COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 3 agosto 2011 | Chimici.info

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 3 agosto 2011

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 3 agosto 2011 - Programma delle infrastrutture strategiche (L. 443/2001 e s.m.i.). Approvazione linee guida per la stipula di accordi in materia di sicurezza e lotta antimafia ex art. 176, comma 3, lett. e), del d.lgs. n. 163/2006 e s.m.i. (Deliberazione n. 58/2011). (11A16775) - (GU n. 3 del 4-1-2012 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 3 agosto 2011

Programma delle infrastrutture strategiche (L. 443/2001 e s.m.i.).
Approvazione linee guida per la stipula di accordi in materia di
sicurezza e lotta antimafia ex art. 176, comma 3, lett. e), del
d.lgs. n. 163/2006 e s.m.i. (Deliberazione n. 58/2011). (11A16775)

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443 (c.d. «legge obiettivo»),
che all’art. 1 – come modificato dall’art. 13 della legge 1° agosto
2002, n. 166 – ha stabilito che le infrastrutture pubbliche e private
e gli insediamenti strategici e di preminente interesse nazionale, da
realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, vengano
individuati dal Governo attraverso un Programma formulato secondo i
criteri e le indicazioni procedurali contenuti nello stesso articolo,
demandando a questo Comitato di approvare, in sede di prima
applicazione della legge, il suddetto Programma entro il 31 dicembre
2001;
Visto l’art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il quale dispone
che, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ogni progetto d’investimento
pubblico, nuovo o in corso di attuazione, sia dotato di un Codice
Unico di Progetto (CUP), demandando a questo Comitato il compito di
disciplinarne modalita’ e procedure attuative;
Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
della legge n. 443/2001, e visto in particolare l’art. 15, comma 5,
che demanda al Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero
della giustizia e con il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, di individuare le procedure per il monitoraggio delle
infrastrutture e degli insediamenti industriali per la prevenzione e
repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa;
Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, che abroga il
decreto legislativo n. 190/2002, come modificato ed integrato dal
decreto legislativo 17 agosto 2005, n. 189, e ne recepisce i
contenuti nella parte II, titolo III, capo IV, e visti in
particolare:
l’art. 161, comma 6-bis, aggiunto dall’art. 2, comma 1, lett. rr)
del decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113, che, per consentire
il monitoraggio finanziario delle infrastrutture strategiche di
preminente interesse nazionale, stabilisce che i soggetti
responsabili, anche diversi dalle Pubbliche Amministrazioni, debbono
procedere per i loro pagamenti con le procedure previste dal Sistema
informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE) e debbono
provvedere a far riportare anche il CUP sui mandati informatici
utilizzati per il pagamento dei fornitori;
l’art. 176, comma 3, lett. e), come integrato dall’art. 3, comma
1, lett. l) del citato decreto legislativo n. 113/2007, che demanda a
questo Comitato di definire i contenuti degli accordi in materia di
sicurezza, nonche’ di prevenzione e repressione della criminalita’
sulla base delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento
per l’alta sorveglianza delle grandi opere (CCASGO), istituito con
decreto 14 marzo 2003 emanato dal Ministro dell’interno, di concerto
con il Ministro della giustizia e con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell’art. 15, comma 5, del
menzionato decreto legislativo n. 190/2002 (ora art. 180, comma 2,
del decreto legislativo n. 163/2006);
il citato art. 176, comma 20, in base al quale, per garantire
l’attuazione delle misure di prevenzione e repressione della
criminalita’ anche mafiosa, il bando di gara per la selezione del
contraente generale o del concessionario deve includere un’aliquota
forfetaria, non sottoposta a ribasso di gara e ragguagliata al costo
dell’intervento, il cui ammontare e’ incluso tra le somme a
disposizione del quadro economico posto a base di gara;
Vista la legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificata dal
decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito dalla legge 17
dicembre 2010, n. 217, e visti in particolare:
l’art. 3, che prevede, al fine di prevenire infiltrazioni
criminali, l’onere di tracciabilita’ dei flussi finanziari a carico
