CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 5 ottobre 2006 | Chimici.info

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – PROVVEDIMENTO 5 ottobre 2006

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 5 ottobre 2006 - Accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, concernente le linee guida interpretative dell'Accordo sancito in Conferenza Stato-regioni il 26 gennaio 2006, in attuazione dell'articolo 8-bis, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, introdotto dall'articolo 2 del decreto legislativo del 23 giugno 2003, n. 195 in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro. (Repertorio atti n. 2635). (GU n. 285 del 7-12-2006)

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

PROVVEDIMENTO 5 ottobre 2006

Accordo ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, concernente le linee guida interpretative dell’Accordo
sancito in Conferenza Stato-regioni il 26 gennaio 2006, in attuazione
dell’articolo 8-bis, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, introdotto dall’articolo 2 del decreto legislativo del
23 giugno 2003, n. 195 in materia di prevenzione e protezione dei
lavoratori sui luoghi di lavoro. (Repertorio atti n. 2635).

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

nell’odierna seduta del 5 ottobre 2006:
Visto l’art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che
attribuisce a questa Conferenza la facolta’ di sancire accordi tra
Governo, regioni e province autonome, in attuazione del principio di
leale collaborazione, al fine di coordinare l’esercizio delle
rispettive competenze e svolgere attivita’ di interesse comune;
Visto l’Accordo sancito in Conferenza Stato-regioni il 26 gennaio
2006, in attuazione dell’art. 8-bis, comma 3, del decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626 del 1994, introdotto dall’art. 2 del
decreto legislativo n. 23 giugno 2003, n. 195, in materia di
prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro;
Considerato che, in conformita’ con quanto previsto al punto 2.7
del citato accordo del 26 gennaio 2006, le regioni e province
autonome avviano una sperimentazione che consente di testare il nuovo
impianto formativo, riservandosi la possibilita’ di un ulteriore
passaggio in Conferenza Stato-regioni per gli eventuali adeguamenti
dell’accordo;
Considerato che, a tal fine le regioni, dopo aver acquisito
numerose richieste di chiarimenti pervenute dai soggetti formatori
che sono tenuti a dare attuazione a quanto contenuto nell’accordo,
hanno fornito l’interpretazione univoca del testo al fine di
garantire la corretta attuazione di quanto previsto ed hanno pertanto
predisposto un documento di linee guida interpretative;
Visto il documento di linee guida interpretative elaborato dalle
regioni, di cui la Conferenza delle regioni e province autonome ha
preso atto nella seduta del 12 luglio 2006, pervenuto in data
14 luglio 2006 e diramato il 17 luglio, che attiene in particolare
alle questioni relative al termine di attivazione dei corsi
formativi, alla metodologia di insegnamento/apprendimento, alla
certificazione, al riconoscimento dei crediti professionali e
formativi pregressi, ai corsi di aggiornamento di cui all’art. 8-bis
del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 ed alla
sperimentazione;
Considerato che, con riferimento a tale ultimo profilo, le linee
guida interpretative prevedono che la sperimentazione abbia durata
biennale a partire dalla data di pubblicazione dell’accordo nella
Gazzetta Ufficiale (14 febbraio 2006), e che i risultati di tale
sperimentazione dovranno essere condivisi con i Ministeri interessati
per eventuali adeguamenti in Conferenza Stato-regioni;
Considerato l’esito dell’incontro tecnico del 7 settembre 2006, nel
corso del quale sono state accolte le richieste emendative delle
amministrazioni statali sul documento regionale e si e’ addivenuti ad
una condivisone del documento proposto dalle regioni;
Considerato altresi’ che tale documento, riformulato dai
coordinamenti tecnici delle regioni Lazio e Toscana, rispettivamente
coordinatrici delle materie lavoro e salute, cosi’ come modificato e
approvato in sede di riunione tecnica del 7 settembre 2006, trasmesso
con nota dell’11 settembre 2006 e’ stato diramato con nota del
14 settembre 2006, (allegato sub. A) alle amministrazioni statali
competenti e alle regioni, ai fini della approvazione in sede di
Conferenza Stato-regioni;
Acquisito, nell’odierna seduta di questa Conferenza, l’assenso del
Governo, delle regioni e delle province autonome nel testo del
documento di linee guida di cui all’allegato sub A, parte integrante
del presente atto;
Sancisce accordo

tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, nell’adozione del documento concernente le linee guida
interpretative dell’accordo sancito in Conferenza Stato-regioni il
26 gennaio 2006, in attuazione dell’art. 8-bis, comma 3, del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626 del 1994, introdotto dall’art.
2 del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195 in materia di
prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro, di cui
in premessa, nel testo trasmesso con nota del 14 settembre 2006, che
allegato al presente atto, ne costituisce parte integrante.
Roma, 5 ottobre 2006
Il presidente: Lanzillotta
Il segretario: Busia

Allegato sub-A

LINEE INTERPRETATIVE CONDIVISE DELL’ACCORDO IN CONFERENZA STATO –
REGIONI ATTUATIVO DELL’Art. 2, COMMI 2 E 3, DEL DECRETO LEGISLATIVO
23 GIUGNO 2003, n. 195. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14
febbraio 2006, n. 37).

