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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 18 dicembre 2002: Chiarimenti in ordine al sistema di qualificazione, al divieto di subappalto e all'appalto integrato di cui alla determinazione n. 27/2002. (Determinazione n. 31/2002). (GU n. 304 del 30-12-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 18 dicembre 2002

Chiarimenti in ordine al sistema di qualificazione, al divieto di
subappalto e all’appalto integrato di cui alla determinazione n.
27/2002. (Determinazione n. 31/2002).

IL CONSIGLIO
Considerato in fatto;
Con determinazione del 16 ottobre 2002, n. 27, questa Autorita’ di
vigilanza ha proposto agli operatori del mercato dei lavori pubblici
alcune indicazioni interpretative relative all’applicazione dell’art.
7 della legge 1 agosto 2002, n. 166, recante modifiche alla legge
11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni. Al riguardo, con
nota dell’11 novembre 2002, l’Ance ha ritenuto di prospettare talune
considerazioni in ordine alle conclusioni dell’Autorita’ in merito a
tre questioni che si riferiscono rispettivamente alla lettera C)
(sistema di qualificazione), alla lettera E) (divieto di subappalto)
e alla lettera G) (appalto integrato) della determinazione medesima.
In particolare sono stati avanzati dubbi sull’avviso espresso
dall’Autorita’ in ordine al fatto che la durata delle attestazioni di
qualificazione, in attesa della approvazione delle modifiche al
decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34
previste dalla legge 1 agosto 2002, n. 166, e’ pari a tre anni; al
fatto che il divieto di subappalto si riferisce oltre che alle
lavorazioni relative alle categorie di cui all’art. 72, comma 4, del
decreto Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, anche a
quelle relative alle categorie di opere generali; al fatto che per la
partecipazione all’appalto integrato non e’ sufficiente
l’attestazione di qualificazione per progettazione e costruzione.
Questione analoga alla prima e’ stata posta anche dall’Aniem.
L’Ance ritiene che la validita’ delle attestazioni di
qualificazione, in base alle disposizioni della legge n. 166/2002, e’
stata inequivocabilmente elevata a cinque anni e che la circostanza,
prevista dalla medesima legge, della emanazione di norme
regolamentari che dovranno disciplinare la verifica, entro il terzo
anno del quinquennio di validita’ dell’attestazione, del permanere
del possesso dei requisiti di ordine generale nonche’ dei requisiti
di capacita’ strutturale, non comporta che la durata delle
attestazioni non sia pari a cinque anni. Per quanto riguarda il
divieto di subappalto l’Ance, mentre conviene con il fatto che lo
stesso si riferisca alle lavorazioni delle categorie di cui all’art.
72, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554, il cui importo, singolarmente considerato, sia
superiore al 15% di quello complessivo dell’intervento, non concorda
con la tesi secondo cui tale divieto si applica, oltre che alle
suddette categorie, anche alle categorie di opere generali. Per
quanto riguarda la partecipazione agli appalti integrati, infine,
l’Ance ritiene che la interpretazione dell’art. 19, comma 1-ter,
della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modifiche, nel
testo novellato dalla legge n. 166/2002, fornita dall’Autorita’ non
sia condivisibile in quanto comporta l’ininfluenza della attestazione
di qualificazione per progettazione e costruzione e, quindi,
l’abrogazione implicita del sistema precedente che consentiva alle
imprese di costruzione qualificate oltre che nella costruzione anche
nella progettazione di partecipare agli appalti integrati senza
dimostrare il possesso di ulteriori requisiti.
L’Autorita’, data l’importanza che hanno gli aspetti della
normativa cui sono state avanzate osservazioni e dubbi
interpretativi, ritiene opportuno svolgere ulteriori valutazioni e
considerazioni in base alle quali confermare o modificare gli avvisi
espressi nella suddetta determinazione n. 27/2002, ribadendo che si
tratta, in ogni caso, di indicazioni che vanno, ove condivise,
recepite nei bandi di gara.
Considerato in diritto;
Per quanto riguarda il primo quesito (sistema di qualificazione) va
ribadito che la legge n. 166/2002 non si e’ limitata a modificare la
durata dell’efficacia dell’attestazione di qualificazione (elevandola
da tre a cinque anni), ma ha condizionato tale durata ad una
verifica, da effettuarsi entro il terzo anno di validita’
dell’attestazione, in merito al mantenimento nel soggetto qualificato
dei requisiti di ordine generale e di quelli di capacita’
strutturale. E’ previsto, inoltre, che le modalita’ di effettuazione
della suddetta verifica devono essere stabilite dal regolamento di
qualificazione che l’art. 7, comma 4, della suddetta legge n.
166/2002 prevede debba essere modificato, proprio per tenere conto
