CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO | Chimici.info

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - ACCORDO 16 dicembre 2004: Accordo tra il Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'interno e della giustizia, e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di tutela della salute dei non fumatori, in attuazione dell'articolo 51, comma 7, della legge 16 gennaio 2003, n. 3. (GU n. 303 del 28-12-2004)

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

ACCORDO 16 dicembre 2004

Accordo tra il Ministro della salute, di concerto con i
Ministri
dell’interno e della giustizia, e le regioni e le province
autonome
di Trento e di Bolzano, in materia di tutela della salute
dei non
fumatori, in attuazione dell’articolo 51, comma 7, della
legge
16 gennaio 2003, n. 3.

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI
TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI
TRENTO E BOLZANO

Nell’odierna seduta del 16 dicembre 2004:
Visti
gli articoli 2, comma 2, lettera b) e 4, comma 1, del
decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Visto l’art. 51 della
legge 16 gennaio 2003, n. 3, che al comma 1,
a tutela della salute
dei non fumatori, dispone il divieto di fumare
nei locali chiusi,
ad eccezione di quelli privati non aperti ad
utenti o al
pubblico e di quelli riservati ai fumatori e come tali
contrassegnati,
al fine di garantire i livelli essenziali del diritto
alla salute;

Visto il citato art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, che
al
comma 7 demanda ad un accordo da sancirsi in questa Conferenza,
su
proposta del Ministro della salute, di concerto con i
Ministri
dell’interno e della giustizia, la individuazione delle
procedure per
l’accertamento delle infrazioni, della relativa
modulistica per il
rilievo delle sanzioni, nonche’
l’individuazione dei soggetti
legittimati ad elevare i relativi
processi verbali, dei soggetti
competenti a ricevere il rapporto sulle
infrazioni accertate ai sensi
dell’art. 17 della legge 24 novembre
1981, n. 689, e dei soggetti
deputati ad irrogare le relative
sanzioni;
Visto lo schema di accordo predisposto dal Ministero
della salute,
di concerto con i Ministri della giustizia e
dell’interno, ai sensi
del citato art. 51, comma 7, della legge n.
3 del 2003, nel testo
trasmesso con nota del 15 novembre 2004;

Considerato che nell’incontro tecnico del 29 novembre 2004,
tra
amministrazioni centrali interessate e regioni e province
autonome
sono state concordate alcune proposte di modifica al
testo della
proposta, in ordine ad alcune delle quali si sono
riservate tuttavia
una verifica;
Considerato che il Ministero della
salute con nota del 13 dicembre
2004 ha trasmesso una nuova stesura
del testo, nella quale sono state
recepite le proposte delle regioni e
le osservazioni formulate, sulla
scorta delle proposte regionali,
dai Ministeri dell’interno e della
giustizia;
Vista la nota del
14 dicembre 2004, con la quale il Ministero
dell’interno ha
richiesto ulteriori emendamenti ai punti 2.5, 3 e 4,
di carattere
meramente esplicativo, condivise dalle altre
amministrazioni
centrali, recepite in una nuova stesura dal Ministero
della salute e
trasmessa con nota del 15 dicembre 2004;
Vista la nota del 15
dicembre 2004, con la quale detta stesura e’
stata inoltrata alle
regioni e alle province autonome;
Acquisito l’assenso del Governo
e dei presidenti delle regioni e
delle province autonome, nel corso
dell’odierna seduta, sul testo del
presente accordo;

