AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 15 luglio 2010 | Chimici.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 15 luglio 2010

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 15 luglio 2010 - Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento, modalita' di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e relative condizioni di utilizzo. (Deliberazione n. 366/10/CONS). (10A09936) (GU n. 185 del 10-8-2010 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 15 luglio 2010

Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale
terrestre, in chiaro e a pagamento, modalita’ di attribuzione dei
numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla
diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e
relative condizioni di utilizzo. (Deliberazione n. 366/10/CONS).
(10A09936)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nelle riunioni del Consiglio dell’8 luglio 2010 e del 15 luglio
2010;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo», ed in
particolare, l’art. 1, comma 6, lett. c), n. 11, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 154/L alla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana – serie generale – del 31 luglio 1997, n. 177;
Vista la legge 6 agosto 1990, n. 223, recante «Disciplina del
sistema radiotelevisivo pubblico e privato» pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana – serie generale – del 9 agosto 1990, n. 185;
Vista la legge 10 ottobre 1990, n. 287, recante «Norme per la
tutela della concorrenza e del mercato» pubblicata nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie
generale – del 13 ottobre 1990, n. 240;
Vista la legge 20 marzo 2001, n. 66, recante «Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante
disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di
trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonche’ per il
risanamento di impianti radiotelevisivi»;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 recante il
Codice delle comunicazioni elettroniche, con il quale sono state
recepite la direttiva 2002/19 CE, del Parlamento e del Consiglio, del
7 marzo 2002 («direttiva accesso»), la direttiva 2002/20/CE, del
Parlamento e del Consiglio, del 7 marzo 2002 («direttiva
autorizzazioni »), la direttiva 2002/21/CE, del Parlamento e del
Consiglio, del 7 marzo 2002 («direttiva quadro») e la direttiva
2002/22/CE, del Parlamento e del Consiglio, del 7 marzo 2002
(«direttiva servizio universale»);
Vista la legge 3 maggio 2004, n. 112, recante «Norme di principio
in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della
RAI-Radiotelevisione italiana S.p.A., nonche’ delega al Governo per
l’emanazione del testo unico della radiotelevisione» pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5 maggio 2004, n.
104;
Vista la direttiva 89/552/CEE del Consiglio del 3 ottobre 1989,
recante il coordinamento di determinate disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti
l’esercizio delle attivita’ televisive, come modificata dalla
direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30
giugno 1997 e dalla direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio dell’11 dicembre 2007;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come
modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, di
attuazione della direttiva 2007/65/CE relativa al coordinamento di
determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attivita’
televisive, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 73 del 29 Marzo 2010, recante «Testo unico dei servizi di
media audiovisivi e radiofonici»;
Rilevato che l’art. 32, comma 2, decreto legislativo 31 luglio
2005, n. 177, come novellato dall’articolo 5, comma 2, del decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 44, fermo il diritto di ciascun utente
di riordinare i canali offerti sulla televisione digitale nonche’ la
possibilita’ per gli operatori di offerta televisiva a pagamento di
introdurre ulteriori e aggiuntivi servizi di guida ai programmi e di
ordinamento canali, ha affidato all’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni, al fine di assicurare condizioni eque, trasparenti e
non discriminatorie, la competenza ad adottare un apposito piano di
numerazione automatica dei canali della televisione digitale
terrestre, in chiaro e a pagamento, e a stabilire con proprio
regolamento le modalita’ di attribuzione dei numeri ai fornitori di
servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti
audiovisivi in tecnica digitale terrestre, sulla base dei seguenti
principi e criteri direttivi in ordine di priorita’:
a) garanzia della semplicita’ d’uso del sistema di ordinamento
automatico dei canali;
b) rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, con
particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle
emittenti locali;
c) suddivisione delle numerazioni dei canali a diffusione
nazionale, sulla base del criterio della programmazione prevalente,
in relazione ai seguenti generi di programmazione tematici:
semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport,
musica, televendite. Nel primo arco di numeri si dovranno prevedere
adeguati spazi nella numerazione che valorizzino la programmazione
delle emittenti locali di qualita’ e quella legata al territorio.
Nello stesso arco di numeri non dovranno essere irradiati programmi
rivolti a un pubblico di soli adulti. Al fine di garantire il piu’
ampio pluralismo in condizioni di parita’ tra i soggetti operanti nel
mercato, dovra’ essere riservata per ciascun genere una serie di
numeri a disposizione per soggetti nuovi entranti;
d) individuazione di numerazioni specifiche per i servizi di
media audiovisivi a pagamento;
e) definizione delle condizioni di utilizzo della numerazione,
prevedendo la possibilita’, sulla base di accordi, di scambi della
numerazione all’interno di uno stesso genere, previa comunicazione
alle autorita’ amministrative competenti;
f) revisione del piano di numerazione in base allo sviluppo del
mercato, sentiti i soggetti interessati;
Vista la delibera n. 122/10/CONS del 16 aprile 2010 recante
«Consultazione pubblica sullo schema di provvedimento recante il
piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale
terrestre, in chiaro e a pagamento, modalita’ di attribuzione dei
numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla
diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e
relative condizioni di utilizzo, nonche’ sullo schema di
provvedimento recante integrazioni della delibera n. 216/00/CONS e
successive integrazioni», pubblicata, unitamente agli allegati A, B e
C, sul sito web dell’Autorita’ in data 26 aprile 2010;
Vista la delibera n. 123/10/CONS del 16 aprile 2010 recante
