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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 30 gennaio 2008

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 30 gennaio 2008 - Criteri e indicatori per l'individuazione e la delimitazione delle zone franche urbane. (Deliberazione n. 5/2008). (GU n. 131 del 6-6-2008 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 30 gennaio 2008

Criteri e indicatori per l’individuazione e la delimitazione delle
zone franche urbane. (Deliberazione n. 5/2008).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visto il decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, che, nel dare
attuazione al disposto dell’art. 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94,
ridefinisce le competenze di questo Comitato al quale, nell’ambito
degli indirizzi fissati dal Governo, viene demandato il compito di
definire le linee generali di politica economica per la
valorizzazione dei processi di sviluppo delle diverse aree del Paese,
con particolare riguardo alle aree depresse, ora aree
sottoutilizzate;
Visti gli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
(legge finanziaria 2003), con i quali vengono istituiti, presso il
Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero delle
attivita’ produttive, i fondi per le aree sottoutilizzate
(coincidenti con l’ambito territoriale delle aree depresse di cui
alla legge n. 208/1998 e al fondo istituito dall’art. 19, comma 5,
del decreto legislativo n. 96/1993) nei quali si concentra e si da’
unita’ programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi
aggiuntivi a finanziamento nazionale che, in attuazione dell’art.
119, comma 5, della Costituzione, sono rivolti al riequilibrio
economico e sociale fra aree del Paese, e viene stabilita la
possibilita’ che questo Comitato, presieduto in maniera non
delegabile dal Presidente del Consiglio dei Ministri, in relazione
allo stato di attuazione degli interventi finanziati o alle esigenze
espresse dal mercato in merito alle singole misure, trasferisca
risorse dall’uno all’altro fondo, con i conseguenti effetti di
bilancio;
Vista la legge 27 dicembre 2007, n. 296 (legge finanziaria 2007)
che, all’art. 1 comma 340, stabilisce che per favorire lo sviluppo
economico e sociale di aree degradate nelle citta’ del Mezzogiorno,
identificate quali Zone franche urbane, istituisce nello stato di
previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito fondo
con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008
e 2009 per il cofinanziamento di programmi regionali di intervento
nelle predette aree;
Visto il successivo comma 342, dello stesso art. 1 della citata
legge finanziaria 2007 che stabilisce che il Comitato
interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta
del Ministro dello sviluppo economico (MISE), formulata sentite le
regioni interessate, provvede alla definizione dei criteri per
l’allocazione delle risorse e l’identificazione, la perimetrazione e
la selezione delle zone franche urbane sulla base di parametri
socio-economici;
Viste le modifiche e integrazioni introdotte dalla legge
24 dicembre 2008, n. 296 (legge finanziaria 2008) ai commi 561, 562 e
563, finalizzate a completare il quadro normativo e regolamentare
necessario ad una efficace attuazione delle ZFU, recependo peraltro
le indicazioni della D.G. Concorrenza della Commissione europea
emerse nel corso del processo di pre-notifica informale del
dispositivo in sede comunitaria;
Visto il documento di programmazione economica e finanziaria per
gli anni 2008-2011 approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 giugno
2007 che, nel capitolo VIII «Mezzogiorno e finanza territoriale»,
ribadisce la rilevanza delle ZFU nelle strategie di sviluppo
economico, produttivo e occupazionale in un numero limitato di aree
urbane circoscritte e in condizione di particolare svantaggio;
Considerato che la Conferenza delle regioni ha espresso il proprio
parere sul DPEF 2008-2011 consegnato il 17 luglio 2007 alle
commissioni bilancio della Camera e del Senato, sottolineando
l’urgenza di dare pronta attuazione al dispositivo delle ZFU;
Considerato che a seguito delle diverse riunioni tecniche tenutesi
con la partecipazione del MISE-DPS, del Dipartimento per le politiche
fiscali (DPF) del Ministero dell’economia e delle finanze, e del
Dipartimento per le politiche comunitarie (DPC) sono stati definiti
gli aspetti relativi alle agevolazioni fiscali per le micro e le
piccole imprese nelle ZFU;
Considerato che i criteri per l’allocazione delle risorse e
l’identificazione, la perimetrazione e la selezione delle Zone
franche urbane, oggetto della presente proposta, sono stati
individuati in forma preliminare nel 2007 dal MISE-DPS nel corso dei
lavori del Tavolo tecnico all’uopo costituito con le amministrazioni
regionali del Mezzogiorno, le uniche interessante dalla prima
versione della norma, e con i rappresentanti del partenariato
istituzionale e socio-economico;
Ritenuto comunque opportuno che il MISE-DPS renda informativa alla
Conferenza unificata, nella prima seduta utile successiva, sui
criteri e gli indicatori adottati con la presente delibera;
Vista la nota del Ministro dello sviluppo economico n. 0002490 del
30 gennaio 2008, con la quale viene sottoposta alla valutazione di
questo Comitato la proposta di criteri e indicatori per
l’individuazione e la delimitazione delle Zone franche urbane, al
fine di poter procedere poi all’assegnazione delle relative risorse
disponibili in bilancio;
Acquisito nel corso della odierna seduta il parere favorevole del
Ministero della solidarieta’ sociale;
Su proposta del Ministro dello sviluppo economico;
Delibera:

1. Criteri per l’identificazione, la perimetrazione e la selezione
delle ZFU.

Per perseguire con maggiore efficacia gli obiettivi stabiliti dalla
norma (lotta al disagio socio-occupazionale nelle aree urbane),
tenuto conto del vincolo delle limitate risorse disponibili, e’
opportuno stabilire alcune condizioni di ammissibilita’.
Specificamente, i comuni nel cui territorio ricadono le ZFU devono
soddisfare i seguenti requisiti:
1. dimensione demografica minima di 25 mila abitanti (fonte da
utilizzare: ISTAT popolazione residente, 2006);
2. tasso di disoccupazione comunale superiore alla media
nazionale nell’anno 2005. L’indicatore da utilizzare e’ il valore
corrispondente al Sistema locale del lavoro che comprende il comune
nel cui territorio ricade la ZFU (fonte: ISTAT Indagine sulla forza
lavoro 2005).
Le ZFU devono avere una dimensione demografica minima di 7.500
abitanti, ferma restando la soglia massima di 30 mila abitanti,
fissata dalla legge. L’ampiezza demografica delle ZFU e’ misurata
attraverso l’utilizzo di dati ISTAT del censimento 2001. La
popolazione residente nelle aree interessate dalle agevolazioni
previste dalle ZFU non potra’ superare il 30% del totale della
popolazione residente nell’area urbana interessata (fonte: ISTAT
2006). Inoltre, il tasso di disoccupazione nelle aree proposte come
ZFU dovra’ risultare superiore alla media comunale (fonte: Censimento
2001).
Secondo le caratteristiche socio-economiche, demografiche e
amministrative nelle diverse citta’ ammesse, l’unita’ di riferimento
per l’individuazione delle aree-bersaglio puo’ essere la
circoscrizione, il quartiere, o anche unita’ urbane altrimenti
individuate, che possono essere contenute in, o intersecare, piu’
quartieri e/o circoscrizioni, ma comunque perimetrate in modo
dettagliato.
La definizione delle aree e unita’ urbane interessate verra’
realizzata attraverso l’applicazione dei seguenti indirizzi:
il perimetro della ZFU e’ circoscritto aggregando singole sezioni
censuarie, in modo da permettere una precisa delimitazione della zona
che beneficia delle agevolazioni, e assicurare la disponibilita’,
l’affidabilita’ e l’uniformita’ degli indicatori micro-territoriali
per realizzare l’analisi socio-economica e territoriale necessaria
alla selezione;
l’area delimitata deve rientrare nei criteri dimensionali e
demografici menzionati in precedenza.
Le proposte di individuazione delle ZFU avanzate secondo le
modalita’ di cui al presente punto dovranno identificare in modo
dettagliato le aree urbane e/o i quartieri eleggibili, fornendone una
delimitazione particolareggiata anche attraverso l’utilizzo di
strumenti cartografici digitalizzati.
Le ZFU sono individuate tra le aree urbane e i quartieri
caratterizzati da particolari svantaggi sotto il profilo sociale ed
economico, e da un marcato bisogno di strategie e interventi per lo
sviluppo produttivo e l’occupazione. I progetti sono pertanto
finalizzati alla riqualificazione delle aree attraverso
l’incentivazione, il rafforzamento, la regolarizzazione di attivita’
imprenditoriali localizzate in quelle aree e attraverso la
realizzazione di interventi socio-assistenziali volti a ridurre le
condizioni di disagio della popolazione ivi residente.
Le proposte progettuali documentano attraverso l’uso di opportuni
indicatori le motivazioni che sottendono la scelta localizzativa,
evidenziandone le caratteristiche di disagio ed esclusione sociale,
le possibilita’ economiche inespresse nonche’ il tessuto
economico-produttivo suscettibile di valorizzazione.
A tal fine, le amministrazioni utilizzeranno i dati e le
informazioni descrittive del Censimento 2001.
Le regioni raccoglieranno, in prima istanza, le proposte
progettuali delle amministrazioni comunali del loro territorio e
procederanno a v…

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