COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA | Chimici.info

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 20 dicembre 2004: 1° Programma delle opere strategiche. Piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici (articolo 80, comma 21, legge 27 dicembre 2002, n. 289). (Deliberazione n. 102/04). (GU n. 186 del 11-8-2005)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 20 dicembre 2004

1° Programma delle opere strategiche. Piano straordinario di messa in
sicurezza degli edifici scolastici (articolo 80, comma 21, legge
27 dicembre 2002, n. 289). (Deliberazione n. 102/04).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 11 gennaio 1996, n. 23, recante «Norme per
l’edilizia scolastica» e che, all’art. 3, individua le competenze
degli enti locali in materia;
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443 (c.d. «legge obiettivo»),
che, all’art. 1, ha stabilito che le infrastrutture pubbliche e
private e gli insediamenti strategici e di preminente interesse
nazionale, da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del
Paese, vengano individuati dal Governo attraverso un programma
formulato secondo i criteri e le indicazioni procedurali contenuti
nello stesso articolo, demandando a questo Comitato di approvare, in
sede di prima applicazione della legge, il suddetto programma entro
il 31 dicembre 2001; adempimento che questo Comitato stesso ha
assolto con delibera 21 dicembre 2001, n. 121;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, che, all’art. 13, oltre a
recare modifiche al menzionato art. 1 della legge n. 443/2001,
autorizza limiti di impegno quindicennali per la progettazione e la
realizzazione delle opere incluse nel programma approvato da questo
Comitato e per interventi nel settore idrico di competenza del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e che prevede che, con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono individuati i
soggetti autorizzati a contrarre mutui o ad effettuare altre
operazioni finanziarie;
Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
dell’art. 1 della menzionata legge n. 443/2001;
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289, e visti in particolare:
l’art. 60, comma 4, ai sensi del quale il 3% degli stanziamenti
per infrastrutture e’ destinato alla spesa per la tutela e gli
interventi a favore dei beni e delle attivita’ culturali;
l’art. 80, comma 21, che prevede, nell’ambito del programma delle
infrastrutture strategiche di cui alla legge n. 443/2001, la
predisposizione – da parte del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti di concerto con il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca – di un «Piano straordinario di
messa in sicurezza degli edifici scolastici», con particolare
riguardo a quelli insistenti nelle zone soggette a rischio sismico, e
che dispone la sottoposizione di detto piano a questo Comitato che,
sentita la Conferenza unificata, ripartisce le risorse, tenuto conto
di quanto stabilito dall’art. 3 della legge n. 23/1996;
Vista la legge 24 dicembre 2003, n. 350, e visti in particolare:
l’art. 3, comma 91, che destina al «Piano straordinario di messa
in sicurezza degli edifici scolastici» un importo non inferiore al
10% delle risorse di cui all’art. 13, comma 1, della legge n.
166/2002, che risultano disponibili al 1° gennaio 2004;
l’art. 4, comma 176, che autorizza ulteriori limiti di impegno
nel biennio 2005-2006 per la realizzazione delle opere strategiche di
cui alle leggi citate ai punti precedenti;
l’art. 4, comma 177 – come sostituito dall’art. 1, comma 13, del
decreto legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito nella legge
30 luglio 2004, n. 191 – che precisa, tra l’altro, che i limiti di
impegno iscritti nel bilancio dello Stato in relazione a specifiche
disposizioni legislative sono da intendere quale contributo
pluriennale per la realizzazione di investimenti, includendo nel
costo degli stessi anche gli oneri derivanti dagli eventuali
finanziamenti necessari, ovvero quale concorso dello Stato al
pagamento di una quota degli oneri derivanti da mutui o altre
operazioni finanziarie che i soggetti interessati, diversi dalle
pubbliche amministrazioni come definite secondo i criteri di
contabilita’ nazionale SEC 95, sono autorizzati ad effettuare per la
realizzazione di investimenti;
Visto il decreto 20 marzo 2003, n. 5279, emanato dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, con il quale – in attuazione dell’art.
13 della legge n. 166/2002 – tra l’altro sono stati individuati i
soggetti autorizzati a contrarre mutui o a effettuare altre
operazioni finanziarie e definite le modalita’ di erogazione dei
finanziamenti;
Vista la nota 24 maggio 2004, n. B3/0/164 con la quale il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso lo schema del
suddetto «Piano» ed il primo programma stralcio;
Vista la nota 26 luglio 2004, n. 1433/Uff.VIII, con la quale il
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca esprime il
proprio concerto;
Vista la nota 26 ottobre 2004, n. 22559, con la quale il Ministero
dell’economia e delle finanze, tra l’altro, quantifica le risorse
accantonate per gli interventi di cui all’art. 80, comma 21, della
legge n. 289/2002, specificando che il 10% dei limiti di impegno
recati dall’art. 13 della legge n. 166/2002, come rifinanziato dalla
legge n. 350/2003, e non ancora assegnati al 1° gennaio 2004 ammonta
a complessivi 45,258 Meuro;
