AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE 27 luglio 2010 | Chimici.info

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – DETERMINAZIONE 27 luglio 2010

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE 27 luglio 2010 - Indicazioni operative alle stazioni appaltanti e alle SOA in materia di controllo sui certificati di esecuzione dei lavori e sull'applicazione dell'articolo 135, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 163/2006. (Determinazione n. 6). (10A09961) - (GU n. 191 del 17-8-2010 )

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI
E FORNITURE

DETERMINAZIONE 27 luglio 2010

Indicazioni operative alle stazioni appaltanti e alle SOA in materia
di controllo sui certificati di esecuzione dei lavori e
sull’applicazione dell’articolo 135, comma 1-bis, del decreto
legislativo n. 163/2006. (Determinazione n. 6). (10A09961)

IL CONSIGLIO

Nell’ambito del sistema di qualificazione con riferimento ad alcuni
adempimenti posti a carico delle stazioni appaltanti sono state
riscontrate anomalie che rendono necessario l’intervento
dell’Autorita’.
Innanzitutto e’ opportuno rammentare che l’art. 40, comma 3,
lettera b), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (d’ora
innanzi «Codice»), prevede l’obbligo per le stazioni appaltanti di
trasmettere copia dei certificati di esecuzione dei lavori
all’Autorita’ la quale, per il tramite dell’Osservatorio dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, li mette a
disposizione delle Societa’ Organismi di Attestazione (SOA) ai fini
dell’assolvimento del compito di attestare nei soggetti qualificati
l’esistenza, tra gli altri, dei requisiti tecnico organizzativi.
L’obbligo posto a carico delle stazioni appaltanti trova
spiegazione nel sistema di controlli che, ai sensi del medesimo art.
40, comma 3, del Codice, impone alle SOA di verificare tutti i
requisiti dell’impresa richiedente prima del rilascio
dell’attestazione di qualificazione.
Pertanto – come chiarito da questa Autorita’ nel Comunicato n. 53
del 21 maggio 2008 – le SOA, prima di provvedere a rilasciare
l’attestazione, debbono controllare la veridicita’ e la sostanza di
tutta la documentazione prodotta dall’impresa richiedente; cio’ al
fine di evitare che vengano rilasciate valide attestazioni sulla base
di presupposti erronei e/o falsi.
Il procedimento di rilascio dell’attestazione di qualificazione da
parte delle SOA e’ attualmente disciplinato dall’art. 15 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 34/2000, il quale al comma terzo
dispone che le SOA medesime, dal momento della stipula del contratto
con l’impresa che intende ottenere l’attestazione di qualificazione,
hanno novanta giorni per svolgere l’istruttoria e gli accertamenti
necessari alla verifica dei requisiti di qualificazione e comunque
per compiere la procedura di rilascio dell’attestazione. E’ poi
prevista la possibilita’ di una sospensione per chiarimenti o
integrazioni documentali per un periodo complessivamente non
superiore ad ulteriori novanta giorni. Trascorso tale periodo di
sospensione, e comunque un periodo complessivo non superiore a
centottanta giorni dalla stipula del contratto, la SOA e’ tenuta a
provvedere.
Tra i requisiti di ordine speciale la cui sussistenza le SOA
verificano ai fini del rilascio dell’attestazione di qualificazione
vi e’ l’adeguata idoneita’ tecnica e organizzativa; requisito
dimostrabile da parte dell’impresa, ai sensi del combinato disposto
dell’art. 18, comma 5, lettere b) e c), e comma 6, e dell’art. 22,
comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000,
attraverso la produzione di certificati di esecuzione dei lavori
(C.E.L.) rilasciati dalle stazioni appaltanti.
Pertanto le SOA, chiamate ad accertare la veridicita’ di tali
certificati nella fase istruttoria preliminare al rilascio
dell’attestazione di qualificazione, hanno necessita’ di compulsare
l’Osservatorio al fine di riscontrarne la genuinita’, l’importo, le
classifiche e le categorie etc. Con riferimento a quelli rilasciati
nel periodo antecedente all’entrata in vigore del Codice (1° luglio
2006), e quindi dell’obbligo posto a carico delle stazioni appaltanti
dall’art. 40, comma 3, lettera b), tale riscontro puo’ avvenire
mediante conferma da parte delle stazioni appaltanti dei dati
contenuti nella documentazione presentata dall’impresa richiedente,
potendosi non rinvenire copia dei C.E.L. nell’Osservatorio.
Nell’esercizio del potere di vigilanza sul sistema di
qualificazione l’Autorita’ ha potuto accertare come le richieste
inoltrate dalle SOA alle stazioni appaltanti ai suddetti fini di
verifica rimangano spesso inevase.
In tali casi, la decorrenza del termine previsto dall’art. 15,
comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000,
