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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 13 marzo 2003: Fornitura e posa in opera di acciaio presagomato. (Determinazione n. 7/2003). (GU n. 78 del 3-4-2003)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 13 marzo 2003

Fornitura e posa in opera di acciaio presagomato. (Determinazione n.
7/2003).

IL CONSIGLIO PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
Considerato in fatto.
L’ANSFER, Associazione nazionale sagomatori ferro, ha inviato
all’Autorita’ una richiesta di chiarimenti in ordine al tema dei
sub-affidamenti dei contratti di fornitura e posa in opera di ferri
presagomati necessari per realizzare le strutture in cemento armato.
L’Associazione nella nota inviata afferma che a suo parere ai sensi
delle determinazioni dell’Autorita’, la lavorazione costituita da
fornitura e posa in opera di ferri presagomati non e’ da ritenere
lavoro ma contratto di fornitura da considerare contratto similare
(art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55) solo nel caso
che il suo importo sia superiore al 2% dell’importo complessivo del
contratto di appalto oppure di importo superiore a 100.000 euro e
qualora il costo della mano d’opera espletata nel cantiere in cui si
esegue l’opera sia di importo superiore al 50% del costo del
subcontratto. Sulla base di tali considerazioni chiede l’avviso
dell’Autorita’ in ordine alle seguenti problematiche:
a) possibilita’ per l’impresa alla quale l’appaltatore principale
abbia affidato la fornitura e posa in opera dell’acciaio presagomato
per cemento armato di impiegare una impresa terza per l’espletamento
in cantiere della fase di posa in opera;
b) natura giuridica del rapporto fornitore/posatore in opera;
c) necessita’ o meno di qualificazione ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, dell’impresa
sub-affidataria della posa in opera.
I suddetti quesiti sono stati sottoposti all’attenzione dei
firmatari dei protocolli d’intesa con questa Autorita’, i quali non
hanno formulato valutazioni.
Considerato in diritto.
Al fine di fornire una soluzione ai problemi sollevati, occorre in
primo luogo confermare o meno quanto asserito dall’ANSFER in ordine
al fatto che la fornitura e posa in opera di ferri presagomati non e’
da considerarsi ne’ un lavoro e ne’, salvo casi particolari,
contratto similare. A tal fine deve richiamarsi, in primo luogo,
l’art. 18 della legge 19 marzo 1999, n. 55, il quale, a parere
dell’Autorita’ (determinazioni 22 maggio 2001, n. 12), e’ finalizzato
ad arginare il fenomeno dell’infiltrazione di tipo mafioso e di altri
gravi forme di pericolosita’ sociale nei lavori pubblici e contiene
specifiche disposizioni per l’affidamento in subappalto delle
lavorazioni oggetto del contratto principale. In particolare
l’Autorita’ ha precisato che il comma 12 del suddetto art. 18 opera
una definizione legale del subappalto finalizzata ad individuare le
regole da applicarsi per l’affidamento dei subcontratti relativi a
prestazioni che non sono lavori ma che prevedono l’impiego di mano
d’opera, come nel caso della fornitura con posa in opera e del nolo a
caldo. La ratio della disposizione e’ individuabile nella volonta’
legislativa di assicurare le medesime garanzie previste per il
subappalto di lavori anche per quelle attivita’ che sono di
qualificazione diversa ma che, a tal fine, sono a quest’ultimo
assimilati.
Al riguardo, deve evidenziarsi come il decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, non contenga disposizioni
specifiche in merito al subappalto; solo l’art. 141 prevede un limite
per quest’ultimo, con l’indicazione di una misura percentuale (30%)
riferita, pero’, alla sola categoria prevalente. Il suddetto art.
141, inoltre, precisa che per attivita’ ovunque espletate, cui fa
riferimento il richiamato comma 12 dell’art. 18 della legge n.
55/1999, devono intendersi quelle poste in essere nel cantiere cui si
riferisce l’appalto.
Sulla portata applicativa delle suddette disposizioni, peraltro, si
e’ espressa questa Autorita’ in piu’ occasioni (determinazioni 22
maggio 2001, n. 12; 20 dicembre 2001, n. 25; 16 ottobre 2002, n. 27;
18 dicembre 2002, n. 31; 27 febbraio 2003, n. 6) nelle quali e’ stato
precisato che le prestazioni di fornitura e posa in opera o noli a
caldo che non sono da considerarsi (o non si e’ ritenuto che siano da
considerarsi) autonomo lavoro, ad esempio la fornitura e posa in
opera di travi precompresse prefabbricate per realizzare un ponte
oppure i travetti precompressi per i solai di un edificio, sono
comprese nelle lavorazioni della categoria prevalente. L’Autorita’ ha
precisato che a tali prestazioni si applicano le disposizioni (art.
18, comma 12, della legge n. 55/1990 e successive modificazioni e
art. 141 del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999)
previste in materia di assimilazione dei subcontratti aventi ad