degli appaltatori, subappaltatori e subcontraenti della filiera delle
imprese, nonche’ a carico dei concessionari di finanziamenti pubblici
anche europei a qualsiasi titolo interessati a lavori, servizi e
forniture pubbliche;
gli articoli 4 e 5, che recano disposizioni per le verifiche
nella fase di cantiere, in particolare prevedendo controlli sugli
automezzi adibiti al trasporto dei materiali e l’identificazione
degli addetti nei cantieri;
l’art. 6, che riporta le sanzioni applicabili in caso di
inosservanza degli obblighi previsti dalla legge stessa, sanzionando,
tra l’altro, la mancata apposizione del CUP sugli strumenti di
pagamento di cui al menzionato art. 3;
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (G.U. n. 51/2002 S.O.),
con la quale questo Comitato, ai sensi del richiamato art. 1 della
legge n. 443/2001, ha approvato il 1° Programma delle infrastrutture
strategiche;
Viste le proprie delibere 27 dicembre 2002, n. 143 (G.U. n.
87/2003), e 29 settembre 2004, n. 24 (G.U. n. 24/2004), con le quali,
in attuazione all’art. 11 della legge n. 3/2003, si e’ definito e
regolamentato il funzionamento del CUP;
Vista la delibera 6 aprile 2006, n. 130 (G.U. n. 199/2006), con la
quale questo Comitato ha rivisitato il 1° Programma delle
infrastrutture strategiche, come ampliato con delibera 18 marzo 2005,
n. 3 (G.U. n. 207/2005);
Viste le proprie delibere 27 marzo 2008, n. 50 (G.U. n. 186/2008),
18 dicembre 2008, n. 107 (G.U. n. 61/2009), e 26 giugno 2009, n. 34,
con le quali questo Comitato ha attivato una fase di sperimentazione
del monitoraggio finanziario della filiera delle imprese e degli
operatori economici coinvolti nella realizzazione delle
infrastrutture strategiche, previsto dall’art. 176, comma 3, lett.
e), del decreto legislativo n. 163/2006 e s.m.i., definendo – tramite
il ricorso a conti unici dedicati all’opera e bonifici SEPA on line –
un sistema piu’ stringente rispetto all’istituto della
«tracciabilita’» poi introdotto della legge n. 136/2010, individuando
quale oggetto della sperimentazione una parte della tratta T5 della
Metro C di Roma e affidando il coordinamento di detta sperimentazione
al Dipartimento per la programmazione ed il coordinamento della
politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri
(DIPE);
Visto il protocollo operativo stipulato il 26 giugno 2009 tra il
DIPE, il CCASGO, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
il Ministero dell’economia e delle finanze, l’ABI, il Consorzio CBI,
Roma Metropolitane s.r.l., nella qualita’ di soggetto aggiudicatore
della Metro C di Roma, e Metro C S.p.A., nella qualita’ di contraente
generale per la realizzazione di detta opera; protocollo inteso a
disciplinare – in conformita’ ai criteri stabiliti con le menzionate
delibere n. 50/2008, n. 107/2008 e n. 34/2009 – la sperimentazione
del monitoraggio finanziario sulla parte della tratta T5 della citata
metropolitana per la quale e’ risultato aggiudicatore il Consorzio
E.R.E.A.;
Vista la delibera 13 maggio 2010, n. 4 (G.U. n. 215/2010), con la
quale questo Comitato, su proposta del CCASGO, ha previsto
l’estensione della sperimentazione del monitoraggio finanziario alla
«Variante di Cannitello», opera propedeutica alla realizzazione del
Ponte sullo Stretto di Messina ed il cui progetto definitivo e’ stato
approvato da questo Comitato con delibera 29 marzo 2006, n. 83 (G.U.
n. 290/2006);
Vista la delibera 5 maggio 2011, n. 45, in corso di
formalizzazione, con la quale questo Comitato ha preso atto – tra
l’altro – degli esiti positivi della sperimentazione del monitoraggio
finanziario esposti nella relazione conclusiva del gruppo di lavoro
istituito con il citato protocollo operativo del 26 giugno 2009 ed ha
prorogato la sperimentazione stessa precisando che la medesima, dopo
la stipula della relativa convenzione di cofinanziamento con la
Commissione europea, proseguira’ nell’ambito del «progetto CAPACI»
(«Creating Automated Procedures Against Criminal Infiltration in
public contracts»), predisposto in base alle attivita’ svolte ed ai
risultati ottenuti nel corso della sperimentazione in questione, e
prevedendo che essa venga affiancata dalle attivita’ di monitoraggio
relative alla «Variante di Cannitello» (per la quale, per i motivi
riportati nella delibera stessa, non era stato ancora stipulato
apposito protocollo operativo) e che venga altresi’ affiancata, se
necessario, da altro intervento, da individuare successivamente;
Considerato che con nota 5 novembre 2004, n. COM/3001/1, il
Coordinatore del predetto CCASGO aveva esposto le linee guida
