AUTORITA' PER L' ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 19 dicembre 2007 | Chimici.info

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 19 dicembre 2007

AUTORITA' PER L' ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 19 dicembre 2007 - Testo integrato della regolazione della qualita' dei servizi di distribuzione, misura e vendita dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2008-2011. (Deliberazione n. 333/07). (GU n. 22 del 26-1-2008- Suppl. Ordinario n.22)

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 19 dicembre 2007

Testo integrato della regolazione della qualita’ dei servizi di
distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica per il periodo
di regolazione 2008-2011. (Deliberazione n. 333/07).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 19 dicembre 2007;
Visti:
la legge 14 novembre 1995, n. 481 (di seguito: legge n.
481/1995); e in particolare l’art. 2, comma 12, lettere d), e), g) e
h);
il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
il decreto-legge 23 agosto 2004, n. 239, convertito in legge, con
modificazioni, con la legge 27 ottobre 2003, n. 290;
il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, recante misure urgenti
per l’attuazione di disposizioni comunitarie in materia di
liberalizzazione dei mercati dell’energia, convertito, con
modificazioni, in legge 3 agosto 2007, n. 125 (di seguito: legge n.
125/2007).
Visti:
la deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita) 20 maggio 1997, n. 61/97;
la deliberazione dell’Autorita’ 30 gennaio 2004, n. 4/2004, e, in
particolare, l’Allegato A come successivamente modificato e
integrato;
la deliberazione dell’Autorita’ 29 settembre 2004, n. 168/04, e,
in particolare, l’Allegato A come successivamente modificato e
integrato;
la deliberazione dell’Autorita’ 28 dicembre 2004, n. 247/04;
la deliberazione dell’Autorita’ 30 dicembre 2004, n. 250/04, e in
particolare l’Allegato A alla medesima deliberazione;
la deliberazione dell’Autorita’ 27 luglio 2005, n. 158/2005 (di
seguito: deliberazione n. 158/05);
la deliberazione dell’Autorita’ 28 settembre 2005, n. 203/05 (di
seguito: deliberazione n. 203/05);
la deliberazione dell’Autorita’ 20 giugno 2006, n. 122/06 (di
seguito: deliberazione n. 122/06);
la deliberazione dell’Autorita’ 8 novembre 2006, n. 246/06;
la deliberazione dell’Autorita’ 27 settembre 2006, n. 208/06 (di
seguito deliberazione n. 208/06);
la deliberazione dell’Autorita’ 27 settembre 2006, n. 209/06 (di
seguito deliberazione n. 209/06);
la deliberazione dell’Autorita’ 18 dicembre 2006, n. 292/06 (di
seguito: deliberazione n. 292/06), come successivamente modificata e
integrata;
la deliberazione dell’Autorita’ 18 gennaio 2007, n. 11/07, come
successivamente modificata e integrata;
la deliberazione dell’Autorita’ 19 giugno 2007, n. 139/07 (di
seguito: deliberazione n. 139/07);
la deliberazione dell’Autorita’ 12 luglio 2007, n. 172/07 (di
seguito: deliberazione n. 172/07);
la deliberazione dell’Autorita’ 26 settembre 2007, n. 234/07 (di
seguito: deliberazione n. 234/07);
la deliberazione dell’Autorita’ 7 novembre 2007, n. 281/07 (di
seguito: deliberazione n. 281/07).
Visti:
il documento per la consultazione 2 maggio 2005, concernente
«Obblighi di registrazione e di tempestivita’ nella trasmissione ai
distributori delle richieste di prestazioni dei clienti finali per i
venditori di gas naturale e di energia elettrica» (di seguito:
documento per la consultazione 2 maggio 2005);
il documento per la consultazione 24 ottobre 2006 concernente
«Verifica dei dati di qualita’ commerciale e di sicurezza», atto n.
29/06 (di seguito: documento per la consultazione n. 29/06);
il documento per la consultazione 4 aprile 2007 concernente
«Opzioni per la regolazione della qualita’ dei servizi elettrici nel
terzo periodo di regolazione (2008-2011)», atto n. 16/07 (di seguito:
primo documento per la consultazione);
il documento per la consultazione 2 agosto 2007 concernente
«Proposte per la regolazione della qualita’ dei servizi elettrici nel
III periodo di regolazione (2008-2011)», atto n. 36/07 (di seguito:
secondo documento per la consultazione);
il documento per la consultazione 22 novembre 2007 concernente
«Condizioni tecniche per la connessione alle reti di distribuzione
dell’energia elettrica con tensione nominale superiore ad 1 kV», atto
n. 45/07 (di seguito: documento per la consultazione n. 45/07);
il documento per la consultazione 26 novembre 2007 concernente
«Schema di testo integrato della regolazione della qualita’ dei
servizi di distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica nel
periodo di regolazione 2008-2011», atto n. 46/07 (di seguito: terzo
documento per la consultazione);
il documento per la consultazione 30 novembre 2007 concernente
«Tariffe per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione
e misura dell’energia elettrica per il periodo 2008-2011», atto n.
47/07 (di seguito: documento per la consultazione n. 47/07);
il documento per la consultazione 30 novembre 2007 concernente
«Commercializzazione di energia elettrica e gas naturale nei mercati
al dettaglio», atto n. 48/07 (di seguito: documento per la
consultazione n. 48/07);
il documento per la consultazione 6 dicembre 2007 concernente
«Schema di provvedimento per la regolazione incentivante della
qualita’ del servizio di trasmissione dell’energia elettrica nel
periodo di regolazione 2008-2011», atto n. 53/07 (di seguito:
documento per la consultazione n. 53/07);
le osservazioni pervenute all’Autorita’ da parte dei soggetti
interessati a seguito della pubblicazione del primo, del secondo e
del terzo documento di consultazione diffusi nell’ambito del
procedimento avviato con la deliberazione n. 209/06 (di seguito
richiamato anche procedimento in materia di regolazione della
qualita’ dei servizi elettrici per il terzo periodo di regolazione).
Considerato che:
il procedimento in materia di regolazione della qualita’ dei
servizi elettrici per il terzo periodo di regolazione avviato con la
deliberazione n. 209/06 si e’ svolto in parallelo all’analogo
procedimento per le tariffe dei servizi di trasmissione,
distribuzione e misura dell’energia elettrica per il medesimo periodo
di regolazione, avviato con la deliberazione n. 208/06;
il procedimento sulla regolazione in materia di qualita’ dei
servizi elettrici per il terzo periodo di regolazione e’ stato
inserito nella sperimentazione triennale dell’Analisi di impatto
della regolazione (A.I.R.) avviata con la deliberazione n. 203/05;
nel rispetto di tale metodologia, gli obiettivi generali del
procedimento sono stati indicati nella deliberazione n. 209/06 di
avvio del medesimo e sono stati ulteriormente specificati nel primo
documento per la consultazione; in particolare, per i servizi di
distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica tali obiettivi
sono cosi’ riassumibili:
a) migliorare l’affidabilita’ delle reti di distribuzione MT e
BT;
b) aumentare la tutela dei clienti finali che subiscono troppe
interruzioni;
c) semplificare e stabilizzare le regole di registrazione delle
interruzioni;
d) rafforzare la tutela dei clienti per gli aspetti di qualita’
commerciale;
e) ampliare il livello di tutela per i clienti serviti da
piccole imprese distributrici;
f) assicurare l’efficacia della regolazione della qualita’
commerciale in regime di separazione tra imprese distributrici e
esercenti di vendita;
g) estendere al settore elettrico il metodo di verifica dei
dati di qualita’ commerciale gia’ introdotto per il settore gas;
h) promuovere gli investimenti finalizzati a migliorare aspetti
di qualita’ non strettamente ricompresi nel sistema di standard di
qualita’ e relativi incentivi, penalita’ e indennizzi;
i) favorire il miglioramento dei livelli di qualita’ della
tensione;
ancora nel rispetto di tale metodologia, nel primo documento per
la consultazione sono state presentate opzioni alternative di
regolazione per cinque degliaspetti piu’ importanti del procedimento;
per ciascuna opzione e’ stata condotta, attraverso un’analisi
multi-criteri, una valutazione qualitativa preliminare e sono state
sollecitate ai soggetti interessati osservazioni e elementi
quantitativi per la scelta dell’opzione preferibile;
il processo di consultazione si e’ articolato in tre fasi,
corrispondenti alla diffusione di tre distinti documenti per la
consultazione e alla raccolta di osservazioni da parte dei soggetti
interessati sulle proposte presentate dall’Autorita’;
nel corso del processo di consultazione i soggetti interessati
sono stati continuamente informati delle attivita’ condotte e del
piano di consultazione, pubblicato in appendice a ognuno dei tre
documenti per la consultazione, periodicamente aggiornato in esito a
ogni consultazione;
le proposte di regolazione sono state formulate tenendo conto
degli effetti della regolazione in vigore della qualita’ del
servizio, sia per quanto riguarda la continuita’ del servizio di
distribuzione che per quanto riguarda gli aspetti di qualita’
commerciale dei servizi di distribuzione, misura e vendita
riesaminate; per tutti questi aspetti come anche per alcuni aspetti
di qualita’ della tensione attualmente soggetti a monitoraggio
sperimentale nell’ambito della Ricerca di sistema, sono stati forniti
ai soggetti interessati dati e analisi comparative (sintetizzati in
una appendice al secondo documento per la consultazione);
in esito a ogni fase di consultazione sono state valutate le
opzioni alternative e riformulate le proposte iniziali tenendo conto
delle osservazioni pervenute dai soggetti interessati e tenendo
altresi’ conto sia degli obiettivi del procedimento, generali e
specifici, indicati come sopra descritto, sia della introduzione di
nuovi standard di continuita’ del servizio relativi alla durata
massima del tempo di ripristino dell’alimentazione, prevista con
decorrenza progressiva a partire dal 1° luglio 2009 dalla
deliberazione n. 172/07 recante Direttiva per la tutela dei clienti
finali di energia elettrica interessati da interruzioni prolungate o
estese;
per quanto riguarda in particolare l’obiettivo di semplificare e
stabilizzare gli obblighi di registrazione della continuita’ del
servizio, l’Autorita’ ha emanato la deliberazione n. 281/07,
contenente le regole di registrazione delle interruzioni del servizio
elettrico per il terzo periodo di regolazione, in anticipo rispetto
alla conclusione del procedimento, per dare modo alle imprese
distributrici di predisporre per tempo i sistemi informativi
destinati alla registrazione delle interruzioni;
tanto la deliberazione n. 172/07 quanto la deliberazione n.
281/07 prevedono che le disposizioni di cui ai rispettivi Allegati A
debbano confluire nel Testo integrato delle disposizioni
dell’Autorita’ in materia di regolazione della qualita’ dei servizi
elettrici per il terzo periodo di regolazione da redigere in esito al
procedimento avviato con la deliberazione n. 209/06;
sulla base delle osservazioni pervenute a seguito della
pubblicazione del primo e del secondo documento di consultazione,
l’Autorita’ ha prospettato nel terzo documento di consultazione uno
schema di Testo integrato della regolazione della qualita’ dei
servizi di distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica (di
seguito: Testo integrato), inteso ad aggiornare l’attuale Testo
integrato di cui all’Allegato A della deliberazione n. 4/2004 e
successive modificazioni e integrazioni, rinviando a un successivo
documento di consultazione la diffusione di un analogo schema di
provvedimento per il servizio di trasmissione;
lo schema di Testo integrato presentato nel terzo documento di
consultazione e’ basato sui seguenti elementi principali:
a) per quanto riguarda l’obiettivo di migliorare
l’affidabilita’ delle reti di distribuzione in media e bassa tensione
(di seguito: MT e BT): affiancare alla attuale regolazione
incentivante della durata cumulata di interruzione per cliente anche
una nuova regolazione incentivante del numero medio annuo per cliente
di interruzioni lunghe (durata superiore a 3 minuti) e brevi (durata
compresa tra 1 secondo e 3 minuti), rivedendo i parametri e gli
aspetti specifici di tali regolazioni in modo da assicurare la
massima gradualita’ possibile nel passaggio dal meccanismo vigente al
nuovo meccanismo incentivante;
b) per quanto riguarda l’obiettivo di aumentare la tutela dei
clienti finali che subiscono troppe interruzioni: aggiornamento, a
decorrere dal 2010, degli standard di continuita’ relativi al numero
massimo di interruzioni lunghe per clienti alimentati in media
tensione (di seguito: clienti MT) e monitoraggio specifico,
attraverso appositi indicatori di continuita’ del servizio, della
distribuzione del numero di clienti alimentati in bassa tensione (di
seguito: clienti BT) per numero di interruzioni senza preavviso
lunghe subite nell’anno, propedeutico all’introduzione a partire dal
successivo periodo di regolazione (2012-2015) di standard di
continuita’ relativi al numero massimo di interruzioni lunghe anche
per clienti BT, sfruttando anche le potenzialita’ dei nuovi
misuratori elettronici di energia elettrica predisposti per la
telegestione per i punti di prelievo in bassa tensione secondo i
requisiti funzionali definiti dalla deliberazione n. 292/06;
c) per quanto riguarda l’obiettivo di semplificare e
stabilizzare le regole di registrazione delle interruzioni,
confermare, salvo osservazioni specifiche delle imprese interessate,
le regole definite con la deliberazione n. 281/2007;
d) per quanto riguarda l’obiettivo di rafforzare la tutela dei
clienti per gli aspetti di qualita’ commerciale: confermare le
proposte, avanzate nel secondo documento per la consultazione, di
riformare le discipline degli indennizzi automatici in caso di
mancato rispetto degli standard di qualita’ commerciale e degli
appuntamenti con i clienti, in modo da rafforzare la protezione dei
clienti interessati e introdurre standard specifici di qualita’ per
due prestazioni (verifiche dei gruppi di misura e verifiche della
tensione di alimentazione su richiesta dei clienti) attualmente
soggette solo a standard generale di qualita’;
e) per quanto riguarda l’obiettivo di ampliare il livello di
tutela per i clienti serviti da piccole imprese distributrici:
introdurre progressivamente per tutte le imprese distributrici i
medesimi obblighi in tema di continuita’ del servizio e di qualita’
commerciale, favorendo da una parte l’aggregazione di piccole imprese
distributrici ai fini della regolazione incentivante della
continuita’ del servizio e prevedendo entro l’attuale periodo di
regolazione valutazioni specifiche nel caso di reti di minima
dimensione;
f) per quanto riguarda l’obiettivo di assicurare l’efficacia
della regolazione della qualita’ commerciale in regime di separazione
tra imprese distributrici e esercenti di vendita: introdurre anche
per il settore elettrico gli obblighi di tempestivita’ per i
venditori gia’ introdotti nel settore gas in esito alla pubblicazione
del documento per la consultazione 2 maggio 2005 (documento gia’
contenente proposte anche per il settore elettrico), in
considerazione delle modifiche di assetto introdotte dalla legge n.
125/2007;
g) per quanto riguarda l’obiettivo di estendere al settore
elettrico il metodo di verifica dei dati di qualita’ commerciale gia’
introdotto per il settore gas (parte IV dell’Allegato A alla
deliberazione n. 168/04): confermare tale proposta, tenendo conto di
alcuni miglioramenti suggeriti dall’esperienza attuativa e gia’
introdotti, per quanto riguarda il settore gas, in esito alla
pubblicazione del documento per la consultazione n. 29/06, nonche’ di
alcune evidenze emerse dal primo ciclo di verifiche ispettive
sperimentali disposte con la deliberazione dell’Autorita’ 2 ottobre
2006, n. 213/06;
nello schema di Testo integrato presentato nel terzo documento di
consultazione non sono trattati alcuni obiettivi del procedimento per
i seguenti motivi:
a) per quanto riguarda l’obiettivo di promuovere gli
investimenti finalizzati a migliorare aspetti di qualita’ non
strettamente ricompresi nel sistema di standard di qualita’ e
relativi incentivi, penalita’ e indennizzi, a seguito dei primi
orientamenti indicati nel primo documento per la consultazione, le
proposte finali in merito sono state avanzate nel documento per la
consultazione n. 47/07 diffuso nell’ambito del procedimento di natura
tariffaria avviato con deliberazione n. 208/07, a seguito del quale
e’ previsto l’aggiornamento del Testo integrato delle disposizioni
per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura
dell’energia elettrica;
b) per quanto riguarda l’obiettivo di favorire il miglioramento
dei livelli di qualita’ della tensione, l’Autorita’ conferma gli
orientamenti indicati nel primo documento per la consultazione e si
riserva di avanzare le proposte finali in merito alla qualita’ della
tensione, a motivo della natura complessa e specialistica di tale
aspetto, in successivi documenti per la consultazione, da emanarsi
nel corso del terzo periodo di regolazione,tenendo conto sia dei
risultati del monitoraggio della qualita’ della tensione sulle reti
di distribuzione in media tensione, condotto attualmente nell’ambito
della Ricerca di sistema dalla societa’ Cesi Ricerca, sia delle
prevedibili evoluzioni della normativa tecnica in materia di
caratteristiche della tensione (norma EN 50160), anche a seguito
delle proposte formulate dal European Regolatory Group for
Electricity and Gas (ERGEG) e del dialogo tecnico attualmente in
corso presso il Cenelec a cui l’Autorita’ partecipa attivamente nel
quadro delle iniziative del Council of European Energy Regulators
(CEER);
c) per quanto riguarda gli obiettivi relativi alla qualita’ del
servizio di trasmissione, le proposte finali sono state stralciate in
un apposito documento per la consultazione, diffuso il 6 dicembre
2007 (Atto n. 53/07), a seguito del quale e’ prevista l’adozione di
uno specifico provvedimento separato dal Testo integrato;
alcuni tra i soggetti partecipanti che hanno inviato osservazioni
in esito al terzo documento per la consultazione hanno espresso
alcuni profili critici verso le proposte finali dell’Autorita’, che
possono essere cosi’ sintetizzate per gli aspetti principali:
a) per quanto concerne l’obiettivo di migliorare
l’affidabilita’ delle reti di distribuzione MT e BT:
non condividono la proposta di revisione dei parametri della
regolazione incentivante della durata di interruzione e richiedono di
mantenere per tale regolazione i medesimi parametri gia’ utilizzati
nel periodo vigente;
non condividono i livelli obiettivo proposti nel terzo
documento per la consultazione in merito alla regolazione
incentivante del numero medio di interruzioni;
ritengono eccessivamente stringente il tetto massimo previsto
per gli incentivi derivanti dalle regolazioni del numero e della
durata di interruzione;
b) per quanto concerne l’obiettivo di aumentare la tutela dei
clienti finali che subiscono troppe interruzioni:
non condividono la proposta di rivedere, dal 2010, gli
standard di continuita’ relativi al numero massimo di interruzioni
per clienti MT, tenuto conto delle altre modifiche suggerite
dall’Autorita’ tra le quali in particolare l’inclusione delle
interruzioni derivanti dalle reti in alta tensione di distribuzione e
di trasmissione;
non condividono la proposta di includere anche le
interruzioni con preavviso successive, per ogni cliente, alla prima
nell’anno tra le interruzioni conteggiate ai fini della verifica del
rispetto degli standard individuali di continuita’ per clienti MT;
c) per quanto concerne l’obiettivo di semplificare e
stabilizzare le regole di registrazione delle interruzioni:
ritengono che sia necessario chiarire alcuni aspetti relativi
alla registrazione delle interruzioni con particolare riferimento
alle interruzioni con origine su reti di altri esercenti di
distribuzione interconnesse;
d) per quanto concerne l’obiettivo di rafforzare la tutela dei
clienti per gli aspetti di qualita’ commerciale:
ritengono non compatibile il restringimento a due ore della
fascia di puntualita’ degli appuntamenti in particolare per quanto
riguarda i maggiori centri urbani congestionati dal traffico;
ritengono che debba essere posposta di 6 mesi l’introduzione
di nuovi standard specifici, in particolare quello relativo alle
verifiche della tensione di alimentazione per la necessita’ di
approvvigionare strumenti di rilevazione della tensione conformi alla
norma EN 61000-4-30;
rilevano la necessita’ di specificare le modalita’ di
comunicazione delle richieste di riattivazione a seguito di
sospensione per morosita’;
e) per quanto concerne l’obiettivo di ampliare il livello di
tutela per i clienti serviti da piccole imprese distributrici:
non hanno formulato particolari osservazioni;
f) per quanto concerne l’obiettivo di assicurare l’efficacia
della regolazione della qualita’ commerciale in regime di separazione
tra imprese distributrici e esercenti di vendita:
ritengono eccessivamente stringente l’obbligo di
tempestivita’ pari a 2 giorni in capo agli esercenti di vendita per
la trasmissione all’impresa distributrice di ogni richiesta dei
clienti finali concernenti prestazioni soggette a standard di
qualita’ commerciale;
ritengono non praticabile nel 2008 l’obbligo di registrazione
dei tempi effettivi per le suddette trasmissioni di richieste dal
venditore al distributore;
g) per quanto concerne l’obiettivo di estendere al settore
elettrico il metodo di verifica dei dati di qualita’ commerciale gia’
introdotto per il settore gas:
invitano a riconsiderare il metodo con particolare
riferimento alla necessita’ di disporre di documentazione cartacea,
per evitare appesantimenti di carattere formale e non sostanziale.
Ritenuto che sia opportuno:
dare seguito alla proposta formulata nel terzo documento per la
consultazione, tenendo conto e valutando attentamente le osservazioni
formulate dai soggetti interessati e sopra sintetizzate negli aspetti
principali;
confermare le proposte formulate nel terzo documento per la
consultazione o rivederne alcuni aspetti, in relazione alle
argomentazioni prodotte dai soggetti interessati partecipanti alla
terza consultazione, come di seguito specificato:
a) per quanto concerne l’obiettivo di migliorare
l’affidabilita’ delle reti di distribuzione MT e BT: confer-mare i
parametri della regolazione incentivante della durata di interruzione
proposti nel secondo e nel terzo documento di consultazione in quanto
tali modifiche si rendono necessarie vista gli effetti finora
raggiunti per questa regolazione; per quanto riguarda la regolazione
del numero, da un lato confermare i livelli obiettivo indicati nel
terzo documento di consultazione, dall’altro introdurre limitamente
al periodo di regolazione 2008-2011 – un tetto massimo del 6% al
tasso di miglioramento tendenziale annuo richiesto per il numero
medio di interruzioni lunghe e brevi per cliente, in modo da evitare
obiettivi eccessivamente stringenti per imprese distributrici in
situazioni particolari; inoltre, rivedere in aumento il tetto massimo
agli incentivi in relazione al coefficiente applicabile ai clienti in
bassa concentrazione, per evitare di non promuovere adeguatamente
investimenti finalizzati al miglioramento della qualita’ del servizio
in aree rurali;
b) per quanto concerne l’obiettivo di aumentare la tutela dei
clienti finali che subiscono troppe interruzioni: confermare la
proposta di revisione degli standard individuali per clienti MT dal
2009, come proposto nel terzo documento per la consultazione, in
quanto i livelli di qualita’ identificati da tali standard possono
essere mantenuti con un normale esercizio della rete, ma rivedere in
alcuni aspetti il regime di esclusione delle interruzioni ai fini
della verifica di detti standard, in accoglimento di alcune
osservazioni formulate in particolare per le interruzioni con
preavviso e per le interruzioni consecutive nell’arco di sessanta
minuti;
c) per quanto concerne l’obiettivo di semplificare e
stabilizzare le regole di registrazione delle interruzioni:
modificare, in accoglimento di alcune osservazioni formulate da
alcuni esercenti, le tabelle 1 e 2 della Parte I del Testo integrato
per fornire una indicazione delle modalita’ di attribuzione di
responsabilita’ tra imprese distributrici e impresa di trasmissione,
per quanto riguarda le interruzioni su reti magliate, compatibile con
il nuovo meccanismo di rivalsa per la quota parte degli indennizzi o
rimborsi ai clienti attribuibile all’impresa di trasmissione,
rinviando per ulteriori chiarimenti in merito alle interruzioni tra
imprese distributrici interconnesse all’aggiornamento delle
Istruzioni operative per la corretta registrazione delle
interruzioni;
d) per quanto concerne l’obiettivo di rafforzare la tutela dei
clienti per gli aspetti di qualita’ commerciale: in accoglimento di
alcune osservazioni formulate dai soggetti interessati, mantenere per
l’anno 2008 il valore attualmente fissato per la fascia di
puntualita’ per gli appuntamenti, facendo decorrere dal 2009 il nuovo
valore proposto nel terzo documento di consultazione (due ore),
confermando d’altronde l’introduzione di nuovi standard specifici a
decorrere dal 2008 per le verifiche tecniche dei gruppi di misura e
della tensione di alimentazione, dal momento che gli strumenti
necessari per tali verifiche sono di facile reperibilita’,
e) per quanto concerne l’obiettivo di ampliare il livello di
tutela per i clienti serviti da piccole imprese distributrici:
confermare le proposte del terzo documento per la consultazione, non
essendo pervenute osservazioni contrarie;
f) per quanto concerne l’obiettivo di assicurare l’efficacia
della regolazione della qualita’ commerciale in regime di separazione
tra imprese distributrici e esercenti di vendita: confermare dal 2008
il regime di obbligatorieta’ per il cliente finale alimentato in
bassa tensione di presentare le proprie richieste al venditore, in
presenza di un contratto di fornitura, in coerenza con quanto
indicato nei documenti di consultazione n. 47/07 e n. 48/07,
prevedendo pero’ per l’obbligo di tempestivita’ in capo ai venditori
per la trasmissione ai distributori delle richieste dei clienti
finali un valore provvisoriamente meno stringente per l’anno 2008 per
ragioni di gradualita’, e analogamente per il relativo obbligo di
registrazione delle transazioni un periodo di implementazione di un
anno; prevedere inoltre specificazioni della trasmissione immediata
delle richieste di riattivazione a seguito di sospensione per
morosita’, finalizzate a garantire un celere ripristino della
fornitura a seguito dell’avvenuto pagamento;
g) per quanto concerne l’obiettivo di estendere al settore
elettrico il metodo di verifica dei dati di qualita’ commerciale gia’
introdotto per il settore gas: confermare il metodo proposto e gia’
sperimentato nel settore gas, prevedendo un periodo di
sperimentazione per il settore elettrico tale per cui le penalita’
inizieranno ad applicarsi dai controlli che verranno effettuati nel
2010 sui dati 2009, in accoglimento di alcune richieste pervenute in
tal senso, per ragioni di gradualita’, e eliminando l’obbligo di
documentazione cartacea da inviare al cliente finale in caso di
appuntamenti posticipati, per non appesantire eccessivamente le
imprese distributrici con obblighi di documentazione;
abrogare le precedenti deliberazioni dell’Autorita’ in materia di
qualita’ del servizio, in un quadro di semplificazione normativa e di
messa a disposizione di un’unica fonte normativa (Testo integrato)
che contempli tutte le disposizioni in materia di regolazione della
qualita’ dei servizi di distribuzione, misura e vendita dell’energia
elettrica, corredata di indice per rendere piu’ agile la
consultazione, fatta salva l’opportunita’, tenuto conto anche di
quanto disposto con la deliberazione n. 234/07, di procedere nel
corso del 2008 a integrare le disposizioni in materia di qualita’ del
servizio di vendita per i settori dell’energia elettrica e del gas,
incluse le norme in materia di qualita’ dei servizi telefonici resi
dai call center commerciali di cui alla deliberazione n. 139/07,
previa ulteriore consultazione congiunta con il settore gas, con
particolare attenzione al tema della gestione tempestiva e risolutiva
dei reclami dei clienti;
in virtu’ della portata innovativa e complessiva del presente
provvedimento, confermare e ampliare il mandato gia’ assegnato con la
deliberazione n. 281/07 al Direttore della Direzione consumatori e
qualita’ del servizio affinche’ provveda a dare attuazione al Testo
integrato, sia con Istruzioni tecniche per la corretta registrazione
delle interruzioni, sia con altre Istruzioni che possano facilitare
l’implementazione della disciplina, in particolare a riguardo delle
imprese distributrici di minori dimensioni, previa informativa
all’Autorita’.
Delibera:
1. Di approvare il Testo integrato della regolazione della qualita’
dei servizi di distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica
per il periodo di regolazione 2008-2011 (di seguito: Testo
integrato), allegato alla presente deliberazione di cui forma parte
integrante e sostanziale (Allegato A).
2. Di prevedere che il vigente Testo integrato delle disposizioni
dell’Autorita’ in materia di qualita’ dei servizi di distribuzione,
misura e vendita dell’energia elettrica per il periodo di regolazione
2004-2007, di cui all’Allegato A della deliberazione n. 4/2004 e
successive modificazioni e integrazioni, continui ad essere applicato
per quanto necessario all’attuazione delle disposizioni di cui
all’Allegato A e per la definizione delle partite di competenza
dell’anno 2007 relative alla regolazione incentivante della durata di
interruzione e venga abrogato definitivamente dall’1 gennaio 2009.
3. Di abrogare dall’1 gennaio 2008 le seguenti deliberazioni
dell’Autorita’, in quanto le disposizioni in esse contenute sono
integrate nel Testo integrato approvato con la presente
deliberazioni:
a) deliberazione 28 dicembre 2004, n. 247/04;
b) deliberazione 20 giugno 2005, n. 122/06;
c) deliberazione 8 novembre 2006, n. 246/06;
d) deliberazione 12 luglio 2007, n. 172/07;
e) deliberazione 7 novembre 2007, n. 281/2007, limitatamente al
punto 1.
4. Di integrare il mandato gia’ assegnato al Direttore della
Direzione consumatori e qualita’ del servizio dell’Autorita’ con la
deliberazione n. 281/2007, affinche’ provveda a dare attuazione
all’Allegato A, sia con Istruzioni tecniche per la corretta
registrazione delle interruzioni, sia con altre Istruzioni che
possano facilitare l’implementazione della disciplina, in particolare
a riguardo delle imprese distributrici di minori dimensioni, previa
informativa all’Autorita’.
5. Di prevedere che il presente provvedimento sia pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito internet
dell’Autorita’ (www.autorita.energia.it), affinche’ entri in vigore
dalla data della sua prima pubblicazione.
Milano, 19 dicembre 2007
Il presidente: Ortis