«Archiviazione per sopravvenuta normativa dell’istruttoria avviata
con delibera n. 647/09/CONS per la verifica del rispetto dei principi
di cui all’art. 43 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 e
successive modificazioni e integrazioni dell’accordo sull’ordinamento
automatico dei canali della tv digitale terrestre notificato
dall’associazione DGTVi (Associazione per il digitale terrestre)»;
Avuto riguardo ai numerosi contributi pervenuti in sede di
consultazione e alle osservazioni formulate nel corso delle audizioni
svolte con i soggetti interessati che ne hanno fatto richiesta, che
hanno dato luogo, in sintesi, alle osservazioni seguenti:
Alcuni partecipanti alla consultazione hanno proposto di
strutturare il piano sulla numerazione a tre cifre, ritenendo che
tale organizzazione risulta maggiormente aderente ai principi di
equita’, trasparenza e non discriminazione ed e’ gia’ utilizzata
dagli utenti di altre piattaforme televisive digitali (satellite,
IPTV);
Alla luce dei principi stabiliti dalla legge in ordine di
priorita’, il primo dei quali e’ costituito dalla «garanzia della
semplicita’ d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali» e
il secondo dal «rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti»,
l’Autorita’ ha confermato la struttura del piano basata su una
numerazione aperta che inizia con una cifra, in quanto l’introduzione
di un piano di numerazione a tre cifre costituisce una notevole
discontinuita’ rispetto alle abitudini dell’utente della televisione
terrestre, che e’ la piattaforma con il maggior grado di penetrazione
in Italia. Inoltre, la mancata assegnazione dei numeri da 1 a 99,
corrispondenti al primo arco di numerazione, oltre ad un uso non
efficiente della numerazione, potrebbe comportare l’utilizzazione non
regolata di tale range di numeri, alla luce delle caratteristiche
«aperte» dei decoder digitali terrestri.
Con riferimento alla definizione di «arco di numerazione», alcuni
partecipanti alla consultazione hanno suggerito di rendere piu’
chiara tale definizione proponendo, inoltre, l’introduzione di
appositi numeri per servizi di sistema offerti all’utenza, quali la
guida elettronica dei programmi.
Alla luce di tali osservazioni , e’ apparso opportuno chiarire che
«l’arco di numerazione» e’ un blocco di numerazione consecutiva
costituito da 100 numeri, nonche’ prevedere che le posizioni di avvio
di ciascun blocco (0, 100, 200, ecc.) siano destinati a servizi di
sistema, quali la guida ai programmi ed i canali mosaico.
Alcuni partecipanti hanno formulato osservazioni in merito alla
definizione di «canale generalista nazionale», richiedendo di
circoscrivere con maggiore chiarezza i soggetti facenti parte della
suddetta categoria.
Alla luce di tali osservazioni, e’ stata riformulata la definizione
in questione, precisando che per «canali generalisti nazionali» si
intendono i canali legittimamente irradiati in ambito nazionale in
tecnica analogica e in simulcast in tecnica digitale terrestre, che
trasmettono in chiaro prevalentemente programmi di tipo generalista
con obbligo di informazione, definizione che trova corrispondenza
nell’art. 2, comma 1, lettera aa), n. 5) del Testo unico dei servizi
di media audiovisivi e radiofonici.
Alcuni rispondenti alla consultazione hanno rappresentato la
necessita’ di una maggiore chiarezza nella definizione di «canale
tematico semigeneralista» e posto in evidenza la contraddittorieta’
di definire tematica un’offerta semigeneralista. Hanno inoltre
espresso preferenza per la percentuale del 70% di programmazione da
destinare ad uno stesso genere, al fine della qualificazione del
canale tematico.
Alla luce di tali osservazioni, la definizione di canale
semigeneralista e’ stata riformulata nei seguenti termini:
«programmazione dedicata a generi differenziati, inclusa
l’informazione, nessuno dei quali raggiunge il 70% della
programmazione stessa».
E’ stata, altresi’, introdotta, alla luce delle osservazioni di
alcuni rispondenti alla consultazione che ne hanno rilevato la
mancanza, la definizione di «emittente locale», individuata nel
«titolare di concessione o di autorizzazione su frequenze terrestri
in tecnica analogica in ambito locale, che ha la responsabilita’
editoriale dei programmi televisivi irradiati e che li trasmette in
tecnica digitale terrestre mediante autorizzazione per fornitore di
servizi di media audiovisivi in ambito locale».
E’ stata, inoltre, introdotta la definizione di «aree tecniche»,
ovvero delle aree in cui e’ stato suddiviso il territorio nazionale
ai fini della progressiva digitalizzazione delle reti televisive
terrestri, secondo il calendario approvato con decreto ministeriale
10 settembre 2008 e successive modificazioni, in quanto funzionale
alle procedure di assegnazione delle numerazioni stabilite dal
provvedimento.
Con riferimento all’introduzione di un’apposita interfaccia grafica
nei decodificatori destinati alla ricezione dei programmi digitali
onde facilitare la ricerca e la selezione dei canali da parte degli
utenti, alcuni partecipanti hanno rappresentato la complessita’
tecnica e l’onerosita’ di tale implementazione con specifico
riferimento ai decoder che consentono la ricezione dei canali
digitali trasmessi su differenti piattaforme (satellite, IPTV,
terrestre), proponendo, almeno in una prima fase, di introdurre
l’obbligatorieta’ del descrittore LCN per i decoder destinati
unicamente alla ricezione dei canali digitali terrestri.
Alla luce di tali osservazioni, e tenuto conto dell’ambito di
applicazione del presente provvedimento, relativo al piano di
numerazione automatico dei canali della televisione digitale
terrestre, l’obbligo del descrittore LCN nei termini previsti dal
provvedimento e’ stato limitato ai decodificatori, anche integrati
nei televisori, destinati esclusivamente alla ricezione dei programmi
digitali terrestri.
Si e’ ritenuto, altresi’, di accogliere la proposta di prevedere
che i decodificatori dispongano oltre che di una visualizzazione
grafica dei canali digitali nazionali suddivisa per generi di
programmazione, anche di una visualizzazione dei canali digitali
tematici delle emittenti locali, nel rispetto del principio di non
discriminazione.
Con riferimento all’ordine dei generi di programmazione dei canali
digitali nazionali come proposto nello schema di provvedimento
(informazione, semigeneralisti, bambini e ragazzi, cultura, sport,
musica, televendite), alcuni partecipanti hanno proposto di ordinare
i generi secondo la scansione descritta nella legge.
La proposta e’ stata ritenuta meritevole di accoglimento, anche al
fine di limitare il grado di discrezionalita’ amministrativa.
Con riferimento all’attribuzione della numerazione tra le