Sancisce accordo

tra i Ministri della salute,
dell’interno e della giustizia e le
regioni e le province autonome,
nei seguenti termini:
1. Premessa.
Il fumo di tabacco e’ la piu’
importante causa di morte prematura
nei Paesi sviluppati e
rappresenta, pertanto, uno dei piu’ gravi
problemi di sanita’
pubblica a livello mondiale.
La promozione di stili di vita
salutari e la prevenzione dei gravi
danni alla salute derivanti
dall’esposizione attiva e passiva al fumo
di tabacco, pertanto,
costituiscono obiettivi prioritari delle
politiche sanitarie anche
del nostro Paese e la nuova normativa – che
estende l’ambito di
applicazione del divieto di fumare anche ai
luoghi di lavoro ed
agli esercizi di ristorazione, in coerenza con i
piu’ aggiornati
orientamenti internazionali in materia di tutela
della salute
pubblica contro il tabagismo, riferibili ad esempio alla
Convenzione
quadro per il controllo del tabacco
approvata
dall’Organizzazione mondiale della sanita’ – OMS nel maggio
2003 – si
inserisce in questa visione strategica che, per essere
efficace ai
fini della protezione della salute dei non fumatori,
necessita di
interventi che ne favoriscano la piena
applicazione.
Obiettivi.
Lo Stato e le regioni e le province
autonome, pertanto, concordano
che:
a) e’ indispensabile
perseguire l’obiettivo di rendere gli
ambienti lavorativi piu’
salubri e che – oltre all’acquisizione da
parte dei lavoratori di
una maggiore consapevolezza dei danni
derivanti dall’esposizione
al fumo passivo – e’ necessario garantire
il rispetto delle norme
di divieto, sanzionando le eventuali
infrazioni;
b) al fine
di garantire un’uniforme ed efficace applicazione
delle
disposizioni in materia di divieto di fumo nei locali chiusi e
di non
vanificare il potere deterrente delle sanzioni, e’ necessario
definire
in modo condiviso le procedure di massima per l’accertamento
e
l’applicazione delle sanzioni stesse e le modalita’ di
adempimento
degli obblighi posti a carico del responsabile della
struttura, in
ottemperanza a quanto disposto dall’art. 51, comma 7,
della legge n.
3 del 2003.
2. Procedure concordate per
l’accertamento delle infrazioni, la
relativa modulistica per il
rilievo delle sanzioni, nonche’
l’individuazione dei soggetti
legittimati ad elevare i relativi
processi verbali, di quelli
competenti a ricevere il rapporto sulle
infrazioni accertate e di
quelli deputati a irrogare le relative
sanzioni.
2.1. Nei locali
chiusi nei quali si applica il divieto di fumo, di
cui all’art. 51
della legge n. 3 del 2003, sono apposti cartelli con
l’indicazione
del divieto stesso, della norma che lo impone, delle
sanzioni
applicabili, del soggetto cui spetta
vigilare
sull’osservanza del divieto e dell’autorita’ cui compete
accertare e
contestare le infrazioni.
2.2. I dirigenti preposti
alle strutture amministrative e di
servizio di locali di
pubbliche amministrazioni, aziende e agenzie
pubbliche o di
privati esercenti servizi pubblici, ovvero i
responsabili di
strutture private, fanno predisporre ed apporre i
cartelli di
divieto completi delle suddette indicazioni nei locali in
cui vige
il divieto, secondo le modalita’ previste dal decreto del
Presidente
del Consiglio dei Ministri 23 dicembre 2003, in attuazione
dell’art.
51, comma 2, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, come
modificato
dall’art. 7 della legge 21 ottobre 2003, n. 306, in
materia di
tutela della salute dei non fumatori.
2.3. I dirigenti preposti
alle strutture amministrative e di
servizio di pubbliche
amministrazioni, di aziende e agenzie pubbliche
individuano,
altresi’, con atto formale i soggetti cui spetta
vigilare
sull’osservanza del divieto accertare e contestare
le
infrazioni. Ove non abbiano proceduto a nomina specifica, spetta
ai
dirigenti medesimi l’attivita’ di vigilanza ed accertamento
e
contestazione.
2.4. Nei locali privati, ove si svolge comunque
un servizio per
conto dell’amministrazione pubblica i soggetti
preposti a vigilare
sul rispetto del divieto, ad accertare e
contestare la violazione
sono individuati in coloro cui spetta
per legge, regolamento o
disposizioni d’autorita’ assicurare l’ordine
all’interno dei locali.
2.5. Nelle strutture pubbliche e private
soggette al divieto di
fumare – fatto salvo quanto previsto dai
successivi punti 3 e 4 – i
soggetti incaricati della vigilanza
e dell’accertamento e
contestazione delle infrazioni, come pure
il personale dei Corpi di
polizia amministrativa locale,
conformemente alle disposizioni
vigenti, nonche’ le guardie
giurate espressamente adibite a tale
servizio, su richiesta dei
responsabili o di chiunque intenda far
accertare infrazioni al divieto
svolgono le seguenti attivita’:
a) vigilare sull’osservanza
dell’applicazione del divieto;
b) accertare le infrazioni,
contestando immediatamente al
trasgressore la violazione;
c)
redigere in triplice copia il verbale di contestazione, il
quale
deve contenere, oltre agli estremi del trasgressore,
della
violazione compiuta e delle modalita’ con le quali puo’ farsi
luogo a
pagamento in misura ridotta, l’indicazione dell’autorita’
cui far
pervenire scritti difensivi;
d) notificare il verbale
ovvero, quando non sia possibile
provvedervi immediatamente,
assicurare la notifica del verbale a
mezzo posta (entro 90 giorni
dall’accertamento), secondo la procedura
di cui alla legge 20 novembre
1982, n. 890.
3. Gli ufficiali ed agenti di polizia
giudiziaria svolgono le
attivita’ di cui al punto 2.5 e 4 di
propria iniziativa, ovvero
nell’ambito dei servizi di cui sono
incaricati, secondo quanto
previsto dall’art. 13, quarto comma della
legge 24 novembre 1981, n.
689.
4. Nei locali privati, i
soggetti cui spetta la vigilanza sul
rispetto del divieto si
identificano nei conduttori dei locali stessi
o nei collaboratori da
essi formalmente delegati, i quali richiamano
i trasgressori
all’osservanza del divieto e curano che le infrazioni
siano
immediatamente segnalate ai soggetti pubblici incaricati a
norma
dei punti 2.5 e 3.
5. Nei luoghi di lavoro pubblici e privati, si
raccomanda ai datori
di lavoro, come definiti nel decreto
legislativo 19 settembre 1994,
n. 626, e successive modifiche e
integrazioni, di fornire anche una
adeguata informazione ai
lavoratori sui rischi per la sicurezza e la
salute derivanti …

[Continua nel file zip allegato]

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Chimici.info