obbliga le SOA a rilasciare l’attestazione dal momento che il mancato
riscontro da parte delle stazioni appaltanti non permette di giungere
all’accertamento dell’eventuale falsita’ del certificato presentato
e, conseguentemente, a poter legittimamente negare il rilascio della
stessa. Cio’ in totale conflitto con la ratio perseguita dal
legislatore con il sistema di qualificazione e con i poteri/doveri di
controllo attribuiti nell’ambito dello stesso alle SOA: consentire la
possibilita’ di partecipare alle procedure di affidamento alle sole
imprese dotate dei requisiti necessari e, piu’ nello specifico,
evitare l’immissione nel mercato di attestazioni fondate su
certificati non verificati e quindi potenzialmente falsi.
Per altro verso, l’art. 135, comma 1-bis, del Codice impone alle
stazioni appaltanti, nella fase esecutiva dei lavori, di procedere
alla risoluzione del contratto «qualora nei confronti
dell’appaltatore sia intervenuta la decadenza dell’attestazione di
qualificazione, per aver prodotto falsa documentazione o
dichiarazioni mendaci, risultante dal casellario», cosi’ prevedendo
l’obbligo per le stesse di verificare i dati risultanti dal
casellario informatico in ordine alle intervenute dichiarazioni di
decadenza delle attestazioni di qualificazione fondate sui suddetti
presupposti e nel contempo chiudendo il cerchio con riferimento
all’estromissione dal sistema di quelle imprese che abbiano tratto
vantaggio da documenti o dichiarazioni false.
L’esperienza applicativa della disposizione in questione ha
mostrato come l’assenza di una specifica previsione in ordine
all’obbligo di verifica che grava sulle stazioni appaltanti finisca
per rendere di fatto disapplicata la disposizione medesima non
provvedendo le stesse a consultare il casellario informatico e quindi
a risolvere il contratto nelle fattispecie indicate.
La circostanza risulta anche da specifiche segnalazioni pervenute
dalla D.I.A., la quale ha rilevato come si siano verificati casi di
presenza in cantiere di imprese la cui attestazione e’ stata
dichiarata decaduta per false dichiarazioni.
Pertanto, anche in questo caso si assiste alla frustrazione
dell’interesse ritenuto meritevole di tutela dal legislatore:
preservare la pubblica amministrazione dalle conseguenze che possono
discendere dalla prosecuzione di rapporti contrattuali con operatori
economici che non forniscono garanzie di affidabilita’ morale e che
di fatto hanno perso la capacita’ esecutiva.
Occorre quindi che l’Autorita’ intervenga per risolvere le
problematiche evidenziate sollecitando l’attivita’ delle stazioni
appaltanti con riferimento agli adempimenti sopra richiamati:
trasmissione di copia dei C.E.L. all’Osservatorio e controlli da
effettuare sul casellario informatico ai sensi dell’art. 135, comma
1-bis, del Codice.
Quanto, poi, ai C.E.L. emessi in data anteriore al 1° luglio 2006,
qualora copia di detti certificati non risulti inserita nelle banche
dati detenute presso l’Autorita’, si invitano le SOA ad utilizzare la
comunicazione-tipo allegata in calce da inviare alle stazioni
appaltanti con la quale chiedere alle stesse la verifica di tali dati
e imporre loro un termine massimo (venti giorni) entro il quale dare
riscontro alla richiesta, rammentando altresi’ che la mancata
tempestiva risposta sara’ oggetto di segnalazione all’Autorita’ la
quale a sua volta potra’ attivare il procedimento sanzionatorio di
cui all’art. 6, commi 9 e 11, del Codice.
Allo stesso scopo si evidenzia che, ai sensi dell’art. 40, comma 3,
lettera b), del Codice, le stazioni appaltanti a far data dal 1
luglio 2006 hanno l’obbligo di trasmettere copia dei C.E.L.
all’Osservatorio, e che pertanto le SOA sono tenute ad effettuare
specifica segnalazione all’Autorita’ qualora non rinvengano nel
Casellario informatico copia degli stessi.
Infine, ai sensi dell’art. 135, comma 1-bis, del Codice, si osserva
che le stazioni appaltanti sono altresi’ obbligate a controllare in
maniera periodica il casellario informatico al fine di accertare
eventuali intervenute dichiarazioni di decadenza delle attestazioni
di qualificazione delle imprese appaltatrici per false dichiarazioni
e, in caso di riscontro positivo, procedere alla risoluzione del
contratto.
In via interpretativa si suggerisce alle stazioni appaltanti di
effettuare il controllo dei dati presenti sul casellario informatico
ai sensi del richiamato art. 135, comma 1-bis, in occasione dei
momenti di verifica di altri requisiti dell’impresa gia’ previsti
normativamente (ad esempio unitamente ai controlli che il R.U.P. deve
eseguire prima dell’emissione degli stati di avanzamento dei lavori)
in un’ottica di completezza delle verifiche stesse.
Sulla base di quanto sopra considerato,