differenti categorie di emittenti, alcuni Rappresentanti delle
Regioni e degli Enti Locali ed alcune emittenti locali hanno ritenuto
non condivisibile l’ipotesi di attribuzione dei numeri da 1 a 9 ai
canali generalisti nazionali, esprimendo preferenza per
l’attribuzione almeno dei numeri 8 e 9 alle emittenti locali, stante
il loro radicamento sul territorio locale. Un’emittente nazionale ex
analogica ha, di contro, evidenziato come l’attribuzione delle prime
nove numerazioni ai canali generalisti nazionali sia insufficiente a
soddisfare le esigenze di tutte le emittenti facenti parte di tale
categoria.
Con riferimento all’utilizzo delle graduatorie predisposte dai
Comitati regionali delle Comunicazioni (Corecom) per l’attribuzione
dei numeri all’interno dei blocchi riservati alle emittenti locali,
alcuni rispondenti hanno messo in luce la non rispondenza di tale
criterio alle «abitudini e preferenze degli utenti», proponendo
l’utilizzo di criteri alternativi quali l’audience, l’area di
servizio coperta da ciascuna emittente locale o la qualita’ e il
radicamento nel territorio.
Al riguardo si osserva che l’attribuzione della numerazione
progressiva spettante alle emittenti locali sulla base delle
graduatorie approvate dai Comitati regionali delle comunicazioni ai
sensi del decreto del Ministro delle comunicazioni n. 292 del 5
novembre 2004, costituisce un criterio oggettivo e facilmente
misurabile rispetto ai criteri alternativi proposti, i quali
postulano la necessita’ della formulazione di nuove ed apposite
graduatorie e l’impiego di tempi procedimentali non conciliabili con
la necessita’ di provvedere all’assegnazione della numerazione
dell’ordinamento automatico dei canali con l’urgenza che e’ stata da
piu’ parti rappresentata.
Le principali associazioni delle emittenti locali hanno richiesto
di dettagliare ulteriormente il meccanismo di attribuzione delle
numerazioni spettanti alle emittenti locali, ritenendo non
sufficiente il rinvio a forme di autoregolamentazione degli operatori
del settore. Hanno, altresi’, richiesto di prevedere lo scambio delle
numerazioni tra emittenti locali su base consensuale, al fine di
apportare un certo grado di flessibilita’ al sistema, nonche’ di
attribuire all’emittenza locale anche il settimo arco di numerazione,
per consentire un’adeguata collocazione delle nuove offerte digitali
terrestri in ambito locale.
Alla luce di tali osservazioni, i criteri di attribuzione delle
numerazioni alle emittenti locali sono stati ulteriormente
dettagliati al fine di conseguire la massima efficienza dell’uso
della numerazione e soddisfare il maggior numero di richieste di
numerazione in ciascun ambito locale. Con riferimento alla richiesta
di consentire lo scambio delle numerazioni tra le emittenti locali,
si e’ provveduto ad inserire tale previsione, consentendo pero’ tale
scambio solo qualora finalizzato ad uniformare la numerazione nelle
diverse zone servite da almeno una delle emittenti interessate allo
scambio stesso. Si e’ ritenuto, inoltre, possibile accogliere la
richiesta di attribuzione alle emittenti locali del settimo arco di
numerazione ai fini dello sviluppo delle nuove offerte digitali di
tale settore.
Con riferimento alla numerazione da attribuire canali digitali
terrestri a diffusione nazionale si e’ provveduto a modificare la
numerazione proposta per tali canali, attribuendo, nel primo arco di
numerazione, i numeri da 21 a 70, in luogo dell’ipotesi posta a
consultazione 20-70, alla luce dell’esigenza di riservare il numero
20 per soddisfare le esigenze di tutte le emittenti nazionali ex
analogiche operanti in chiaro nel primo arco di numerazione,
confermando, altresi’ la disposizione relativa alla collocazione del
genere di programmazione «televendite» nel secondo arco di
numerazione, nel caso di richieste superiori alla disponibilita’ di
numeri nel primo arco di numerazione.
Alcuni rispondenti hanno evidenziato che la fissazione di un numero
minimo di posizioni numeriche per ciascun sottoblocco destinato ai
generi di programmazione dei canali digitali terrestri a diffusione
nazionale, si pone in contrasto con l’esigenza che la dimensione di
ciascuno di essi sia determinata prendendo a riferimento le offerte
esistenti.
Al riguardo, si e’ ritenuto possibile accogliere tale osservazione,
per conferire maggior elasticita’ al sistema, provvedendo, nel
contempo, a determinare nella percentuale del 30%, anziche’ del 20%,
i numeri a disposizione di soggetti nuovi entranti per ciascun
genere.
Si e’ ritenuta condivisibile l’osservazione formulata da
un’associazione di consumatori sull’opportunita’ che, al fine di
facilitare la memorizzazione e la ricerca dei canali da parte
dell’utente, siano attribuiti ai canali diffusi in HD (high
definition), che costituiscono simulcast di quelli diffusi in SD
(standard definition), numerazione corrispondenti nei distinti archi
di numerazione.
Alcuni rispondenti hanno richiesto di rendere piu’ dettagliate le
procedure di assegnazione delle numerazioni da parte del competente
Ministero.
Al riguardo e’ apparso opportuno prevedere una procedura
differenziata per quanto riguarda le aree tecniche ancora da
digitalizzare, rispetto a quelle gia’ digitalizzate, anche al fine di
consentire una graduale conformazione della numerazione attualmente
utilizzata al piano di numerazione adottato dall’Autorita’.
Circa la necessita’ di evitare i fenomeni di refreshing, effettuati
da alcuni decoder, che annullano la sintonizzazione manuale dei
canali impostata dagli utenti, si e’ reputato opportuno ribadire nel
presente provvedimento il pieno diritto di ciascun utente di
riordinare a proprio piacimento i canali diffusi sulla televisione
digitale terrestre, fermo restando che la problematica evidenziata
trovera’ collocazione anche nel correlato provvedimento di modifica
della delibera n. 216/00/CONS poto a consultazione.
In relazione ad alcune osservazioni formulate circa l’opportunita’
di rendere possibile lo scambio di numerazione tra canali generalisti
nazionali ed altre categorie, si evidenzia che tale opzione appare in
contrasto con quanto stabilito dalla legge, secondo la quale gli
scambi della numerazione possono avvenire, sulla base di accordi,
solo all’interno di uno stesso genere, ne’ si concilia con il
criterio del rispetto delle «abitudini e preferenze degli utenti»;
Considerato che l’Autorita’, in relazione alle prime risultanze
istruttorie ed al fine di disporre di dati aggiornati onde verificare
«le abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento
ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali», risalendo
all’anno 2005 gli ultimi dati disponibili sulla pre-sintonia del