Allegato A
TESTO INTEGRATO DELLA REGOLAZIONE DELLA QUALITA’ DEI SERVIZI DI
DISTRIBUZIONE, MISURA E VENDITA DELL’ENERGIA ELETTRICA
Periodo di regolazione 2008-2011
PARTE I
regolazione della continuita’ del servizio
di distribuzione dell’energia elettrica
Titolo 1
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1.
Definizioni per la continuita’ del servizio
1.1 Ai fini del presente provvedimento, si applicano le seguenti
definizioni:
a) Autorita’ e’ l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas;
b) alta tensione (AT) e’ un valore efficace della tensione
nominale tra le fasi superiore a 35 kV e uguale o inferiore a 150 kV;
c) altissima tensione (AAT) e’ un valore efficace della
tensione nominale tra le fasi superiore a 150 kV;
d) assetto standard e’ la configurazione della rete di
distribuzione in condizioni normali di esercizio;
e) autoproduttore e’ il soggetto di cui all’art. 2, comma 2,
del decreto legislativo n. 79/99;
f) bassa tensione (BT) e’ un valore efficace della tensione
nominale tra le fasi uguale o inferiore a 1 kV;
g) casi di sospensione o posticipazione delle operazioni di
ripristino per motivi di sicurezza sono i casi in cui non sussistono
le condizioni di sicurezza necessarie allo svolgimento delle
operazioni di ripristino della fornitura dettate dalle norme tecniche
vigenti in materia di sicurezza, o in cui le operazioni di ripristino
della fornitura sono impedite o ritardate per applicazione di
provvedimenti della Protezione civile o di altra autorita’ competente
per motivi di sicurezza;
h) cliente AT e’ il cliente finale direttamente connesso alla
rete di distribuzione in alta tensione, che non sia direttamente
connesso alla rete di trasmissione nazionale;
i) cliente BT e’ il cliente finale allacciato alla rete di
distribuzione alimentato a bassa tensione;
j) cliente finale e’ la persona fisica o giuridica che non
esercita l’attivita’ di distribuzione e che preleva l’energia
elettrica, per la quota di proprio uso finale, da una rete con
obbligo di connessione di terzi e che non sia socio di una societa’
cooperativa di produzione o distribuzione o appartenente ai consorzi
o societa’ consortili di cui all’art. 2, comma 2, del decreto
legislativo n. 79/1999;
k) cliente MT e’ il cliente finale allacciato alla rete di
distribuzione alimentato a media tensione;
l) condizione di rete magliata e’ lo stato della rete di
distribuzione ad alta tensione che consente percorsi alternativi di
alimentazione della stessa utenza;
m) condizione di rete radiale e’ lo stato della rete di
distribuzione ad alta tensione che consente un solo percorso
possibile di alimentazione della stessa utenza;
n) distribuzione e’ l’attivita’ di cui all’art. 9 del decreto
legislativo n. 79/1999;
o) eventi eccezionali sono eventi che provocano danni agli
impianti e interruzioni dell’alimentazione di energia elettrica anche
in periodi di condizioni normali in zone circoscritte (ad esempio:
trombe d’aria, valanghe, etc.), per superamento dei limiti di
progetto degli impianti;
p) fondo per eventi eccezionali e’ il fondo istituito presso la
Cassa Conguaglio del Settore Elettrico per il reintegro degli oneri
sostenuti dalla imprese distributrici o dall’impresa di trasmissione
per l’erogazione dei rimborsi, o di quote di essi, ai clienti finali
interessati da interruzioni prolungate o estese;
q) gruppo di misura e’ l’insieme delle apparecchiature poste
presso il punto di consegna dell’energia elettrica al cliente finale,
atto a misurare l’energia elettrica prelevata ed eventualmente
dedicato ad altre funzioni caratteristiche del punto di consegna;
r) impresa distributrice e’ qualunque soggetto che svolga
l’attivita’ di cui all’art. 9 del decreto legislativo n. 79/1999;
s) incidente rilevante e’ l’interruzione che comporta un
livello di energia non servita superiore alla soglia di cui all’art.
35 dell’Allegato A alla deliberazione 30 dicembre 2004, n. 250/2004,
come segnalato da Terna alle imprese distributrici interessate;
t) interruzione e’ la condizione nella quale la tensione sul
punto di consegna dell’energia elettrica per un cliente finale e’
inferiore all’1% della tensione dichiarata;
u) interruzione con preavviso e’ l’interruzione dovuta
all’esecuzione di interventi e manovre programmati sulla rete di
distribuzione, preceduta dal preavviso;
v) interruzione eccezionale lunga e’ una interruzione lunga
come identificata nella scheda 1;
w) interruzione eccezionale breve o transitoria e’ una
interruzione breve o transitoria come identificata nella scheda 1;
x) interruzione senza preavviso e’ l’interruzione non preceduta
dal preavviso;
y) interruzione lunga e’ l’interruzione di durata superiore tre
minuti;
z) interruzione breve e’ l’interruzione di durata superiore a
un secondo e non superiore a tre minuti, eventualmente identificata
in base all’intervento di dispositivi automatici;
aa) interruzione transitoria e’ l’interruzione di durata non
superiore a un secondo, identificata in base all’intervento di
dispositivi automatici;
bb) media tensione (MT) e’ un valore efficace della tensione
nominale tra le fasi superiore a 1 kV e uguale o inferiore a 35 kV;
cc) periodo di condizioni perturbate sulle reti MT e BT e’ un
periodo di ore consecutive determinato secondo l’allegata scheda 1;
dd) periodo di condizioni normali sulle reti MT e BT e’ un
periodo diverso dal periodo di condizioni perturbate;
ee) preavviso e’ la comunicazione ai clienti finali interessati
dell’inizio previsto e della durata prevista dell’interruzione; da
effettuarsi con mezzi idonei e con un anticipo non inferiore a quello
previsto dalla presente deliberazione;
ff) produttore di energia elettrica e’ il soggetto di cui
all’art. 2, comma 18, del decreto legislativo n. 79/1999;
gg) rete di trasmissione nazionale e’ la rete elettrica di
trasmissione nazionale come individuata dal decreto 25 giugno 1999 ed
integrata a seguito dei successivi interventi di sviluppo deliberati
dal Gestore della rete (oggi Terna);
hh) reti di distribuzione sono le reti con obbligo di
connessione di terzi diverse dalla rete di trasmissione nazionale;
ii) rialimentazione definitiva: condizione nella quale, a
seguito di una interruzione, viene ripristinata la tensione normale
di esercizio per un tempo superiore ad un’ora;
jj) sistema di telecontrollo e’ il sistema di gestione e di
supervisione a distanza della rete di distribuzione in alta e media
tensione, atto a registrare in modo automatico e continuo gli eventi
di apertura e chiusura di interruttori o di altri organi di manovra
(causati sia da comandi a distanza, sia da interventi di protezioni o
di dispositivi automatici), e gli eventi di mancanza di tensione nel
punto di interconnessione con la rete di trasmissione nazionale o con
altre imprese distributrici, nonche’ atto a consentire la successiva
consultazione dei dati registrati;
kk) strumentazione per la registrazione della continuita’ del
servizio e’ l’insieme degli strumenti atti a registrare in modo
automatico e continuo i parametri di qualita’ dell’energia elettrica,
ed almeno le interruzioni lunghe, brevi e transitorie, nonche’ atti a
consentire la successiva consultazione dei dati registrati;
ll) Terna e’ la societa’ Terna Spa alla quale, ai sensi del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004,
sono stati trasferiti gli impianti, le attivita’ e le funzioni
facenti precedentemente capo al Gestore della rete di trasmissione
nazionale.
Art. 2.
Finalita’ e principi generali per la continuita’ del servizio
2.1 La parte I del presente provvedimento persegue le finalita’
di:
a) assicurare una corretta ed omogenea registrazione delle
interruzioni da parte delle imprese distributrici, per disporre di
indicatori di continuita’ affidabili, comparabili e verificabili e
per consentire una adeguata informazione dei clienti interessati
dalle interruzioni;
b) migliorare la continuita’ del servizio a livello nazionale e
ridurre le differenze regionali a parita’ di grado di concentrazione;
c) limitare il numero annuo e la durata delle interruzioni
subite dai clienti, prevedendo un rimborso forfetario in caso di
superamento degli standard specifici di continuita’ fissati nel
presente provvedimento;
d) favorire la contrattualizzazione di livelli di continuita’
del servizio e di qualita’ della tensione superiori agli standard
definiti dall’Autorita’.
2.2 In merito alla continuita’ del servizio e alla qualita’ della
tensione l’impresa distributrice non puo’ adottare comportamenti
discriminatori tra clienti finali alimentati allo stesso livello di
tensione e con analoga localizzazione, fatta salva la facolta’ di
definire livelli migliorativi di qualita’ del servizio attraverso
contratti per la qualita’ stipulati tra l’impresa distributrice e i
clienti finali o venditori interessati.
Titolo 2
Obblighi di registrazione delle interruzioni
Art. 3.
Registrazione automatica delle interruzioni senza preavviso
3.1 L’impresa distributrice effettua la registrazione automatica
delle interruzioni senza preavviso lunghe, brevi e transitorie,
mediante un sistema di telecontrollo o altra strumentazione, la cui
gestione puo’ essere affidata a soggetti terzi, sotto la
responsabilita’ dell’impresa distributrice.
3.2 Il sistema di telecontrollo o la strumentazione per la
registrazione della continuita’ del servizio devono essere installati
su tutte le linee AT e MT di distribuzione dell’energia elettrica,
nel punto in cui dette linee si attestano sui seguenti impianti:
a) impianti di trasformazione AAT/AT e AT/AT;
b) impianti di trasformazione AAT/MT e AT/MT;
c) impianti di smistamento AT;
d) impianti di trasformazione MT/MT o di smistamento MT da cui
partono linee MT equipaggiate con interruttori asserviti a
protezioni;
e) impianti di interconnessione AT o MT con Terna o altre
imprese distributrici, da cui partono linee MT equipaggiate con
interruttori asserviti a protezioni.
3.3 Ogni impresa distributrice registra le interruzioni del
servizio elettrico utilizzando l’assetto reale della rete e secondo
quanto disposto al successivo art. 11 in materia di rilevazione del
numero reale di clienti BT coinvolti in ciascuna interruzione per
quanto riguarda la rete BT.
Art. 4.
Registro delle interruzioni
4.1 Ogni impresa distributrice tiene un registro delle
interruzioni, anche su supporto informatico, riportante i dati
indicati nei successivi commi 4.2, 4.3, 4.4 e 4.5 e specificati nei
successivi articoli da 5 a 12.
4.2 Con riferimento ad ogni interruzione lunga, il registro
riporta:
a) l’origine dell’interruzione;
b) l’eventuale attestazione dell’avvenuto preavviso;
c) la causa dell’interruzione;
d) la data, l’ora, il minuto, e facoltativamente il secondo, di
inizio dell’interruzione;
e) il numero e l’elenco dei clienti AT coinvolti
nell’interruzione;
f) la durata dell’interruzione per ciascun cliente AT coinvolto
nell’interruzione;
g) il numero e l’elenco dei clienti MT coinvolti
nell’interruzione, distinti per grado di concentrazione;
h) la durata dell’interruzione per ciascun cliente MT coinvolto
nell’interruzione, distinti per grado di concentrazione;
i) il numero dei clienti BT coinvolti nell’interruzione,
distinti per grado di concentrazione;
j) la durata dell’interruzione per ogni gruppo di clienti BT
progressivamente rialimentato e il numero di clienti di ogni gruppo
di clienti BT progressivamente rialimentato, distinti per grado di
concentrazione;
k) la data, l’ora, il minuto, e facoltativamente il secondo, di
fine dell’interruzione per tutti i clienti coinvolti
dall’interruzione;
l) l’informazione che l’interruzione interessa una sola parte
di rete BT per interruzioni con origine sulla rete BT;
m) l’informazione che l’interruzione interessa una, due o tre
fasi per interruzioni con origine sulla rete BT;
n) nel caso si siano verificate sospensioni o posticipazioni
delle operazioni di ripristino per motivi di sicurezza:
i) la data, l’ora, il minuto di inizio della sospensione o
posticipazione delle operazioni di ripristino per motivi di
sicurezza;
ii) la durata della sospensione o posticipazione delle
operazioni di ripristino per motivi di sicurezza.
4.3 Ogni impresa distributrice registra la durata di interruzione
per cliente BT disalimentato per piu’ di 8 ore D+8 relativa alla
quota parte di interruzione eccedente le otto ore di ogni
interruzione senza preavviso lunga avente origine di cui al
comma 6.1, lettere e) e f), e causa di cui al comma 7.1, lettera c),
nonche’ il numero di clienti BT che hanno subito piu’ di 8 ore di
interruzione per le medesime origini e cause.
4.4 Con riferimento ad ogni interruzione breve, il registro
riporta:
a) l’origine dell’interruzione;
b) l’eventuale attestazione dell’avvenuto preavviso;
c) la causa dell’interruzione;
d) la data, l’ora, il minuto, e facoltativamente il secondo, di
inizio dell’interruzione;
e) il numero e l’elenco dei clienti AT coinvolti
nell’interruzione;
f) il numero e l’elenco dei clienti MT coinvolti
nell’interruzione, distinti per grado di concentrazione;
g) il numero di clienti BT coinvolti nell’interruzione,
distinti per grado di concentrazione;
h) la data, l’ora e il minuto di fine dell’interruzione per
tutti i clienti coinvolti dall’interruzione.
4.5 Con riferimento ad ogni interruzione transitoria, il registro
riporta:
a) l’origine dell’interruzione;
b) la causa dell’interruzione;
c) la data, l’ora e il minuto di inizio dell’interruzione;
d) il numero e l’elenco dei clienti AT coinvolti;
e) il numero e l’elenco di clienti MT coinvolti
nell’interruzione, distinti per grado di concentrazione;
4.6 L’impresa distributrice assicura l’accesso alle informazioni
contenute nel registro delle interruzioni da parte dei clienti finali
interessati, e da parte dei soggetti responsabili delle attivita’ di
misura e di vendita dell’energia elettrica.
4.7 Ai fini della classificazione delle interruzioni in lunghe,
brevi e transitorie, l’impresa distributrice adotta i seguenti
criteri:
a) criterio di accorpamento con la durata netta: qualora due o
piu’ interruzioni lunghe, brevi o transitorie che interessano lo
stesso cliente finale per la stessa causa e per la stessa origine si
susseguano l’una dall’altra entro 60 minuti, vengono accorpate in
un’unica interruzione avente durata pari alla somma delle durate
delle interruzioni considerate separatamente, al netto dei tempi di
rialimentazione intercorsi tra l’una e l’altra;
b) criterio di utenza: qualora per una stessa interruzione,
secondo i criteri di accorpamento di cui alla precedente lettera a),
alcuni clienti siano disalimentati per meno di 3 minuti e altri per
piu’ di 3 minuti, l’impresa distributrice considera una interruzione
breve per il primo gruppo di clienti e una interruzione lunga per il
secondo;
c) criterio di unicita’ della causa e dell’origine: l’impresa
distributrice identifica ogni interruzione con una causa e origine;
qualora durante l’interruzione venga a mutare la causa, l’origine o
entrambe, e’ necessario registrare una interruzione separata, se
questa ha durata superiore a 5 minuti a decorrere dall’istante di
modifica della causa o dell’origine; fino a tale soglia si considera
un’unica interruzione avente la causa e l’origine iniziale.
4.8 I criteri di accorpamento di cui al precedente art. 4,
comma 4.7, lettera a), non devono essere utilizzati per il
susseguirsi di sole interruzioni transitorie.
Art. 5.
Grado di concentrazione
5.1 Ai fini della registrazione delle interruzioni e della
elaborazione degli indicatori di continuita’ per i clienti MT e BT
sono individuati i seguenti gradi di concentrazione:
a) alta concentrazione: territorio dei comuni nei quali e’
stata rilevata nell’ultimo censimento una popolazione superiore a
50.000 abitanti;
b) media concentrazione: territorio dei comuni nei quali e’
stata rilevata nell’ultimo censimento una popolazione superiore a
5.000 abitanti e non superiore a 50.000 abitanti;
c) bassa concentrazione: territorio dei comuni nei quali e’
stata rilevata nell’ultimo censimento una popolazione non superiore a
5.000 abitanti.
5.2 Restano in vigore le riclassificazioni del grado di
concentrazione di porzioni di territorio di Comuni con popolazione
superiore a 50.000 abitanti approvate dall’Autorita’ a seguito di
istanze presentate ai sensi dell’art. 4, comma 4.2, della
deliberazione n. 128/99.
5.3 Le imprese distributrici hanno facolta’ di includere il
territorio di uno o piu’ comuni in aree territoriali a concentrazione
piu’ alta di quanto previsto dal comma 5.1, dandone comunicazione
all’Autorita’.
Art. 6.
Origine delle interruzioni
6.1 L’impresa distributrice classifica le interruzioni in base
alla sezione di rete elettrica in cui ha origine l’interruzione,
secondo la seguente articolazione:
a) interruzioni con origine «sistema elettrico», intese come le
interruzioni:
i) conseguenti agli ordini impartiti da Terna di procedere
alla disalimentazione di clienti per motivi di sicurezza del sistema
elettrico, anche se tecnicamente effettuati tramite interventi e
manovre sulle reti di distribuzione in attuazione del piano di
distacco programmato o applicato in tempo reale, o conseguenti
all’intervento di dispositivi automatici di alleggerimento del
carico;
ii) conseguenti ad incidenti rilevanti o, solo nelle reti di
distribuzione di piccole isole non interconnesse al sistema
elettrico, dovute all’intervento delle protezioni degli impianti di
generazione;
b) interruzioni originate sulla rete di trasmissione nazionale,
intese come le interruzioni originate sulle linee e negli impianti
appartenenti alla rete elettrica di trasmissione nazionale;
c) interruzioni originate sulle reti di altre imprese
distributrice interconnesse;
d) interruzioni originate sulla rete AT dell’impresa
distributrice, intese come le interruzioni originate sulle linee AT o
negli impianti di trasformazione AT/AT e AT/MT (solo sul lato AT) o
negli impianti di smistamento AT, escluse le linee e gli impianti
appartenenti alla rete elettrica di trasmissione nazionale;
e) interruzioni originate sulla rete MT dell’impresa
distributrice, intese come le interruzioni originate negli impianti
di trasformazione AAT/MT (escluso il lato AAT), negli impianti di
trasformazione AT/MT (escluso il lato AT), negli impianti di
trasformazione MT/MT o di smistamento MT, sulle linee MT inclusi i
gruppi di misura dei clienti MT e negli impianti di trasformazione
MT/BT (solo sul lato MT);
f) interruzioni originate sulla rete BT dell’impresa
distributrice, intese come le interruzioni originate negli impianti
di trasformazione MT/BT (escluso il lato MT) o sulle linee BT incluse
le prese, le colonne montanti e, qualora l’interruzione coinvolga
piu’ di un cliente BT, sui gruppi di misura centralizzati.
6.2 Per le interruzioni che si originano negli impianti di
trasformazione, se gli interruttori asserviti alla protezione dei
guasti originati nel trasformatore hanno funzionato correttamente,
l’interruzione e’ attribuita al lato a monte se provoca la
disalimentazione della sbarra a monte.
6.3 Le interruzioni originate nei gruppi di misura dei clienti
BT, anche centralizzati, che coinvolgono un solo cliente BT non sono
conteggiate ai fini degli indicatori di continuita’ del servizio ma
vengono registrate nell’ambito della regolazione della qualita’
commerciale per la verifica dello standard specifico ad esse
applicato.
6.4 Per l’attribuzione dell’origine delle interruzioni in
condizione di rete AT magliata o di temporanea smagliatura si fa
riferimento a quanto indicato nelle tabelle 1 e 2.
Art. 7.
Causa delle interruzioni
7.1 L’impresa distributrice registra la causa di ogni
interruzione, escluse le interruzioni con origine «sistema
elettrico», secondo la seguente articolazione:
a) cause di forza maggiore, intese come: interruzioni
eccezionali, dovute a eventi eccezionali, a furti, atti di autorita’
pubblica quali ad esempio ordini di apertura delle linee per
spegnimento di incendi o per motivi di sicurezza impartiti da Terna o