Visto il parere reso, nella seduta dell’11 novembre 2004, dalla
Conferenza unificata che si e’ richiamata anche al parere espresso –
rispettivamente – dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e
province autonome ed al documento formulato dall’Unione delle
province italiane e dall’ANCI;
Preso atto che, come precisato dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti nella citata nota, il piano – predisposto d’intesa con
il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca – e’
stato concordato, per gli aspetti tecnici, anche con gli uffici del
Servizio sismico nazionale del Dipartimento della protezione civile;
Preso atto altresi’ che il citato Ministero, con il decreto n.
512/ES del 27 maggio 2003, ha istituito una Commissione
tecnico-scientifica avente funzioni di supporto tecnico per le
attivita’ di cui all’art. 80, comma 21, della legge n. 289/2002 e
costituita da rappresentanti dei Ministeri interessati, del Consiglio
superiore dei lavori pubblici, del menzionato Servizio sismico
nazionale e da due componenti designati dal presidente della
Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome;
Preso atto che il «Piano straordinario di messa in sicurezza degli
edifici scolastici» non riporta l’elenco degli interventi da
effettuare per le finalita’ di cui all’art. 80, comma 21, della legge
n. 289/2002, bensi’ individua il percorso per la redazione dei
programmi pluriennali a base regionale, da predisporre nei limiti
delle disponibilita’ e secondo linee-guida prodotte dalla citata
Commissione, definendo le modalita’ di ripartizione delle
disponibilita’ medesime tra le regioni sulla base del rischio
«potenziale»;
Preso atto, piu’ specificatamente, che il Piano definisce a
«vulnerabilita’ sismica medio-alta» gli edifici realizzati in zona
sismica prima del 1979, e quindi in assenza di un quadro esaustivo di
normativa tecnica antisismica, e ne presuppone la catalogazione, a
livello di singole regioni, nelle tre zone «classificate sismiche» ai
sensi dell’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri
20 marzo 2003, n. 3274 mirando altresi’ a contemperare le esigenze
connesse agli aspetti della sicurezza strutturale con l’obiettivo
piu’ generale di un incremento del livello di sicurezza complessivo
delle costruzioni – anche con riferimento agli aspetti igienici,
impiantistici e tecnologici – e pervenendo cosi’ alla costruzione di
un indicatore generale di «carenza» che coniuga, con diverso peso,
l’indicatore di «rischio sismico» e l’indicatore di «sicurezza
complessiva»;
Ritenuto che la metodologia proposta, pur se parzialmente diversa
da quella delineata nell’ordinanza 8 luglio 2004, n. 3362, del citato
Dipartimento della protezione civile per l’allocazione delle risorse
di cui all’art. 32-bis del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, sia condivisibile
perche’ consente di utilizzare, con tempestivita’ e con successivi
gradi di approssimazione all’obiettivo finale, le disponibilita’
esistenti per la realizzazione degli interventi che le regioni
interessate ritengano caratterizzati da un piu’ elevato grado di
indifferibilita’, mentre – in considerazione, tra l’altro, della
possibile rideterminazione delle zone sismiche evocata nella
ordinanza per ultimo citata, della astrattezza dei criteri
informatori e della molteplicita’ di voci considerate per la
costruzione dell’indicatore di «carenza» – l’effettiva dimensione
finanziaria del Piano e il fabbisogno prioritario potranno essere
definiti solo in prosieguo;
Rilevato che il programma stralcio e’ stato predisposto dalla
suddetta Commissione sulla base delle indicazioni fornite dalle
regioni che – con esclusione delle regioni Sardegna, Trentino
Alto-Adige e Valle d’Aosta – erano state invitate dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, con nota 23 dicembre 2003, n. 2130, a
segnalare gli edifici scolastici da sottoporre ad interventi di
adeguamento strutturale in ordine di priorita’ e entro un limite di
importo complessivo assegnato alle regioni in proporzione al numero
di edifici scolastici situati nelle zone di 1ª e 2ª categoria
sismica;
Rilevato che, in sede di Conferenza unificata, le regioni Emilia
Romagna, Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto hanno chiesto la
rimodulazione della parte di programma stralcio di rispettiva
competenza, nel limite delle risorse assegnate;
Rilevato che il programma stralcio attua la metodologia del Piano
con un approccio particolarmente pragmatico, mirando a rimuovere le
situazioni a piu’ rilevante rischio sismico e, in tale ottica,
attribuendo un peso percentualmente maggiore – rispetto al piano –
alla 1ª delle categorie sismiche considerate, nonche’ indicando le
tipologie di interventi da ammettere a finanziamento;
Rilevato che le risorse rivenienti dall’applicazione del combinato
disposto dell’art. 80, comma 21, della legge n. 289/2002 e dell’art.
3, comma 91, della legge n. 350/2003 rappresentano un canale
straordinario di finanziamento dell’edilizia scolastica;
Rilevato che sulle quote gia’ accantonate, a valere sui limiti di
impegno previsti dall’art. 13 della legge n. 166/2002 e non ancora
assegnati al 1° gennaio 2004, deve essere applicata la riserva per i
beni e le attivita’ culturali di cui all’art. 60, comma 4, della
legge n. 289/2002, come sottolineato nella riunione preparatoria
dell’odierna seduta, e che la quota complessiva disponibile resta
quindi cosi’ determinata:

(importi in Meuro)
=====================================================================
| 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | Totale
=====================================================================
Quota accantonata | 1,926| 0,282| 19,051| 24,000| 45,258
Riduzione 3% | 0,058| 0,008| 0,572| 0,720| 1,358
Quota disponibile | 1,868| 0,274| 18,479| 23,280| 43,900

Rilevato che detta quota consentirebbe di attivare, al tasso di
interesse praticato dalla Cassa depositi e prestiti alla data della
citata comunicazione del Ministero dell’economia e delle finanze, un
volume di investimenti pari a 474,894 Meuro;
Rilevato che, nell’ambito della Conferenza unificata, le regioni
hanno chiesto che modalita’ e procedure di attuazione degli
interventi previsti per la realizzazione del piano straordinario
vengano ricondotte nell’ambito delle procedure stabilite dalla legge
n. 23/1996 o che siano definite in seno alla Conferenza stessa
mediante apposita «Intesa», sollecitando in particolare di «essere
riconosciute quali soggetti legittimati alla richiesta di erogazione
dei mutui di cui all’art. 13, comma 1, della legge n. 166/2002»,
mentre l’Unione delle province italiane e l’ANCI hanno chiesto
l’inserimento di rappresentanti degli enti locali negli organismi
tecnico-politici che dovranno procedere all’elaborazione dei
successivi programmi;
Rilevato che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con
nota 11 novembre 2004, n. B3/0/257, solleva talune perplessita’ in
merito alla diretta applicabilita’ delle disposizioni di cui alla
legge n. 23/1996, ma rappresenta la propria disponibilita’ a
individuare, tramite apposita Intesa istituzionale nell’ambito della
Conferenza unificata, una soluzione che contemperi la corretta
attuazione della «legge obiettivo» e le procedure di cui alla
richiamata legge n. 23/1996;
Udite le relazioni del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti e del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca;

Delibera:

1. Ai sensi del combinato dell’art. 80, comma 21, della legge n.
289/2002 e dell’art. 3, comma 91, della legge n. 350/2003 e’
approvato – con le modifiche richieste dalle regioni Emilia-Romagna,
Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto – il primo programma
stralcio di messa in sicurezza degli edifici scolastici, che e’
allegato alla presente delibera della quale forma parte integrante.
Il programma, che riguarda 738 edifici scolastici e che ha un costo
complessivo di 193.883.695,00 euro, e’ articolato negli interventi
dettagliati in tabelle distinte per regioni, che riportano
l’indicazione della provincia e del comune, la denominazione
dell’edificio scolastico e l’importo preventivato per l’adeguamento
sismico.
Si riporta qui di seguito il prospetto riepilogativo a livello di
Regione:

(importi in euro)
=====================================================================
Regione | inter|venti | Valori % (*)
=====================================================================
Abruzzo | 83| 11.400.000| 5,88
Basilicata | 8| 7.577.000| 3,91
Calabria | 250| 35.135.000| 18,12
Campania | 73| 35.487.000| 18,30
Emilia Romagna | 54| 6.443.000| 3,32
Friuli Venezia Giulia | 4| 6.077.777| 3,14
Lazio | 35| 14.000.000| 7,22
Liguria | 4| 1.211.000| 0,63
Lombardia | 2| 853.968| 0,44
Marche | 27| 9.826.000| 5,07
Molise | 8| 3.576.000| 1,84
Piemonte | 1| 1.053.727| 0,54
Puglia | 14| 4.156.000| 2,14
Sicilia | 72| 32.461.000| 16,74
Toscana | 75| 14.648.000| 7,56
Umbria | 11| 6.732.000| 3,47
Veneto | 17| 3.247.000| 1,68
Totale | 738| 193.883.695| 100,00
(*) L’importo complessivo risulta suddiviso come segue: Nord 9,74%,
Centro 23,32% e Sud 66,95%