delle nuove disposizioni introdotte in materia.
Da quanto osservato discende che:
a) i due aspetti, verifica entro il terzo anno del mantenimento
nel soggetto qualificato dei requisiti di ordine generale e di quelli
di capacita’ strutturale e durata quinquennale, costituiscono un
unicum inscindibile, sia dal punto di vista concettuale sia da quello
applicativo;
b) la disposizione che ha elevato a cinque anni la durata
dell’attestazione di qualificazione risulta tecnicamente e
praticamente inapplicabile in assenza della intermediazione della
disciplina di secondo livello in quanto per la verifica occorre
individuare nuovi requisiti cioe’ requisiti diversi da quelli
previsti dal vigente regolamento che hanno consentito e consentono
ancora alle SOA di rilasciare le attestazione di qualificazione.
In base alle suddette considerazioni, deve confermarsi che, pur in
assenza di un’esplicita disposizione che sospenda o rinvii nel tempo
l’applicazione della norma in esame (estensione a cinque anni della
validita’ delle attestazioni), l’interpretazione letterale e
logico-sistematica della stessa induce a ritenere l’estensione
inapplicabile prima dell’introduzione delle necessarie modifiche al
decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000. Interpretazione
confermata dal fatto che le piu’ remote attestazioni di
qualificazione hanno ancora un residuo di validita’ pari a circa 15
mesi nonche’ dalla constatazione che in sede governativa si sono
attivate opportune iniziative e si ha notizia di una prossima
emanazione di un atto regolamentare che appresta soluzione ai
problemi che insorgerebbero in caso di mancata emanazione delle
previste norme regolamentari.
Per quanto riguarda il secondo quesito (divieto di subappalto) va
in primo luogo osservato (articoli 72, commi 1, 2 e 3 e 73, commi 1,
2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999) che:
a) gli interventi cui si riferisce la disciplina sui lavori
pubblici sono di norma costituiti da un insieme di lavorazioni;
b) l’insieme delle lavorazioni deve essere suddiviso, sulla base
dell’appartenenza delle stesse alle categorie del sistema di
qualificazione e, quindi, con riferimento alle specifiche relative
declaratorie, in sottoinsiemi di lavorazioni;
c) il bando di gara deve riportare l’indicazione di tutti i
sottoinsiemi delle lavorazioni con i relativi importi e categorie;
d) il sottoinsieme di maggiore importo individua la categoria
prevalente;
e) i sottoinsiemi diversi da quello della categoria prevalente da
indicare nel bando di gara sono quelli di importo superiore al 10%
dell’importo complessivo dell’appalto o comunque superiore a 150.000
euro, nonche’ quelli di importo inferiore a tali valori qualora si
ritenga necessario che la loro esecuzione sia effettuata da imprese
adeguatamente qualificate.
Va poi rilevato che:
a) l’art. 74, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 554/1999 prevede la regola che le imprese
aggiudicatarie (quindi in possesso della qualificazione nella
categoria prevalente) possono eseguire tutte le lavorazioni di cui si
compone l’intervento appaltato oppure possono subappaltarle ad
imprese qualificate;
b) l’art. 74, comma 2, prima parte del primo periodo, del
suddetto decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999,
introduce una eccezione alla regola prima indicata stabilendo che le
imprese aggiudicatarie non possono eseguire direttamente le
lavorazioni relative alle categorie di opere generali ed a quelle
delle categorie indicate all’art. 72, comma 4, (OS2 – superficie
decorate e beni mobili di interesse storico artistico; OS3 – impianti
idrico sanitari, OS4 – impianti elettromeccanici trasportatori; OS5 –
impianti pneumatici; OS11 – apparecchiature strutturali speciali;
OS13 – strutture prefabbricate in cemento armato; OS14 – impianti di
smaltimento e recupero dei rifiuti; OS16 – impianti per centrali
produzione elettrica; OS17 – linee telefoniche ed impianti di
telefonia; OS18 – componenti strutturali in acciaio; OS19 – impianti
di reti di telecomunicazioni e di trasmissione e trattamento dati;
OS20 – rilevamenti topografici; OS21 – opere strutturali speciali;
OS22 – impianti di potabilizzazione e depurazione; OS27 – impianti
per la trazione elettrica; OS28 – impianti termici e di
condizionamento; OS29 – armamento ferroviario; OS30 – impianti
interni elettrici; telefonici e televisivi; OS33 – coperture
speciali; OG11 – impianti tecnologici; OG12 – opere ed impianti di
bonifica e protezione ambientale) se prive delle relative
qualificazioni;
c) l’art. 74, comma 1, seconda parte del primo periodo del detto
decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999 stabilisce che le
lavorazioni relative alle categorie di opere generali ed a quelle
delle categor…

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