telecomando forniti dalla societa’ Auditel, ha ritenuto opportuno
commissionare un’indagine di mercato inerente le abitudini e
preferenze degli utenti nella sintonizzazione dei canali sul
telecomando della televisione analogica e digitale terrestre ad una
societa’ indipendente da individuare mediante selezione ad evidenza
pubblica ai sensi del decreto legislativo n. 163/2006, selezione che
e’ stata indetta con delibera n. 220/10/CONS del 12 maggio 2010;
Visti i risultati dell’indagine di mercato effettuata dalla
societa’ Demoskopea S.p.a., risultata aggiudicataria del servizio,
consegnati all’Autorita’ il 2 luglio 2010, effettuata su un campione
rappresentativo della popolazione italiana attraverso 10.000
interviste in tutte le regioni d’Italia, relative sia a quelle gia’
digitali sia a quelle dove la conversione non e’ stata ancora
effettuata, da cui e’ emerso quanto segue:
circa il 70% degli intervistati si e’ dotato di un decoder o di
un televisore integrato per vedere le trasmissioni televisive
terrestri tramite la tecnologia digitale;
un’importante percentuale di rispondenti (il 57%) ha ordinato i
canali secondo il ranking personale preferito;
per quanto riguarda la ricezione analogica, la sintonizzazione
dei canali vede la presenza nelle prime posizioni del telecomando
(numeri da 1 a 8) delle emittenti nazionali ex analogiche, mentre la
presenza delle emittenti televisive locali si concentra dalla nona
posizione in poi. In particolare nella nona posizione emerge una
presenza delle emittenti locali pari al 51,1% e una presenza delle
emittenti nazionali pari al 47,7% (margine di errore 2,43);
per quanto riguarda la ricezione digitale la sintonizzazione di
canali vede la prevalenza nelle prime posizioni del telecomando
(numeri da 1 a 9) delle emittenti televisive nazionali ex analogiche.
In particolare, nella nona posizione emerge una presenza delle
emittenti locali pari al 29,2% e delle emittenti nazionali pari al
69,7% (margine di errore 2,08);
per quanto riguarda il complesso della fruizione analogica e
digitale la sintonizzazione dei canali vede la prevalenza nelle prime
posizioni del telecomando (numeri da 1 a 9) delle emittenti
televisive nazionali ex analogiche. In particolare, nella nona
posizione emerge una presenza delle emittenti locali pari al 39,4% e
delle emittenti nazionali pari al 59,5% (margine di errore 1,63); dai
dati disaggregati su base regionale risulta,inoltre, che la
concentrazione delle emittenti locali sul tasto 9 del telecomando e’
superiore a quella delle emittenti nazionali solo in cinque regioni;
Considerato che i risultati dell’indagine in questione confermano
l’ipotesi posta in consultazione di attribuire i numeri da 1 a 9 del
telecomando alle emittenti televisive nazionali ex analogiche;
Considerato, inoltre, che:
la norma di legge in questione onera l’Autorita’ di stabilire un
piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale
terrestre che abbia valenza su tutto il territorio nazionale, il che
comporta l’individuazione di un range di numerazione per categoria di
programmi (canali generalisti nazionali, canali locali, canali a
diffusione nazionale suddivisi per generi di programmazione) identico
su tutte le regioni, anche al fine di rispettare il primo criterio in
ordine di priorita’ dettato dalla legge, ch’e’ quello di garantire la
semplicita’ d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali;
una diversa soluzione che, tenendo conto delle peculiarita’
presenti in alcune regioni, attribuisse ad un canale a diffusione
nazionale una numerazione differenziata in tali regioni, oltre a
rivelarsi tecnicamente complessa e inefficiente ai fini
dell’utilizzazione delle frequenze in modalita’ SFN, si porrebbe
altresi’ in contrasto con «l’obbligo di diffondere il medesimo
programma e i medesimi programmi dati sul territorio nazionale da
parte dei soggetti operanti in tale ambito e identificazione dei
programmi irradiati, fatta salva l’articolazione anche locale delle
trasmissioni radiotelevisive della concessionaria del servizio
pubblico», recato dall’art. 2-bis, comma 7, lettera f) della legge n.
66/2001;
d’altra parte, la soluzione inversa di attribuire il numero 9 del
telecomando alle emittenti locali su tutto il territorio nazionale si
porrebbe in contrasto con il criterio delle «abitudini e preferenze
degli utenti» cosi’ come emergono dai risultati dell’indagine
commissionata dall’Autorita’;
le maggiori associazioni rappresentative delle emittenti locali,
che insieme rappresentano oltre il 90% del settore, si sono dette
favorevoli all’ipotesi di attribuire alle emittenti locali i numeri
da 10 a 19, evidenziando che tale numerazione e’ quella che
garantisce al meglio l’esigenza dell’emittenza locale di avere 10
numeri consecutivi nelle prime posizioni del telecomando, evitando
disparita’ di trattamento tra le diverse tv locali;
l’attribuzione delle numerazioni da 10 a 19 alle emittenti locali
appare del tutto rispettosa del criterio dettato dalla legge di
prevedere nel primo arco di numeri adeguati spazi nella numerazione
che valorizzino la programmazione delle emittenti locali di qualita’
e quella legata al territorio;
ne’ vanno sottovalutati i margini di flessibilita’ del sistema,
stante la piena liberta’ di ciascun utente di riordinare i canali
secondo il ranking personale preferito, senza avvalersi della
funzione di sintonia automatica dei canali;
tenendo ponderatamente conto dei diversi elementi che vengono in
rilievo, da un lato il criterio della semplicita’ d’uso e la valenza
nazionale del piano di numerazione automatico dei canali della
televisione digitale terrestre che rende impraticabile l’attribuzione
di numeri di LCN differenziati per regioni alle emittenti nazionali,
dall’altro il rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, la
soluzione che appare piu’ rispettosa del dettato della legge e’
quella di confermare l’attribuzione dei numeri da 1 a 9 ai canali
generalisti nazionali e dei numeri da 10 a 19 alle emittenti locali,
riservando ai canali generalisti nazionali che, sulla base del
principio del rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, non
trovino collocazione nella sequenza di numeri 1-9, l’attribuzione del
numero 20 del primo arco di numerazione;
Ritenuto, pertanto, che, a seguito dei rilievi e delle osservazioni
formulate nell’ambito della consultazione da parte dei soggetti
interessati, debbano essere introdotte, nei limiti esposti, le
conseguenti modifiche ed integrazioni allo schema di provvedimento
posto in consultazione;
Udita la relazione dei Commissari Stefano Mannoni e Roberto Napoli,
relatori ai sensi dell’art. 29 del regolamento concernente
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Articolo unico