«antimafia» varate dal Comitato nella seduta del 27 ottobre 2004 e
che sono state poi trasfuse in uno specifico allegato alle delibere
approvative dei progetti definitivi delle infrastrutture strategiche,
delibere che hanno posto a carico dei soggetti aggiudicatori
l’obbligo di trasfondere dette linee guida in appositi «protocolli di
legalita’», da sottoscrivere con la Prefettura competente e con il
contrante generale o concessionario del realizzando intervento, o di
prevedere, per le opere da realizzare tramite appalto, analoghi
adempimenti nel relativo bando di gara;
Considerato che, con nota 23 giugno 2011, prot. n. 123 CCASGO/2011,
il coordinatore del CCASGO – in esito a richiesta formulata dal
soggetto aggiudicatore dell’interporto di Termini Imerese, il cui
progetto preliminare e’ stato approvato con delibera 26 giugno 2009,
n. 41 (G.U. n. 14/2010) – ha trasmesso una stesura aggiornata delle
citate linee guida;
Considerato che, con altra nota in pari data, il suddetto
coordinatore, richiamando gli esiti della riunione del Comitato
tenutasi l’8 giugno 2011, ha fatto presente che la menzionata stesura
aggiornata delle linee guida potra’ costituire documento generale di
indirizzo, da richiamare nelle delibere relative alle singole
infrastrutture strategiche fin dall’approvazione del progetto
preliminare, in sostituzione delle linee guida di cui alla menzionata
nota del 5 novembre 2004;
Considerato che, con nota 11 luglio 2011, prot. n. 144 CCASGO/2011,
e’ stata chiesta l’iscrizione dell’argomento all’ordine del giorno
della prima seduta utile di questo Comitato;
Considerato che la richiesta di sottoposizione delle citate linee
guida a questo Comitato e’ chiaramente formulata con riferimento
all’art. 176, comma 3, lett. e) del decreto legislativo n. 163/2006,
che concerne le opere realizzate tramite contraente generale e le cui
disposizioni sono applicabili, in quanto compatibili, ai casi di
affidamento mediante concessione;
Considerato che a regime la realizzazione delle infrastrutture
strategiche puo’ avvenire solo con le citate modalita’ della
concessione di costruzione e gestione o di affidamento unitario a
contraente generale;
Considerato che resta comunque nella competenza del CCASGO valutare
se procedere all’aggiornamento delle linee guida anche con
riferimento alla fattispecie residuale degli interventi da realizzare
mediante appalto, semplice o integrato, in presenza delle condizioni
previste dalle «norme transitorie» di cui al menzionato decreto
legislativo n. 163/2006, effettuando gli opportuni adeguamenti
rispetto alle linee guida riferite alle figure dei contraenti
generali e dei concessionari, ispirate a criteri di forte
managerialita’ e che debbono quindi costituire parte attiva anche del
processo di verifica antimafia;
Ritenuto di condividere i contenuti delle suddette linee guida, che
tengono conto dell’evoluzione del quadro normativo ed anche delle
esperienze maturate in sede di predisposizione delle linee guida per
la ricostruzione post sisma dell’Abruzzo e per l’Expo 2015 varate,
rispettivamente, ai sensi dell’art. 16, comma 4, del decreto-legge 28
aprile 2009, n. 39, convertito dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, e
dell’art. 3-quinquies del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135,
convertito dalla legge 17 dicembre 2009, n. 166;
Ritenuto altresi’ di condividere la proposta di anticipare la
formulazione delle prescrizioni antimafia al momento
dell’approvazione del progetto preliminare, tenendo conto che la gara
per la scelta del concessionario e’ effettuata sul progetto
preliminare, mentre quella per la selezione del contraente generale
puo’ avvenire sulla base del progetto preliminare o di quello
definitivo;
Rilevata l’opportunita’, per quanto concerne in particolare le
verifiche sui movimenti finanziari, di adottare una formulazione che
meglio evidenzi l’attivita’ sinora svolta in attuazione del disposto
dell’art. 176, comma 3, lett. e) del decreto legislativo n. 163/2006
e s.m.i. e che ribadisca l’obbligo, da parte di tutti gli operatori
coinvolti nella realizzazione dell’opera, di adeguarsi alle direttive
che questo Comitato formulera’ per la fase a regime;
Rilevata altresi’ l’opportunita’ di disciplinare anche le ipotesi
di intervenuta approvazione del progetto preliminare e di
presentazione di progetto definitivo ex art. 167, comma 5, del
decreto legislativo n. 163/2006;
Preso atto che, in sede di riunione preliminare all’odierna seduta,
il Ministero dell’interno ha fatto propria la proposta in questione;