IL CONSIGLIO

ribadisce che:
1. Le stazioni appaltanti sono obbligate, ai sensi dell’art. 40,
comma 3, lettera b), del decreto legislativo n. 163/2006, a
trasmettere all’Autorita’ copia dei certificati di esecuzione dei
lavori rilasciati.
2. Le stazioni appaltanti sono obbligate, ai sensi dell’art. 135,
comma 1-bis, del decreto legislativo n. 163/2006, a controllare in
maniera periodica il Casellario informatico dell’Autorita’ al fine di
accertare eventuali intervenute dichiarazioni di decadenza delle
attestazioni di qualificazione delle imprese appaltatrici per false
dichiarazioni e, in caso di riscontro positivo, procedere alla
risoluzione del contratto.
3. Le Societa’ Organismi di Attestazione, ai sensi dell’art. 40,
comma 3, del decreto legislativo n. 163/2006, qualora copia dei
certificati di esecuzione dei lavori presentati dalle imprese ai fini
del rilascio dell’attestazione di qualificazione, ed emessi in data
anteriore al 1° luglio 2006, non risulti inserita nell’Osservatorio
presso l’Autorita’, debbono invitare le stazioni appaltanti a
controllare e confermare la veridicita’ di detti certificati di
esecuzione dei lavori nel termine di venti giorni dalla richiesta
utilizzando la comunicazione-tipo allegata in calce alla presente,
informandole altresi’ che il mancato tempestivo riscontro puo’
comportare l’applicazione nei confronti della stazione appaltante
della sanzione di cui all’art. 6, comma 11, del decreto legislativo
n. 163/2006. In relazione ai C.E.L. rilasciati successivamente alla
data del 1° luglio 2006, le Societa’ Organismi di Attestazione sono
tenute altresi’ a segnalare all’Autorita’ il mancato invio di copia
degli stessi da parte della stazione appaltante ai fini dell’adozione
dei provvedimenti sanzionatori.
La presente determinazione entra in vigore dalla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Roma, 27 luglio 2010

Il presidente f.f.: Brienza
Il relatore: Botto
Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 3 agosto 2001
p. il Segretario: Fioroni

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – DETERMINAZIONE 27 luglio 2010

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