1. L’Autorita’ adotta, ai sensi dell’art. 32, comma 2 del decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come modificato dal decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 44, il provvedimento recante il piano
di numerazione automatica dei canali della televisione digitale
terrestre, in chiaro e a pagamento, le modalita’ di attribuzione dei
numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla
diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e
le relative condizioni di utilizzo, riportato nell’allegato A, che
costituisce parte integrante della presente delibera.
2. Il presente provvedimento entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
La presente delibera, unitamente all’allegato A, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel Bollettino
ufficiale e sul sito web dell’Autorita’.

Roma, 15 luglio 2010

Il Presidente: Calabro’

I Commissari relatori: Mannoni – Napoli

ALLEGATO A

alla Delibera n. 366/10/CONS

PIANO DI NUMERAZIONE AUTOMATICA DEI CANALI DELLA TELEVISIONE DIGITALE
TERRESTRE, IN CHIARO E A PAGAMENTO, MODALITA’ DI ATTRIBUZIONE DEI
NUMERI AI FORNITORI DI SERVIZI DI MEDIA AUDIOVISIVI AUTORIZZATI ALLA
DIFFUSIONE DI CONTENUTI AUDIOVISIVI IN TECNICA DIGITALE TERRESTRE E
RELATIVE CONDIZIONI DI UTILIZZO

Articolo 1

(Definizioni)

1. Ai fini del presente provvedimento si intendono per:
a) Autorita’: l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni,
istituita dall’art. 1, comma 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249;
b) Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici: il
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come modificato dal
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44;
c) ambito locale televisivo: l’esercizio dell’attivita’ di
radiodiffusione televisiva in uno o piu’ bacini, comunque non
superiori a dieci, anche non limitrofi, purche’ con copertura
inferiore al 50 per cento della popolazione nazionale; l’ambito e’
denominato «regionale» o «provinciale» quando il bacino di esercizio
dell’attivita’ di radiodiffusione televisiva e’ unico e ricade nel
territorio di una sola regione o di una sola provincia, e
l’emittente, anche analogica, non trasmette in altri bacini;
l’espressione «ambito locale televisivo» riportata senza
specificazioni si intende riferita anche alle trasmissioni in ambito
regionale o provinciale;
d) ambito nazionale: l’esercizio dell’attivita’ di radiodiffusione
televisiva o sonora non limitata all’ambito locale;
e) arco di numerazione: blocco di numerazione consecutiva basato su
cento numeri: il primo arco di numerazione si riferisce ai numeri
1-99, il secondo arco ai numeri 101 – 199, e cosi’ via. Le posizioni
di avvio di ciascun arco (0, 100, 200, ecc.) sono riservate a servizi
di sistema, quali la guida ai programmi e i canali mosaico.
f) canale mosaico: canale che visualizza contemporaneamente,
tramite finestre, i canali offerti sulla piattaforma digitale
terrestre;
g) canale generalista nazionale: canale legittimamente irradiato in
ambito nazionale in tecnica analogica e in simulcast in tecnica
digitale terrestre che trasmette in chiaro prevalentemente programmi
di tipo generalista con obbligo di informazione;
h) emittente locale: il titolare di concessione o di autorizzazione
su frequenze terrestri in tecnica analogica in ambito locale, che ha
la responsabilita’ editoriale dei programmi televisivi irradiati e
che li trasmette in tecnica digitale terrestre mediante
autorizzazione per fornitore di servizi di media audiovisivi in
ambito locale;
i) aree tecniche: le aree in cui e’ suddiviso il territorio
nazionale secondo il decreto ministeriale 10 settembre 2008 e
successive modificazioni, ai fini del passaggio definitivo alla
trasmissione televisiva digitale terrestre secondo il calendario ivi
stabilito;
j) fornitore di servizi di media audiovisivi in chiaro o a
pagamento: la persona fisica o giuridica cui e’ riconducibile la
responsabilita’ editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del
servizio di media audiovisivo e ne determina le modalita’ di
organizzazione, autorizzati alla diffusione dei contenuti audiovisivi
in tecnica digitale terrestre; sono escluse dalla definizione di
“fornitore di servizi di media” le persone fisiche o giuridiche che
si occupano unicamente della trasmissioni di programmi per i quali la
responsabilita’ editoriale incombe a terzi;
k) genere di programmazione semigeneralista: programmazione
dedicata a generi differenziati inclusa l’informazione, nessuno dei
quali raggiunge il 70 per cento della programmazione stessa;
l) genere di programmazione tematico: genere di programmazione
dedicato un tema specifico in relazione ad un pubblico di
riferimento/ target di utenza, a cui un fornitore di servizi di media
audiovisivi dedica almeno il 70 per cento della programmazione
diffusa in tecnica digitale terrestre;
m) genere di programmazione tematico “bambini e ragazzi”: genere di
programmazione tematico, dedicato a minori e ragazzi, delle diverse
fasce di eta’, con finalita’ formative, informative o di
intrattenimento, nel rispetto del diritto dei minori alla tutela
della loro dignita’ e del loro sviluppo fisico, psichico e morale;
n) genere di programmazione tematico “informazione”: genere di
programmazione tematico dedicato all’informazione, con notiziari,
programmi o rubriche di approfondimento, inchieste, reportage,
dibattiti e fili diretti, telecronache, talk show anche su temi
sociali e di costume;
o) genere di programmazione tematico “cultura”: genere di
programmazione tematico a contenuto educativo, storico, artistico,
letterario o scientifico; programmi di attualita’ scientifica,
umanistica e tecnologica, anche con carattere di intrattenimento;
opere audiovisive italiane ed europee, teatro, lirica, documentari,
rievocazioni storiche, rubriche su temi sociali e di costume;
p) genere di programmazione tematico “sport”: genere di
programmazione tematico, dedicato allo sport, con eventi sportivi
nazionali e internazionali trasmessi in diretta o registrati;
notiziari sportivi; rubriche di approfondimento;
q) genere di programmazione tematico “musica”: genere di
programmazione tematico, dedicato alla musica, con programmi dedicati
a tutti i generi e sottogeneri di musica classica e leggera;
programmi e contenitori prevalentemente musicali; riprese dal vivo o
differite di eventi musicali; programmi di attualita’ sul mondo della
musica nazionale e popolare; programmi e contenitori prevalentemente
musicali dedicati in particolare alla musica ed ai giovani artisti;
r) genere di programmazione tematico “televendite”: genere di
programmazione tematico, dedicato alle offerte dirette al pubblico
allo scopo di fornire, dietro pagamento, beni o servizi, compresi i
beni immobili, i diritti e le obbligazioni;
s) Ministero: il Ministero dello sviluppo economico;
t) operatore di rete: il soggetto titolare del diritto di
installazione, esercizio e fornitura di una rete di comunicazione
elettronica su frequenze terrestri in tecnica digitale e di impianti
di messa in onda, multiplazione, distribuzione e diffusione delle
risorse frequenziali che consentono la trasmissione dei programmi
agli utenti;
u) programma: una serie di immagini animate, sonore o non, che
costituiscono un singolo elemento nell’ambito di un palinsesto o di
un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media, la cui
forma ed il cui contenuto sono comparabili alla forma ed al contenuto
della radiodiffusione televisiva. Non si considerano programmi le
trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse;
v) delibera 216/00/CONS e successive integrazioni: la deliberazione
n. 216/00/CONS del 5 aprile 2000, recante la determinazione degli
standard dei decodificatori e le norme per la ricezione dei programmi
televisivi ad accesso condizionato, come integrata dalla delibera n.
155/09/CONS del 31 marzo 2009.
2. Per quanto non diversamente previsto si applicano le definizioni
di cui all’articolo 2 del Testo Unico dei servizi di media
audiovisivi e radiofonici.