Delibera:

1. Ai sensi dell’art. 176, comma 3, lett. e), del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, come integrato dall’art. 3 del
decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113, sono approvate le linee
guida predisposte dal Comitato di coordinamento per l’alta
sorveglianza delle grandi opere per definire i contenuti degli
accordi che il soggetto aggiudicatore di una infrastruttura
strategica deve stipulare con gli organi competenti in materia di
sicurezza, nonche’ di prevenzione e repressione della criminalita’, e
trasmesse con la nota 23 giugno 2011 del Coordinatore del suddetto
Comitato, meglio specificata in premessa: le linee guida sono
riportate nell’allegato alla presente delibera, della quale
l’allegato stesso forma parte integrante.
2. La delibera con la quale questo Comitato procede
all’approvazione del progetto preliminare di un’infrastruttura
strategica da realizzare in regime di concessione o tramite
contraente generale dovra’ contenere una clausola che ponga a carico
del soggetto aggiudicatore l’obbligo di stipulare apposito protocollo
con la Prefettura competente UTG e il concessionario o contraente
generale inteso a recepire le linee guida di cui al precedente punto
1.
Il quadro economico delle opere specificate al comma precedente,
per le quali debba essere ancora espletata la gara per la selezione
del concessionario o del contraente generale, dovra’ indicare
un’aliquota forfetaria, ragguagliata all’importo complessivo
dell’intervento, finalizzata all’attuazione di idonee misure volte
alla prevenzione e repressione della criminalita’ e dei tentativi di
infiltrazione mafiosa: detta aliquota sara’ fissata dal soggetto
aggiudicatore sulla base di valutazione che esporra’ nella relazione
illustrativa al progetto preliminare stesso e dovra’ essere
ricompresa entro i limiti percentuali indicati all’art. 16, comma 4,
lett. g) dell’allegato XXI al citato decreto legislativo n. 163/2006
e s.m.i. L’aliquota in questione verra’ riportata nel bando di gara,
non sara’ soggetta a ribassi d’asta e includera’ anche gli oneri per
il monitoraggio finanziario per il quale questo Comitato si riserva
di emanare, anche in esito alla sperimentazione in corso, apposite
direttive. Il progetto definitivo dell’opera sara’ corredato da una
relazione che riporti l’articolazione delle suddette misure, fermo
restando che – come precisato al citato art. 176, comma 20, del
decreto legislativo n. 163/2006 – variazioni tecniche per
l’attuazione delle misure in questione, eventualmente proposte nel
corso di realizzazione dell’opera, non potranno essere fonte di
maggiori oneri a carico del soggetto aggiudicatore.
3. Qualora questo Comitato abbia gia’ proceduto all’approvazione
del progetto preliminare ovvero venga sottoposto alla sua
approvazione direttamente il progetto definitivo ai sensi dell’art.
167, comma 5, del decreto legislativo n. 163/2006 e s.m.i., la
clausola che impegna il soggetto aggiudicatore a stipulare il
protocollo di legalita’ di cui al precedente punto 2 sara’ contenuta
nella delibera approvativa del progetto definitivo.
Nell’ipotesi che si tratti di opera da realizzare tramite
contraente generale e non sia stata ancora effettuata la relativa
gara, il quadro economico dell’opera dovra’ includere l’aliquota
forfetaria di cui al secondo comma del precedente punto 2 ed il
progetto dovra’ essere corredato dalla relazione recante
l’articolazione delle misure previste per la prevenzione e
repressione della criminalita’ e dei tentativi di infiltrazione
mafiosa, mentre la relazione generale al progetto dovra’ esporre i
criteri con cui e’ stata effettuata la stima dei relativi costi.

Roma, 3 agosto 2011

Il Presidente: Berlusconi

Il segretario del CIPE: Micciche’

Registrato alla Corte dei conti il 9 dicembre 2011
Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n.
11,Economia e finanze, foglio n. 252

Allegato

Linee-guida per i controlli antimafia ex art. 176, comma 3, del
D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i.