da altri esercenti interconnessi, o scioperi indetti senza il
preavviso previsto dalla legge; sono inoltre attribuite a cause di
forza maggiore le quote di durata di interruzione dovute a casi di
sospensione o posticipazione delle operazioni di ripristino per
motivi di sicurezza;
b) cause esterne, intese come: guasti provocati da clienti,
contatti fortuiti o danneggiamenti di conduttori provocati da terzi,
guasti provocati su impianti di produzione;
c) altre cause, intese come tutte le altre cause non indicate
alle precedenti lettere a) e b), comprese le cause non accertate,
anche con riferimento alle interruzioni non localizzate.
7.2 L’impresa distributrice documenta l’attribuzione delle
interruzioni alle cause di cui al precedente comma 7.1, lettere a)
e b). Ogni impresa distributrice comunica alle altre imprese
distributrici interconnesse a valle la causa delle interruzioni che
hanno interessato dette imprese, di norma entro 60 giorni dalla data
di occorrenza dell’interruzione, affinche’ queste possano registrare
correttamente le cause delle interruzioni con origine sulle reti
interconnesse.
7.3 L’impresa distributrice documenta i casi di posticipazione e
sospensione delle operazioni di ripristino per motivi di sicurezza
attraverso apposita modulistica compilata dal preposto alle
operazioni. Nei casi in cui le posticipazioni o sospensioni delle
operazioni di ripristino siano dovute a provvedimenti della
Protezione civile o di altra autorita’ competente, l’impresa
distributrice deve conservare tale documentazione.
7.4 Ai fini dell’attribuzione delle interruzioni alla causa di
cui al precedente comma 7.1, lettera b), sono considerate terzi le
gestioni delle attivita’ di cui all’art. 4, comma 4.1, lettere da j)
a v), dell’Allegato A «Testo integrato delle disposizioni
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas in merito agli
obblighi di separazione amministrativa e contabile (unbundling) per
le imprese operanti nei settori dell’energia elettrica e il gas e
relativi obblighi di pubblicazione e comunicazione» della
deliberazione n. 11/2007, come successivamente modificata e
integrata, facenti capo alla stessa impresa distributrice.
7.5 Per l’attribuzione della causa delle interruzioni in
condizione di rete AT magliata o di temporanea smagliatura si fa
riferimento a quanto indicato nelle tabelle 1 e 2.
Art. 8.
Documentazione dell’inizio delle interruzioni
8.1 L’impresa distributrice documenta l’inizio delle interruzioni
con preavviso mediante registrazione su apposita modulistica
dell’apertura degli organi di manovra, unitamente alla documentazione
di messa in sicurezza, ovvero mediante registrazione dell’apertura
degli interruttori rilevata dal sistema di telecontrollo o da altra
idonea strumentazione per la registrazione della continuita’ del
servizio.
8.2 L’impresa distributrice documenta l’inizio delle interruzioni
senza preavviso originate sulla rete AT e sulla rete MT ad eccezione
delle interruzioni originate negli impianti di trasformazione MT/BT
(lato MT), mediante registrazione della prima apertura degli
interruttori, rilevata dal sistema di telecontrollo o da altra
strumentazione per la registrazione della continuita’ del servizio.
Con le stesse modalita’ e’ documentato l’inizio delle interruzioni
con origine «sistema elettrico» di cui al precedente art. 6, comma 1,
lettera a), punto i).
8.3 L’impresa distributrice documenta l’inizio delle interruzioni
senza preavviso lunghe originate sulla rete BT e negli impianti di
trasformazione MT/BT (lato MT), mediante annotazione su apposito
elenco della data, dell’ora e del minuto della prima segnalazione,
anche attraverso chiamata telefonica, dell’interruzione, salvo nei
casi di cui al successivo art. 11, comma 11.1 lettera c) realizzati
attraverso l’ausilio dei sistemi di telegestione dei misuratori
elettronici in bassa tensione, per i quali l’istante di inizio
corrisponde all’effettivo istante di inizio della mancanza di
tensione sul punto di consegna al cliente rilevata dal misuratore
elettronico.
8.4 L’impresa distributrice documenta l’inizio delle interruzioni
senza preavviso lunghe, brevi e transitorie originate sulla rete di
trasmissione nazionale o su altre reti di distribuzione
interconnesse, mediante registrazione della mancanza di tensione
rilevata dal sistema di telecontrollo o da altra strumentazione per
la registrazione della continuita’ del servizio ovvero mediante
annotazione su apposita modulistica. Con le stesse modalita’ e’
documentato l’inizio delle interruzioni con origine «sistema
elettrico» di cui al precedente art. 6, comma 1, lettera a), punto
ii).
Art. 9.
Clienti AT coinvolti nelle interruzioni
9.1 Per ciascun cliente AT coinvolto in una interruzione con
preavviso o senza preavviso lunga o breve, l’impresa distributrice
registra la durata dell’interruzione come periodo ricompreso tra
l’inizio dell’interruzione, come definito al precedente art. 8, e la
fine dell’interruzione, corrispondente alla rialimentazione
definitiva dello stesso cliente AT.
Art. 10.
Clienti MT coinvolti nelle interruzioni
10.1 Per ciascun cliente MT coinvolto in una interruzione con
preavviso o senza preavviso lunga o breve l’impresa distributrice
registra la durata dell’interruzione come periodo ricompreso tra
l’inizio dell’interruzione, come definito al precedente art. 8, e la
fine dell’interruzione, corrispondente alla rialimentazione
definitiva dello stesso cliente MT, fatto salvo per le interruzioni
brevi quanto previsto al successivo art. 12, comma 3.
Art. 11.
Clienti BT coinvolti nelle interruzioni
11.1 Le imprese distributrici rilevano il numero reale di clienti
BT coinvolti in ciascuna interruzione lunga o breve, comprovabile per
le interruzioni lunghe dalla lista dei medesimi, come di seguito
specificati per quanto riguarda la gestione della rete BT:
a) sistemi in grado di associare ogni cliente BT almeno a una
linea BT, identificata in assetto standard della rete BT per
interruzioni di qualsiasi origine, e di aggiornare tale associazione
tenendo conto delle variazioni di assetto della rete BT per sole
espansioni di rete e per variazioni di consistenza dell’utenza BT; in
tal caso, sia le interruzioni relative ad una parte di linea BT sia
le interruzioni relative alla singola fase di una linea BT sono da
considerarsi come interruzioni dell’intera linea BT in assetto
standard;
b) sistemi in grado di associare ogni cliente BT alla parte di
linea BT sottesa a un organo di protezione o sezionamento, con
identificazione dell’assetto reale della rete BT per interruzioni di
qualsiasi origine e di aggiornare tale associazione tenendo conto
delle variazioni di assetto della rete BT per espansioni di rete, per
manovre e riparazione di guasti e per variazioni di consistenza
dell’utenza BT; per interruzioni con origini sulla rete BT sono
considerati interrotti una volta tutti i clienti BT associati alla
parte di linea BT effettivamente interrotta, anche in caso di
interruzione dovuta all’intervento di protezione unipolari;
c) sistemi in grado di associare ogni cliente BT ad un punto di
consegna BT con identificazione della singola fase, e di aggiornare
tale associazione tenendo conto delle variazioni di assetto della
rete BT per espansioni di rete, per manovre e riparazione di guasti e
per variazioni di consistenza dell’utenza BT.
11.2 Le imprese distributrici aggiornano lo schema di rete BT e
la consistenza dei clienti BT secondo le cadenze indicate al
successivo comma 14.1.
11.3 Le imprese distributrici di qualsiasi dimensione possono
definire propri sistemi per la rilevazione del numero reale di
clienti BT coinvolti in ciascuna interruzione purche’ caratterizzati
da requisiti funzionali non inferiori a quelli del sistema di cui al
comma 11.1, lettera a), e da cadenze di aggiornamento dello schema di
rete BT non inferiori a quelle indicate al comma 14.1, ferme restando
le date di entrata in vigore ivi indicate.
11.4 Le imprese distributrici che adottano il sistema di cui al
comma 11.1, lettera a), ai fini del calcolo degli indicatori di
continuita’ del servizio di cui ai successivi commi 15.2 e 15.4, in
caso di guasto che interessa una sola parte di linea BT, calcolano il
numero di clienti BT effettivamente interrotti in misura pari al 50%
del numero dei clienti BT effettivamente allacciati a quella stessa
linea BT.
11.5 Le imprese distributrici che adottano i sistemi di cui al
comma 11.1, lettere a) e b), ai fini del calcolo degli indicatori di
continuita’ del servizio di cui ai successivi commi 15.2 e 15.4, in
caso di guasto monofase o bifase, calcolano il numero di clienti BT
effettivamente interrotti in misura pari rispettivamente al 33% e 66%
del numero dei clienti BT effettivamente allacciati a quella stessa
linea BT.
11.6 In assenza della rilevazione del numero reale di clienti BT
di cui ai commi precedenti, l’impresa distributrice stima il numero
di clienti BT coinvolti nell’interruzione con i seguenti criteri:
a) per le interruzioni con preavviso e senza preavviso lunghe e
senza preavviso brevi originate sulla rete elettrica di trasmissione
nazionale, sulla rete AT o sulla rete MT, il numero di clienti BT
coinvolti nell’interruzione e’ pari al prodotto del numero di
trasformatori MT/BT disalimentati, rilevato dall’impresa
distributrice per ogni interruzione, per il numero medio di clienti
BT per trasformatore MT/BT, calcolato all’inizio di ogni anno in
ciascun comune o frazione serviti e per ciascun grado di
concentrazione arrotondato all’unita’;
b) per le interruzioni con e senza preavviso lunghe originate
sulla rete BT, il numero di clienti BT coinvolti nell’interruzione e’
pari al prodotto del numero di linee o fasi BT disalimentate,
rilevato dall’impresa distributrice per ogni interruzione, per il
numero medio di clienti BT per linea o fase BT, calcolato all’inizio
di ogni anno in ciascun comune o frazione serviti e per ciascun grado
di concentrazione arrotondato all’unita’.
11.7 In caso di adozione della stima di cui al precedente
comma 11.6, per le interruzioni senza preavviso lunghe risolte con
rialimentazione progressiva di gruppi di clienti BT, l’impresa
distributrice stima il numero di clienti di ogni gruppo di clienti BT
progressivamente rialimentato con gli stessi criteri indicati al
precedente comma 11.6, sulla base del numero di trasformatori MT/BT
progressivamente rialimentati o del numero di linee BT
progressivamente rialimentate.
11.8 L’impresa distributrice registra la durata dell’interruzione
con preavviso o senza preavviso lunga relativa ai clienti BT come
periodo ricompreso tra l’inizio dell’interruzione, come definito al
precedente art. 8, e la fine dell’interruzione coincidente:
a) per le interruzioni con e senza preavviso lunghe originate
sulla rete di trasmissione nazionale, sulla rete AT o sulla rete MT,
con la rialimentazione definitiva di ogni trasformatore MT/BT
interessato;
b) per le interruzioni con e senza preavviso lunghe originate
sulla rete BT, con la rialimentazione definitiva di ciascun gruppo di
clienti BT progressivamente rialimentato o, in mancanza di questo,
con la rialimentazione definitiva dell’ultimo cliente BT
rialimentato;
c) per le interruzioni con origine «sistema elettrico», con le
modalita’ di cui al successivo art. 12, comma 4.
Art. 12.
Documentazione della fine delle interruzioni
12.1 L’impresa distributrice documenta la fine delle interruzioni
lunghe o brevi subite dai clienti AT e MT mediante registrazione del
sistema di telecontrollo o di altra idonea strumentazione per la
registrazione della continuita’ del servizio, ovvero mediante
apposita modulistica nei casi di cui ai commi 8.1 e 8.4.
12.2 L’impresa distributrice documenta l’istante di fine delle
interruzione lunghe o brevi subite dai clienti BT:
a) per le interruzioni con e senza preavviso lunghe e senza
preavviso brevi originate sulla rete elettrica di trasmissione
nazionale, sulla rete AT e sulla rete MT, ad eccezione delle
interruzioni originate negli impianti di trasformazione MT/BT (lato
MT), mediante registrazioni del sistema di telecontrollo o di altra
idonea strumentazione per la registrazione della continuita’ del
servizio, ovvero mediante apposita modulistica nei casi di cui ai
commi 8.1 e 8.4;
b) per le interruzioni con e senza preavviso lunghe originate
sulla rete BT e negli impianti di trasformazione MT/BT (lato MT),
mediante apposita modulistica.
12.3 L’impresa distributrice che identifica le interruzioni brevi
in base all’intervento di dispositivi automatici considera come
istante di fine delle interruzioni brevi l’istante relativo al ciclo
di richiusura su cui sono tarate le protezioni intervenute. La stessa
impresa e’ tenuta a fornire evidenza, in sede di controllo tecnico,
delle procedure di taratura e verifica periodica delle protezioni.
12.4 Per le interruzioni dovute all’attuazione di piani di
distacco programmato, in deroga alle disposizioni di cui ai
precedenti commi, l’impresa distributrice puo’ considerare come
istante di fine o l’istante di rialimentazione effettivo della linea
MT o l’istante corrispondente all’istante di inizio piu’ la durata
teorica di interruzione secondo il medesimo piano.
Art. 13.
Verificabilita’ delle informazioni registrate
13.1 L’impresa distributrice mantiene costantemente aggiornato il
registro delle interruzioni. L’elenco dei clienti BT realmente
coinvolti nelle interruzioni lunghe deve essere producibile su
richiesta in tempi compatibili con l’espletamento delle operazioni di
controllo.
13.2 Ciascuna interruzione e’ identificata con un codice univoco,
al fine di attribuire alla stessa interruzione le informazioni
contenute in:
a) registri di esercizio;
b) tabulati o archivi informatizzati del sistema di
telecontrollo o di altra idonea strumentazione per la registrazione
della continuita’ del servizio;
c) elenchi delle segnalazioni e chiamate telefoniche dei
clienti per richieste di pronto intervento, nei quali devono essere
annotate tutte le chiamate telefoniche ricevute per segnalazione
guasti, anche in assenza di interruzione;
d) rapporti di intervento delle squadre operative;
e) documentazione di messa in sicurezza e altra documentazione
ritenuta necessaria;
f) schemi della rete per ricostruire l’assetto della rete al
momento del guasto o la sua risoluzione.
13.3 L’impresa distributrice, ai fini della verificabilita’ delle
informazioni registrate, puo’ avvalersi delle registrazioni mediante
ordine funzionale al sistema di telecontrollo di apertura o chiusura
di organi di manovra in media tensione non telecontrollati ne’
asserviti a protezioni o a dispositivi automatici. La registrazione
mediante ordine funzionale puo’ avvenire in tempi differiti rispetto
agli effettivi istanti di occorrenza, ma comunque entro 10 giorni
dall’istante di occorrenza, e deve includere la data e l’ora
dell’effettivo istante di occorrenza dell’evento registrato.
13.4 L’impresa distributrice conserva in modo ordinato e
accessibile tutta la documentazione necessaria per la verifica della
correttezza delle registrazioni effettuate, per un periodo di due
anni decorrenti dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui
la registrazione e’ stata effettuata.
13.5 In occasione dei controlli tecnici e’ calcolato un indice di
sistema di registrazione ISR, sulla base di quanto indicato nella
scheda 3.
13.6 Le imprese distributrici che nel corso del periodo di
regolazione 2004-2007 abbiano esteso il servizio all’intero Comune o
a nuovi Comuni, comunicano all’Autorita’ entro il 31 marzo 2008 le
modalita’ e i tempi per l’unificazione delle modalita’ di
registrazione delle interruzioni, anche con riferimento alle
disposizioni contenute nel successivo art. 14. Le imprese
distributrici che si vengano a trovare nelle predette condizioni nel
corso del periodo di regolazione 2008-2011 ne danno comunicazione
all’Autorita’ entro il 31 marzo dell’anno successivo alla data di
efficacia dell’acquisizione della rete.
Art. 14.
Gradualita’ degli obblighi di registrazione
14.1 Le imprese distributrici adottano almeno il sistema di cui
al precedente comma 11.1, lettera a):
a) con decorrenza 1° gennaio 2008 per le imprese distributrici
con numero di clienti BT superiore a 100.000 alla data del
31 dicembre 2005, aggiornando lo schema di rete BT per sole
espansioni e la consistenza dei clienti BT con cadenza almeno
semestrale per gli anni 2008 e 2009, almeno trimestrale per il 2010 e
mensile dal 2011;
b) con decorrenza 1° gennaio 2010 per le imprese distributrici
con numero di clienti BT compreso tra 50.000 e 100.000 alla data del
31 dicembre 2005, aggiornando lo schema di rete BT per sole
espansioni e la consistenza dei clienti BT con cadenza almeno
semestrale per il 2010, almeno trimestrale per il 2011 e mensile dal
2012;
c) con decorrenza 1° gennaio 2011 per le imprese distributrici
con numero di clienti BT compreso tra 5.000 e 50.000 alla data del
31 dicembre 2005, aggiornando lo schema di rete BT per sole
espansioni e la consistenza dei clienti BT con cadenza almeno
trimestrale per il 2011 e mensile dal 2012;
d) con decorrenza 1° gennaio 2012 per le imprese distributrici
con numero di clienti BT inferiore a 5.000 alla data del 31 dicembre
2005, aggiornando lo schema di rete BT per sole espansioni e la
consistenza dei clienti BT con cadenza almeno trimestrale per il 2012
e mensile dal 2013.
14.2 Per le imprese distributrici che intendono adottare il
sistema di cui al comma 11.1, lettera b), oppure lettera c) senza
ausilio del sistema di telegestione dei misuratori elettronici, si
applicano le date di entrata in vigore indicate al precedente
comma 14.1, salvo per le imprese distributrici con numero di clienti
BT superiore a 100.000 alla data del 31 dicembre 2005 per le quali
l’obbligo di registrazione del numero reale di clienti BT interrotti
decorre dall’1 gennaio 2009. Le imprese distributrici che intendono
adottare il sistema di cui al comma 11.1, lettera b), garantiscono le
medesime cadenze di aggiornamento dello schema di rete BT indicate al
comma 14.1 anche per manovre e riparazione di guasti sulla rete BT.
14.3 Le imprese distributrici di qualunque dimensione che
intendono adottare il sistema di cui al comma 11.1, lettera c),
aggiornano lo schema di rete BT per espansioni di rete, manovre e
riparazione di guasti e per variazioni di consistenza dell’utenza BT
con cadenza continuativa.
14.4 Per le imprese distributrici di qualunque dimensione che
intendono adottare il sistema di cui al comma 11.1, lettera c),
tramite l’ausilio del sistema di telegestione dei misuratori
elettronici, l’obbligo di registrazione del numero reale di clienti
BT interrotti decorre dall’1 gennaio 2010; per gli anni 2010 e 2011,
in deroga transitoria a quanto previsto al comma 8.3, l’istante di
inizio delle interruzioni con origine BT puo’ essere riferita alla
prima segnalazione, anche attraverso chiamata telefonica,
dell’interruzione
14.5 In via transitoria fino al 31 dicembre 2007, le imprese
distributrici che per via di fusioni o acquisizioni di porzioni di
reti di distribuzione aumentano il numero dei clienti in misura pari
al 25% possono presentare istanza motivata all’Autorita’ per rinviare
di 1 (un) anno gli obblighi di cui al precedente comma 14.1.
L’Autorita’ si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dal
ricevimento dell’istanza. Decorso tale termine senza che l’Autorita’
si pronunci l’istanza si intende tacitamente approvata.
Titolo 3
INDICATORI DI CONTINUITA’ DEL SERVIZIO
Art. 15.
Indicatori di continuita’ del servizio
15.1 Con riferimento all’anno solare, sono definiti i seguenti
indicatori di continuita’ del servizio:
a) numero di interruzioni per cliente, per le interruzioni con
preavviso e per le interruzioni senza preavviso lunghe, brevi e
transitorie;
b) durata complessiva di interruzione per cliente, solo per le
interruzioni con preavviso e per le interruzioni senza preavviso
lunghe.
15.2 Il numero di interruzioni per cliente e’ definito per mezzo
della seguente formula:

—-> Vedere formula a pag. 40 in formato zip/pdf

dove la sommatoria e’ estesa a tutte le n interruzioni accadute
nell’anno solare, e dove:
U i e’ il numero di clienti coinvolti nella i-esima
interruzione considerata;
U «tot» e’ il numero totale di clienti serviti dall’impresa
distributrice alla fine dell’anno solare.
15.3 L’impresa distributrice calcola il numero di interruzioni
per cliente:
a) per i clienti BT, distintamente per interruzioni con
preavviso, interruzioni senza preavviso lunghe, interruzioni senza
preavviso brevi, e per i clienti MT, limitatamente alle interruzioni
transitorie;
b) distintamente per origini delle interruzioni come indicate
al precedente art. 6;
c) distintamente per cause delle interruzioni come indicate al
precedente art. 7;
d) distintamente per ambiti territoriali come definiti al
successivo art. 18.
15.4 La durata complessiva di interruzione per cliente, relativa
alle interruzioni con preavviso e alle interruzioni senza preavviso
lunghe, e’ definita per mezzo della seguente formula:

—-> Vedere formula a pag. 41 in formato zip/pdf

dove la sommatoria e’ estesa a tutte le n interruzioni accadute
nell’anno solare e, per ciascuna di esse, a tutti gli m gruppi di
clienti affetti dalla stessa durata di interruzione, e dove:
U «i,j» e’ il numero di clienti coinvolti nella i-esima
interruzione (con i = 1, …, n) e appartenenti al j-esimo gruppo di
clienti affetto dalla stessa durata di interruzione (con j = 1,
…, m);
t «i,j» e’ la corrispondente durata dell’interruzione per il
gruppo di clienti U «i,j»;
U «tot» e’ il numero totale di clienti serviti dall’impresa
distributrice alla fine dell’anno solare.
15.5 L’impresa distributrice calcola la durata complessiva di
interruzione per cliente BT:
a) distintamente per interruzioni con preavviso e interruzioni
senza preavviso lunghe;
b) distintamente per origini delle interruzioni come indicate
al precedente art. 6;
c) distintamente per cause delle interruzioni come indicate al
precedente art. 7;
d) distintamente per ambiti territoriali come definiti al
successivo art. 18.
15.6 L’impresa distributrice calcola gli indicatori di
distribuzione di clienti finali BT, secondo le tempistiche indicate
al precedente comma 14.1, clienti finali MT e AT, per numero di
interruzioni annue subite, secondo quanto indicato nella scheda 2.
15.7 L’impresa distributrice calcola per ogni singolo cliente MT
e AT il numero di interruzioni e la durata di ogni di interruzione,
distintamente per interruzioni con preavviso e interruzioni senza
preavviso lunghe, per origine dell’interruzione e per causa
dell’interruzione.
15.8 L’impresa distributrice calcola per ogni singolo cliente MT
e AT il numero di interruzioni senza preavviso brevi e transitorie,
distintamente per origine dell’interruzione e per causa
dell’interruzione.
Art. 16.
Comunicazione all’Autorita’ e ai clienti finali
dei valori degli indicatori di continuita’ del servizio
16.1 L’impresa distributrice comunica all’Autorita’ i risultati
dell’elaborazione degli indicatori di continuita’ del servizio di cui
ai precedenti commi 15.2 e 15.4 con le specificazioni previste dai
commi 15.3 e 15.5, e 15.6 per ogni ambito territoriale per i clienti
BT e MT e per regione per i clienti AT, entro il 31 marzo dell’anno
successivo a quello al quale si riferiscono gli indicatori. Nella
stessa occasione, l’impresa distributrice comunica, distintamente per
ambiti territoriali come definiti al successivo art. 18, il numero di
clienti e l’energia distribuita, distintamente per:
a) clienti BT per usi domestici;
b) clienti BT per usi diversi da quelli domestici;
c) clienti MT;
d) clienti AT allacciati alle reti di distribuzione.
16.2 Entro il 30 giugno dello stesso anno, l’impresa
distributrice comunica a ciascun cliente MT e AT, anche tramite
avviso allegato ai documenti di fatturazione o pubblicato nel proprio
sito internet, l’elenco delle interruzioni con e senza preavviso
lunghe, brevi e transitorie, che lo hanno coinvolto, con indicazione
della durata, della causa e dell’origine dell’interruzione.
16.3 Sono ammesse rettifiche dei dati di continuita’ del servizio
comunicati all’Autorita’ entro il 30 settembre dell’anno successivo a
quello al quale si riferiscono i medesimi dati, qualora intervengano
nuovi elementi per l’attribuzione delle cause delle interruzioni.
16.4 Nel comunicare all’Autorita’ i valori degli indicatori di
continuita’ del servizio, le imprese distributrici sono responsabili
della veridicita’ delle informazioni fornite e della verificabilita’
delle registrazioni che hanno contribuito al calcolo degli
indicatori. A tal fine, allegano copia in formato elettronico
dell’estratto del registro delle interruzioni, separatamente per
ciascun ambito territoriale, con indicazione per ciascuna
interruzione e per ciascun gruppo di utenti BT con la medesima durata
di interruzione, dei seguenti dati:
a) codice univoco dell’interruzione;
b) tipo di interruzione (con o senza preavviso, lunga o breve);
c) causa dell’interruzione, evidenziando in particolare il
motivo, tra quelli indicati al comma 7.1, lettera a), al quale e’
attribuibile l’interruzione;
d) origine dell’interruzione, evidenziando tra le origini MT
l’eventuale apertura del trasformatore AT/MT;
e) istante di inizio (data, ora, minuto, e facoltativamente il
secondo), indicando se si verifica in un periodo di condizioni
perturbate, e la durata dell’interruzione;
f) l’eventuale prolungarsi dell’interruzione per casi di
sospensione o posticipazione, indicandone gli istanti di inizio e la
durata;
g) i contributi al numeratore degli indicatori di continuita’
di cui ai commi 15.2 e 15.4;
h) il numero dei clienti MT coinvolti nell’interruzione;
i) per le sole interruzioni di cui al comma 4.3, in aggiunta ai
dati di cui alle precedenti lettere, anche i contributi al numeratore
degli indicatori di continuita’ ivi richiamati.
16.5 I valori degli indicatori di continuita’ del servizio
comunicati all’Autorita’ dalle imprese distributrici possono essere
soggetti a pubblicazione, anche comparativa, da parte dell’Autorita’.
Titolo 4
REGOLAZIONE INCENTIVANTE DELLA DURATA E DEL NUMERO
DELLE INTERRUZIONI SENZA PREAVVISO
Art. 17.
Ambito di applicazione
17.1 Il presente Titolo si applica per il periodo di regolazione
2008-2011 a tutte le imprese distributrici.
Art. 18.
Ambito territoriale
18.1 L’ambito territoriale e’ l’insieme delle aree territoriali
comunali servite dalla stessa impresa distributrice all’interno di
una stessa provincia e aventi lo stesso grado di concentrazione.
18.2 L’impresa distributrice ha facolta’ di accorpare in un unico
ambito territoriale ambiti territoriali con numero di clienti BT non
superiore a 25.000 alla data del 31 dicembre 2006, purche’ aventi lo
stesso grado di concentrazione e appartenenti alla stessa regione,
dandone comunicazione all’Autorita’ entro la data di cui al
comma 21.4.
18.3 Qualora un’impresa distributrice eroghi il servizio in un
ambito territoriale per il quale siano stati gia’ definiti i livelli
di partenza e i livelli tendenziali di continuita’ ai sensi dell’art.
21, e successivamente alla data del provvedimento di determinazione
di tali livelli tendenziali estenda il servizio all’intero territorio
comunale, ha facolta’ di considerare l’area alla quale il servizio e’
stato esteso come ambito territoriale a se’ stante.
Art. 19.
Indicatori di riferimento per le interruzioni senza preavviso lunghe
19.1 L’indicatore di riferimento D 1 e’ la durata complessiva
annua delle interruzioni senza preavviso lunghe per cliente BT,
riferita alle interruzioni con origine sulle reti MT e BT e
attribuite ad altre cause, come indicato dai precedenti articoli 6 e
7, al netto della durata di interruzione per cliente disalimentato
per piu’ di 8 ore D «+8» di cui al precedente comma 4.3.
19.2 Il livello effettivo biennale dell’indicatore di riferimento
D 1 per l’anno i e’ ottenuto come media ponderata dei valori
dell’anno i e dell’anno i-1, arrotondata alla seconda cifra decimale,
utilizzando come criterio di ponderazione il numero di clienti BT di
ciascun anno.
19.3 L’indicatore di riferimento N 1 e’ il numero complessivo
annuo delle interruzioni senza preavviso lunghe e brevi per cliente
BT, riferito alle interruzioni con origine sulle reti MT e BT e
attribuite ad altre cause, come indicato dai precedenti articoli 6 e
7.
19.4 Il livello effettivo biennale dell’indicatore di riferimento
N 1 per l’anno i e’ ottenuto come media ponderata dei valori
dell’anno i e dell’anno i-1, arrotondata alla seconda cifra decimale,
utilizzando come criterio di ponderazione il numero di clienti BT di
ciascun anno.
Art. 20.
Livelli obiettivo
20.1 Per il periodo di regolazione 2008-2011, sono definiti i
seguenti livelli obiettivo dell’indicatore di riferimento D 1:
a) per gli ambiti territoriali ad alta concentrazione: 25
minuti;
b) per gli ambiti territoriali a media concentrazione: 40
minuti;
c) per gli ambiti territoriali a bassa concentrazione: 60
minuti.
20.2 Per il periodo di regolazione 2008-2011, sono definiti i
seguenti livelli obiettivo dell’indicatore di riferimento N 1:
a) per gli ambiti territoriali ad alta concentrazione: 1,0
interruzione/cliente;
b) per gli ambiti territoriali a media concentrazione: 2,0
interruzioni/cliente;
c) per gli ambiti territoriali a bassa concentrazione: 4,0
interruzioni/cliente.
Art. 21.
Livelli di partenza e livelli tendenziali
21.1 Entro il 30 novembre 2008, l’Autorita’ determina, per
ciascun ambito territoriale, i livelli tendenziali per gli anni
2008-2011.
21.2 Con riferimento alla regolazione della durata delle
interruzioni senza preavviso lunghe, per ogni ambito territoriale j
di grado di concentrazione k e per ogni anno del periodo 2008-2011,
il livello tendenziale e’ pari a:

—-> Vedere formula a pag. 42 in formato zip/pdf

dove:
a) DT «i,j» e’ il livello tendenziale per l’anno i (i=1..4 per
gli anni 2008..2011) dell’ambito j (arrotondato al piu’ vicino numero
intero);
b) DlivOb k e’ il livello obiettivo per il grado di
concentrazione k;
c) DLivPart j e’ il livello di partenza dell’ambito j, pari al
livello effettivo biennale dell’indicatore D 1 dell’ambito j nel
biennio 2006-2007; nel caso di ambiti accorpati, si utilizza la media
ponderata dei valori degli anni 2006 e 2007 degli ambiti
precedentemente separati, utilizzando come criterio di ponderazione
il numero di clienti BT di ciascun anno;
d) alpha j e’ il tasso annuo di miglioramento richiesto.
21.3 Con riferimento alla regolazione del numero delle
interruzioni senza preavviso lunghe e brevi, per ogni ambito
territoriale j di grado di concentrazione k e per ogni anno del
periodo 2008-2011, il livello tendenziale e’ pari, per l’anno 2008
(i=1), a:

—-> Vedere formula a pag. 42 in formato zip/pdf

e pari, per gli anni 2009..2011 (i=2..4), a:

—-> Vedere formula a pag. 42 in formato zip/pdf

dove:
a) NT «i,j» e’ il livello tendenziale per l’anno i (i=1..4 per
gli anni 2008..2011) dell’ambito j (arrotondato alla seconda cifra
decimale);
b) NLivOb k e’ il livello obiettivo per il grado di
concentrazione k;
c) NLivPart j e’ il livello di partenza dell’ambito j, pari al
livello effettivo biennale dell’indicatore N 1 dell’ambito j nel
biennio 2006-2007; nel caso di ambiti accorpati, si utilizza la media
ponderata dei valori degli anni 2006 e 2007 degli ambiti
precedentemente separati, utilizzando come criterio di ponderazione
il numero di clienti BT di ciascun anno.
21.4 Le imprese distributrici ricalcolano gli indicatori di cui
ai commi 19.1 e 19.3 per gli anni 2006 e 2007 secondo quanto disposto
al comma 4.7, al comma 6.1, lettere b) e c), e al comma 7.1,
lettera a), e, per le imprese che si avvalgono della facolta’ di cui
al successivo art. 23, secondo quanto disposto al comma 23.2,
lettera a), e li comunicano all’Autorita’ entro e non oltre il
15 ottobre 2008. E’ fatta salva la facolta’ dell’Autorita’ di
effettuare controlli atti a verificare l’esattezza del ricalcalo e di
avviare eventualmente procedimenti nei confronti delle imprese
distributrici per l’irrogazione delle sanzioni previste dall’art. 2,
comma 20, lettera c), della legge n. 481/1995 in caso di
inadempimento o di comunicazione di dati errati.
Art. 22.
Recuperi aggiuntivi di continuita’ del servizio
22.1 Le imprese distributrici assicurano, per ciascun anno del
periodo 2008-2011 e per ciascun ambito territoriale, il
raggiungimento dei livelli tendenziali di cui ai commi 21.2 e 21.3.
22.2 Con riferimento a ciascun ambito territoriale, i recuperi
aggiuntivi di continuita’ del servizio dell’anno i sono costituiti
dai miglioramenti ulteriori rispetto ai livelli tendenziali
determinati per il medesimo ambito territoriale per l’anno i.
22.3 Per ogni ambito territoriale il recupero di continuita’ del
servizio relativo alla durata delle interruzioni e’ pari alla
differenza tra il livello tendenziale DT dell’anno i. e il livello
effettivo biennale dell’indicatore di riferimento D1 nello stesso
anno i., mentre il recupero di continuita’ del servizio relativo al
numero delle interruzioni e’ pari alla differenza tra il livello
tendenziale NT dell’anno i. e il livello effettivo biennale
dell’indicatore di riferimento N1 nello stesso anno i., a condizione
che tali differenze risultino maggiori delle franchigie di cui al
comma 24.1.
22.4 Entro il 30 novembre dell’anno successivo a ogni anno del
periodo 2008-2011, in base ai dati forniti ai sensi del comma 16.1,
l’Autorita’ accerta e pubblica per ciascun ambito territoriale i
recuperi di continuita’ del servizio ottenuti dalle imprese
distributrici nel corso dell’anno precedente, anche a seguito di
controlli a campione di cui al successivo art. 25.
22.5 Con riferimento alla durata delle interruzioni, per il
periodo 2008-2011, le imprese distributrici hanno diritto a incentivi
nel caso di recuperi aggiuntivi di continuita’ del servizio, o, nel
caso di mancato raggiungimento dei livelli tendenziali di cui al
comma 21.2, hanno l’obbligo di versare una penalita’ nel conto
«Qualita’ dei servizi elettrici», di cui al Testo integrato delle
disposizioni dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas per
l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura
dell’energia elettrica per il periodo 2008-2011 in misura pari a:
DREC «i,j»x ] (POT «i,j»xC1 d )+ (POT2 «i,j»xC2 d)], dove:
a) DREC «i,j» e’ il recupero di continuita’ del servizio come
definito al comma 22.3 espresso in minuti, con segno positivo o
negativo a seconda che il livello effettivo annuo risulti migliore o
peggiore, in valore assoluto, al livello tendenziale;
b) POT1 «i,j» e’ il rapporto tra l’energia complessivamente
distribuita ai clienti finali alimentati in bassa tensione per usi
domestici appartenenti all’ambito territoriale j nell’anno i e il
numero di ore annue complessivo (8760), espresso in kW;
c) POT2 «i,j» e’ il rapporto tra l’energia complessivamente
distribuita ai clienti finali alimentati in bassa tensione per usi
non domestici e in media tensione appartenenti all’ambito
territoriale j nell’anno i e il numero di ore annue complessivo
(8760), espresso in kW;
d) i parametri C1 d e C2 d, espressi in eurocent/kW/minuto,
assumono i valori indicati nella tabella 3.
22.6 Con riferimento al numero di interruzioni, per il periodo
2008-2011, le imprese distributrici hanno diritto a incentivi nel
caso di recuperi aggiuntivi di continuita’ del servizio, o, nel caso
di mancato raggiungimento dei livelli tendenziali di cui al
comma 21.3, hanno l’obbligo di versare una penalita’ nel conto
«Qualita’ dei servizi elettrici» di cui al comma precedente e pari a
NREC «i,j»x[(POT1 «i,j»xC1 n)+(POT2 «i,j»xC2 n)], dove:
a) NREC «i,j» e’ il recupero di continuita’ del servizio come
definito al comma 22.3 espresso in numero di interruzioni/cliente,
con segno positivo o negativo a seconda che il livello effettivo
annuo risulti migliore o peggiore, in valore assoluto, al livello
tendenziale;
b) POT1 «i,j» e’ il parametro di cui al comma 22.5, lettera b);
c) POT2 «i,j» e’ il parametro di cui al comma 22.5, lettera c);
d) i parametri C1 n e C2 n, espressi in euro/numero di
interruzioni per cliente/kW interrotto, assumono i valori indicati
nella tabella 4.
Art. 23.
Riduzione delle interruzioni con origine MT o BT attribuibili a cause
esterne
23.1 Le imprese distributrici hanno facolta’, dandone
comunicazione all’Autorita’ entro il 31 marzo 2008, di avvalersi per
tutti i propri ambiti territoriali del sistema di riduzione delle
interruzioni con origine MT o BT attribuibili a cause esterne di cui
al presente articolo. Tale sistema di riduzione delle interruzioni
con origine MT o BT attribuibili a cause esterne deve considerarsi
contemporaneamente adottato per la regolazione della durata delle
interruzioni senza preavviso lunghe e per la regolazione del numero
di interruzioni senza preavviso lunghe e brevi.
23.2 Nel caso in cui sia esercitata la facolta’ di cui al
comma precedente:
a) gli indicatori di riferimento di cui ai commi 19.1 e 19.3
includono anche le interruzioni con origini sulle reti MT e BT
attribuite dalle imprese distributrici alla causa di cui al
comma 7.1, lettera b);
b) i livelli obiettivo di cui al comma 20.1 sono elevati a:
i) 28 minuti per gli ambiti territoriali ad alta
concentrazione;
ii) 45 minuti per gli ambiti territoriali a media
concentrazione;
iii) 68 minuti per gli ambiti territoriali a bassa
concentrazione;
c) i livelli obiettivo di cui al comma 20.2 sono elevati a:
i) 1,20 interruzioni per cliente per gli ambiti territoriali
ad alta concentrazione;
ii) 2,25 interruzioni per cliente per gli ambiti territoriali
a media concentrazione;
iii) 4,30 interruzioni per cliente per gli ambiti
territoriali a bassa concentrazione;
d) i livelli di partenza e i livelli tendenziali di cui
all’art. 21 sono calcolati in conseguenza di quanto disposto alle
precedenti lettera a), b) e c) e secondo quanto disposto al
precedente comma 21.4;
e) i valori dei parametri C1 n e C2 n applicabili per il
calcolo degli incentivi e delle penalita’ di cui al comma 22.5
relativamente alla regolazione del numero di interruzioni senza
preavviso lunghe e brevi sono indicati nella tabella 5.
Art. 24.
Franchigia, tetti massimi e dilazione delle penalita’
24.1 Ai fini del confronto, per ogni ambito territoriale e per
ogni anno del periodo 2008-2011, tra i livelli effettivi biennali
calcolati ai sensi dei commi 19.2 e 19.4 e i livelli tendenziali
calcolati ai sensi dei commi 21.2 e 21.3, si applica una fascia di
franchigia pari al 5% in piu’ o in meno rispetto al valore del
livello tendenziale, comunque non inferiore in valore assoluto, per
quanto riguarda la durata delle interruzioni, a:
a) per gli ambiti territoriali ad alta concentrazione: 2
minuti;
b) per gli ambiti territoriali a media concentrazione: 4
minuti;
c) per gli ambiti territoriali a bassa concentrazione: 6
minuti;
e, per quanto riguarda il numero di interruzioni, a:
d) per gli ambiti territoriali ad alta concentrazione: 0,10
interruzioni per cliente;
e) per gli ambiti territoriali a media concentrazione: 0,20
interruzioni per cliente;
f) per gli ambiti territoriali a bassa concentrazione: 0,40
interruzioni per cliente.
24.2 Qualora il livello tendenziale coincida con il livello
obiettivo, la fascia di franchigia non si applica in diminuzione al
livello tendenziale.
24.3 L’ammontare totale degli incentivi di cui ai commi 22.5 e
22.6 non puo’ eccedere il prodotto tra il numero dei clienti BT
serviti dall’impresa distributrice alla fine dell’anno solare cui si
riferiscono gli incentivi per ogni grado di concentrazione e il
parametro Tinc,k, calcolato in /cliente BT e differenziato per grado
di concentrazione k, secondo quanto indicato nella tabella 6.
24.4 L’ammontare totale delle penalita’ di cui ai commi 22.5 e
22.6 non puo’ eccedere il prodotto tra il numero dei clienti BT
serviti dall’impresa distributrice alla fine dell’anno solare cui si
riferiscono gli incentivi per ogni grado di concentrazione e il
parametro Tpen,k, calcolato in /cliente BT e differenziato per grado
di concentrazione k, secondo quanto indicato nella tabella 6.
24.5 Per l’anno 2008 e separatamente per la durata delle
interruzioni senza preavviso lunghe e per il numero di interruzioni
senza preavviso lunghe e brevi, negli ambiti territoriali in cui non
risulta raggiunto il livello tendenziale assegnato, il pagamento
della penalita’ di cui all’art. 22, commi 22.5 e 22.6, e’ differito
in tre rate uguali da versare alla Cassa conguaglio del settore
elettrico nei tre anni seguenti. Per ciascuno dei tre anni seguenti,
qualora nello stesso ambito territoriale venga raggiunto il livello
tendenziale assegnato, la penalita’ e’ ridotta in misura pari alla
rata annuale. Il versamento delle rate dovute e’ indicato nel
provvedimento di cui all’art. 22, comma 22.4, di ciascuno dei tre
anni seguenti.
24.6 Per l’anno 2009 e separatamente per la durata delle
interruzioni senza preavviso lunghe e per il numero di interruzioni
senza preavviso lunghe e brevi, negli ambiti territoriali in cui non
risulta raggiunto il livello tendenziale assegnato, il pagamento dei
due terzi della penalita’ di cui all’art. 22, commi 22.5 e 22.6, e’
differito in due rate uguali, da versare alla Cassa conguaglio del
settore elettrico nei due anni seguenti. Per ciascuno dei due anni
seguenti, qualora nello stesso ambito territoriale venga raggiunto il
livello tendenziale assegnato, la penalita’ e’ ridotta in misura pari
alla rata annuale. Il versamento delle rate dovute e’ indicato nel
provvedimento di cui all’art. 22, comma 22.4, di ciascuno dei tre
anni seguenti.
Art. 25.
Controlli sui dati di continuita’ forniti dalle imprese distributrici
25.1 Qualora, in esito a controlli effettuati sui dati di
continuita’ del servizio forniti dalle imprese distributrici ai sensi
del precedente art. 16, l’Autorita’ accerti che tali dati non siano
stati registrati secondo le modalita’ previste dal presente
provvedimento, la medesima Autorita’ definisce, sulla base delle
risultanze dei controlli effettuati, i valori presunti annuali degli
indicatori di riferimento per l’ambito territoriale interessato.
25.2 I valori presunti annuali degli indicatori di riferimento di
cui al precedente comma sono utilizzati per il calcolo delle
penalita’, se dovute, previste dai commi 22.5 e 22.6. Le imprese
distributrici per le quali l’Autorita’ abbia definito ai sensi del
comma precedente i valori presunti annuali degli indicatori di
riferimento hanno diritto, per l’ambito territoriale interessato,
agli incentivi previsti dai precedenti commi 22.5 e 22.6 in misura
ridotta del 50%.
Art. 26.
Indici per la valutazione della validita’ dei dati di continuita’ del
servizio
26.1 I dati di continuita’ del servizio forniti dalle imprese
distributrici sono valutati utilizzando i seguenti indici:
a) indice di precisione IP, calcolato come indicato nella
scheda n. 4;
b) indice di correttezza IC, calcolato come indicato nella
scheda n. 5.
26.2 Gli indici di cui al comma precedente sono calcolati per
ogni centro di telecontrollo presso cui viene effettuato il controllo
tecnico. Qualora dallo stesso centro di telecontrollo siano esercite
linee di media tensione che servono clienti appartenenti a diversi
ambiti territoriali, gli indici calcolati si riferiscono agli ambiti
territoriali nei quali si trova la maggior parte dei clienti
alimentati da linee di media tensione esercite dal centro di
telecontrollo presso cui e’ stato effettuato il controllo tecnico.
26.3 Le interruzioni con istante di inizio nei giorni in cui sono
accaduti eventi con origine «sistema elettrico» non sono considerate
ai fini della determinazione degli indici di cui al precedente
comma 26.1.
Art. 27.
Validita’ dei dati di continuita’ del servizio
27.1 I dati di continuita’ del servizio forniti dalle imprese
distributrici sono validi se soddisfano simultaneamente le seguenti
condizioni:
a) indice di precisione tale che IP maggiore o uguale a 3%;
b) indice di correttezza tale che: [(1-IC)x(D 2/D 1)]minore o
uguale a 3%;
dove:
– IC e’ l’indice di correttezza;
– D 1 e’ il valore annuale dell’indicatore di riferimento di
cui al comma 19.1, espresso in minuti per cliente BT, fornito
all’Autorita’ dall’impresa distributrice per ogni ambito territoriale
interessato al controllo;
– D 2 e’ il valore annuale di durata complessiva di
interruzione per cliente BT, espresso in minuti per cliente BT,
fornito all’Autorita’ dall’impresa distributrice per ogni ambito
territoriale interessato al controllo e relativo alle interruzioni
con origine sulle reti di distribuzione in alta tensione dell’impresa
distributrice e sulla rete di trasmissione nazionale, alle
interruzioni con origine sulle reti di distribuzione in media e bassa
tensione dell’impresa distributrice e attribuite a cause di forza
maggiore o a cause esterne, come definito dai precedenti articoli 6 e
7, e alle interruzioni originatesi sulle reti di altre imprese
distributrici interconnesse.
27.2 Per gli ambiti territoriali per i quali D 1 risulta
inferiore al livello obiettivo applicabile per grado di
concentrazione, la condizione di cui al comma precedente, lettera b),
e’ sostituita, se piu’ favorevole, dalla condizione: IC maggiore o
uguale a 97%.
27.3 Qualora una impresa distributrice sia in grado di computare,
in sede di controllo tecnico, il contributo di ciascuna interruzione
verificata ai livelli di continuita’ di ciascuno degli ambiti
territoriali afferenti al centro di telecontrollo presso il quale
viene eseguito il controllo tecnico, l’indice di correttezza
calcolato a livello di centro di telecontrollo e’ riferito solo a un
massimo di tre ambiti territoriali, individuati all’inizio del
controllo tecnico.
Art. 28.
Valori presunti degli indicatori di riferimento
28.1 I valori presunti annuali degli indicatori di riferimento di
cui al precedente art. 25 sono determinato come:

—-> Vedere formula a pag. 44 in formato zip/pdf

dove:
– D «pres» e’ il valore presunto di cui al precedente art. 25
relativo alla durata delle interruzioni, espresso in minuti per
cliente BT;
– IP e’ l’indice di precisione (dotato di segno algebrico);
– IC e’ l’indice di correttezza (compreso tra 0 e 100%);
– D e D 2 hanno il significato indicato nel precedente art.
27;
– N «pres» e’ il valore presunto di cui al precedente art. 25
relativo al numero di interruzioni, espresso in interruzioni per
cliente BT;
– N 1 e’ il valore annuale dell’indicatore di riferimento di
cui al comma 19.3, espresso in interruzioni per cliente BT, fornito
all’Autorita’ dall’impresa distributrice per ogni ambito territoriale
interessato al controllo;
– N 2 e’ il valore annuale del numero complessivo di
interruzioni per cliente BT, espresso in interruzioni per cliente BT,
fornito all’Autorita’ dall’impresa distributrice per ogni ambito
territoriale interessato al controllo e relativo alle interruzioni
con origine sulle reti di distribuzione in alta tensione dell’impresa
distributrice e sulla rete di trasmissione nazionale, alle
interruzioni con origine sulle reti di distribuzione in media e bassa
tensione dell’impresa distributrice e attribuite a cause di forza
maggiore o a cause esterne, come definito dai precedenti articoli 6 e
7, e alle interruzioni originatesi sulle reti di altre imprese
distributrici interconnesse.
28.2 Per le imprese distributrici che si sono avvalse della
facolta’ di cui al comma 23.1 e che non abbiano attribuito a cause di
forza maggiore altre interruzioni, se non quelle eccezionali occorse
in periodi di condizioni perturbate, l’indice IC e’ assunto
convenzionalmente pari al 100% e i valori presunti degli indicatori
di riferimento di cui al comma precedente sono incrementati sulla
base delle risultanze puntuali emerse dai controlli tecnici circa la
corretta attribuzione delle interruzioni alla origini di cui all’art.
6, comma 6.1, lettere b), c) e d).
28.3 E’ fatta salva la facolta’ dell’Autorita’ di avviare un
procedimento nei confronti dell’impresa distributrice per
l’irrogazione delle sanzioni previste dall’art. 2, comma 20,
lettera c), della legge n. 481/1995 per grave inadempimento degli
obblighi di servizio previsti dal presente Testo integrato sulla base
degli elementi raccolti nei controlli tecnici.
Art. 29.
Effetti dell’indice di sistema di registrazione
29.1 Qualora dal controllo tecnico risulti un indice di sistema
di registrazione tale che ISRminore o uguale a 0,95 gli incentivi di
cui ai precedenti commi 22.5 e 22.6 sono ridotti moltiplicandoli per
il valore di ISR, fino alla meta’ del valore iniziale. In caso di
penalita’, esse sono aumentate dividendole per il valore di ISR, fino
al doppio del valore iniziale, per tutti gli ambiti territoriali
afferenti al centro di telecontrollo presso il quale e’ effettuato il
controllo tecnico, fatto salvo quanto indicato al comma 24.4.
Art. 30.
Disposizioni per le imprese distributrici di minori dimensioni
30.1 Le imprese distributrici che alla data del 31 dicembre 2006
servivano un numero di clienti BT superiore a 5.000 e che nel periodo
di regolazione 2004-2007 non hanno avuto alcun ambito territoriale
soggetto alla regolazione della durata delle interruzioni ai sensi
del Titolo 4, Parte I, dell’Allegato A alla deliberazione 30 gennaio
2004, n. 4/2004, hanno facolta’, dandone comunicazione all’Autorita’
entro il 31 marzo 2008, di utilizzare, per ogni ambito territoriale
servito, i livelli triennali degli indicatori di cui ai commi 19.1 e
19.3 in luogo di quello biennali di cui ai commi 19.2 e 19.4, ai fini
della determinazione dei livelli di partenza, dei livelli tendenziali
e dei recuperi di continuita’. Per le imprese distributrici che si
avvalgono di tale facolta’ il presente titolo si applica a decorrere
dal 2009 sulla base dei dati di continuita’ del triennio 2006-2008.
30.2 Per le imprese distributrici che alla data del 31 dicembre
2006 servivano un numero di clienti BT inferiore o uguale a 5.000 per
le quali i punti AT o MT di alimentazione della propria rete siano
situati esclusivamente in una o piu’ cabine di trasformazione AT/MT
oppure, in alternativa, che siano alimentate attraverso almeno due
punti di alimentazione attestati su altrettante linee MT, il presente
titolo si applica a partire dal 2010, sulla base dei dati di
continuita’ del triennio 2007-2009, utilizzando, per ogni ambito
territoriale servito, i livelli triennali degli indicatori di cui ai
commi 19.1 e 19.3 in luogo di quello biennali di cui ai commi 19.2 e
19.4, ai fini della determinazione dei livelli di partenza, dei
livelli tendenziali e dei recuperi di continuita’. Le stesse imprese
distributrici hanno facolta’, dandone comunicazione all’autorita’
entro il 31 marzo 2010, di utilizzare, per ogni ambito territoriale
servito, i livelli quadriennali degli indicatori di cui al periodo
precedente. Per le imprese distributrici che si avvalgono di tale
facolta’ il presente titolo si applica a decorrere dal 2011 sulla
base dei dati di continuita’ del quadriennio 2007-2010.
30.3 Per le imprese di cui ai commi precedenti, i livelli
tendenziali per la regolazione della durata e del numero sono
calcolati in modo tale da raggiungere i livelli obiettivo nell’arco
di tempo intercorrente tra l’anno di decorrenza del presente titolo e
il 2019.
30.4 Le imprese distributrici che alla data del 31 dicembre 2006
servivano un numero di clienti BT inferiore o uguale a 5.000 e
diverse da quelle di cui al comma 30.2, possono presentare istanza
all’autorita’, entro il 31 marzo 2009, per richiedere l’esenzione
dalla regolazione di cui al presente titolo, presentando progetti di
miglioramento della continuita’ del servizio. Tale istanza deve
essere corredata da adeguata documentazione atta a dimostrare
l’impossibilita’ di conformarsi ai requisiti indicati al comma 30.2
entro il 31 dicembre 2011 (per esempio: schemi di rete, con
particolare evidenziazione dei livelli di tensione, dei punti di
consegna dell’alimentazione da altra impresa e dei punti soggetti a
registrazione automatica; conformazione orografica del territorio
servito; dati di continuita’ del servizio, anche rielaborati su base
statistica; piani di investimento; preventivi di connessione, etc.).
Gli Uffici dell’Autorita’, esaminate le istanze, si pronunciano entro
il 30 giugno 2011. In caso di mancata presentazione dell’istanza o di
rigetto dell’istanza da parte degli Uffici dell’autorita’, il
presente titolo si applica a decorrere dal 2012.
30.5 Piu’ imprese distributrici di cui ai commi 30.1, 30.2 e 30.4
possono partecipare in forma aggregata alla regolazione di cui al
presente titolo per tutti gli ambiti serviti, dandone comunicazione
scritta all’autorita’ entro il 31 luglio 2008. In tale comunicazione
devono essere indicati il nome della impresa distributrice
capogruppo, l’elenco delle imprese distributrici che si aggregano e
dei relativi ambiti territoriali di pari grado di concentrazione che
si aggregano, comprensivi del numero di clienti BT serviti alla data
del 31 dicembre 2007.
30.6 L’impresa distributrice capogruppo di cui al precedente
comma 30.5:
a) rappresenta le imprese aggregate ai fini della regolazione
di cui al presente titolo;
b) amministra gli eventuali incentivi e penalita’ di cui
all’art. 22 nei confronti delle imprese aggregate secondo regole
trasparenti e condivise;
c) esegue quanto disposto al comma 21.4 con riferimento a tutti
i clienti serviti dalle imprese distributrici che si sono aggregate.
Titolo 5
REGOLAZIONE INDIVIDUALE PER CLIENTI MT E ALTRE UTENZE MT
Art. 31.
Ambito di applicazione
31.1 Il presente titolo si applica per il periodo di regolazione
2008-2011 ad ogni impresa distributrice.
31.2 Sono esclusi dalla regolazione di cui al presente titolo per
il periodo di regolazione 2008-2011:
a) i punti di consegna di emergenza;
b) i clienti MT con consegna su palo o tramite cabina in
elevazione con consegna agli amarri, e con potenza disponibile
inferiore o uguale a 100 kW.
31.3 Qualora l’impresa distributrice ritenga che ai fini del
miglioramento della continuita’ del servizio sia opportuno trasferire
in bassa tensione uno o piu’ punti di consegna di cui al precedente
comma 31.2, lettera b), tali trasferimenti, che non devono comportare
oneri di alcun tipo a carico del cliente interessato salvo
l’eventuale smaltimento di materiali elettrici a norma di legge,
possono avere luogo solamente con l’assenso dello stesso cliente. In
tale caso l’impresa distributrice deve informare il cliente circa la
data di inizio dei lavori con almeno sei mesi di anticipo.
Art. 32.
Indicatore di continuita’ per singolo cliente MT o altra utenza MT
32.1 L’indicatore di continuita’, valutato per ogni singolo
cliente MT o altra utenza MT che non sia una impresa distributrici
interconnessa, e’ pari al numero di interruzioni senza preavviso
lunghe, classificate secondo i criteri di cui al precedente
comma 4.7, subite nell’anno dal medesimo cliente, con esclusione:
a) delle interruzioni senza preavviso lunghe attribuite a cause
di forza maggiore, ai sensi del precedente comma 7.1, lettera a);
b) delle interruzioni senza preavviso lunghe attribuite a cause
esterne, ai sensi del precedente comma 7.1, lettera b);
c) delle interruzioni senza preavviso lunghe causate dal
medesimo cliente interessato;
d) delle interruzioni senza preavviso brevi o transitorie;
e) delle interruzioni senza preavviso lunghe iniziate entro
sessanta minuti dalla conclusione di una precedente interruzione
senza preavviso lunga, anche aventi origini e/o cause diverse;
f) per i clienti con contratti di fornitura interrompibile,
delle interruzioni provocate dall’applicazione della clausola di
interrompibilita’;
g) delle interruzioni prolungate o estese che ai sensi del
titolo 7, Parte I, del presente provvedimento danno luogo a rimborsi
a titolo di indennizzo a carico dell’impresa distributrice;
h) delle interruzioni con preavviso e delle interruzioni dovute
alla disinserzione di gruppi elettrogeni precedentemente messi in
servizio per il ripristino della continuita’ del servizio.
32.2 Nella comunicazione di cui al comma 16.1, le imprese
distributrici rendono noto ai clienti o altre utenze MT l’indicatore
di cui al comma 32.1, riferito all’anno precedente.
Art. 33.
Livelli specifici di continuita’ per clienti MT o altre utenze MT
33.1 Con riferimento all’indicatore di cui al comma 32.1, sono
definiti i seguenti livelli specifici di continuita’:
a) ambiti territoriali ad alta concentrazione: 3 interruzioni
senza preavviso lunghe all’anno per gli anni 2008 e 2009 e 2
interruzioni senza preavviso lunghe all’anno per gli anni 2010 e
2011;
b) ambiti territoriali a media concentrazione: 4 interruzioni
senza preavviso lunghe all’anno per gli anni 2008 e 2009 e 3
interruzioni senza preavviso lunghe all’anno per gli anni 2010 e
2011;
c) ambiti territoriali a bassa concentrazione: 5 interruzioni
senza preavviso lunghe all’anno per gli anni 2008 e 2009 e 4
interruzioni senza preavviso lunghe all’anno per gli anni 2010 e
2011.
33.2 Ogni impresa distributrice assicura il rispetto dei livelli
specifici di continuita’ di cui al precedente comma 33.1 per:
a) ogni cliente MT, con l’esclusione dei clienti MT di cui al
comma 31.2, che preleva energia elettrica dalla rete di distribuzione
e il cui contratto di trasporto sia rimasto in vigore per l’intero
anno cui si riferiscono le interruzioni, anche in caso di passaggio
dal mercato di salvaguardia al mercato libero;
b) ogni produttore o autoproduttore di energia elettrica
allacciato alla rete di distribuzione MT i cui impianti siano rimasti
nelle condizioni di immissione o di potenziale immissione per
l’intero anno cui si riferiscono le interruzioni.
Art. 34.
Penalita’ a carico delle imprese distributrici
e indennizzi automatici a favore dei clienti MT o altre utenze MT
34.1 Ogni impresa distributrice, ai fini del versamento delle
penalita’ e dell’erogazione degli indennizzi automatici di cui al
presente articolo, effettua la verifica annuale del rispetto dei
livelli specifici di continuita’ di cui al comma 33.1, per ogni
clienti o altra utenza di cui al comma 33.2, entro il 31 marzo
dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono le interruzioni.
34.2 L’impresa distributrice che non rispetta i livelli specifici
di continuita’ di cui al precedente comma 33.1 e’ sottoposta per ogni
cliente MT o altra utenza MT a una penalita’ pari a:

—-> Vedere formula a pag. 46 in formato zip/pdf

dove:
a) w e’ il parametro che fissa il tetto al numero massimo di
interruzioni penalizzabili: assume il valore 2 per gli anni 2008 e
2009 e il valore 3 per gli anni 2010 e 2011;
b) n e’ il numero di interruzioni che, per ciascun cliente o
altra utenza MT di cui al comma 33.2 per il quale non risultano
rispettati i livelli specifici di continuita’ del servizio, concorre
alla determinazione del valore dell’indicatore di continuita’ di cui
al comma 32.1;
c) s e’ il livello specifico di continuita’ di cui al
comma 33.1;
d) PMI i e’ la potenza media interrotta del cliente o altra
utenza relativa all’interruzione i, espressa in kW e determinata in
via convenzionale:
i. per i clienti finali che prelevano energia elettrica dalla
rete distribuzione, pari al 70% della potenza disponibile;
ii. per le utenze MT che immettono energia elettrica nella
rete di distribuzione, pari alla potenza effettivamente immessa in
rete al momento dell’interruzione o, in mancanza di questa, pari al
70% della potenza per cui e’ stata richiesta la connessione o, in
mancanza di questa, della potenza nominale di impianto, al netto
della potenza nominale dei generatori elettrici di riserva al momento
dell’interruzione;
e) V p e’ un parametro espresso in E/kW che assume i valori
indicati in tabella 7.
34.3 Per l’anno cui si riferiscono le interruzioni, la somma
delle penalita’ P di cui al comma precedente non puo’ eccedere il
3,5% del prodotto tra il numero di clienti MT di cui al precedente
comma 33.2, lettera a), e il corrispettivo distribuzione rho1(disMT),
di cui al Testo integrato delle disposizioni dell’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas per l’erogazione dei servizi di
trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il
periodo 2008-2011.
34.4 Entro il 30 giugno di ogni anno, l’impresa distributrice
utilizza le penalita’ P di cui al comma 34.2 per erogare gli
indennizzi automatici I di cui al comma seguente. Per le sole imprese
distributrici che comunichino rettifiche dei dati di continuita’ ai
sensi dell’art. 16, comma 16.3, il termine per l’erogazione degli
indennizzi e’ spostato al 30 novembre dello stesso anno; in tal caso,
l’impresa distributrice che intende rettificare i dati di continuita’
deve informare i clienti, attraverso la comunicazione di cui al
comma 32.2, del termine entro il quale saranno erogati gli indennizzi
automatici.
34.5 L’indennizzo I per ciascun cliente finale o altra utenza MT
di cui al comma 33.2 per il quale non risulti rispettato il livello
specifico di continuita’ del servizio di cui al predente comma 33.1,
che abbia documentato per il medesimo anno il rispetto dei requisiti
tecnici di cui all’art. 35 e la cui dichiarazione di adeguatezza non
sia stata revocata dall’impresa distributrice ai sensi del medesimo
art. 35, e’ pari a:

—-> Vedere formula a pag. 46 in formato zip/pdf

dove w, n, s, PMI i e Vp sono i parametri definiti al precedente
comma 34.2.
34.6 Gli indennizzi di cui al comma 34.5 vengono corrisposti al
titolare del contratto di trasporto nel caso di utenze che prelevano
energia elettrica dalla rete di distribuzione, inclusi gli
autoproduttori, o al produttore di energia elettrica, indicando la
causale della detrazione «Indennizzo automatico per il mancato
rispetto dello standard individuale di continuita’ definito
dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas» e l’anno di
riferimento. Nel caso in cui il titolare del contratto di trasporto
sia il venditore, questi ha l’obbligo di trasferire l’indennizzo al
cliente finale in occasione della prima fatturazione utile. Al
cliente finale e alle altre utenze deve essere altresi’ indicato che
«La corresponsione dell’indennizzo automatico non esclude la
possibilita’ per il cliente di richiedere in sede giurisdizionale il
risarcimento dell’eventuale danno ulteriore subito».
34.7 Qualora, la somma delle penalita’ P di cui al comma 34.2
ecceda l’ammontare di cui al comma 34.3 e contemporaneamente la somma
degli indennizzi I di cui al comma 34.5 risulti superiore
all’ammontare di cui al comma 34.3, l’impresa distributrice ha
diritto a un contributo pari alla differenza tra la somma degli
indennizzi I e l’ammontare di cui al comma 34.3. In tal caso
l’impresa distributrice segnala l’ammontare richiesto all’Autorita’ e
alla Cassa conguaglio del settore elettrico entro il 31 marzo
dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le interruzioni; la
cassa eroga il contributo richiesto a valere sul conto «Qualita’ dei
servizi elettrici» se entro sessanta giorni non riceve segnalazione
contraria da parte dell’Autorita’.
34.8 Qualora la somma delle penalita’ P di cui al comma 34.2,
eventualmente limitata secondo quanto disposto al comma 34.3, risulti
superiore alla somma degli indennizzi I di cui al comma 34.5
effettivamente erogati, l’impresa distributrice versa tale differenza
al conto «Qualita’ dei servizi elettrici» entro il 30 novembre
dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono le interruzioni.
34.9 Entro il 30 giugno di ogni anno, con riferimento alle
interruzioni dell’anno precedente, l’impresa distributrice puo’
rivalersi sulle imprese interconnesse, limitatamente alla quota parte
di ogni penalita’ P di cui al comma 34.5 proporzionale al rapporto
tra il numero di interruzioni attribuite alle origini di cui al
comma 6.1, lettere b) o c), e alle cause di cui al comma 7.1,
lettera c), e l’indicatore di riferimento di cui al comma 32.1,
fornendo adeguata documentazione giustificativa.
34.10 L’impresa interconnessa effettua il pagamento di cui al
comma precedente entro novanta (90) giorni dal ricevimento delle
richieste da parte delle imprese interconesse richiedenti.
Art. 35.
Requisiti tecnici degli impianti dei clienti MT o delle altre utenze
MT
35.1 Per ogni cliente o altra utenza MT sono definiti i seguenti
requisiti tecnici per avere accesso all’indennizzo I di cui al
comma 34.5:
a) Dispositivo Generale (DG) realizzato mediante un sistema
composto da un sezionatore e un interruttore o mediante un
interruttore di tipo estraibile.
b) Protezioni generali (PG), cui asservire il Dispositivo
generale, in grado di discriminare i guasti polifase (massima
corrente) e i guasti monofase a terra (massima corrente omopolare o
direzionale di terra, in conformita’ allo stato di esercizio del
neutro) a valle del Dispositivo generale.
c) Taratura delle protezioni generali effettuate secondo il
criterio di selettivita’, in base a quanto indicato dall’impresa
distributrice ai sensi del successivo comma 33.13, e mantenimento
delle stesse tarature fino a successiva indicazione da parte
dell’impresa distributrice.
35.2 I clienti MT con potenza disponibile inferiore o uguale a
400 kW hanno facolta’ di derogare ai requisiti di cui al
comma precedente se sono rispettate tutte le seguenti condizioni:
a) risultano dotati di Interruttore Manovra Sezionatore (IMS)
con fusibili e di un unico trasformatore MT/BT con potenza non
superiore a 400 kVA oppure risultano dotati di interruttore a volume
d’olio ridotto (IVOR) con dispositivo di protezione per la sola
corrente di corto circuito e di un unico trasformatore MT/BT con
potenza non superiore a 400 kVA;
b) la connessione MT tra l’IMS e il trasformatore MT/BT o tra
l’IVOR e il trasformatore MT/BT e’ realizzata in cavo ed ha una
lunghezza complessiva non superiore a 20 m;
c) effettuano la manutenzione ai sensi della norma CEI 0-15
refertando su apposito registro costituito dalle schede F, S, QMT,
TR-L (o TR-S) in caso di IMS con fusibili o costituito dalle schede
F, IVOR, QMT, TR-L (o TR-S) in caso di IVOR con dispositivo di
protezione per la sola corrente di cortocircuito, secondo le
periodicita’ previste dalla stessa norma CEI 0-15.
35.3 La realizzazione dei requisiti tecnici di cui ai
commi precedenti e’ effettuata dai clienti e dalle altre utenze con
oneri a proprio carico secondo le specifiche norme e guide tecniche
preparate dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI).
35.4 L’impresa distributrice ha l’obbligo di:
a) indicare e rendere pubblici i criteri di taratura delle
protezioni dei propri impianti di distribuzione AT e MT e lo stato di
esercizio del neutro della rete MT;
b) fornire esempi, per casi tipici, di coordinamento tra le
protezioni dei clienti e delle altre utenze e le proprie protezioni
per reti MT, considerate sia in stato di esercizio con neutro isolato
che con neutro compensato;
c) indicare e rendere pubblici i tempi e le modalita’ di
modifica dello stato di esercizio del neutro da isolato a compensato
per le reti MT;
d) comunicare a ogni cliente finale o altra utenza MT, entro il
30 giugno di ogni anno del periodo 2008-2011, le condizioni poste dal
presente articolo, inclusi i requisiti semplificati di cui al
comma 35.2, fornendo le specifiche di taratura delle protezioni
dell’impianto del cliente, specificando lo stato di esercizio del
neutro nel caso di reti MT e indicando i costi cui il cliente
incorrera’ in caso di mancato adeguamento ai requisiti tecnici di cui
all’art. 37.
35.5 In occasione del cambio dello stato di esercizio del neutro
della rete MT da isolato a compensato l’impresa distributrice informa
ogni cliente o altra utenza MT allacciato alla rete oggetto del
cambio di stato di esercizio con un anticipo non inferiore a sei mesi
e non superiore a dodici mesi, indicando anche le nuove specifiche di
taratura delle protezioni. La facolta’ di cui al comma 35.2 e’ fatta
salva anche per i clienti o altre utenze allacciati a reti esercite
con neutro compensato.
Art. 36.
Dichiarazione di adeguatezza e controlli
a cura delle imprese distributrici
36.1 Il cliente o altra utenza MT che intende documentare il
rispetto dei requisiti di cui ai commi precedenti deve inviare
all’impresa distributrice, anche tramite il venditore, una
dichiarazione di adeguatezza entro il 31 dicembre dell’anno
precedente a quello a cui si riferisce l’applicazione dello standard
specifico di continuita’.
36.2 Qualora le Protezione Generali di cui al comma 35.1 siano
equipaggiate con rilevatori di caratteristiche della tensione,
conformi per le stesse caratteristiche ai requisiti di cui alle norme
CEI EN 50160 e CEI EN 61000-4-30, nonche’ con un log in grado di
registrare automaticamente sia gli interventi delle Protezioni
Generali sia la configurazione iniziale e le successive modifiche
delle tarature delle Protezioni Generali, il cliente ha diritto a
utilizzare la rilevazione delle suddette caratteristiche della
tensione ai fini di quanto previsto dall’art. 57 e l’impresa
distributrice ha diritto di accedere alle registrazioni automatiche
del log ai fini dei controlli di cui al comma 36.5.
36.3 La dichiarazione di adeguatezza di cui al comma 36.1 non
deve essere inviata per gli impianti di nuova connessione, inclusi i
casi di spostamento fisico, su richiesta del cliente, del punto di
consegna. La dichiarazione di adeguatezza deve essere rinnovata in
occasione di modifiche o sostituzioni del Dispositivo Generale e
delle Protezioni Generali o della sostituzione dell’Interruttore
Manovra Sezionatore o dell’Interruttore a Volume d’Olio Ridotto. In
caso di modifica della taratura delle Protezioni Generali a seguito
di richiesta dell’impresa distributrice, il cliente o altra utenza
fornisce all’impresa distributrice la conferma scritta di quanto
richiesto; in tal caso non e’ richiesto il rinnovo della
dichiarazione di adeguatezza.
36.4 La dichiarazione di adeguatezza deve essere effettuata, con
oneri a carico del cliente o altra utenza, da uno dei seguenti
soggetti:
a) personale tecnico di impresa installatrice abilitata ai
sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1990, n. 46 (di
seguito richiamata come legge n. 46/1990);
b) personale tecnico iscritto nell’elenco di una Camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura avente i requisiti
per operare sugli impianti di cui all’art. 1, comma 1, lettera a), e
comma 2 della legge n. 46/1990, in conformita’ a quanto previsto dal
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
6 aprile 2000;
c) responsabile tecnico del coordinamento dell’ufficio tecnico
del cliente proprietario dell’impianto di utenza AT o MT, avente i
titoli di studio previsti dall’art. 3, lettere a) o b) della legge n.
46/1990, tenuto conto dell’art. 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 18 aprile 1994, n. 392.
36.5 L’impresa distributrice ha facolta’ di effettuare controlli
presso i clienti o altre utenze che hanno inviato la dichiarazione di
adeguatezza, allo scopo di verificare l’effettiva rispondenza dei
loro impianti ai requisiti tecnici di cui ai commi 35.1 o 35.2.
36.6 Per l’effettuazione dei controlli, effettuati secondo
modalita’ non discriminatorie nei confronti dei clienti del mercato
libero e dei clienti del mercato di salvaguardia, le imprese
distributrici si avvalgono di personale dotato di formazione tecnica
specifica.
36.7 I costi per l’effettuazione dei controlli sono a carico
delle imprese distributrici. Il personale che esegue il controllo su
di un impianto non deve esserne stato il progettista o l’installatore
o il tecnico che ha effettuato la dichiarazione di adeguatezza e deve
astenersi dal suggerire al cliente o altra utenza nominativi di
fornitori di servizi o di apparati adatti alla rispondenza ai
requisiti tecnici e all’invio della dichiarazione di adeguatezza.
36.8 Nel caso in cui il controllo evidenzi la non rispondenza
dell’impianto ai requisiti tecnici di cui ai commi 35.1 o 35.2,
l’impresa distributrice puo’ revocare la dichiarazione di adeguatezza
a decorrere dall’1 gennaio dell’anno in cui viene effettuato il
controllo.
36.9 In caso di contenzioso le parti si accordano sulla nomina di
un soggetto abilitato all’effettuazione delle verifiche degli
impianti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n.
462/2001, accreditato dal Sincert come Organismo di ispezione di tipo
A ai sensi della norma UNI CEI EN 45004. I costi delle verifiche
condotte da tale soggetto per risolvere il contenzioso sono a carico
della parte risultante in difetto.
Art. 37.
Corrispettivo tariffario specifico
37.1 I clienti finali e le altre utenze MT che non rispettino i
requisiti tecnici di cui ai commi 35.1 o 35.2, o non abbiano inviato
all’impresa distributrice la dichiarazione di adeguatezza di cui al
comma 36.1, ad eccezione di quelli connessi a reti con obbligo di
connessione di terzi gestite da soggetti diversi dalle imprese
distributrici o da imprese distributrici terze, sono tenuti a versare
un corrispettivo tariffario specifico CTS.
37.2 Il corrispettivo tariffario specifico CTS e’ pari, su base
annua, a:
Cts=(K+H*E i/P i)*F
dove:
a) K e’ una quota fissa, in ragione di 1 Euro/giorno per ogni
giorno di connessione attiva;
b) H e’ una quota variabile in relazione alle ore di utilizzo,
pari a 0,15 /ora di utilizzo;
c) E i/P i e’ la stima, per ciascun cliente i, delle ore di
utilizzo, data dal rapporto tra l’energia consumata E i, nell’anno
precedente e la potenza disponibile P i nello stesso anno o, per le
utenze MT, tra l’energia immessa in rete Ei nell’anno precedente e la
potenza nominale di impianto Pi nello stesso anno, al netto della
potenza nominale dei generatori elettrici di riserva;
d) F e’ un parametro che, con decorrenza dal 1° gennaio 2009,
assume il valore:
i. 1 per i clienti con potenza disponibile inferiore o uguale
a 400 kW e per le altre utenze con potenza nominale di impianto, al
netto della potenza nominale dei generatori elettrici di riserva,
inferiore o uguale a 400 kVA;
ii. «1+[(P i-400)/400]^«1/2»;3,5» per i clienti con potenza
disponibile P i, espressa in kW, superiore a 400 kW e per le altre
utenze con potenza nominale di impianto P i, espressa in kVA, al
netto della potenza nominale dei generatori elettrici di riserva,
superiore a 400 kVA. Fino al 31 dicembre 2008, il parametro F assume
il valore pari a 1.
Il corrispettivo tariffario specifico viene corrisposto
all’impresa distributrice con il criterio del pro-quota giorno.
La corresponsione del corrispettivo tariffario specifico viene
sospesa al momento dell’invio all’impresa distributrice della
dichiarazione di adeguatezza di cui al comma 36.1.
Nel caso in cui il controllo di cui al comma 36.5 evidenzi la non
rispondenza dell’impianto ai requisiti tecnici di cui ai commi 35.1 o
35.2, il cliente finale o altra utenza MT e’ tenuto al versamento del
corrispettivo tariffario specifico con decorrenza dalla data di invio
della dichiarazione di adeguatezza di cui al comma 36.1 o, qualora
tale dichiarazione sia stata inviata in un anno precedente a quello
di effettuazione del controllo, con decorrenza dal 1° gennaio
dell’anno di effettuazione del controllo.
37.3 Il gettito derivante dal corrispettivo tariffario specifico
CTS e’ destinato alle imprese distributrici, nella misura massima
dell’1% dell’ammontare annuo di cui al comma 34.3. L’eventuale
eccedenza rispetto a tale massimo dovra’ essere versata dall’impresa
distributrice sul conto «Qualita’ dei servizi elettrici» entro il
31 marzo dell’anno successivo cui si riferiscono le interruzioni.
37.4 I ricavi derivanti alle imprese distributrici dal
corrispettivo tariffario specifico sono esclusi dai ricavi ammessi
dal vincolo V1, di cui al Testo integrato delle disposizioni
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas per l’erogazione dei
servizi di trasmissione, distribuzione, misura dell’energia elettrica
per il periodo 2008-2011, e devono avere evidenza contabile separata.
Art. 38.
Comunicazioni all’Autorita’ per la continuita’ del servizio
38.1 Entro il 31 marzo di ogni anno ogni impresa distributrice
comunica all’Autorita’ l’ammontare delle penalita’ P di cui al
comma 34.2, nonche’ le seguenti informazioni relative ai clienti e
altre utenze MT, distintamente per ambito territoriale e per fasce di
potenza disponibile:
a) numero di clienti o altre utenze MT di cui al comma 33.2,
lettera a), e numero di tali clienti per i quali il numero di
interruzioni risulti superiore allo standard specifico;
b) numero e ammontare degli indennizzi erogati;
c) ammontare dell’eventuale differenza positiva o negativa tra
le penalita’ raccolte e gli indennizzi erogati;
d) numero di impianti adeguati ai requisiti tecnici;
e) numero di controlli effettuati;
f) numero di dichiarazioni di adeguatezza revocate;
g) ammontare del corrispettivo specifico tariffario versato dai
clienti e altre utenze MT con impianti non adeguati ai requisiti
tecnici;
h) ammontare dell’eventuale eccedenza di cui al comma 37.3.
38.2 L’impresa distributrice conserva, per eventuali controlli,
la documentazione fornita dai clienti finali e altre utenze
comprovante l’adeguatezza degli impianti, ogni altra documentazione
relativa ai controlli effettuati, nonche’ assicura l’evidenza
contabile delle somme eccedenti versate alla Cassa o ricevute dalla
medesima ai sensi dei commi 34.7 e 34.8.
Art. 39.
Controlli sui dati forniti dalle imprese distributrici
39.1 I controlli tecnici, anche a campione, sui dati di
continuita’ forniti delle imprese distributrici, possono interessare
anche la registrazione delle interruzioni ai fini della verifica del
rispetto dei livelli specifici di continuita’.
Titolo 6
INTERRUZIONI CON PREAVVISO
Art. 40.
Ambito di applicazione
40.1 Il presente titolo si applica per il periodo di regolazione
2008-2011 a tutte le imprese distributrici.
Art. 41.
Obblighi di servizio per le interruzioni con preavviso
41.1 Ogni impresa distributrice, in occasione dell’effettuazione
delle interruzioni con preavviso dovute all’esecuzione di interventi
e manovre programmati sulla rete di distribuzione in alta, media e
bassa tensione, avvisa i clienti interessati, con modalita’ adeguate
ad assicurare l’informazione dei medesimi clienti, con un anticipo
di:
a) almeno 24 ore in caso di ripristino di situazioni
conseguenti a guasti o emergenze;
b) almeno 2 giorni lavorativi in tutti gli altri casi.
41.2 Il preavviso specifica le seguenti informazioni:
a) la data dell’interruzione con preavviso;
b) l’ora e il minuto di inizio previsto e l’ora e il minuto di
fine prevista dell’interruzione con preavviso;
c) la data di comunicazione del preavviso.
41.3 Ogni impresa distributrice rispetta i tempi di inizio e fine
interruzione indicati nel preavviso:
a) l’istante di inizio dell’interruzione non deve verificarsi
con un anticipo superiore a 5 minuti rispetto a quanto indicato nel
preavviso;
b) l’istante di fine dell’interruzione non deve prolungarsi per
un tempo superiore a 5 minuti rispetto a quanto indicato nel
preavviso.
41.4 Qualora l’impresa distributrice anticipi o posticipi
l’interruzione con preavviso piu’ di quanto indicato al precedente
comma 41.3, lettere a) e b), la durata di interruzione per cliente e
il numero di interruzione per cliente in eccedenza rispetto agli
istanti di inizio e fine indicati nel preavviso vengono attribuite
agli indicatori di riferimento di cui ai comma 19.1 e 19.3.
41.5 Nella comunicazione di cui al comma 16.2 le imprese
distributrici informano i clienti AT e MT circa modalita’ di invio
del preavviso alternative a quelle cartacee (es.: e-mail, SMS,
chiamata telefonica, fax, etc. ). Nella stessa comunicazione le
imprese distributrici indicano i tempi e le procedure che i clienti
AT e MT interessati a tale iniziativa devono osservare per poter
usufruire di tale agevolazione.
41.6 Nell’adottare le modalita’ alternative di cui al
comma precedente le imprese distributrici conservano la
documentazione atta a certificare l’effettivo inoltro del preavviso.
Titolo 7
REGOLAZIONE DELLE INTERRUZIONI PROLUNGATE O ESTESE
Art. 42.
Ambito di applicazione
42.1 Il presente titolo si applica a tutte le imprese
distributrici, secondo i termini di decorrenza indicati al successivo
art. 53.
Art. 43.
Finalita’ e principi generali
43.1 Il presente Titolo persegue la duplice finalita’ di
provvedere a un rimborso forfetario per il disagio subito dai clienti
BT e MT nel caso di interruzioni di durata prolungata oltre gli
standard fissati dal presente Titolo, originate a qualunque livello
di tensione del sistema elettrico e per qualunque causa, e di
promuovere il tempestivo ripristino del servizio per le interruzioni
da parte delle imprese di distribuzione e dell’impresa di
trasmissione.
43.2 Gli oneri relativi ai rimborsi erogati ai clienti sono posti
a carico del Fondo nel caso di interruzioni occorse in periodi di
condizioni perturbate e/o per eventi eccezionali, come identificati
dal presente provvedimento. Sono altresi’ a carico del Fondo gli
oneri proporzionali alla quota di durata di interruzione
riconducibile ai casi di sospensione e posticipazione delle
operazioni di ripristino per motivi di sicurezza, o alla quota di
rimborsi eccedente il tetto massimo di esposizione di cui all’art.
48.
43.3 In caso di interruzioni che interessino sia la rete di
trasmissione nazionale sia le reti di distribuzione, l’onere dei
rimborsi ai clienti finali e’ ripartito tra l’impresa di trasmissione
e l’impresa di distribuzione secondo i criteri indicati nel presente
provvedimento, salvo l’occorrenza di periodi di condizioni perturbate
e/o di eventi eccezionali e/o di casi di sospensione o posticipazione
delle operazioni di ripristino per motivi di sicurezza.
Art. 44.
Standard di qualita’ relativi al tempo massimo
di ripristino dell’alimentazione di energia elettrica
44.1 Ai soli fini della verifica degli standard di qualita’ di
cui al presente articolo, qualora per un cliente l’alimentazione di
energia elettrica venga provvisoriamente ripristinata dopo una prima
interruzione e il medesimo cliente subisca una seconda interruzione,
anche di origine o causa diverse, il cui inizio decorre entro un’ora
dal ripristino provvisorio, ai fini del presente provvedimento si
considera un’unica interruzione avente durata pari alla somma delle
durate, al netto del periodo di ripristino provvisorio. Le imprese
distributrici hanno facolta’ di considerare la somma delle durate al
lordo del periodo di ripristino provvisorio.
44.2 Ai soli fini della verifica degli standard di qualita’ di
cui al presente art. e salva la condizione di cui al
comma precedente, si considera ripristinata l’alimentazione di
energia elettrica attraverso l’inserzione di gruppi di generazione
provvisori o l’utilizzo di connessioni di emergenza, nelle seguenti
condizioni:
a) per i clienti con potenza contrattuale superiore a 100 kW ed
inferiore o uguale ai 300 KW, quando sia ripristinata una potenza
pari almeno al 70% della potenza contrattuale;
b) per i clienti con potenza contrattuale superiore a 300 kW,
quando sia ripristinata una potenza pari almeno al 50% della potenza
contrattuale.
44.3 Sono definiti nella tabella 8, distintamente per i clienti
MT e BT, standard di qualita’ relativi al tempo massimo di ripristino
dell’alimentazione dell’energia elettrica:
a) in caso di interruzioni senza preavviso per i clienti BT e
MT appartenenti ad ambiti di alta, media o bassa concentrazione;
b) in caso di interruzioni con preavviso per tutti i clienti BT
e MT.
44.4 Ai clienti finali localizzati ad altitudini superiori a
1.500 m s.l.m. si applicano gli standard relativi all’utenza di bassa
concentrazione, indipendentemente dal grado di concentrazione
applicabile al Comune di appartenenza.
44.5 Gli standard di qualita’ di cui alla tabella 8 non si
applicano nei casi di evacuazione della popolazione per effetto di
provvedimenti della pubblica Autorita’ competente in caso di
calamita’ naturali, limitatamente ai clienti interessati da detti
provvedimenti. In tali casi l’impresa distributrice ha l’obbligo di
conservare la documentazione necessaria a comprovare l’esclusione, e
deve darne conto nel registro delle interruzioni con annotazione
separata dall’attribuzione delle cause e delle origini.
44.6 Le imprese distributrici assicurano la minimizzazione dei
disagi alla clientela per l’effettuazione di interruzioni con
preavviso e adottano ogni misura ragionevole e conforme alla norme di
sicurezza utile ad evitare il ripetersi di interruzioni con preavviso
a breve distanza di tempo per la stessa utenza.
44.7 In caso di interruzioni con preavviso relative a clienti MT,
interruzioni di durata maggiore dello standard applicabile sono
possibili in base a un accordo scritto con il cliente o i clienti
interessati, alimentati dallo stesso impianto; in tali casi non si
applicano i rimborsi previsti. L’accordo non puo’ comportare maggiori
costi per i clienti, quali a titolo esemplificativo costi relativi al