Articolo 2

(Ambito di applicazione)

1. Fatto salvo il diritto di ciascun utente di riordinare i canali
offerti sulla televisione digitale terrestre, il presente
provvedimento stabilisce il piano di numerazione automatica dei
canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento,
le modalita’ di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di
media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti
audiovisivi in tecnica digitale terrestre e le relative condizioni di
utilizzo.
2. Sulla base del presente provvedimento i decodificatori, anche
integrati nei televisori, destinati esclusivamente alla ricezione dei
programmi digitali terrestri dispongono, ai sensi della delibera n.
216/00/CONS e successive integrazioni, di una interfaccia grafica
consistente almeno nella visualizzazione della lista di tutti i
canali nazionali e locali e della relativa numerazione assegnata a
ciascun canale tramite il descrittore LCN, che faciliti l’utilizzo
dei decodificatori da parte degli utenti. Laddove tecnicamente
possibile le medesime apparecchiature dispongono di una
visualizzazione grafica suddivisa per generi di programmazione
tematici, anche locali, attraverso la quale, selezionando un genere
tematico deve poter essere possibile accedere alla lista dei canali
relativi allo stesso genere e scegliere il programma da visualizzare
senza dover digitare il numero di canale LCN. Oltre ai generi di
programmazione tematici di cui al presente provvedimento deve essere
prevista un’area relativa ai programmi delle emittenti locali
ricevibili nell’area locale interessata, attraverso la quale accedere
alla selezione del programma locale da visualizzare.

Articolo 3

(Criteri di ripartizione della numerazione)

1. Il piano di numerazione e’ organizzato sulla base di una
numerazione aperta che inizia con una cifra a garanzia della
semplicita’ d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali e
tiene conto del rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti,
con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle
emittenti locali.
2. Nel primo arco di numerazione sono previsti adeguati spazi nella
numerazione che valorizzino la programmazione delle emittenti locali
di qualita’ e quella legata al territorio.
3. La numerazione attribuita ai canali a diffusione nazionale, fatti
salvi i canali generalisti nazionali di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera g), e’ effettuata in base alla suddivisione della
programmazione nei seguenti generi: semigeneralista, bambini e
ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite.
4. Nel primo arco di numerazione non possono essere irradiati,
durante l’intera programmazione, programmi rivolti a un pubblico di
soli adulti, ivi compresi quelli contenenti la promozione di servizi
telefonici a valore aggiunto del tipo messaggeria vocale, hot-line,
chat – line, one -to-one e similari.
5. Al fine di garantire il piu’ ampio pluralismo in condizioni di
parita’ tra i soggetti operanti nel mercato, per ciascun genere di
programmazione sono riservati una serie di numeri a disposizione per
soggetti nuovi entranti.
6. Per i servizi di media audiovisivi a pagamento sono previste
numerazioni specifiche a partire dal quarto arco di numerazione.
7. La numerazione stabilita con il presente provvedimento non
pregiudica il diritto di ciascun utente di riordinare i canali
offerti sulla televisione digitale nonche’ la possibilita’ per gli
operatori di offerta televisiva a pagamento di introdurre ulteriori e
aggiuntivi servizi di guida ai programmi e di ordinamento canali.

Articolo 4

(Numerazione dei canali generalisti nazionali)

1. Ai canali generalisti nazionali, come definiti all’articolo 1,
comma 1, lettera g), sono attribuiti i numeri da 1 a 9 e, per quelli
che non trovano collocazione in tale sequenza di numeri, almeno il
numero 20 del primo arco di numerazione.
2. L’attribuzione delle numerazioni ai canali di cui al comma 1 e’
effettuata sulla base del principio del rispetto delle abitudini e
preferenze degli utenti.

Articolo 5

(Numerazione delle emittenti locali)