Le procedure di controllo antimafia concernenti la realizzazione
deglii interventi inseriti nel Programma delle infrastrutture
strategiche (PIS) da effettuare in regime di concessione o tramite
ricorso a Contraente generale si conformano alle seguenti
linee-guida.
1. In continuita’ con la sistematica adottata nella “direttiva
linee guida grandi opere”, approvate dal Ministro dell’interno di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti il 24
giugno 2005 e con le quali il CCASGO ha inteso orientare in modo
omogeneo l’attivita’ dei Gruppi Interforze costituiti presso ciascuna
Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo, i controlli
interesseranno tre distinte fasi: i) quella preliminare all’avvio dei
lavori, nell’ambito della quale l’attenzione viene principalmente
rivolta alle aree di sedime dell’insediamento produttivo o
dell’infrastruttura strategica, attraverso una mappatura delle unita’
catastali inserite nel piano particellare di esproprio al fine di
verificare i passaggi di mano intervenuti nel biennio precedente; ii)
quella di definizione del piano degli affidamenti a valle
dell’individuazione, a seguito di procedura concorsuale, del
Concessionario o del Contraente generale, con conseguente definizione
della filiera degli operatori che intervengono, a qualsivoglia
titolo, nel ciclo realizzativo dell’opera; iii) quella di
cantierizzazione dell’opera, in relazione alla quale (oltre alle
misure che saranno comunque specificate nel/i protocollo/i di
sicurezza di cui si dira’ infra, anche con riguardo al monitoraggio
delle attivita’ di reclutamento della manodopera e al conseguente
coinvolgimento delle OO.SS. della categoria degli edili) troveranno
applicazione: a) le disposizioni recate dalla direttiva del Ministro
dell’interno in data 23 giugno 2010, concernenti, in particolare, lo
screening preventivo ai sensi dell’articolo 12, comma 4, del d.P.R. 3
giugno 1998, n. 252, delle imprese operanti nei settori “sensibili”
indicati nella stessa circolare; b) le disposizioni di cui al d.P.R.
2 agosto 2010, n. 150, inerenti agli accessi ai cantieri e ai
conseguenti esiti, trattandosi di normativa di carattere generale
applicabile ad ogni intervento pubblico, inclusi quelli inseriti nel
PIS in quanto aventi carattere strategico. Si da’ indicazione
altresi’ che i controlli inerenti alle suddette fasi vengano ad
essere governati da uno o piu’ protocolli di intesa tra Soggetto
aggiudicatore, Concessionario o Contraente generale e Prefettura
competente – UTG (d’ora in poi denominata semplicemente Prefettura)
individuata quale Autorita’ di sicurezza di riferimento. Con riguardo
al monitoraggio della manodopera, si procedera’ all’istituzione di un
apposito tavolo presso la Prefettura con il coinvolgimento delle
OO.SS. degli edili – cui andra’ estesa, limitatamente a tale impegno,
la sottoscrizione degli accordi – nonche’ del rappresentante
dell’Ispettorato del lavoro.
Infine, si dispone che il Concessionario o il Contraente generale
invii, con cadenza periodica (di norma trimestrale), un resoconto
sullo stato di attuazione delle procedure di monitoraggio antimafia,
al CCASGO e alla Prefettura, anche in formato elettronico.
2. Con riguardo alla prima fase di controllo, il principale scopo
e’ quello di verificare eventuali ingerenze mafiose nei passaggi di
proprieta’ delle aree interessate dagli espropri. Al riguardo il
Soggetto aggiudicatore fornira’ alla Prefettura il piano particellare
d’esproprio per le conseguenti verifiche in relazione alle quali il
CCASGO informa la Direzione nazionale antimafia ai fini degli
eventuali aspetti di interesse e l’adozione delle eventuali misure di
competenza. Resta inteso che la Prefettura effettuera’ le proprie
verifiche sugli attuali intestatari delle diverse unita’ catastali
sulla base della documentazione fornita, anche in formato
elettronico, dal Soggetto aggiudicatore e/o dal Concessionario o
Contraente generale. Ai fini di una trasparenza delle procedure
ablative, l’Autorita’ espropriante indichera’ alla Prefettura i
criteri di massima a cui intende parametrare la misura
dell’indennizzo, impegnandosi a segnalare alla stessa Prefettura
eventuali circostanze, legate all’andamento del mercato immobiliare o
ad altri fattori, che in sede di negoziazione possono giustificare lo
scostamento dai predetti criteri, fermo restando l’obbligo di
denuncia all’Autorita’ giudiziaria di eventuali fatti di reato che
riguardino o siano intervenuti nel corso delle suddette attivita’
espropriative. In tal modo, si verra’ a definire un percorso
collaborativo rivolto ad intercettare elementi sintomatici di
infiltrazione mafiosa. La Prefettura potra’ avvalersi, a fini
consulenziali, della collaborazione della competente Agenzia del
Territorio, rimanendo escluso che tale coinvolgimento possa dar luogo
a forme improprie di validazione della misura dell’indennizzo.
3. Con riguardo alla seconda fase di controllo, si precisa che
l’informazione antimafia di cui all’articolo 10 del d.P.R. n.
252/1998 rimane lo strumento esclusivo con cui viene rilasciata la
documentazione antimafia nei confronti di tutti i diversi operatori
economici della filiera, qualunque sia l’importo, il valore o il
