Carrelli semoventi per movimentazione - Applicabilità degli articoli 182 e 183 del decreto del Presidente della Repubblica n. 547/1955 | Chimici.info

Carrelli semoventi per movimentazione – Applicabilità degli articoli 182 e 183 del decreto del Presidente della Repubblica n. 547/1955

Carrelli semoventi per movimentazione - Applicabilità degli articoli 182 e 183 del decreto del Presidente della Repubblica n. 547/1955 - Requisiti dei dispositivi di protezione.
Circolare Ministeriale

Sono pervenute a questo Ministero richieste di parere per conoscere le
caratteristiche tecniche ed i requisiti di idoneità delle
misure di protezione richieste dalle disposizioni di cui agli articoli
182 e 183 del decreto del Presidente della Repubblica n. 547/1955, nel
caso dei carrelli semoventi per movimentazione.Al riguardo,
considerato che per le attrezzature in oggetto da più parti
sono state segnalate anche presunte difformità di
interpretazione del concetto di sicurezza quale deducibile dall’esame
comparato delle disposizioni citate, di quelle corrispondenti
contenute nel decreto legislativo n. 304/1991 e di quelle emanate con
circolare di questo Ministero n. 9/1979, precisato che ad avviso di
questo Ministero, di fatto, non sussistono, per i motivi
successivamente esposti, le difformità segnalate e su conforme
parere della Commissione consultiva permanente per la prevenzione
degli infortuni e l’igiene del lavoro, si ritiene opportuno fornire le
seguenti precisazioni circa le misure tecniche da ritenersi idonee a
fronte dei rischi di seguito distintamente presi in considerazione.A)
Azionamento accidentale degli organi di comando per la manipolazione
dei carichi.Per quel che attiene a questo aspetto, occorre rilevare
che, mentre il decreto del Presidente della Repubblica n. 547/1955
indica fra le misure idonee per far fronte al rischio di azionamento
accidentale degli organi di comando, alternativamente, un’adeguata
conformazione degli stessi o una loro protezione, il decreto
legislativo n. 304/1991 (che recepisce direttive comunitarie
finalizzate alla progettazione e costruzione di prodotti sicuri)
considera l’aspetto di sicurezza degli organi di comando nel contesto
generale del carrello ed indica nell’allegato tecnico i requisiti che
gli stessi devono possedere nel complesso globale della macchina.Il
medesimo approccio adottato dal legislatore comunitario, e ripreso nel
decreto legislativo n. 304/1991, risulta in linea con quanto
precedentemente espresso dal Ministero del lavoro che, su conforme
parere della Commissione consultiva permanente per la prevenzione
degli infortuni e l’igiene del lavoro, con circolare n. 9/1979 del 1
settembre 1979, aveva indicato che il raggiungimento degli obiettivi
di sicurezza richiesti poteva essere conseguito anche attraverso
sistemi, ergonomicamente concepiti, tali da evitare qualsiasi
azionamento per urto accidentale.Pertanto si ritiene che il requisito
di sicurezza relativo agli organi di comando dei carrelli è
correttamente soddisfatto qualora sussistono le seguenti tre
condizioni:1) tutti gli organi di comando del carico abbiano il
ritorno automatico nella posizione neutra;2) gli organi di comando
siano esclusivamente del tipo ad azione mantenuta ed azionabili per
via meccanica, elettrica o altro sistema;3) gli organi di comando
siano collocati e disposti in maniera tale da evitare il loro
azionamento accidentale, in particolare nei riguardi del previsto
passaggio di accesso al posto di manovra e di guida del mezzo, secondo
quanto stabilito dalle disposizioni tecniche della norma ISO 3691,
contenute nel decreto legislativo n. 304/1991, oppure risultino
intrinsecamente protetti o dotati di apposito riparo.B) Caduta
dall’alto di materiale minuto.Per quel che riguarda questo tipo di
rischio, va rilevato che, per farvi fronte, il decreto del Presidente
della Repubblica n. 547/1955 indica all’art. 182, punto b), che
"il posto di manovra deve essere costruito e difeso in modo da
consentire l’esecuzione delle manovre, i movimenti e la sosta in
condizioni di sicurezza".Aggiunge, altresì, al punto c),
che "il posto di manovra stesso deve permettere la perfetta
visibilità di tutta la zona di azione del mezzo".Il
decreto legislativo n. 304/1991 individua come idoneo ad ottemperare
ai suddetti requisiti un tetto di protezione che si riferisce alla
norma ISO 6055, relativamente sia alla progettazione strutturale che
alla protezione contro la caduta di materiale minuto.Prescrive infatti
la norma citata che il tetto "dovrà essere costruito in
modo da poter essere munito di un’attrezzatura supplementare che
consenta, in casi particolari, una migliore protezione dell’operatore
dalla caduta di oggetti".Peraltro, in un contesto di sicurezza
globale, per salvaguardare la massima visibilità operativa, il
decreto in parola non richiede indiscriminatamente l’applicazione
della suddetta attrezzatura supplementare a tutti i carrelli. In
questo modo il risultato è che la protezione risulta
ottimizzata in funzione dell’impiego effettivo del singolo