1. Alle emittenti locali, come definite all’articolo 1, comma 1,
lettera h), sono attribuiti i numeri da 10 a 19 e da 71 a 99 del
primo arco di numerazione.
2. Per il secondo e terzo arco di numerazione si ripetono blocchi
attribuiti alle emittenti locali con la medesima successione del
primo.
3. Il settimo arco di numerazione e’ riservato alle emittenti locali.
4. Al fine di valorizzare la programmazione delle emittenti locali di
qualita’ a quelle legate al territorio, le numerazioni relative ai
blocchi di competenza delle emittenti locali di cui ai commi 1, 2 e 3
vengono attribuite secondo i seguenti criteri:
a) in ogni regione e nelle province autonome di Trento e di
Bolzano, le numerazioni vengono attribuite, progressivamente, a
partire dal numero 10, secondo la collocazione derivante dalla media
dei punteggi conseguiti da ciascuna emittente nelle ultime tre
graduatorie approvate dai Comitati regionali delle comunicazioni, ai
sensi del Decreto del Ministro delle Comunicazioni n. 292 del 5
novembre 2004, alla data di entrata in vigore del presente
provvedimento;
b) ai fini dell’uso efficiente della numerazione, due emittenti
locali aventi sede operativa principale nella stessa regione,
operanti in province diverse della medesima regione con aree di
servizio totalmente separate, possono richiedere l’attribuzione della
stessa numerazione nelle province separatamente servite, previo
accordo tra loro; in tal caso, ai fini dell’attribuzione della
numerazione spettante, le predette emittenti sommano le rispettive
medie dei punteggi conseguiti nelle graduatorie di cui alla lettera
a); in difetto di accordo le numerazioni sono singolarmente
attribuite secondo i criteri di cui alla lettera a);
c) eventuali numerazioni rimaste inutilizzate in una o piu’
province, a seguito delle attribuzioni operate ai sensi dei
precedenti punti a) e b), vengono attribuite alle emittenti locali
che operano esclusivamente in queste ultime province, che non siano
gia’ diversamente posizionate, sulla base della media dei punteggi
conseguiti dalle medesime nelle graduatorie di cui alla lettera a);
d) alle emittenti locali che non sono collocate nelle graduatorie
di cui alla lettera a) sono attribuite le numerazioni successive a
quelle attribuite ai sensi delle precedenti lettere a), b) e c). Il
Ministero, ricevute le domande di assegnazione del numero entro una
data prefissata, procede all’attribuzione delle numerazioni di cui
alla presente lettera secondo l’ordine cronologico delle
autorizzazioni per l’attivita’ di fornitore di contenuti rilasciate,
facendo a tal fine riferimento alla data dell’autorizzazione e, in
caso di identica data, al numero di protocollo della stessa;
e) le numerazioni relative ai blocchi di competenza delle emittenti
locali, di cui ai commi 1, 2 e 3, successive a quelle attribuite ai
sensi dei punti a), b), c) e d), sono utilizzate per la diffusione
degli ulteriori programmi in tecnica digitale terrestre diffusi dalle
emittenti locali, diversi dai canali di cui agli stessi punti a), b),
c) e d), ivi compresi i canali per le trasmissioni differite dello
stesso palinsesto;
f) al fine di semplificare la memorizzazione e la selezione dei
canali da parte dell’utente nel secondo, terzo e settimo arco di
numerazione e’ attribuito alle emittenti locali una numerazione
corrispondente a quella del primo arco di numerazione, laddove cio’
sia possibile in base al numero delle emittenti locali operanti in
ciascuna regione o provincia autonoma;
g) nelle regioni ove sia possibile in base al numero delle
emittenti locali ivi operanti, le numerazioni relative al settimo
arco possono essere attribuite, consecutivamente, ad ogni emittente
locale fino ad un massimo di sei numeri complessivi compresi quelli
del primo, secondo e terzo arco di numerazione;
h) alle emittenti locali che servono con propri impianti, piu’ di
due regioni e che intendono richiedere l’attribuzione di un’identica
numerazione su tutti i bacini serviti, viene attribuita una
numerazione compresa tra le numerazioni 75 e 84, sulla base di un
accordo tra le emittenti interessate.

Articolo 6

(Numerazione dei canali digitali terrestri a diffusione nazionale in
chiaro)

1. Ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro sono
attribuiti i numeri da 21 a 70 del primo arco di numerazione,
suddivisi nei seguenti generi di programmazione: semigeneralisti,
bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite.
2. L’attribuzione delle numerazioni ai canali di cui al comma 1, e’
effettuata sulla base di una suddivisione dei generi di
programmazione in sottoblocchi, secondo l’ordine di cui al comma 1;
nel caso di richieste superiori alla disponibilita’ di numeri in
relazioni ai generi di cui al comma 1, le numerazioni relative al
genere di programmazione “televendite” sono collocate nel secondo
arco di numerazione.
3. La dimensione di ciascun sottoblocco e’ individuata dal Ministero
in relazione all’offerta esistente determinata in base alle richieste
formulate dai fornitori di servizi di media audiovisivi a diffusione
nazionale gia’ abilitati all’esercizio della radiodiffusione
televisiva in tecnica digitale terrestre alla data di emanazione del
bando di cui all’articolo 10 e riservando una percentuale non
inferiore al 30 per cento di ciascun sottoblocco a disposizione per
eventuali soggetti nuovi entranti.
4. Ai fini dell’attribuzione del numero ai canali nazionali gia’
irradiati in tecnica digitale terrestre, in ciascun sottoblocco, si
considera la data di avviamento del programma in tecnica digitale
terrestre e l’audience conseguito, con particolare riguardo ai canali
irradiati dai soggetti che hanno avuto accesso al quaranta per cento
della capacita’ trasmissiva delle reti digitali terrestri ai sensi
della delibera n. 645/07/CONS.
5. Per il secondo e terzo arco di numerazione si ripetono blocchi e
sottoblocchi con la medesima successione del primo, salvo l’eventuale
inserimento del sottoblocco riservato al genere di programmazione
tematico “televendite” a partire dal secondo arco di numerazione.

Articolo 7

(Numerazione per le trasmissioni differite dello stesso palinsesto)

1. Alle trasmissioni differite di uno stesso palinsesto, cui e’ stata
gia’ attribuita una numerazione nel primo arco di numerazione e’
riservata la numerazione nel secondo e terzo arco di numerazione, con
attribuzione, ove possibile, di una posizione corrispondente a quella
del primo arco, al fine di semplificare la memorizzazione e la
selezione dei canali da parte dell’utente.

Articolo 8

(Numerazione dei servizi di media audiovisivi a pagamento)

1. Ai servizi di media audiovisivi a pagamento sono riservati il
quarto e quinto arco di numerazione.
2. Le numerazioni per i servizi di cui di cui al comma 1 sono
attribuite sulla base dell’offerta/pacchetto a pagamento di ciascun
fornitore di servizi di media audiovisivi a pagamento. L’assegnazione
di un blocco di numeri per ciascuna offerta a pagamento e’
determinata sulla base delle richieste di ciascun soggetto e della
effettiva necessita’ in base ai contenuti a pagamento trasmessi.
3. Le offerte a pagamento rivolte ad un pubblico adulto devono
prevedere sistemi di controllo specifici e selettivi a tutela dei
minori secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Articolo 9

(Numerazione di ulteriori servizi)

1. Alle numerazioni per i canali diffusi in alta definizione (HD) e’
riservato il sesto arco di numerazione. Ai canali che costituiscono
simulcast di quelli gia’ diffusi in definizione standard (SD), e’
attribuita, ove possibile, la posizione corrispondente a quella gia’
attribuita nel precedente arco di numerazione al canale in SD, al
fine di semplificare la memorizzazione e la selezione dei canali da
parte dell’utente.
2. Alle numerazioni per i servizi radio e’ riservato l’ottavo arco di
numerazione.
3. Ad ulteriori tipologie di servizi sono riservati le numerazioni
successive all’ottavo arco di numerazione.
4. Ai servizi di sistema, quali le guide ai programmi e i canali
mosaico, sono riservati i numeri 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600,
700, 800, 900.