2. L’onere relativo al primo programma stralcio di cui al
precedente punto 1 viene imputato sulle quote di 1,868 Meuro e di
0,274 Meuro accantonate – rispettivamente – sul secondo e sul terzo
limite di impegno di cui all’art. 13 della legge n. 166/2002 e su
parte della quota di 18,479 Meuro accantonata sul quarto limite di
impegno previsto dalla norma citata, come rifinanziata dalla legge n.
350/2003, e decorrente dal 2005.
3. Il soggetto abilitato ad accendere i mutui o a effettuare le
altre operazioni finanziarie, ai sensi dell’art. 13 della legge n.
166/2002, e’ il soggetto titolare dell’intervento, cioe’ l’ente
(provincia o comune) competente alla realizzazione dell’intervento
ammesso a finanziamento.
Ai fini indicati si riporta nelle tabelle di cui al citato allegato
anche la quota massima di limite di impegno attribuita per ciascun
intervento con la specificazione dell’anno di riferimento.
Detta quota e’ da intendere, come esposto, quale misura massima del
finanziamento dell’intervento considerato a carico delle risorse
recate dall’art. 13 della legge n. 166/2002, come rifinanziato dalla
legge n. 350/2003. Entro tale tetto la quota definitivamente
assegnata al soggetto aggiudicatore sara’ quantificata, dandone
comunicazione alla segreteria di questo comitato, dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti sulla base dell’esito della gara di
aggiudicazione dei lavori o, nei casi previsti dalla legge, delle
altre forme di affidamento dei lavori stessi: a tal fine il soggetto
aggiudicatore trasmettera’, entro trenta giorni dall’aggiudicazione
definitiva o dalla data di definizione delle diverse forme di
affidamento dei lavori, il nuovo quadro economico.
Le economie relative saranno riprogrammate, nel rispetto delle
competenze dei vari soggetti istituzionali, per altri interventi
della medesima regione rispondenti alle finalita’ previste dall’art.
80, comma 21, della legge n. 289/2002, da inserire nei successivi
programmi stralcio: in caso di coesistenza di piu’ fonti di
finanziamento dette economie saranno imputate a ciascuna fonte in
misura proporzionale al concorso al finanziamento dell’opera.
Anche le economie conseguite in sede di accensione di mutui o di
effettuazione delle altre operazioni finanziarie richiamate dall’art.
13 della legge n. 166/2002 e le economie realizzate nelle fasi
successive o derivanti dai definanziamenti di cui al successivo punto
7 saranno riprogrammate, per altri interventi riconducibili alle
finalita’ della norma in questione, nell’ambito della stessa regione
in cui le economie stesse sono maturate. Qualora gli interventi
oggetto della riprogrammazione siano di competenza di enti diversi
dai soggetti titolari degli interventi, come sopra individuati, i
medesimi soggetti titolari provvederanno a riversare le somme
corrispondenti alle «economie» realizzate all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, ad apposito capitolo nello stato di
previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
(relativo agli interventi ex art. 13, comma, della legge n.
166/2002).
Eventuali scostamenti di segno opposto, fermo restando il costo
dell’intervento indicato nell’allegato, verranno recuperati a carico
della quota da assegnare alla regione per la predisposizione del
successivo programma.
4. L’Istituto finanziatore provvedera’ ad erogare all’ente
beneficiario, entro la quota di limite di impegno come sopra
definitivamente assegnata, l’importo di spettanza su richiesta della
regione territorialmente competente.
5. Le ulteriori modalita’ attuative del primo programma stralcio
approvato con la presente delibera, ivi incluse le modalita’ per la
fissazione del termine massimo per effettuare la consegna, verranno
definite in sede di conferenza unificata, in modo da pervenire – come
auspicato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella
citata nota dell’11 novembre 2004 – all’adozione di una soluzione che
contemperi la corretta attuazione della legge n. 443/2001 (cui e’
riconducibile il piano straordinario in questione) e le procedure di
cui alla legge n. 23/1996. In relazione all’intesa che verra’
raggiunta in tale sede il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti e il Ministero dell’economia e delle finanze adotteranno i
provvedimenti conseguenti, eventualmente anche a modifica e/o
integrazione del decreto interministeriale 20 marzo 2003, citato in
premessa.
6. In caso di mancato rispetto del termine per la consegna dei
lavori, come sopra fissato, l’intervento verra’ definanziato su
proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, formulata
di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca.

Raccomanda

alle regioni che, anche in relazione ai ristretti tempi a
disposizione, hanno proposto un quadro di interventi particolarmente
articolato di valutare, in funzione di eventuali priorita’ emerse nel
frattempo ovvero solo successivamente rilevate e nel rispetto delle
attribuzione degli altri enti interessati, l’opportunita’ di
concentrare le risorse loro assegnate sugli interventi piu’ urgenti
di risanamento strutturale, dando – in tal caso – comunicazione al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero per
l’istruzione, l’universita’ e la ricerca.

Invita

il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, quale soggetto
chiamato – tra l’altro a svolgere le attivita’ di supporto a questo
comitato ai fini della vigilanza sull’esecuzione dei progetti
approvati ai sensi della legge n. 443/2001, a relazionare, di
concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, sull’attuazione del primo programma stralcio ed a segnalare
tempestivamente eventuali criticita’, proponendo le misure atte a
superarle: la prima relazione sara’ presentata entro il 31 dicembre
2005 e le successive relazioni avranno periodicita’ semestrale;
I predetti Ministeri a sottoporre a questo comitato, ultimato
l’iter di rito, altro programma stralcio da predisporre nei limiti
del volume di investimenti attivabile, al tasso di interesse che al
momento sara’ praticato dalla cassa depositi e prestiti, con la
residua quota di limiti di impegno, pari complessivamente a
26.584.601,64 euro.
Roma, 20 dicembre 2004

Il Presidente delegato
Siniscalco

Il segretario del CIPE
Baldassarri

Registrato alla Corte dei conti il 22 luglio 2005
Ufficio di controllo atti sui Ministeri economico-finanziari registro
n. 4
Economia e finanze, foglio n. 105

ALLEGATO
—-> Vedere immagini da pag. 28 a pag. 45 in formato zip/pdf

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Chimici.info