prezzo del contratto, del subappalto, o del subcontratto, ecc. Per il
termine filiera e per individuarne l’estensione si fa rinvio alla
disposizione recata dall’articolo 6, comma 3, del decreto legge 12
novembre 2010, n. 187, convertito dalla legge 17 dicembre 2010, n.
217; decreto legge che ha modificato ed integrato la legge 13 agosto
2010, n. 136.
Le informazioni vanno richieste alla Prefettura anche se
l’operatore ha sede in altra provincia. La Prefettura, infatti,
assume, coerentemente con gli indirizzi finora seguiti dal CCASGO in
materia, un ruolo di snodo, svolgendo una funzione di interfaccia con
le altre Prefetture e di raccordo informativo, anche nei rapporti con
il CCASGO stesso. Sono consentite, qualora l’informazione non venga
rilasciata nei termini previsti, la conclusione del contratto o del
subcontratto ovvero l’autorizzazione del subappalto (o degli altri
strumenti assimilati ex articolo 118 del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, e s.m.i., denominato “codice dei contratti
pubblici”) a condizione che siano stati acquisiti le comunicazioni di
cui all’articolo 3 del citato d.P.R. n. 252/1998, ovvero i
certificati camerali di cui all’articolo 6 dello stesso regolamento
muniti della dicitura antimafia, nonche’ le visure storiche.
Gli strumenti contrattuali per tutti gli operatori della filiera
dovranno in ogni caso recare: a) una clausola risolutiva espressa
attivabile dalla parte in bonis nel caso in cui, successivamente alla
stipulazione del contratto o del subcontratto o all’autorizzazione
del subappalto, vengano rilasciate informazioni interdittive, cui
consegue l’estromissione dell’impresa; b) la previsione che, in caso
di estromissione, viene applicata a carico dell’impresa interdetta
una penale pecuniaria a titolo di liquidazione forfetaria del danno,
salvo il maggior danno, determinata in una misura compresa tra il 5 e
il 10% dell’importo o valore del contratto, subappalto o
subcontratto. Le somme discendenti dall’applicazione delle eventuali
penali andranno affidate in custodia al Soggetto aggiudicatore per
essere versate su un apposito conto corrente fruttifero e, indi,
poste a disposizione del Concessionario o del Contraente generale,
nei limiti dei costi direttamente o indirettamente sostenuti per la
sostituzione del subcontraente o del fornitore. La parte residua
delle penali e’ destinata all’attuazione di misure incrementali della
sicurezza antimafia dell’intervento secondo le indicazioni che
verranno date dalla Prefettura, sentito il CCASGO.
E’ evidente che la richiesta di informazioni antimafia e il
relativo flusso informativo che ne discende sottende un’esigenza di
governance dei dati inerenti all’intera filiera degli operatori, con
conseguente necessita’ di costituire all’uopo un’Anagrafe degli
esecutori, consistente in un data-base (consultabile dalle Forze di
polizia ai fini dell’interoperabilita’ con il sistema informativo di
cantiere di cui al punto 4), che dovra’ contenere quantomeno le
seguenti informazioni essenziali:
• denominazione dell’impresa, della societa’ o dell’operatore
individuale;
• assetti societari e manageriali, con indicazione del direttore
tecnico dell’impresa, e annotazione di eventuali successive
variazioni;
• tipologia dello strumento contrattuale (subappalto, fornitura di
beni e servizi, ecc.), con indicazione dell’oggetto della
prestazione, dell’importo e della durata;
• annotazione relativa all’eventuale perdita del contratto,
subappalto o subcontratto, con sintetica indicazione della connessa
motivazione, e all’applicazione della relativa penale pecuniaria;
• indicazione del conto dedicato di cui all’articolo 3 della
menzionata legge n. 136/2010 e s.m.i..
Si specifica che l’obbligo istitutivo dell’Anagrafe degli esecutori
fa capo al Soggetto aggiudicatore che e’ legittimato, tuttavia, a
delegare la costituzione, la gestione e l’alimentazione di tale
piattaforma informatica al Concessionario o al Contraente generale
che vi attende sotto la vigilanza del Soggetto aggiudicatore stesso
per tutta la durata dei lavori di realizzazione dell’opera.
E’ chiaro altresi’ che l’inserimento dei dati anagrafici e il loro
aggiornamento in caso di variazione comporta un dovere collaborativo
da parte di ogni soggetto della filiera tenuto al relativo
conferimento. Si richiama, al riguardo, l’attenzione sulla necessita’
di prevedere nella lex specialis dell’appalto che eventuali omissioni
danno luogo, previa contestazione e diffida, all’applicazione di
penali pecuniarie e, ove persista l’inottemperanza non altrimenti
giustificata, anche alla estromissione dell’operatore colpevolmente
inadempiente.
4. Con riguardo alla fase di esecuzione dell’opera pubblica,
vengono in evidenza esigenze di sicurezza delle attivita’ di
cantiere, nonche’ di tracciabilita’ dei mezzi e delle persone
legittimate ad accedere nelle aree di lavoro.
In tale ambito, le attivita’ di controllo saranno imperniate
sull’applicazione del Piano coordinato di controllo del cantiere (o
del subcantiere). A tal fine la Prefettura si avvale del Gruppo
interforze e delle Forze di polizia che ne fanno parte.
Piu’ specificamente, ai fini della elaborazione e applicazione del
Piano, vengono indicate le seguenti modalita’ :