Articolo 10

(Modalita’ di attribuzione della numerazione)

1. Il Ministero, nell’ambito del titolo abilitativo rilasciato per
l’esercizio della radiodiffusione televisiva in tecnica digitale
terrestre, attribuisce a ciascun canale la numerazione spettante ai
fornitori di servizi di media audiovisivi sulla base del presente
piano di numerazione.
2. L’attribuzione dei numeri e’ effettuata per la durata del titolo
autorizzatorio rilasciato al soggetto richiedente. In caso di
rilevante modifica editoriale della programmazione irradiata, il
fornitore di servizi di media audiovisivi e’ tenuto a richiedere al
Ministero conferma della numerazione attribuita o l’attribuzione di
un nuovo numero conforme al nuovo genere di programmazione trasmesso.
3. L’attribuzione dei numeri ai soggetti gia’ abilitati all’esercizio
della radiodiffusione televisiva in tecnica digitale terrestre e’
effettuata dal Ministero con separato provvedimento integrativo
dell’autorizzazione, secondo le procedure di cui ai successivi commi
4 e 5.
4. Relativamente alle aree tecniche ancora da digitalizzare il
Ministero pubblica il bando per l’attribuzione delle numerazioni non
oltre i sessanta giorni antecedenti la data fissata per lo switch-off
dell’area tecnica interessata, invitando i soggetti ivi operanti a
presentare la domanda di attribuzione della numerazione nel termine
prefissato dal bando stesso. Il Ministero provvede all’attribuzione
della numerazione spettante a ciascuno di essi almeno 15 giorni prima
della data di switch-off.
5. Relativamente alle aree tecniche gia’ digitalizzate, il Ministero
pubblica il bando per l’attribuzione delle numerazioni entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento
invitando i soggetti ivi operanti a produrre la domanda di
attribuzione della numerazione nel termine prefissato dal bando
stesso. Il Ministero provvede all’attribuzione della numerazione
spettante a ciascuno di essi entro 60 giorni dal termine per la
presentazione delle domande.
6. Il Ministero comunica l’attribuzione dei numeri ai soggetti
richiedenti e all’Autorita’ e li rende pubblici sul proprio sito
Internet.

Articolo 11

(Condizioni di utilizzo delle numerazioni)

1. I soggetti assegnatari delle numerazioni sono responsabili del
corretto uso della numerazione in conformita’ con le prescrizioni del
presente regolamento. Tali soggetti sono tenuti a garantire, con il
costante impiego della massima diligenza professionale, la
conformita’ dei servizi offerti alle prescrizioni del presente
provvedimento e ad ogni altra normativa pertinente alle numerazioni.
2. I fornitori di servizi di media audiovisivi assegnatari delle
numerazioni informano gli operatori di rete sulle norme da rispettare
per il corretto utilizzo delle stesse numerazioni. Nelle previsioni
contrattuali tra fornitore di servizi di media audiovisivi in chiaro
o a pagamento e operatore di rete deve essere prevista, tra l’altro,
la chiusura immediata dell’offerta di trasmissione e multiplazione a
seguito della sospensione o revoca dell’autorizzazione a trasmettere
e dell’utilizzazione del numero assegnato da parte del Ministero ai
sensi del successivo comma.
3. In ogni caso, e’ fatto divieto, sia ai fornitori di servizi di
media audiovisivi assegnatari dei numeri, sia agli operatori di rete,
di utilizzare le numerazioni in maniera difforme da quanto definito
nel presente piano di numerazione.
4. Resta, in ogni caso, fermo il diritto di ciascun utente di
riordinare i canali offerti sulla televisione digitale terrestre
rispetto al piano di numerazione automatica.
5. L’attribuzione da parte del Ministero delle numerazioni comporta
la corresponsione, da parte del soggetto assegnatario della
numerazione, dei contributi ove previsti dalla normativa vigente.
6. E’ consentito, sulla base di accordi, tra fornitori di servizi in
ambito nazionale, lo scambio della numerazione all’interno di uno
stesso genere di programmazione, ad esclusione delle numerazioni
attribuite ai canali generalisti nazionali di cui all’articolo 1,
comma 1, lettera g), previa comunicazione al Ministero e
all’Autorita’. Il Ministero provvede all’adeguamento dei rispettivi
titoli abilitativi e ne da’ comunicazione ai richiedenti e
all’Autorita’, provvedendo altresi’ all’aggiornamento sul proprio
sito Internet.
7. E’ consentito, sulla base di accordi, lo scambio della numerazione
tra emittenti locali, qualora finalizzato a uniformare la numerazione
nelle diverse zone servite da almeno una delle emittenti interessate
allo scambio stesso.
8. In caso di mancato rispetto del presente provvedimento o delle
ulteriori condizioni di utilizzo del numero assegnato stabilite dal
Ministero, il Ministero dispone la sospensione dell’autorizzazione a
trasmettere e dell’utilizzazione del numero assegnato per un periodo
fino a due anni. La sospensione e’ adottata qualora il soggetto
interessato, dopo aver ricevuto comunicazione dell’avvio del
procedimento ed essere stato invitato a regolarizzare la propria
posizione, non vi provveda entro il termine di sette giorni. In caso
di reiterata violazione, nei tre anni successivi all’adozione di un
provvedimento di sospensione, il Ministero dispone la revoca
dell’autorizzazione a trasmettere e dell’utilizzazione del numero
assegnato.
9. Ulteriori condizioni di utilizzo sono stabilite dal Ministero ai
sensi dell’articolo 32, comma 3, del Testo unico dei servizi di media
audiovisivi e radiofonici.

Articolo 12

(Adeguamento del Piano di numerazione)

1 L’Autorita’ si riserva di rivedere il presente piano sulla base
dello sviluppo del mercato, della tecnologia e delle abitudini degli
utenti, sentiti i soggetti interessati.

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 15 luglio 2010

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