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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 24 luglio 2002: Affidamento di progettazione e direzione dei lavori di interventi finanziati con fondi comunitari. (Determinazione n. 18/2002). (GU n. 206 del 3-9-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 24 luglio 2002

Affidamento di progettazione e direzione dei lavori di interventi
finanziati con fondi comunitari. (Determinazione n. 18/2002).

Riferimenti normativi: art. 17, comma 12, legge 11 febbraio 1994, n.
109, e s.m.i. – art. 62 e seguenti decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554.
IL CONSIGLIO

Considerato in fatto e diritto.
L’Autorita’, nell’espletamento dei compiti ad essa demandati dalla
legge 11 febbraio 1994, n. 109, ha avuto modo di accertare che si va
diffondendo tra le stazioni appaltanti la prassi del ricorso ad
affidamenti diretti di servizi attinenti all’ingegneria ed
all’architettura pur in carenza dei presupposti di legge, prassi che
e’ da considerarsi distorsiva del libero mercato. Tali affidamenti
avvengono con una certa frequenza a seguito di inserimenti di
interventi di varia natura e tipologia in programmi di finanziamento
utilizzanti fondi comu-nitari, che impongono, qualora non portati a
tempestiva conoscenza delle stazioni appaltanti, tempi del
procedimento non sempre compatibili con quelli tecnici inerenti la
progettazione esecutiva e l’appalto delle relative opere.
L’affidamento dei servizi in questione a trattativa privata viene
giustificata in dipendenza dell’urgenza determinatasi a seguito della
comunicazione dell’inserimento anzidetto inviata alla stazione
appaltante con la prescrizione di un termine molto breve per
inoltrare, pena la perdita del finanziamento stesso, gli elaborati
tecnico amministrativi atti a rendere l’opera cantierabile, e di
conseguenza istruibile per la successiva valutazione della competente
commissione tecnica dell’ente finanziatore.
Di qui il comportamento delle stazioni appaltanti che, per non
perdere il finanziamento, con le sue ricadute anche a livello
occupazionale, deroga alle norme per l’affidamento formale
dell’incarico di progettazione e commissiona direttamente il progetto
esecutivo dei lavori.
Questa situazione si determina spesso perche’ l’esigenza della
realizzazione dell’intervento e’ rappresentata in maniera informale
all’ente finanziatore e questo, sempre in maniera informale, da’
assicurazione del finanziamento e propone e conferma gli interventi
da finanziare senza azione di verifica sull’effettiva cantierabilita’
degli stessi.
Sulla base di tali circostanze e’ comprensibile quanto, in
concreto, si verifica. Le stazioni appaltanti al fine di non perdere
l’opportunita’ presentatasi, pur in carenza dei previsti presupposti
di legge, operano in difformita’ di quanto indicato all’art. 17,
comma 12 della legge quadro e dei correlati articoli del regolamento
attuativo e provvedono ad acquisire la progettazione esecutiva degli
interventi suscettibili di finanziamento nei ristretti tempi concessi
dal procedimento di finanziamento in essere. Il tutto viene
giustificato con l’urgenza. Ma, in questi casi, l’urgenza deve essere
considerata come “indotta” in quanto deriva da precedenti
comportamenti non conformi ai principi di legalita’.
Occorre, inoltre, tenere presente che tale modalita’ operativa
determina il mancato rispetto del principio della libera concorrenza
tra gli operatori e, di conseguenza, puo’ comportare eventuali
problemi in sede di esame da parte della Commissione europea ai fini
della concessione del finanziamento.
In base a quanto sopra considerato si rileva che:
a) l’urgenza rappresentata dalle stazioni appaltanti in ordine ad
affidamenti fiduciari di servizi attinenti all’ingegneria e
all’architettura eventualmente connessa a situazioni riconducibili a
quella in esame, non puo’ ritenersi giustificativa del comportamento
derogatorio della norma;
b) sussiste l’esigenza che gli enti finanziatori preposti al
settore perfezionino la propria azione di controllo sullo stato delle
progettazioni degli interventi finanziati con fondi comunitari;
c) attuino tutte le iniziative atte a disincentivare il ricorso a
procedure di “urgenza” nell’affidamento dei servizi e dei connessi
lavori.
Roma, 24 luglio 2002
Il presidente: Garri

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