lavoro straordinario nei giorni festivi o nelle ore notturne.
Art. 45.
Rimborsi per interruzioni prolungate
45.1 In caso di mancato rispetto dei tempi massimi di ripristino
dell’alimentazione definiti dall’art. 44, anche qualora
l’interruzione occorra in periodi di condizioni perturbate e/o per
effetto di eventi eccezionali e/o di casi di sospensione o
posticipazione delle operazioni di ripristino per motivi di
sicurezza, l’impresa distributrice versa un rimborso ad ogni cliente
coinvolto nell’interruzione pari, per ciascuna tipologia di utenza e
ciascuna tipologia di interruzione, alla somma indicata nella tabella
9.
45.2 Il pagamento del rimborso non presuppone di per se’
l’accertamento della responsabilita’ in ordine alla causa
dell’interruzione. Per l’impresa distributrice che eroga il rimborso
e’ fatto salvo il diritto di rivalsa nei casi previsti dal presente
provvedimento.
45.3 I rimborsi di cui al comma 45.1 sono erogati ai clienti
entro il primo ciclo di fatturazione utile trascorsi 60 (sessanta)
giorni dall’interruzione, senza che questi ne facciano richiesta, con
le modalita’ di cui al comma 34.6. Tale termine e’ aumentato a 180
(centoottanta) giorni nel caso di interruzioni che interessano piu’
di 2 milioni di clienti su base nazionale, secondo la procedura
indicata al successivo art. 47.
45.4 L’impresa distributrice non e’ tenuta a corrispondere i
rimborsi qualora il cliente non sia in regola con i pagamenti
relativi al servizio di distribuzione. L’impresa distributrice, non
e’ altresi’ tenuta a corrispondere i rimborsi ai clienti MT che non
abbiano presentato la dichiarazione di adeguatezza di cui al
comma 36.1, che abbiano presentato una dichiarazione di adeguatezza
non completa, non conforme o revocata.
45.5 Per i clienti del mercato libero i rimborsi sono corrisposti
dal distributore al venditore; il venditore e’ comunque tenuto ad
accreditare al cliente finale il rimborso ricevuto dal distributore
attraverso detrazione dall’importo addebitato nella prima
fatturazione utile o mediante rimessa diretta.
45.6 Nei casi in cui un cliente non riceva il rimborso nei
termini di cui al comma 45.2, puo’ inoltrare la richiesta alla
propria impresa distributrice, anche tramite il proprio venditore,
entro 6 (sei) mesi dal momento in cui si e’ verificata
l’interruzione; l’impresa distributrice valuta la richiesta ed entro
3 (tre) mesi eroga nel primo ciclo di fatturazione utile le somme
dovute o, in caso di rigetto della richiesta, entro lo stesso termine
fornisce risposta scritta e motivata al cliente.
45.7 Nel documento di fatturazione la causale della detrazione
deve essere indicata come «Rimborso automatico per mancato rispetto
dei livelli specifici di qualita’ definiti dall’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas, corrisposto in misura forfetizzata. Il
pagamento del rimborso non presuppone di per se’ l’accertamento della
responsabilita’ in ordine alla causa dell’interruzione».
Art. 46.
Attribuzione degli oneri dei rimborsi erogati ai clienti finali
46.1 I rimborsi erogati ai clienti dalle imprese distributrici
per interruzioni che eccedono gli standard di cui all’art. 44, che
non hanno avuto inizio in periodi di condizioni perturbate o che non
sono dovute a eventi eccezionali, al netto dei tempi imputabili a
casi di sospensione o posticipazione delle operazioni di ripristino
per motivi di sicurezza, sono corrisposti a titolo di indennizzo
automatico ed il loro onere e’ pertanto a carico dell’impresa
medesima, salvo il diritto di rivalsa nei confronti dell’impresa di
trasmissione o di imprese distributrici interconnesse nei casi e con
le modalita’ previsti nei commi successivi.
46.2 L’impresa distributrice puo’ rivalersi sull’impresa di
trasmissione, o sull’impresa di distribuzione cui e’ interconnessa,
limitatamente alla quota parte dei rimborsi di cui al
comma precedente proporzionale alla quota di durata di interruzione
con origine rispettivamente sulla rete di trasmissione nazionale o
sulla rete di distribuzione interconnessa, fornendo adeguata
documentazione giustificativa tecnica della disalimentazione subita.
46.3 Per la quota parte della durata di interruzione con origine
sulla rete di trasmissione o su una rete di distribuzione
interconnessa, l’impresa di trasmissione o di distribuzione
interconnessa che riceve la richiesta di cui al comma precedente e’
tenuta al pagamento di quanto richiesto dall’impresa distributrice
richiedente, previa verifica della documentazione fornita. In tale
caso, qualora sia in grado di dimostrare che l’interruzione e’
occorsa in periodi di condizioni eccezionali o per eventi eccezionali
o si e’ protratta per casi di sospensione o posticipazione delle
operazioni di ripristino per motivi di sicurezza, puo’ rivalersi sul
Fondo per eventi eccezionali di cui al successivo art. 49, ai sensi
dei commi seguenti.
46.4 Per il pagamento delle quote di rimborsi erogati ai clienti
finali per interruzioni che hanno inizio in periodi di condizioni
perturbate sulle reti MT o BT o per effetto di eventi eccezionali,
nonche’ per il reintegro della quota parte dei rimborsi relativi alla
durata di interruzione attribuibile a casi di sospensione o
posticipazione delle operazioni di ripristino per motivi di
sicurezza, le imprese distributrici o l’impresa di trasmissione si
rivalgono sul Fondo per eventi eccezionali di cui al successivo art.
49.
46.5 Al Fondo per eventi eccezionali le imprese distributrici o
l’impresa di trasmissione accedono altresi’ per il pagamento delle
quote di indennizzi eccedenti il tetto massimo previsto al successivo
art. 48.
Art. 47.
Procedura per l’erogazione di rimborsi nel caso di interruzioni di
vasta estensione
47.1 Nel caso di interruzioni prolungate, che interessino piu’ di
2 milioni di clienti finali su base nazionale, aventi origine sulla
rete di trasmissione nazionale, si applica la seguente procedura:
a) le imprese distributrici procedono a stimare, entro 60
(sessanta) giorni dall’evento, l’entita’ complessiva dei rimborsi
dovuti ai clienti finali secondo quanto disposto dall’art. 44 del
presente provvedimento e ne danno comunicazione all’impresa di
trasmissione, con indicazione dell’ammontare a carico della stessa, e
per conoscenza all’Autorita’;
b) l’impresa di trasmissione verifica che la stima delle
imprese distributrici non superi il tetto massimo di cui al
successivo art. 48; la verifica e’ compiuta entro 75 (settantacinque)
giorni dall’evento ed e’ formalizzata con comunicazione dell’impresa
di trasmissione all’Autorita’ e alle imprese distributrici;
c) qualora l’Autorita’ non si pronunci in senso diverso entro
45 (quarantacinque) giorni dalla comunicazione dell’impresa di
trasmissione, la misura dei rimborsi ai clienti finali e’ confermata
secondo quanto disposto dall’art. 44 del presente provvedimento; in
tal caso, qualora il tetto massimo di cui al successivo art. 48 venga
superato, si applica quanto previsto dal precedente art. 46,
comma 46.5;
d) entro i successivi 15 (quindici) giorni dalla pronuncia
dell’Autorita’, o in mancanza di tale pronuncia dal termine di cui
alla precedente lettera c), l’impresa di trasmissione versa alle
imprese distributrici l’ammontare richiesto;
e) le imprese distributrici erogano i rimborsi ai clienti
finali entro 75 (settantacinque) giorni dal versamento di cui al
comma precedente, dandone comunicazione all’Autorita’ e all’impresa
di trasmissione.
47.2 E’ fatta salva per l’impresa di trasmissione la possibilita’
di rivalsa nei confronti di uno o piu’ utenti della rete di
trasmissione nazionale, qualora in esito a eventuali istruttorie sia
accertata la responsabilita’ di tali utenti.
Art. 48.
Tetto massimo di esposizione economica per indennizzi
48.1 Qualora un’impresa distributrice che per effetto delle
disposizioni del presente provvedimento, debba erogare rimborsi a
titolo di indennizzo automatico ai sensi del comma 46.1 e tali somme
siano complessivamente superiori, su base annua, al 2% dei ricavi
riconosciuti all’attivita’ di distribuzione, puo’ richiedere
all’Autorita’ che l’eccedenza rispetto a tale tetto venga
riconosciuta con apposito provvedimento dell’Autorita’, a valere sul
Fondo per eventi eccezionali.
48.2 Ai fini della verifica del tetto massimo di cui al
comma precedente, le somme erogate a titolo di indennizzo automatico
sono calcolate al netto di eventuali rivalse nei confronti
dell’impresa di trasmissione o di imprese distributrici
interconnesse, per le stesse interruzioni o per quota parte di esse.
48.3 All’impresa di trasmissione si applica un tetto massimo, su
base annua, pari al 7% dei ricavi riconosciuti per l’attivita’ di
trasmissione. In caso di superamento di tale tetto, fatte salve le
previsioni di cui al precedente art. 47, l’impresa di trasmissione
puo’ richiedere all’Autorita’ che l’eccedenza rispetto a tale tetto
venga riconosciuta con apposito provvedimento dell’Autorita’, a
valere sul Fondo per eventi eccezionali.
Art. 49.
Fondo per eventi eccezionali
49.1 E’ istituito presso la Cassa Conguaglio del Settore
Elettrico un «Fondo per eventi eccezionali» per il reintegro degli
oneri sostenuti dalla imprese distributrici o dall’impresa di
trasmissione per l’erogazione dei rimborsi, o di quote di essi, ai
clienti finali, nei casi indicati al precedente comma 43.2.
49.2 Il Fondo e’ alimentato:
a) dai clienti finali, attraverso apposita maggiorazione della
tariffa di distribuzione in ragione di un’aliquota annua indicata
nella Tabella 10;
b) da ciascuna impresa distributrice, attraverso versamenti
proporzionali al numero di clienti BT (domestici e non domestici) che
subiscono interruzioni di durata superiore a 8 ore, secondo quanto
previsto dal successivo art. 50.
49.3 Il Fondo provvede a finanziare alle imprese distributrici e
all’impresa di trasmissione gli oneri relativi ai rimborsi (o alle
quote di rimborsi) erogati ai clienti finali per i seguenti casi:
a) interruzioni prolungate oltre gli standard con origine sulle
reti di distribuzione in media e bassa tensione, che hanno inizio in
periodi di condizioni eccezionali o sono dovute a eventi eccezionali;
b) quota parte di interruzioni prolungate oltre gli standard
attribuibili a casi di posticipazione e sospensione dei tempi per
motivi di sicurezza;
c) superamento del tetto massimo di esposizione delle imprese
di distribuzione e di trasmissione, di cui al precedente art. 48.
Art. 50.
Versamenti e prelievi sul Fondo da parte delle imprese
50.1 Entro il 31 marzo di ogni anno, le imprese distributrici
versano al Fondo un contributo pari al prodotto del numero di clienti
BT disalimentati, nell’anno precedente, per piu’ di 8 ore per una
singola interruzione, per un’aliquota pari a 70 euro/cliente BT, al
netto di eventuali acconti versati ai sensi del comma successivo. Ai
fini di tale conteggio:
a) non sono conteggiate le interruzioni con origine sulla rete
di trasmissione nazionale o con origine su reti di altri esercenti
interconnessi o su reti di alta tensione;
b) non sono conteggiate le interruzioni con origine sulla rete
di distribuzione in media e bassa tensione dello stesso esercente,
solo se tali interruzioni sono iniziate in periodi di condizioni
perturbate, sono dovute a eventi eccezionali o sono attribuite a
cause esterne;
c) la durata della singola interruzione, ai fini della verifica
del superamento della soglia di 8 ore, e’ valutata al netto di
eventuali posticipi e sospensioni delle operazioni di ripristino per
motivi di sicurezza, documentati come indicato all’art. 4 del
presente provvedimento.
Il contributo di cui al presente comma non puo’ in ogni caso
essere superiore all’1,5% dei ricavi riconosciuti per l’attivita’ di
distribuzione.
50.2 Entro il 30 settembre di ogni anno, le imprese distributrici
versano in acconto al Fondo un ammontare pari al 40% dell’ammontare
versato con riferimento all’anno precedente.
50.3 Con successivo provvedimento l’Autorita’ dispone le
modalita’ con cui l’impresa di trasmissione contribuisce al Fondo.
50.4 Per accedere al reintegro delle somme corrisposte ai clienti
finali, nei casi previsti dall’art. 49, comma 49.3, le imprese di
distribuzione e/o l’impresa di trasmissione presentano all’Autorita’
e alla Cassa Conguaglio apposita istanza. L’istanza contiene il
motivo specifico del ricorso al Fondo tra quelli indicati al citato
comma 49.3. Le imprese di distribuzione devono inoltre indicare il
numero dei clienti interessati, l’ammontare dei rimborsi erogati o da
erogare ai sensi dell’art. 45, riferiti all’evento oggetto
dell’istanza, distinguendo i clienti rimborsati per tipo di
interruzioni (con o senza preavviso), tipologia di utenza, grado di
concentrazione e fasce di durata delle interruzioni prolungate.
50.5 Nel caso di ricorso al fondo per casi di posticipazione e
sospensione dei tempi per motivi di sicurezza, o per quota parte di
indennizzi che eccedono il tetto massimo le imprese di distribuzione
devono inoltre indicare nell’istanza tutte le informazioni necessarie
a determinare il prelievo dal Fondo.
50.6 Trascorsi 30 giorni dall’inoltro dell’istanza all’Autorita’
senza che questa si pronunci, l’istanza si intende approvata e la
Cassa Conguaglio puo’ procedere al versamento della somma richiesta a
valere sul Fondo. Il termine puo’ essere sospeso per richiesta di
informazioni integrative da parte degli Uffici dell’Autorita’, che
hanno facolta’ di richiedere informazioni anche per accertare la
corretta progettazione, costruzione e manutenzione degli impianti
coinvolti nelle interruzioni prolungate o estese. Sono fatti salvi
eventuali conguagli in seguito a controlli disposti dall’Autorita’.
Art. 51.
Comunicazione dell’esercente all’Autorita’, controlli e pubblicazione
delle informazioni
51.1 Entro il 31 marzo di ogni anno, ogni impresa distributrice
comunica all’Autorita’ il numero totale di clienti finali interessati
da interruzioni lunghe prolungate oltre gli standard di cui all’art.
44 e l’ammontare dei rimborsi erogati o da erogare ai sensi dell’art.
45, riferiti all’anno precedente e distinguendo i clienti rimborsati
per tipo di interruzioni (con o senza preavviso), tipologia di
utenza, grado di concentrazione e fasce di durata delle interruzioni
prolungate.
51.2 L’Autorita’ puo’ utilizzare le informazioni ed i dati di cui
ai commi precedenti per controlli, anche a campione, atti ad
accertare la veridicita’ di tali informazioni e ad assicurare il
rispetto delle disposizioni contenute nel presente titolo e per la
pubblicazione, anche comparativa, delle informazioni e dei dati
medesimi.
Art. 52.
Piani di emergenza
52.1 Le imprese distributrici presentano all’Autorita’, anche in
forma associata, una linea guida per la predisposizione dei piani di
emergenza elaborata con il supporto del Comitato Elettrotecnico
Italiano (CEI) e in collaborazione con l’impresa di trasmissione.
Ogni impresa distributrice si dota di un piano di emergenza conforme
a tali linee guida.
52.2 Le linee guida per la predisposizione dei piani di emergenza
forniscono indicazioni almeno riguardo a:
a) individuazione delle figure organizzative coinvolte nella
gestione dell’emergenza;
b) definizione delle modalita’ e dei mezzi previsti per
monitorare le condizioni del servizio e per ricevere le segnalazioni
di situazioni tali da portare a successivi stati di emergenza;
c) definizione dei criteri per valutare la gravita’ e lo
sviluppo di situazioni tali da portare a successivi stati di
emergenza;
d) definizione delle risorse operative necessarie e disponibili
in relazione ai diversi stati di emergenza;
e) modalita’ di comunicazione delle informazioni per la
gestione dell’emergenza all’interno del soggetto distributore e nei
confronti dell’esterno.
Art. 53.
Decorrenza delle disposizioni e disposizioni transitorie
53.1 Per consentire alle imprese distributrici di adeguare le
proprie procedure, nonche’ per tenere conto dei tempi di introduzione
degli obblighi di registrazione individuale delle interruzioni per
clienti BT di cui all’art. 11, gli standard di qualita’ e i rimborsi
automatici di cui al presente provvedimento decorrono:
a) dal 1° luglio 2009 per l’impresa di trasmissione e per le
imprese distributrici con numero di clienti BT superiore a 100.000
alla data del 31 dicembre 2006;
b) dal 1° gennaio 2011 per le imprese distributrici con numero
di clienti BT compreso tra 50.000 e 100.000 alla data del 31 dicembre
2006;
c) dal 1° gennaio 2012 per le imprese distributrici con numero
di clienti BT compreso tra 5.000 e 500.000 alla data del 31 dicembre
2006;
d) dal 1° gennaio 2013 per le imprese distributrici con numero
di clienti BT inferiore a 5.000 alla data del 31 dicembre 2006.
53.2 Nel caso di superamento, a partire dal 2008, delle soglie
dimensionali indicate al precedente comma, i corrispondenti obblighi
di attuazione decorrono dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello
in cui l’impresa distributrice supera la predetta soglia.
53.3 Per le imprese distributrici che intendono adottare il
sistema previsto dal comma 11.1, lettera c), con l’ausilio del
sistema di telegestione dei misuratori elettronici, la data di
entrata in vigore degli obblighi e’ fissata al 1° gennaio 2010.
53.4 Qualora le imprese distributrici non siano completamente in
grado, per effetto dei termini di gradualita’ nella messa a regime
della registrazione esatta dei clienti BT coinvolti nelle
interruzioni, previsti dall’art. 14 del Testo integrato della
qualita’, di identificare tali clienti con strumenti automatici
sull’intera rete, le stesse imprese adottano la migliore
approssimazione possibile in occasione di interruzioni prolungate e
limitatamente alla porzione di rete interessata e non ancora dotata
di strumenti di identificazione automatica.
53.5 Gli obblighi di versamento al Fondo previsti all’art. 50
decorrono a partire dal 1° luglio 2008; per il solo versamento del
31 marzo 2009, ai fini di quanto previsto dal precedente comma 50.1,
l’ammontare e’ riferito al numero di clienti BT disalimentati per
piu’ di 8 ore nel semestre 1° luglio 2008 31 dicembre 2008. L’acconto
da versare entro il 30 settembre 2009 e’ pari al 40% della somma
versata il 31 marzo 2009.
Titolo 8.
CONTRATTI PER LA QUALITA’
Art. 54.
Ambito di applicazione
54.1 Il presente Titolo si applica per il periodo di regolazione
2008-2011 a tutte le imprese distributrici.
54.2 Per le caratteristiche di qualita’ della tensione diverse
dalle interruzioni lunghe e brevi, fino all’emanazione di
provvedimenti dell’Autorita’ in materia, si applica quanto previsto
dalla norma tecnica CEI EN 50160.
Art. 55.
Contratti per la qualita’
55.1 Le imprese distributrici possono stipulare contratti per la
qualita’ con i clienti finali, i clienti grossisti ed altre utenze
quali produttori di energia elettrica, autoproduttori e imprese
distributrici interconnesse, nel rispetto dei criteri fissati
dall’Autorita’.
55.2 La stipula di contratti per la qualita’ deve essere proposta
a condizioni non discriminatorie, nel rispetto del principio di cui
al comma 2.2.
55.3 I contratti per la qualita’ non possono avere ad oggetto la
pattuizione di livelli di qualita’ inferiori a quelli definiti
dall’Autorita’ per i clienti di maggiore dimensione o, in mancanza,
del peggiore livello di qualita’ registrato sul punto di consegna
nell’ultimo anno.
55.4 I ricavi derivanti alle imprese distributrici dai contratti
per la qualita’ sono esclusi dai ricavi ammessi dal vincolo V1, di
cui al Testo integrato delle disposizioni dell’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas per l’erogazione dei servizi di
trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica nel
periodo 2008-2011.
55.5 I ricavi derivanti alle imprese distributrici dai contratti
per la qualita’ e le eventuali penalita’ versate per effetto di tali
contratti devono avere evidenza contabile separata.
Art. 56.
Criteri generali per i contratti per la qualita’
56.1 Nei contratti per la qualita’ le parti definiscono il
livello di qualita’ concordata che l’impresa distributrice si impegna
a rispettare, il corrispettivo da versare da parte del cliente e
clausole penali in caso di inadempimento dell’impresa distributrice,
indicando i casi di esclusione.
56.2 Il livello di qualita’ e’ espresso come soglia applicata ad
uno o piu’ indicatori di continuita’ del servizio o di qualita’ della
tensione. Con riferimento agli indicatori per i quali non vi e’
obbligo di misurazione individuale, le parti provvedono alla misura
per un periodo di almeno un anno prima della stipula del contratto
per la qualita’. I costi di misura sono a carico della parte che
intende usufruire di livelli di continuita’ del servizio o di
qualita’ della tensione piu’ elevati, che ha facolta’ di installare
un proprio strumento di misura.
56.3 Il corrispettivo puo’ essere differenziato solo in relazione
ai seguenti elementi:
i) durata del contratto, che non deve essere inferiore a un
anno e superiore a quattro anni;
ii) livello di qualita’ concordato (in caso di durata superiore
a un anno il livello e’ concordato anno per anno);
iii) risarcibilita’ del danno derivante dal mancato rispetto
del livello di qualita’ concordato;
iv) livello di tensione e ogni altro parametro elettrico
relativo alla fornitura, incluso il livello effettivo di qualita’
registrato sul punto di consegna;
v) energia elettrica consumata o potenza installata dal
cliente, anche come somma di piu’ clienti connessi alla stessa linea
MT o a linee diverse derivanti dalla stessa cabina di trasformazione
AT/MT.
56.4 L’Autorita’ si riserva di integrare i criteri per la stipula
dei contratti per la qualita’ nel caso in cui si manifestino
criticita’ di attuazione.
Art. 57.
Registrazione individuale delle interruzioni senza preavviso
transitorie, dei buchi di tensione e della qualita’ della tensione
57.1 I clienti finali e gli autoproduttori allacciati alle reti
di alta e media tensione hanno facolta’ di approvvigionare,
installare, manutenere e gestire un proprio registratore individuale
di interruzioni senza preavviso lunghe, brevi e transitorie conforme
alla norma CEI EN 50160.
57.2 Ogni impresa distributrice ha l’obbligo, per i clienti
finali e gli autoproduttori allacciati alle reti di alta e media
tensione o per i clienti grossisti che lo richiedano, di
approvvigionare, installare, manutenere e gestire un registratore
individuale di interruzioni senza preavviso lunghe, brevi e
transitorie conforme alla norma CEI EN 50160. I costi relativi alle
funzioni non supportate dal misuratore gia’ installato presso il
cliente sono a carico del richiedente.
57.3 Qualora il cliente intenda installare o richieda all’impresa
distributrice di installare un registratore individuale delle
caratteristiche della qualita’ della tensione diverse dalle
interruzioni senza preavviso lunghe, brevi e transitorie, tale
registratore deve essere conforme alla norma tecnica CEI EN
61000-4-30.
57.4 Le registrazioni di cui ai commi precedenti possono essere
utilizzate ai fini di cui agli articoli 55 e 56.
Art. 58.
Comunicazioni all’Autorita’ per i contratti per la qualita’
58.1 Entro il 31 marzo di ogni anno a decorrere dal 2008, ogni
impresa distributrice fornisce all’Autorita’ un rapporto relativo ai
contratti per la qualita’, che contenga le seguenti informazioni per
ogni contratto stipulato o in essere nell’anno precedente:
a) nome del cliente, ambito territoriale di appartenenza e
attivita’ svolta;
b) livello di tensione e potenza disponibile;
c) data di stipula, data di decorrenza e durata del contratto;
d) indicatori di qualita’ e livelli di qualita’ concordata
oggetto del contratto;
e) modalita’ di registrazione;
f) ammontare dei premi versati;
g) ammontare degli indennizzi riconosciuti al cliente finale.