• l’appaltatore (ovvero l’impresa subappaltatrice che opera
nell’area di cantiere) individua un Referente di cantiere che
trasmette con cadenza settimanale, mediante interfaccia web, l’elenco
delle attivita’ previste nella settimana successiva (cosiddetto
Settimanale di cantiere) alla Prefettura, alle Forze di polizia, alla
direzione dei lavori;
• tale Settimanale, redatto dall’appaltatore o da impresa da questi
delegata, secondo un modello informatico predisposto dalla
Prefettura, contiene ogni utile indicazione con riferimento:

– alla ditta che esegue i lavori (Io stesso appaltatore, ovvero il
subappaltatore, gli affidatari e subaffidatari di cui all’articolo
174, comma 2, del Codice dei contratti pubblici);
– ai mezzi delle suddette imprese o di eventuali altri
subcontraenti che eseguono forniture. Si richiamano, in proposito,
gli adempimenti previsti dall’articolo 4 della legge n. 136/2010 e
s.m.i. sulla tracciabilita’ dei mezzi;
– ai nominativi dei dipendenti e delle persone che accedono al
cantiere per ogni altro motivo. Si richiamano, al riguardo, le
disposizioni recate dall’articolo 5 della legge n. 136/2010 e s.m.i.,
in materia di identificazione degli addetti nei cantieri, nonche’ le
indicazioni contenute a tal proposito nelle linee-guida dettate da
questo Comitato per lo svolgimento di EXPO Milano 2015 (pubblicate
nella GURI del 19 aprile 2011);
• il Referente di cantiere deve comunicare ogni variazione che
intervenga relativa ai dati inviati;
• l’Appaltatore ha l’obbligo, tramite il Referente di cantiere, di
verificare che i lavori siano eseguiti utilizzando esclusivamente
(salvo le variazioni di cui sopra) i mezzi ed il personale segnalati
nel Settimanale;
• il Settimanale e’ messo a disposizione del Gruppo interforze ai
fini degli eventuali accessi disposti ai sensi del d.m. 14 marzo 2003
e del d.P.R. n. 150/2010;
• la Prefettura, per il tramite delle Forze di polizia, acquisito
il Settimanale, provvede a
– eseguire le verifiche sui mezzi e sul personale;
– riscontare la conformita’ degli accessi alle aree di cantiere
alle indicazioni contenute nel Settimanale;
– procedere all’analisi incrociata dei dati al fine di evidenziare
possibili anomalie, eventualmente richiedendo al Referente di
cantiere ogni utile indicazione e/o chiarimento;
– disporre, ad integrazione delle procedure gia’ previste a tal
fine da parte del committente, controlli sulla qualita’ del
calcestruzzo e dei suoi componenti impiegati per la realizzazione
dell’opera, da eseguire presso laboratori indicati dal Soggetto
aggiudicatore, d’intesa con la Prefettura, con oneri finanziari a
carico del Concessionario o Contraente generale. Le specifiche
modalita’ di effettuazione di tali controlli – con riguardo alle
attivita’ di prelievo, analisi e stoccaggio dei provini – sono
definite nell’ambito dell’apposito protocollo di sicurezza, sulla
scorta delle migliori prassi e, in particolare, delle previsioni
contenute nel protocollo aggiuntivo sottoscritto il 19 ottobre 2010
tra il Prefetto di Macerata, la Quadrilatero Marche-Umbria SPA e la
Societa’ di progetto “Val di Chienti SCPA”. Resta fermo che le
attivita’ a carico del Referente di cantiere, relativamente al
Settimanale, non sono da intendersi in alcun modo sostitutive delle
attribuzioni facenti capo al direttore dei lavori, ne’ determinano
alcuna attenuazione delle responsabilita’ connesse a dette
incombenze.
Si precisa che il sistema informativo che concerne la raccolta,
l’elaborazione e l’analisi dei dati contenuti nel Settimanale di
cantiere deve essere conforme a specifiche tecniche che ne consentano
l’interoperabilita’ con l’Anagrafe degli esecutori, venendo a
costituire, con quest’ultima, un unico ambiente informatico (Banca
Dati).
5. I doveri collaborativi degli operatori economici della filiera
riguardano anche la fase di cantierizzazione. Nei protocolli seguiti
dal CCASGO si prevede che il Concessionario o Contraente generale (o
figura equivalente) assuma l’obbligo, e lo trasmetta ai suo diretti e