Le regioni e province autonome;
Premesso:

a) che in data 14 febbraio 2006 e’ stato pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 37 l’accordo, siglato in Conferenza
Stato-regioni, attuativo dell’art. 2, commi 2 e 3, del decreto
legislativo 23 giugno 2003, n. 195;
b) che a seguito di tale pubblicazione e’ emersa la necessita’
di definire linee interpretative condivise che favoriscano
l’attuazione di quanto previsto nell’accordo;
Convengono quanto segue:

1. Tenuto conto che il decreto legislativo n. 195/2003 all’art.
2, comma 3, individua un primo nucleo di soggetti abilitati ad
erogare la formazione per RSPP e ASPP, tra i quali le regioni e
province autonome, e che il successivo accordo siglato in Conferenza
Stato-regioni e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio
2006 individua un ulteriore gruppo di soggetti abilitati ad erogare
tale formazione, regioni e province autonome, per la parte di loro
competenza, ritengono che i contenuti dell’accordo rappresentano lo
standard minimo di riferimento, nell’ottica di armonizzare le
normative regionali in materia di sicurezza e prevenzione sui luoghi
di lavoro.
2. In conformita’ con quanto previsto al punto 2.7 dell’accordo,
le regioni e province autonome avviano una sperimentazione che
consente di testare il nuovo impianto formativo e si riservano la
possibilita’, laddove necessario, di un ulteriore passaggio in
Conferenza Stato-regioni per gli eventuali adeguamenti dell’accordo.
3. Viste le numerose richieste di chiarimenti pervenute dai
soggetti formatori che daranno attuazione a quanto contenuto
nell’accordo, le regioni e province autonome concordano sulla
necessita’ di fornire indicazioni ulteriori che favoriscano
l’interpretazione univoca del testo dell’accordo, in modo da
garantire la corretta attuazione di quanto previsto.
4. Le indicazioni che seguono – riferite al testo dell’accordo e
nel rispetto della medesima numerazione – hanno l’obiettivo di
chiarire ed integrare l’accordo solo laddove il disposto dello stesso
appariva dubbio o controverso.
Punto 1.1. – Termine di attivazione dei corsi formativi.
Per la fase transitoria prevista dall’art. 3, comma 2 del decreto
legislativo n. 195/2003, viene adottata come interpretazione del
concetto di «attivazione dei percorsi formativi» quella comunemente
utilizzata in ambito di formazione professionale, ossia il
completamento di tutte le procedure che consentono l’effettivo avvio
dell’intervento formativo. Pertanto entro il 14 febbraio 2007 (entro
un anno dalla pubblicazione dell’accordo nella Gazzetta Ufficiale)
dovranno essere completate tutte le procedure che consentono
l’effettivo avvio dei percorsi formativi.
Punto 2.2. – Metodologia di insegnamento/apprendimento.
Per i moduli A, B e C e’ da escludersi nella fase attuale il
ricorso alla FAD in quanto si tratta di una metodologia di complessa
progettazione, gestione e verifica/certificazione, al momento non
compatibile con l’attuale fase di sperimentazione e rodaggio del
sistema.
Punto 2.3. – Articolazione dei percorsi formativi.
Il modulo C deve essere frequentato anche dai soggetti in
possesso delle lauree triennali indicate all’art. 2, comma 6, del
decreto legislativo n. 195/2003, perche’ tale comma prevede, per chi
e’ in possesso di tali titoli, l’esonero solo dalla frequenza dei
corsi di formazione previsti al comma 2 del medesimo
articolo («specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei
rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivita’
lavorative», vale a dire la formazione prevista nei moduli A e B).
L’obbligo della frequenza ai corsi del modulo C e’ esplicitato (per i
soli RSPP) al comma 4 del medesimo articolo.
Punto 2.4. – Valutazione degli apprendimenti.
Le verifiche intermedie di apprendimento rientrano nell’orario
complessivo di ciascun modulo, mentre le verifiche finali di
apprendimento sono da intendersi al di fuori del monte ore
complessivo.
Punto 2.4.1. – Modulo A.
Il modulo A e’ propedeutico agli altri e la sua idoneita’, una
volta conseguita, resta valida per tutti i percorsi fo…

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