AUTORITA' PER L' ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 3 agosto 2006 | Chimici.info

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 3 agosto 2006

AUTORITA' PER L' ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 3 agosto 2006 - Direttiva nei confronti della Cassa conguaglio per il settore elettrico in ordine alla gestione dei seguiti delle verifiche effettuate su impianti di produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili di processo o residui, RSU o biomasse, e che, su base annua, utilizzano anche idrocarburi nella quantita' strettamente indispensabile di cui al titolo II, punto 12-bis, del provvedimento Cip n. 6/92. (Deliberazione n. 188/06). (GU n. 210 del 9-9-2006)

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 3 agosto 2006

Direttiva nei confronti della Cassa conguaglio per il settore
elettrico in ordine alla gestione dei seguiti delle verifiche
effettuate su impianti di produzione di energia elettrica che
utilizzano combustibili di processo o residui, RSU o biomasse, e che,
su base annua, utilizzano anche idrocarburi nella quantita’
strettamente indispensabile di cui al titolo II, punto 12-bis, del
provvedimento Cip n. 6/92. (Deliberazione n. 188/06).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 3 agosto 2006;
Visti:
la legge 14 novembre 1995, n. 481;
il provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi (di
seguito: Cip) 29 aprile 1992, n. 6, come modificato dal decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 4 agosto
1994 (di seguito: provvedimento Cip n. 6/92);
il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 25 settembre 1992;
il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
la deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita) 20 maggio 1997, n. 61/97;
la deliberazione dell’Autorita’ 18 ottobre 2000, n. 194/00;
la deliberazione dell’Autorita’ 22 aprile 2004, n. 60/04 (di
seguito: deliberazione n. 60/04);
la deliberazione dell’Autorita’ 14 dicembre 2004, n. 215/04 (di
seguito: deliberazione n. 215/04);
la deliberazione dell’Autorita’ 20 giugno 2005, n. 116/05;
la deliberazione dell’Autorita’ 9 gennaio 2006, n. 2/06;
la deliberazione dell’Autorita’ 10 maggio 2006, n. 94/06 (di
seguito: deliberazione n. 94/06);
la deliberazione dell’Autorita’ 19 giugno 2006, n. 119/06 (di
seguito: deliberazione n. 119/06);
la deliberazione dell’Autorita’ 3 luglio 2006, n. 136/06 (di
seguito: deliberazione n. 136/06);
i pareri del Comitato di esperti, istituito ai sensi dell’art. 2,
della deliberazione n. 60/04, in materia di quantita’ strettamente
indispensabile di cui al titolo II, punto 12-bis, lettera c1), del
provvedimento Cip n. 6/92, formulati all’art. 6, comma 6.7, del
regolamento approvato con la deliberazione n. 215/04, e con le note
trasmesse all’Autorita’ in data 20 ottobre 2004 (prot. n. 001512,
prot. Autorita’ n. 023221 del 22 ottobre 2004) e 5 aprile 2006 (prot.
n. 000902, prot. Autorita’ n. 009098 del 13 aprile 2006);
gli esiti dell’istruttoria conoscitiva svolta ai sensi della
deliberazione n. 94/06;
Considerato che:
l’Autorita’, al fine di intensificare ed estendere le verifiche e
i sopralluoghi sugli impianti di produzione di energia elettrica
alimentati da fonti rinnovabili, fonti assimilate a quelle
rinnovabili, nonche’ sugli impianti di cogenerazione, con
deliberazione n. 60/04 ha disposto di avvalersi della Cassa
conguaglio per il settore elettrico (di seguito: la Cassa),
prevedendo, in particolare, la costituzione di un Comitato di esperti
con il compito di predisporre un regolamento recante criteri e
modalita’ per procedere alle suddette attivita’ (di seguito: il
regolamento);
l’Autorita’, con deliberazione n. 215/2004, ha approvato il
regolamento e, con le deliberazioni n. 2/06 e n. 136/06, ha prorogato
l’incarico del Comitato di esperti sino al 30 giugno 2007;
l’art. 6, comma 6.7, del regolamento prevede che la valutazione
della quantita’ strettamente indispensabile deve essere stabilita
sulla base dei dati garantiti dal costruttore o dalle specifiche di
acquisto del macchinario;
tale valutazione del Comitato di esperti e’ stata oggetto,
unitamente ad altre quattro doglianze, di impugnazione innanzi al
Tribunale amministrativo della regione Lombardia (di seguito: TAR
Lombardia) da parte delle societa’ Edison SpA, Termica Boffalora Srl
e Termica Milazzo Srl;
con sentenza n. 4831/05 del 16 novembre 2005, il TAR Lombardia ha
rigettato la doglianza in oggetto, perche’ non fondata;
il titolo II, punto 12-bis, del provvedimento Cip n. 6/92 prevede
che agli impianti di tipo A) che utilizzano combustibili diversi il
cui impiego separato comporta l’appartenenza ad una diversa tipologia
tra quelle riportate alle lettere d), e) ed f) della tabella 1 si
applica un prezzo di cessione calcolato secondo i criteri di cui alle
lettere da c1) a c6) del medesimo titolo II, punto 12-bis;
i combustibili afferenti alla tipologia di cui alla lettera:
d) della tabella 1 del provvedimento Cip n. 6/92 sono le
biomasse, gli RSU, nonche’, previo accertamento del comitato tecnico,