oggetto attivita’ che richiedono l’impiego di mano d’opera a
subappalti di lavori, soltanto se essi sono di importo superiore al
2% dell’importo complessivo del contratto di appalto oppure di
importo superiore a 100.000 euro e qualora il costo della mano
d’opera espletata nel cantiere in cui si esegue l’opera sia di
importo superiore al 50% del costo del subcontratto.
In base alle considerazioni espresse nelle suddette determinazioni
e’ evidente che la fornitura e posa in opera di ferri presagomati non
costituisce un autonomo lavoro (a meno che l’importo del subcontratto
sia superiore al 2% dell’importo complessivo del contratto di appalto
oppure sia superiore a 100.000 euro e il costo della mano d’opera
espletata nel cantiere in cui si esegue l’opera sia di importo
superiore al 50% dell’importo del subcontratto, cosa da ritenersi
molto difficile sul piano della realta’ operativa) e, pertanto
l’affermazione dell’ANSFER e’ da ritenersi corretta.
Per quanto riguarda i quesiti formulati va osservato che le norme
(art. 18, comma 12, secondo periodo, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 55/1990) fanno divieto per quanto riguarda i lavori del
cosiddetto subappalto a cascata mentre non vi sono norme che fanno
uguale divieto per i contratti di fornitura e posa in opera o di noli
a caldo a meno che siano da considerarsi contratti similari. Va
inoltre tenuto presente che fa eccezione a tale divieto (art. 18,
comma 12, secondo periodo, della legge n. 55/1990; art. 141, comma 2,
del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999)
l’affidamento della posa in opera di componenti relative lavori
rientranti nelle strutture, impianti ed opere speciali di cui
all’art. 72, comma 4, lettere c), d) ed l) del decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, e cioe’ nelle categorie
OS4 (impianti elettromeccanici trasportatori), OS5 (impianti
pneumatici ed antintrusione), OS13 (strutture prefabbricate in
cemento armato), OS18 (componenti strutturali in acciaio o metallo) e
OS33 (coperture speciali) dell’allegato A del decreto del Presidente
della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34. La disposizione prevede che
il subappaltatore per l’attivita’ di posa in opera puo’ avvalersi di
imprese di propria fiducia per le quali non sussistano i divieti
previsti dall’art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
modifiche. Non vi e’ altra prescrizione. Le imprese che svolgono
l’attivita’ di posa in opera possono, quindi, anche non essere in
possesso dell’attestazione di qualificazione.
Una interprestazione logico-sistematica della disposizione che
prevede i casi per i quali vi e’ l’eccezione al divieto del
cosiddetto subappalto a cascata, fa ritenere che tale eccezione
riguarda anche la fase della posa in opera prevista nei contratti di
fornitura e posa in opera di ferri presagomati. La suddetta
prestazione, infatti, puo’ essere considerata sul piano tecnico come
fornitura di un componente o di una parte di un componente
prefabbricato in cemento armato o in acciaio. Va osservato che anche
in questo caso e’ vigente l’obbligo (art. 18, comma 12, ultimo
periodo, della legge n. 55/1990) di comunicare alla stazione
appaltante il nome dell’impresa, l’importo del contratto, l’oggetto
del lavoro. Resta, inoltre, evidente che le attivita’ di posa in
opera non essendo, come specificato prima, attivita’ riconducibili a
lavoro o a contratto similare non possano essere impiegate per
l’ottenimento della attestazione di qualificazione.
In base alle suesposte considerazioni l’Autorita’ e’ dell’avviso
che:
a) la fornitura e posa in opera di barre presagomate in acciaio
necessarie per realizzare le strutture in cemento armato non puo’
considerarsi lavoro riconducibile ad una delle declaratorie di cui
all’allegato A del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio
2000, n. 34; stante la indicata natura la prestazione va considerata
facente parte della categoria prevalente;
b) l’appaltatore puo’ affidare la prestazione di fornitura e posa
in opera di barre presagomate in acciaio ad altra impresa e la
seconda attivita’ (posa in opera) puo’ essere sub-affidata ad altre
imprese di fiducia (e sempre che per essa non sussistano i divieti
previsti dall’art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
modifiche) per le quali, per la mancata riconducibilita’ della
prestazione alle declaratorie dell’allegato A del decreto del
Presidente della Repubblica n. 34/2000, non si richiede il possesso
di attestazione di qualificazione;
c) l’importo del subcontratto non incide sulla quota del 30%
dell’importo della categoria prevalente che puo’ essere liberamente
subappaltata, a meno che tale prestazione abbia le caratteristiche
per essere considerata contratto similare (importo superiore al 2%
dell’importo comp…

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