mezzo.Sarà pertanto cura dell’utilizzatore orientare le proprie
scelte in relazione alla valutazione del rischio presente
nell’ambiente di lavoro con riferimento ai pericoli di caduta di
materiali dall’alto e di insufficiente visibilità.Anche su
questo versante il decreto legislativo n. 304/1991 risulta in linea
con la già citata circolare del Ministero del lavoro.In
definitiva, per quel che riguarda il requisito di sicurezza contro i
rischi di caduta di materiale minuto va detto che esso deve essere
soddisfatto, ma esclusivamente dove sussistano i rischi medesimi, di
conseguenza deve essere cura dell’utilizzatore provvedervi,
trattandosi del solo soggetto in grado di conoscere le condizioni
specifiche di impiego del carrello e di individuare, quindi, i sistemi
di difesa più adeguati.Sarà, invece, compito del
personale addetto alla vigilanza sui luoghi di lavoro, nel corso della
propria attività, valutare in concreto i sistemi di protezione
integrativa adottati in funzione delle necessità reali.C)
Cesoiamento o schiacciamento di parti del corpo dell’operatore da
parte degli elementi del carro sollevamento forche in moto relativo
tra loro.Relativamente a questo argomento, premesso che il decreto del
Presidente della Repubblica n. 547/1955, all’art. 182, detta i
requisiti di sicurezza dei posti di manovra, occorre rilevare che
nella già citata circolare il Ministero del lavoro, in
applicazione dei suddetti requisiti, ha individuato gli obiettivi di
sicurezza per la protezione del manovratore dagli specifici rischi di
che trattasi nella opportunità di proteggere contro i rischi di
cesoiamento tutte le zone accessibili normalmente all’operatore dalla
sua corretta posizione di guida; in particolare i montanti fissi
devono essere dotati di protezioni, costituite, ad esempio, da reti o
da lastre trasparenti.La richiesta specifica di "protezioni"
deve essere però interpretata con la logica che è alla
base del contesto legislativo del tempo in cui il Ministero si
è espresso: occorreva infatti salvaguardare l’incolumità
dell’operatore nei confronti delle situazioni specifiche dei
sollevatori allora esistenti.Il decreto legislativo n. 304/1991
considera invece la sicurezza dell’operatore al posto di guida nel
contesto della sicurezza generale del carrello basata sulla
valutazione dei rischi.Nella fattispecie, in accordo peraltro con
studi rigorosi svolti dagli enti antinfortunistici e dagli istituti di
medicina del lavoro tedeschi, il predetto decreto prevede che in
alternativa alle protezioni di cui alla circolare n. 9/79 sono da
ritenersi ugualmente valide adeguate "distanze di sicurezza"
fra gli organi in movimento relativo.E, anche se non esplicitato, si
intuisce che quest’ultima soluzione costituisce un valido compromesso
se si vuole ottemperare anche alla prescrizione di "perfetta
visibilità" di cui al punto c) dell’art. 182 citato.Sono
infatti note le controindicazioni che comportano le reti e le lastre
trasparenti (disturbi alla vista, affaticamento, presenza di riflessi,
deterioramenti precoci dei materiali trasparenti, ecc.) e le
conseguenti situazioni di rischio indotto.Questo ultimo concetto
è avvalorato anche dalla norma ISO 3691, che al punto 12.1.2.
afferma innanzitutto che "tali precauzioni devono essere attuate
in modo da non ostacolare indebitamente la visibilità" e
conclude ammettendo l’applicazione di "protezioni in alternativa
al franco di sicurezza.In conclusione, si ritiene che il requisito di
sicurezza contro i rischi di cesoiamento o schiacciamento a causa del
gruppo di sollevamento forche per l’operatore, nella sua normale
posizione di lavoro, sia correttamente soddisfatto quando sussista una
delle seguenti condizioni:le parti in movimento l’una rispetto
all’altra si trovino alla distanze minime stabilite al punto 4 della
norma UNI 9288;le parti in movimento l’una rispetto all’altra siano
dotate di protezioni costituite ad esempio da reti o lastre
trasparenti.Va precisato infine che quanto fin qui detto è
applicabile alle macchine poste in commercio, ovvero in servizio,
prima dell’entrata in vigore del decreto del Presidente della
Repubblica n. 459/1996 ed in ogni caso non recanti la marcatura CE ai
sensi delle direttive 89/392/CEE e collegate, per le quali le
considerazioni esposte e le conseguenti misure proposte debbono essere
considerate come "disposizioni" nazionali vigenti fino alla
data dell’entrata in vigore del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 459/1996.Viceversa, per le macchine costruite in
conformità al decreto del Presidente della Repubblica n.
459/1996 le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica
n. 547/1955 e le indicazioni della circolare n. 9/79 debbono essere
considerate come utili documenti di riferimento per i fabbricanti
ovvero per gli organi di vigilanza, che in essi trovano, attesa la
riconosciuta fattibilità degli orientamenti costruttivi
forniti, l’indicazione del livello di sicurezza che, comunque dal
fabbricante o dall’utilizzatore deve essere a…

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