i rifiuti, gli scarti o i residui utilizzati in impianti con
problematiche impiantistiche-economiche analoghe a quelle degli RSU
(di seguito: biomasse o RSU);
e) della tabella 1 del provvedimento Cip n. 6/92 sono i
combustibili di processo o residui o recuperi di energia (di seguito:
combustibili di processo o residui);
f) della tabella 1 del provvedimento Cip n. 6/92 sono i
combustibili fossili, distinti tra idrocarburi e carbone;
il titolo II, punto 12-bis, lettera c1), del provvedimento Cip n.
6/92, prevede che, «nel caso in cui l’impiego di combustibile/i
afferente/i alla tipologia di cui alla lettera f) della tabella 1,
sia superiore alla quantita’ strettamente indispensabile all’utilizzo
del/i combustibile/i afferente/i alle altre tipologie il prezzo di
cessione risultante e’ differenziato tra ore piene ed ore vuote, in
caso contrario il prezzo di cessione e’ unico»; detta quantita’ non
e’ tuttavia quantificata nel provvedimento medesimo e va, quindi,
determinata caso per caso;
la relazione tecnica al decreto 4 agosto 1994 precisa che l’art.
3 del medesimo decreto stabilisce, tra l’altro, «la modalita’ di
calcolo del prezzo di cessione nel caso di impianti che utilizzano
piu’ di un tipo di combustibile in base ad un criterio che premia il
maggior uso di combustibili meno pregiati anche in funzione
dell’indice energetico dell’impianto»;
il titolo II, punto 12-bis, lettera c2), del provvedimento Cip n.
6/92 prevede che, nel caso di impiego di combustibili afferenti ad
almeno due delle tipologie di cui alla lettera d), e) e lettera f)
limitatamente al carbone, il prezzo di cessione e’ pari alla media
pesata, sulla base dell’energia immessa annualmente con i diversi
tipi di combustibili, dei prezzi di cessione corrispondenti al loro
impiego separato e, quindi, detto prezzo di cessione non dipende
dalla quantita’ strettamente indispensabile; qualora l’impiego di un
combustibile risulti inferiore alla soglia del 2 percento del totale,
il titolo II, punto 12-bis, lettera c6), del medesimo provvedimento
prevede che il suo utilizzo venga considerato nullo ai fini del
calcolo della media pesata;
il titolo II, punto 12-bis, lettera c3), del provvedimento Cip n.
6/92 prevede che, nel caso di utilizzo di combustibili diversi, di
cui almeno uno afferente alla tipologia di cui alla lettera f) della
tabella 1 con esclusione del carbone (quindi limitatamente agli
idrocarburi), il prezzo di cessione e’ unico, nel caso di rispetto
della quantita’ strettamente indispensabile, e differenziato tra ore
piene e ore vuote nel caso di superamento di detta quantita’, e
comunque correlato al valore dell’indice Ien conseguito
dall’impianto;
per alcuni impianti di cui alle lettere d) ed e) della tabella 1
del provvedimento Cip n. 6/92 il valore della quantita’ strettamente
indispensabile era gia’ stato approvato dal Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato o dal soggetto cessionario titolare
delle convenzioni di cessione destinata, sentita l’Autorita’;
dall’esame dei primi esiti delle verifiche ispettive e’ emerso
che, in almeno un caso, sarebbero stati utilizzati idrocarburi in
quantitativi superiori alla quantita’ strettamente indispensabile,
come individuata in concreto per detto impianto, pur continuando il
titolare a percepire il prezzo di cessione unico riconosciuto sul
presupposto del rispetto di tale quantita’;
dai medesimi esiti risulta altresi’ che diversi soggetti titolari
di impianti di cui alle lettere d) ed e) della tabella 1 del
provvedimento Cip n. 6/92 che utilizzano, su base annua, combustibili
fossili non hanno mai segnalato al soggetto cessionario (Enel o
Gestore del sistema elettrico – GRTN) di utilizzare combustibili
fossili in quantita’ superiore a quella strettamente indispensabile
approvata dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato o dal Gestore del sistema elettrico – GRTN (di
seguito: Gestore del sistema elettrico), sentita l’Autorita’, come
previsto dal titolo I, 5° capoverso, del provvedimento Cip n. 6/92 e
dalle convenzioni di cessione destinata sottoscritte con il soggetto
cessionario;
con la deliberazione n. 94/06 l’Autorita’ ha avviato
un’istruttoria conoscitiva volta ad acquisire elementi utili alla
adozione di una direttiva nei confronti della Cassa che orienti
l’azione della stessa ai fini della gestione dei seguiti, ivi inclusi
anche gli eventuali recuperi di somme indebitamente versate, delle
verifiche effettuate su impianti di produzione di energia elettrica
che utilizzano combustibili di processo o residui, RSU e biomasse,
con utilizzo di combustibili fossili nella quantita’ strettamente
indispensabile;
come gia’ evidenziato dalla deliberazione n. 94/06, occorre in
particolare fornire chiarimenti con riferimento ai seguenti profili:
modalita’ relative alla concreta determinazione, p…

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AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 3 agosto 2006

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