indiretti aventi causa, di organizzare le attivita’ di cantiere
secondo modalita’ atte a prevenire il pericolo di ingerenza della
criminalita’ organizzata esercitata attraverso richieste di danaro,
offerte di protezione, imposizione di ditte o di servizi di
guardiania, ecc, siano o meno contrassegnate dall’uso di minaccia o
violenza.
Il protocollo di sicurezza dovra’, pertanto, contenere apposite
previsioni in tal senso specificando che tali fatti vanno
immediatamente portati a conoscenza della Prefettura, fermo restando
l’obbligo di denuncia all’Autorita’ giudiziaria.
In considerazione della previsione contenuta nell’articolo 38,
comma 1, lettera m-ter, del Codice dei contratti pubblici, come
inserita dall’articolo 2 della legge 15 luglio 2009, n. 94 (secondo
la quale l’omessa denuncia dei reati di cui agli artt. 317 e 629 Cod.
Pen. connotati dall’aggravante del metodo mafioso di cui all’articolo
7 del decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12
luglio 1991, n. 203, da parte dell’operatore economico e delle altre
figure soggettive indicate alla lettera b) del predetto articolo 38,
e’ suscettibile di concretizzare una causa di esclusione dalle
procedure concorsuali, salvo che non ricorra l’esimente di cui
all’articolo 4 della legge 24 novembre 1981, n. 689) dovra’ essere
specificato nella lettera di invito, e riprodotto nel protocollo di
sicurezza, che tale comportamento omissivo da’ altresi’ luogo
all’emissione di informazione interdittiva, ai sensi dell’articolo 10
del d.P.R. n. 252/1998 e alla conseguente estromissione del soggetto
con applicazione anche della relativa penale pecuniaria.
Inoltre, l’eventuale inosservanza degli obblighi collaborativi in
questione e’ passibile anche di applicazione di penali pecuniarie,
diversamente graduate a seconda della gravita’ dell’infrazione
commessa, dell’eventuale reiterazione, del danno conseguente (ad
esempio la mancata vigilanza sugli accessi ai cantieri puo’ aver
comportato l’ingresso di persone estranee che hanno danneggiato mezzi
di lavorazione), ecc.. Andra’ comunque specificato che la persistente
inosservanza degli obblighi collaborativi in questione, proseguita
anche dopo contestazione e diffida, in analogia a quanto si e’
affermato al punto 3, puo’ comportare l’esclusione dell’operatore,
concretandosi una forma di grave negligenza.
6. I pagamenti relativi ai contratti, subcontratti e subappalti
inerenti all’opera pubblica sono soggetti alle norme su monitoraggio
finanziario di cui all’articolo 176, comma 3, lettera e) del decreto
legislativo 163/2006 e s.m.i. Nelle more del completamento della
sperimentazione del monitoraggio finanziario di cui a detta norma –
avviata dal CIPE con delibere 27 marzo 2008 n. 50, 18 dicembre 2008
n. 107, 13 maggio 2010 n. 4 e 5 maggio 2011 n. 45 – le procedure di
tracciamento finanziario dei pagamenti si conformano alle previsioni
di cui agli articoli 3 e 6 della legge n. 136/2010 e s.m.i., fermo
restando l’assunzione dell’obbligo, da parte di tutti gli operatori
coinvolti nella realizzazione dell’opera, di adeguarsi alle direttive
che il CIPE formulera’ per la fase a regime.
Alle stesse procedure di tracciamento andranno altresi’ soggetti i
pagamenti delle indennita’ di esproprio.
Il Concessionario o Contraente generale si impegna, altresi’, a
verificare l’inserimento – nei contratti e subcontratti della filiera
– della clausola di tracciabilita’, nonche’ ad apporre su tutte le
fatture il CUP (Codice Unico di Progetto). Lo stesso obbligo verra’
contrattualmente assunto da ogni operatore economico della filiera.
7. Dall’entrata in vigore del decreto legislativo di cui all’art. 2
della legge n. 136/2010 e s.m.i. i richiami al regolamento di
semplificazione approvato con il d.P.R. n. 252/1998, nonche’ al
d.P.R. n. 150/2010 si intendono riferiti alle corrispondenti
disposizioni contenute nel predetto decreto legislativo.

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 3 agosto 2011

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