Circ. 91/61)
ovvero con le modalità previste per le strutture protette con
applicazione di carico (comma 3.2.1 di detta Circolare).
Tale possibilità di scelta è fonte di dubbi sul più corretto impiego
dei risultati riportati nei relativi rapporti di prova. A tal fine,
per i controsoffitti di cui al comma b), si fa presente quanto segue:

Il risultato R di prove su controsoffitti condotte nel rispetto del
comma 3.2.2 della Circ. 91/61, cioè limitando il riscaldamento
delle strutture protette a 350°C, è direttamente applicabile a
qualsiasi tipologia strutturale protetta da identico controsoffitto,
prescindendo dalle caratteristiche geometriche della strutturaci è
applicato nonché dalle condizioni di carico, di vincolo e di
resistenza meccanica del materiale impiegato sia esso acciaio,
calcestruzzo, legno e purché il controsoffitto sia posto ad una
distanza dalla struttura non inferiore a quella di prova. Per essi
valgono i contenuti della Lettera-Circolare n. 23752/4122 del 7
dicembre 1987.
Il risultato REI di prove condotte su controsoffitti nel rispetto del
comma 3.2.1 della Circ. 91/61, cioè portando alla perdita di
capacità portante la struttura cui esso è applicato, è direttamente
applicabile soltanto a identiche tipologie strutturali caratterizzate
da geometrie, condizioni di carico, di vincolo e di resistenza
meccanica che risultino conservative rispetto alle rispettive
caratteristiche della struttura in prova nonché con distanza fra
controsoffitto e struttura non inferiore a quella di prova. Per essi
non valgono i contenuti della Lettera-Circolare n. 23752/4122 del 7
dicembre 1987.
È possibile determinare anche per i controsoffitti di cui al punto 2)
il tempo di raggiungimento della temperatura di 350°C misurata sulla
fibra termicamente più sollecitata dell’elemento di acciaio protetto
dal controsoffitto in prova. Classificando il controsoffitto in base a
questo tempo esso rientra nella casistica prevista al punto 1) e per
esso valgono i contenuti della Lettera-Circolare n. 23752/4122 del 7
dicembre 1987.
Per le strutture protette dai controsoffitti è possibile applicare i
metodi analitici previsti dal D.M. 4 maggio 1998 All. II (in
riferimento alle norme UNI 9502, UNI 9503 e agli eurocodici EN
1992-1.2 e EN 1993-1.2), utilizzando come andamento delle temperature
dei gas di combustione, in luogo della curva nominale standard (ISO
834), la temperatura media misurata sull’ala inferiore dell’elemento
di acciaio protetto dal controsoffitto in prova incrementata del 15%).

Per le varie tipologie di controsoffitti illustrate ai commi a) e b)
si dovrà in ogni caso accertare che le condizioni di posa rispecchino
fedelmente quanto pervisto in prova, sia per quanto attiene alle
modalità di installazione sia per quanto riguarda i dettagli
costruttivi del controsoffitto.
Particolare attenzione andrà posta sulla carpenteria metallica leggera
di sostegno, sul tipo e sul passo della pendinatura, sul fissaggio
delle cornici perimetrali, sulla presenza di dispositivi di bloccaggio
dei pannelli alla carpenteria metallica di sostegno (clip), sul
trattamento dei giunti, sulla presenza di finiture superficiali,
sull’alternanza degli strati costituenti il pannello isolante e sulla
presenza di eventuali intercapedini all’interno del pannello.

Controsoffitti per strutture resistenti al fuoco – Chiarimenti sull’impiego di controsoffitti certificati ai sensi della circolare MI.SA. del 14 settembre 1961

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