—-> Vedere tabelle da pag. 53 a pag. 56 in formato zip/pdf

Nel calcolo di IC, i valori di durata di interruzione per cliente
sono riferiti ai valori reali, riscontrati durante il controllo
tecnico, della durata dell’interruzione e del numero di clienti
coinvolti. In tal modo l’indice di correttezza e’ indipendente
dall’indice di precisione.
PARTE II
Regolazione dei livelli specifici e generali di qualita’ commerciale
dei servizi di distribuzione, di misura e di vendita dell’energia
elettrica
Titolo 1
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 59.
Definizioni per la qualita’ commerciale
59.1 Ai fini della presente Parte, si applicano le seguenti
definizioni:
a) «accettazione del preventivo» e’ l’accettazione da parte del
richiedente delle condizioni esposte nel preventivo; le modalita’ di
manifestazione di tale accettazione devono essere indicate nel
preventivo;
b) «alta tensione» (AT) e’ la tensione nominale tra le fasi
superiore a 35 kV e non superiore a 150 kV;
c) «appuntamento posticipato» e’ l’appuntamento fissato, su
richiesta del richiedente, in data successiva a quella proposta
dall’esercente;
d) «atti autorizzativi» sono le concessioni, autorizzazioni,
servitu’ o pareri obbligatori il cui ottenimento e’ necessario per
l’esecuzione della prestazione da parte dell’esercente, escluse le
concessioni, autorizzazioni o servitu’ la cui richiesta spetta al
richiedente;
e) «attivazione della fornitura» e’ l’avvio dell’alimentazione
di un nuovo punto di consegna o di uno precedentemente disattivato, o
un aumento di potenza di un punto gia’ attivo, realizzato attraverso
interventi limitati al gruppo di misura, inclusa l’eventuale
installazione o sostituzione del gruppo di misura medesimo;
f) «Autorita» e’ l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas,
istituita ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481;
g) «bassa tensione» (BT) e’ la tensione nominale tra le fasi
non superiore a 1 kV;
h) «cliente BT» e’ il cliente finale allacciato alla rete di
distribuzione ed alimentato in bassa tensione;
i) «cliente finale» e’ la persona fisica o giuridica che
acquista energia elettrica per uso proprio, che preleva l’energia
elettrica, da una rete con obbligo di connessione di terzi e che non
sia socio di una societa’ cooperativa di produzione o distribuzione o
appartenente ai consorzi o societa’ consortili di cui all’art. 2,
comma 2, del decreto legislativo n. 79/1999;
j) «cliente MT» e’ il cliente finale allacciato alla rete di
distribuzione ed alimentato in media tensione;
k) «codice di rintracciabilita» codice comunicato al
richiedente in occasione della richiesta, che consente di
rintracciare univocamente la prestazione durante tutte le fasi
gestionali, anche attraverso piu’ codici correlati;
l) «completamento del lavoro richiesto» e’ la realizzazione, a
regola d’arte, del lavoro richiesto dal richiedente, comprese
l’installazione del gruppo di misura e l’attivazione della fornitura
ove richiesta contestualmente al lavoro medesimo;
m) «conferma della richiesta della verifica del gruppo di
misura» e’ l’accettazione da parte del cliente finale degli oneri
previsti per il caso in cui sia accertato che il funzionamento del
gruppo di misura e’ corretto in riferimento alla normativa tecnica
vigente;
n) «conferma della richiesta della verifica della tensione di
fornitura» e’ l’accettazione da parte del cliente finale degli oneri
previsti per il caso in cui sia accertato che il valore della
tensione di fornitura e’ conforme alla normativa tecnica vigente;
o) «controllo dei dati di qualita’ commerciale» e’ il controllo
sui dati di qualita’ effettuata mediante l’applicazione della
metodologia definita dal Titolo 6, Parte II, del presente Testo
integrato;
p) «data di corresponsione dell’indennizzo automatico» e’ la
data di emissione della bolletta o fattura nella quale e’
contabilizzato il credito a favore del cliente finale o la data di
invio dell’assegno nel caso in cui si scelga questa modalita’ di
erogazione;
q) «data di messa a disposizione» e’ la data di invio, quale
risultante dal timbro postale o dalla ricevuta del fax, del documento
relativo alle prestazioni di cui agli articoli 62, 63, 70 e 71,
ovvero la data di comunicazione al richiedente, come inserita nel
sistema informativo dell’esercente, dell’avvenuta predisposizione di
detto documento;
r) «data di ricevimento» e’:
– per le richieste, le conferme scritte e le comunicazioni
del richiedente, la data risultante dal protocollo dell’esercente;
– per le richieste, le conferme e le comunicazioni del
richiedente trasmesse per via telefonica o telematica, la data di
inserimento della richiesta nel sistema informativo dell’esercente;
– per le richieste, le conferme e le comunicazioni del
richiedente presentate presso sportelli aperti al pubblico, la data
riportata su appositi moduli predisposti dall’esercente ovvero la
data di inserimento della richiesta nel sistema informativo
dell’esercente;
s) «dati di qualita» sono i dati e le informazioni relativi
alla qualita’ commerciale dei servizi elettrici comunicati dagli
esercenti all’Autorita’ in attuazione del presente Testo integrato;
t) «disattivazione della fornitura su richiesta del cliente
finale» e’ la sospensione della fornitura eseguita con modalita’
idonea ad impedire il prelievo di energia, anche con sigillatura o
rimozione del gruppo di misura;.
u) «distributore» e’ l’esercente che svolge l’attivita’ di
distribuzione del servizio elettrico; esso esercita anche l’attivita’
di «misura» nel rispetto degli obblighi previsti dalla deliberazione
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas 18 gennaio 2007, n.
11/2007, di seguito richiamata come «deliberazione n. 11/2007;
v) «distribuzione» e’ l’attivita’ di cui all’art. 4, comma 4.5,
di cui all’Allegato A della deliberazione n. 11/2007;
w) «esecuzione di lavori complessi» e’ la realizzazione,
modifica o sostituzione a regola d’arte dell’impianto di proprieta’
del distributore, su richiesta del richiedente, in tutti i casi non
compresi nella definizione di esecuzione di lavori semplici;
x) «esecuzione di lavori semplici» e’:
– la realizzazione, modifica o sostituzione a regola d’arte
dell’impianto in bassa tensione di proprieta’ del distributore, su
richiesta del richiedente, eseguita con un intervento limitato alla
presa ed eventualmente al gruppo di misura;
– la realizzazione, modifica o sostituzione a regola d’arte
dell’impianto in media tensione, di proprieta’ del distributore, su
richiesta del richiedente, eseguita con un intervento limitato alle
apparecchiature elettromeccaniche, nell’impianto elettrico esistente,
ed eventualmente al gruppo di misura esistente;
y) «esercente» e’ il soggetto che svolge il servizio di
distribuzione e di misura, o vendita dell’energia elettrica, inclusi
servizi di vendita dell’energia elettrica di maggior tutela e di
salvaguardia ai clienti finali, come previsto dalla deliberazione
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas 27 giugno 2007, n.
156/2007 (di seguito deliberazione n. 156/2007);
z) «giorno feriale» e’ un giorno non festivo della settimana
compreso tra lunedi’ e sabato inclusi;
aa) «giorno lavorativo» e’ un giorno non festivo della
settimana compreso tra lunedi’ e venerdi’ inclusi;
bb) «gruppo di misura» e’ l’insieme di apparecchiature poste
presso il punto di consegna dell’energia elettrica al cliente finale,
atto a misurare l’energia elettrica fornita ed eventualmente dedicato
ad altre funzioni caratteristiche del punto di consegna;
cc) «livello specifico di qualita» e’ il livello di qualita’
riferito alla singola prestazione da garantire al singolo cliente
finale;
dd) «livello generale di qualita» e’ il livello di qualita’
riferito al complesso delle prestazioni da garantire ai clienti
finali di una stessa area territoriale;
ee) «misura» e’ l’attivita’ di cui all’art. 4, comma 4.6, di
cui all’Allegato A della deliberazione n. 11/2007;
ff) «media tensione» (MT) e’ la tensione nominale tra le fasi
superiore a 1 kV e non superiore a 35 kV;
gg) «nodo» e’ il punto del circuito in cui e’ elettricamente
connesso un numero di condutture maggiore o uguale a tre;
hh) «presa» e’ la conduttura in bassa tensione, in partenza da
un nodo esistente, che alimenta un singolo cliente finale, o un
insieme di clienti finali i cui gruppi di misura siano affiancati e
direttamente cablati tra di loro; qualora l’alimentazione avvenga
mediante linea aerea su pali, si considera che la presa abbia inizio
a partire dal sostegno, questo escluso, piu’ prossimo alla fornitura;
ii) «lavoro di importo predeterminabile» e’ un lavoro semplice
per cliente BT il cui importo a carico del cliente finale viene
definito in misura forfetaria, indipendentemente dall’effettivo costo
delle opere, nel rispetto della normativa tariffaria vigente, e per
il quale il venditore e’ in grado di comunicare l’importo al cliente
finale all’atto della richiesta della prestazione, nell’ambito delle
tipologie di lavori semplici definite come predeterminabili dal
distributore;
jj) «punto di consegna» e’ il punto di confine tra l’impianto
di proprieta’ del distributore e l’impianto del cliente finale;
kk) «reclamo scritto» e’ ogni comunicazione scritta fatta
pervenire all’esercente, anche per via telematica, con la quale il
cliente esprime lamentele circa la non coerenza del servizio
elettrico ottenuto con uno o piu’ requisiti definiti da leggi o
provvedimenti amministrativi, dal contratto di fornitura
sottoscritto, dal regolamento di servizio, ovvero circa ogni altro
aspetto relativo ai rapporti tra esercente e richiedente;
ll) «riattivazione della fornitura in seguito a sospensione per
morosita» e’ il ripristino dell’alimentazione del punto di consegna
che pone fine, a fronte del pagamento da parte del cliente finale
moroso delle somme dovute, alla sospensione della fornitura o
riduzione della potenza effettuata dall’esercente nel rispetto delle
procedure di preavviso previste dalla normativa vigente e dai
provvedimenti dell’Autorita’ dalle clausole contrattuali;
mm) «richiedente» ai fini del presente Testo integrato, e’ il
cliente finale allacciato alla rete di distribuzione ed alimentato in
bassa o media tensione; e’ altresi’ il venditore che richiede al
distributore, per conto di un cliente finale, anche potenziale,
l’esecuzione di una prestazione relativa ai servizi elettrici o ogni
altro soggetto che, in assenza di un contratto di fornitura in bassa
tensione, intendendo allacciarsi alla rete di distribuzione, richiede
al distributore il preventivo per l’esecuzione di lavori o la loro
esecuzione;
nn) «richiesta di informazioni scritta» e’ ogni comunicazione
scritta, presentata presso uno sportello aperto al pubblico o fatta
pervenire all’esercente, anche per via telematica, con la quale il
richiedente formula una richiesta di informazioni in merito al
servizio;
oo) «tempo di posticipazione» e’ il tempo intercorrente tra la
data per l’appuntamento con il cliente proposta dall’esercente e la
data dell’«appuntamento posticipato»;
pp) «tempo per l’ottenimento degli atti autorizzativi» e’ il
tempo intercorrente tra la data di richiesta dell’atto presentata per
ultima e la data, quale risultante dal protocollo dell’esercente, di
ricevimento dell’atto perfezionatosi per ultimo;
qq) «terzi» sono le persone fisiche o giuridiche terze rispetto
all’esercente, escluse le imprese che operano su incarico o in
appalto per conto dell’esercente medesimo;
rr) «Testo integrato» e’ il presente Testo integrato recante le
disposizioni dell’Autorita’ in materia di qualita’ dei servizi di
distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica;
ss) «vendita» e’ l’attivita’ di cui all’art. 4, commi 4.7, 4.8
e 4.8bis di cui all’Allegato A della deliberazione n. 11/2007,
inclusi i servizi di vendita di maggior tutela e di vendita di
salvaguardia di cui all’Allegato A della deliberazione del 27 giugno
2007 n. 156/2007;
tt) «verifica del gruppo di misura» e’ l’accertamento del
corretto funzionamento del gruppo di misura in riferimento a quanto
previsto dalla normativa tecnica vigente;
uu) «verifica della tensione di fornitura» e’ l’accertamento
del livello di tensione nel punto di consegna in riferimento a quanto
previsto dalla normativa tecnica vigente.
Art. 60.
Finalita’, principi generali e ambito di applicazione
60.1 La Parte II del presente provvedimento persegue le finalita’
di:
a) tutelare i diritti dei clienti finali attraverso livelli
specifici e generali di qualita’ commerciale dei servizi di
distribuzione, di misura e di vendita dell’energia elettrica e
indennizzi automatici per il richiedente in caso di mancato rispetto
dei livelli specifici di qualita’ per cause imputabili all’esercente;
b) assicurare una corretta ed omogenea registrazione delle
prestazioni richieste dai clienti per disporre di indicatori di
qualita’ commerciale affidabili, comparabili e verificabili e per
consentire una adeguata informazione dei clienti in merito alla
tempestivita’ di esecuzione delle prestazioni richieste.
60.2 Sono tenuti al rispetto delle disposizioni della presente
Parte tutti i distributori e i venditori di energia elettrica.
60.3 Il cliente BT richiede le prestazioni del presente Testo
integrato di competenza del distributore esclusivamente tramite il
proprio venditore, ad eccezione dei seguenti casi nei quali il
cliente si puo’ rivolgere al distributore:
a) reclami scritti o richieste scritte di informazioni, di cui
all’art. 72, relativi ai servizi di distribuzione o di misura;
b) richieste di preventivo per l’esecuzione di lavori in
assenza di contratto di fornitura;
c) richieste di esecuzione di lavori senza l’attivazione della
fornitura;
d) richieste di spostamenti di linee ed impianti elettrici che
non siano funzionali allo spostamento del gruppo di misura del
cliente finale richiedente;
e) richieste di spostamento di prese non attive, se effettuate
da un richiedente diverso dal subentrante.
60.4 In presenza di un contratto di fornitura stipulato tra un
venditore ed un cliente MT, quest’ultimo puo’ richiedere le
prestazioni del presente Testo integrato di competenza del
distributore tramite il proprio venditore nel caso in cui abbia
conferito mandato al venditore per la sottoscrizione dei contratti di
trasporto e di dispacciamento, o direttamente al distributore; in
quest’ultimo caso il distributore informa tempestivamente il
venditore delle eventuali variazioni nella fornitura che abbiano
risvolti di carattere contrattuale.
60.5 Fatto salvo quanto disposto dall’art. 68, comma 68.2, e
dall’art. 64, comma 64.2, il venditore, nel caso in cui debba inviare
la richiesta di prestazione ricevuta dal cliente finale ad un
distributore, invia tale richiesta entro due giorni lavorativi dalla
data di ricevimento. Analogamente, l’eventuale trasmissione al
cliente finale della comunicazione dell’esito della prestazione o di
altra documentazione deve avvenire dal venditore al cliente finale
entro due giorni lavorativi dalla data di ricevimento da parte del
distributore.
60.6 Nel seguito del presente Testo integrato, per gli esercenti
non soggetti agli obblighi di separazione societaria ai sensi della
legge 3 agosto 2007, n. 125, i termini distributore e venditore
identificano lo stesso soggetto; pertanto per questi soggetti non
sono applicabili gli obblighi di tempestivita’ previsti dal
comma precedente, assumendosi istantaneo il trasferimento della
documentazione e delle informazioni.
Titolo 2
INDICATORI DI QUALITA’ COMMERCIALE
Art. 61.
Indicatori di qualita’ commerciale del servizio
61.1 Al fine di definire i livelli specifici e generali di
qualita’ commerciale relativi al servizio di distribuzione e misura
dell’energia elettrica, si fa riferimento ai seguenti indicatori di
qualita’:
tempo di preventivazione;
tempo di esecuzione di lavori semplici;
tempo di attivazione della fornitura;
tempo di disattivazione della fornitura su richiesta del
cliente finale;
tempo di riattivazione della fornitura in seguito a sospensione
per morosita’;
fascia di puntualita’ per gli appuntamenti con il cliente
finale;
tempo di esecuzione di lavori complessi;
tempo per l’effettuazione della verifica della tensione di
fornitura su richiesta del cliente finale;
tempo di risposta motivata a reclami scritti o a richieste di
informazione scritte relative al servizio di distribuzione;
tempo di ripristino della fornitura in seguito a guasto del
gruppo di misura;
tempo per l’effettuazione della verifica del gruppo di misura
su richiesta del cliente finale;
tempo di risposta motivata a reclami scritti o a richieste di
informazione scritte relative al servizio di misura;
61.2 Al fine di definire i livelli specifici e generali di
qualita’ commerciale relativi al servizio di vendita dell’energia
elettrica, si fa riferimento ai seguenti indicatori di qualita’:
tempo di rettifica di fatturazione;
tempo di risposta motivata a reclami scritti o a richieste di
informazione scritte relative al servizio di vendita.
Art. 62.
Tempo di preventivazione per l’esecuzione di lavori sulla rete di
bassa tensione
62.1 Il tempo di preventivazione per l’esecuzione di lavori sulla
rete di bassa tensione e’ il tempo, misurato in giorni lavorativi,
intercorrente tra la data di ricevimento da parte del distributore
della richiesta di preventivo e la data di messa a disposizione del
preventivo al richiedente. Il tempo di preventivazione per
l’esecuzione di lavori sulla rete BT viene registrato solo nei casi
in cui l’ammontare del preventivo non sia predeterminabile.
62.2 Il preventivo per l’esecuzione di lavori sulla rete di bassa
tensione deve essere predisposto dal distributore per ogni richiesta
di lavori sulla rete di bassa tensione, esclusi i lavori con importo
predeterminabile per i quali si applica la procedura di cui al
comma 64.2.
62.3 Il preventivo deve contenere:
a) il codice di rintracciabilita’ di cui all’art. 83,
comma 83.2, lettera a);
b) la data di ricevimento da parte del distributore della
richiesta di preventivo del richiedente;
c) la data di messa a disposizione del preventivo al
richiedente;
d) la tipologia di utenza;
e) l’indicazione del tempo massimo di esecuzione della
prestazione richiesta, se tale prestazione e’ soggetta ad un livello
specifico di qualita’ definito dal presente Testo integrato, nonche’
l’indicazione dell’entita’ dell’indennizzo automatico dovuto
dall’esercente al cliente finale in caso di mancato rispetto di tale
livello specifico;
f) l’indicazione dei corrispettivi previsti dalle normative
vigenti per l’esecuzione del lavoro richiesto fino all’attivazione
della fornitura, quest’ultima valorizzata separatamente, ove
richiesta; il preventivo deve riportare le differenti componenti di
costo, ed in particolare, ove previsto dalla normativa tariffaria,
quelle relative alla manodopera e/o alle prestazioni di terzi, ai
materiali, alle forniture e alle spese generali;
g) l’indicazione degli elementi necessari per l’esecuzione del
lavoro richiesto, compresi i lavori eventualmente da realizzarsi a
cura del richiedente e le concessioni, autorizzazioni o servitu’ che
eventualmente lo stesso richiedente deve richiedere per consentire
l’esecuzione del lavoro, con adeguata documentazione tecnica;
h) l’indicazione della documentazione che, in caso di
accettazione del preventivo, il richiedente deve presentare per
l’attivazione della fornitura, ove richiesta, precisando in tal caso
che la richiesta di attivazione deve essere presentata tramite un
venditore;
i) la stima dei tempi previsti per l’ottenimento degli atti
autorizzativi eventualmente necessari per l’esecuzione del lavoro
richiesto;
j) l’indicazione delle modalita’ di manifestazione di
accettazione del preventivo, che non devono essere discriminatorie
tra i venditori per i preventivi da loro richiesti.
62.4 Il preventivo per l’esecuzione di lavori sulla rete di bassa
tensione deve avere validita’ non inferiore a tre mesi. Nessun
corrispettivo che non sia stato indicato in detto preventivo potra’
essere successivamente preteso dall’esercente nei confronti del
cliente finale per l’esecuzione dei lavori oggetto del preventivo
medesimo.
62.5 Nel caso di trasmissione informatica del preventivo da parte
del distributore al venditore, il venditore medesimo conferma per via
informatica al distributore la ricezione del preventivo.
62.6 Fatta salva la facolta’ di offrire, a proprio carico,
condizioni migliorative nel mercato libero, il venditore ha l’obbligo
di fornire al cliente finale un’offerta nella quale e’ riportato
integralmente il preventivo predisposto dal distributore e di
accludere altresi’ lo schema del contratto di fornitura.
Art. 63.
Tempo di preventivazione per l’esecuzione di lavori sulla rete di
media tensione
63.1 Il tempo di preventivazione per l’esecuzione di lavori sulla
rete di media tensione e’ il tempo, misurato in giorni lavorativi,
intercorrente tra la data di ricevimento, da parte del distributore,
della richiesta di preventivo e la data di messa a disposizione del
preventivo al richiedente.
63.2 Il preventivo per l’esecuzione di lavori sulla rete di media
tensione deve essere predisposto dal distributore per ogni richiesta
di lavori sulla rete di media tensione, indipendentemente
dall’ammontare del contributo richiesto al cliente finale.
63.3 Fatta salva la facolta’ di offrire, a proprio carico,
condizioni migliorative nel mercato libero, il venditore ha l’obbligo
di fornire al cliente finale un’offerta nella quale e’ riportato
integralmente il preventivo predisposto dal distributore, che deve
contenere quanto previsto dall’art. 62, comma 62.3.
63.4 Il preventivo per l’esecuzione di lavori sulla rete di media
tensione deve avere validita’ non inferiore a sei mesi. Nessun
corrispettivo che non sia stato indicato in detto preventivo puo’
essere successivamente preteso dal distributore nei confronti del
richiedente per l’esecuzione dei lavori oggetto del preventivo
medesimo.
63.5 Qualora entro il tempo massimo di quaranta giorni
lavorativi, il distributore non metta a disposizione del richiedente
il preventivo per l’esecuzione di lavori sulla rete di media
tensione, l’esercente medesimo deve inviare al richiedente una
comunicazione da cui risultino il nominativo ed il recapito della
persona responsabile per conto dell’esercente per la richiesta di
preventivo, nonche’ i tempi previsti per la predisposizione del
preventivo medesimo.
Art. 64.
Tempo di esecuzione di lavori semplici
64.1 Il tempo di esecuzione di lavori semplici e’ il tempo,
misurato in giorni lavorativi, intercorrente tra la data di
ricevimento da parte del distributore dell’accettazione del
preventivo comunicata dal richiedente e la data di completamento del
lavoro richiesto.
64.2 Nel caso di lavori semplici sulla rete in bassa tensione per
i quali il venditore sia in grado di predeterminare l’importo a
carico del cliente finale:
a) all’atto della richiesta il venditore informa il cliente BT
sull’importo a carico del cliente finale e i tempi previsti per
l’esecuzione del lavoro;
b) qualora il cliente BT accetti di procedere all’esecuzione
del lavoro, il distributore, su richiesta del venditore, verifica che
si tratti effettivamente di un lavoro semplice, entro i successivi
cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta da parte del
venditore;
c) entro lo stesso termine il distributore:
i) qualora la verifica confermi che si tratti di un lavoro
semplice, consegna al cliente BT la documentazione di cui all’art.
62, comma 62.3;
ii) qualora dalla verifica risulti che il lavoro e’
complesso, ma e’ confermato l’importo inizialmente predeterminato,
comunica al cliente finale, anche tramite il venditore, la variazione
e il tempo di esecuzione previsto. In tal caso il cliente finale,
anche tramite il proprio venditore, puo’ rinunciare all’esecuzione
del lavoro complesso. Se il cliente finale, anche tramite il proprio
venditore, accetta di procedere all’esecuzione del lavoro complesso,
il distributore deve consegnare entro 20 giorni al cliente finale,
anche tramite il venditore, la documentazione di cui all’art. 62,
comma 62.3. Il distributore e’ tenuto inoltre a rispettare quanto
previsto dal successivo art. 65, comma 65.2;
iii) qualora dalla verifica risulti che il lavoro non rientra
tra quelli predeterminabili, il distributore ne da’ comunicazione al
cliente finale, anche tramite il venditore, comunicando il nuovo
preventivo entro 20 giorni. In tal caso il cliente finale, anche
tramite il proprio venditore, puo’ rinunciare all’esecuzione del
lavoro.
64.3 Ai fini del precedente comma, il distributore pubblica nel
proprio sito Internet le tipologie di lavori semplici su rete BT di
importo predeterminabile per i quali si impegna ad adottare la
procedura indicata. I venditori possono proporre al cliente finale
tale procedura solo per le tipologie di lavori su rete BT indicate
dal distributore.
Art. 65.
Tempo di esecuzione di lavori complessi
65.1 Il tempo di esecuzione di lavori complessi e’ il tempo,
misurato in giorni lavorativi, intercorrente tra la data di
ricevimento da parte del distributore della accettazione del
preventivo comunicata dal richiedente e la data di completamento del
lavoro richiesto.
65.2 Qualora entro il tempo massimo di sessanta giorni, il
distributore non completi il lavoro richiesto, il distributore
medesimo deve inviare al richiedente una comunicazione da cui
risultino il nominativo ed il recapito della persona responsabile per
conto del distributore per la richiesta di esecuzione di lavori
complessi, nonche’ i tempi previsti per il completamento del lavoro
medesimo.
65.3 Sono esclusi dall’applicazione del presente articolo i
seguenti lavori complessi:
a) le elettrificazioni di zone urbanistiche (residenziali,
artigianali, industriali o rurali) realizzate su richiesta di
soggetti diversi dai clienti finali;
b) le richieste di spostamento di linee e di impianti
elettrici, che non sia funzionale allo spostamento del gruppo di
misura del cliente finale richiedente;
c) le richieste di spostamento di prese non attive, se
effettuate da un richiedente diverso dal cliente finale.
Art. 66.
Tempo di attivazione della fornitura
66.1 Il tempo di attivazione della fornitura e’ il tempo,
misurato in giorni lavorativi, intercorrente tra la data di
ricevimento da parte del distributore della richiesta di attivazione
della fornitura, inviata dal richiedente e la data di attivazione
della fornitura, con intervento limitato al gruppo di misura.
66.2 La rilevazione del tempo di attivazione della fornitura non
si effettua nel caso in cui la fornitura sia stata riattivata in
seguito a sospensione della stessa per morosita’ del cliente finale e
nel caso in cui siano intervenute variazioni nella titolarita’ del
contratto di fornitura che non richiedono intervento di attivazione
della fornitura, quali volture o subentri immediati.
66.3 Non sono considerate attivazioni operazioni che non fanno
venire meno la continuita’ dell’alimentazione fisica del punto di
consegna, tra cui ad esempio:
a) le modifiche contrattuali senza aumento di potenza;
b) le diminuzioni di potenza;
c) le volture o subentri immediati che non comportano
interventi sul gruppo di misura diversi dalla lettura di subentro;
d) gli aumenti di potenza previsti in caso di prelievi
superiori alla potenza contrattuale, nei casi in cui tale aumento di
potenza non necessita’ di interventi sugli impianti;
e) le attivazioni di forniture straordinarie, i passaggi dal
mercato di maggior tutela o di salvaguardia al mercato libero (e
viceversa) e i passaggi da un venditore all’altro.
Art. 67.
Tempo di disattivazione della fornitura su richiesta del cliente
finale
67.1 Il tempo di disattivazione della fornitura su richiesta del
cliente finale e’ il tempo, misurato in giorni lavorativi,
intercorrente tra la data di ricevimento da parte del distributore
della richiesta di disattivazione della fornitura inviata dal
richiedente e la data di disattivazione della fornitura stessa.
67.2 La rilevazione del tempo di disattivazione della fornitura
su richiesta del cliente finale si effettua per tutti gli interventi
di disattivazione della fornitura su richiesta del cliente finale,
compresi quelli che comportano la rimozione del gruppo di misura. E’
inoltre assimilata alla disattivazione la semplice chiusura
contrattuale, con acquisizione della lettura finale, che assicuri al
cliente che non gli saranno addebitati ulteriori consumi. Tale
rilevazione non si effettua per le richieste di disattivazione
presentate contestualmente alle richieste di riattivazione per
variazioni nella titolarita’ del contratto di fornitura che non
richiedono intervento di disattivazione della fornitura, quali
volture o subentri immediati. Non sono considerate disattivazioni i
casi di passaggio dal mercato di maggior tutela o di salvaguardia al
mercato libero (e viceversa), nonche’ i passaggi da un venditore
all’altro.
Art. 68.
Tempo di riattivazione della fornitura in seguito a sospensione per
morosita’
68.1 Il tempo di riattivazione della fornitura in seguito a
sospensione per morosita’ e’ il tempo, misurato in giorni feriali,
intercorrente tra la data di ricevimento da parte del distributore
della richiesta di riattivazione della fornitura da parte del
venditore e la data di riattivazione della fornitura.
68.2 Il venditore e’ tenuto all’invio immediato al distributore,
mediante fax o per via telematica, della richiesta di riattivazione
della fornitura di un proprio cliente finale, a seguito del pagamento
da parte del cliente finale al venditore delle somme dovute ovvero di
dimostrazione dell’avvenuto pagamento, mediante idonea
documentazione, dell’avvenuto pagamento delle somme medesime. Qualora
la documentazione dimostrante l’avvenuto pagamento pervenga al
venditore oltre le ore 18 nei giorni feriali, l’invio al distributore
puo’ avvenire nel giorno successivo.
68.3 Il distributore ha facolta’ di comunicare ai venditori
modalita’ e termini, compatibili con il comma precedente, entro il
quale devono pervenire le richieste relative alla riattivazione della
fornitura in seguito a sospensione per morosita’. Qualora sia
rispettato il termine indicato dal distributore, la data di
ricevimento ai fini del comma 68.1 e’ la data risultante dal fax o
comunicazione telematica inviata dal venditore per inoltrare al
distributore la richiesta di riattivazione. Le richieste pervenute
oltre il termine indicato dal distributore potranno essere trattate
dal distributore come pervenute nel giorno successivo.
68.4 Per i soli clienti finali a cui, in caso di morosita’, il
distributore applichi una procedura che preveda in luogo della
disattivazione la riduzione della potenza disponibile fino ad un
valore non inferiore al 15% della potenza contrattualmente impegnata,
il tempo di riattivazione della fornitura e’ computato in giorni
lavorativi.
Art. 69.
Tempo di rettifica di fatturazione
69.1 Il tempo di rettifica di fatturazione e’ il tempo, misurato
in giorni solari, intercorrente tra la data di ricevimento da parte
del venditore della richiesta di rettifica inviata dal cliente finale
di una fattura gia’ pagata o per la quale e’ prevista la possibilita’
di rateizzazione ai sensi dell’art. 13, comma 13.1 della
deliberazione 28 dicembre 1999, n. 200/1999, e la data di accredito
della somma non dovuta, anche in misura diversa da quella richiesta,
al netto dei tempi necessari per l’effettuazione di eventuali
attivita’ di verifica richieste dal venditore al distributore. Il
venditore, su richiesta del cliente finale, e’ tenuto a fornire il
dettaglio del calcolo effettuato per la rettifica di fatturazione.
69.2 Il tempo di rettifica di fatturazione e’ registrato anche
per le richieste di rettifiche di fatturazione per le quali, in
seguito alle verifiche effettuate, il venditore comunichi al cliente
finale che non si da’ luogo a rettifica di fatturazione.
Art. 70.
Tempo di comunicazione dell’esito della verifica del gruppo di misura
su richiesta del cliente finale
70.1 Il tempo di comunicazione dell’esito della verifica del
gruppo di misura su richiesta del cliente finale e’ il tempo,
misurato in giorni lavorativi, intercorrente tra la data di
ricevimento da parte del distributore della conferma della richiesta
di verifica del gruppo di misura inviata dal richiedente e la data di
messa a disposizione al richiedente del documento recante l’esito
della verifica.
70.2 Il distributore e’ tenuto a registrare, nel rispetto di
quanto stabilito dall’art. 83, l’esito delle verifiche del gruppo di
misura. Qualora tali verifiche conducano all’accertamento di limiti
di tolleranza superiori ai limiti di errore ammissibili fissati dalla
normativa tecnica vigente, il distributore e’ tenuto a registrare il
tempo, espresso in giorni lavorativi, entro il quale ha provveduto
alla sostituzione del gruppo di misura, fatto salvo il rispetto di
quanto previsto dall’art. 11, comma 11.2 della deliberazione
28 dicembre 1999, n. 200/99.
70.3 Il distributore, effettuata la verifica del gruppo di
misura, comunica l’esito della verifica al richiedente,
trasmettendone il resoconto della verifica.
Art. 71.
Tempo di comunicazione dell’esito della verifica della tensione di
fornitura su richiesta del cliente finale
71.1 Il tempo per l’effettuazione della verifica della tensione
di fornitura su richiesta del cliente finale e’ il tempo, misurato in
giorni lavorativi, intercorrente tra la data di ricevimento da parte
del distributore della conferma della richiesta di verifica della
tensione di fornitura inviata dal richiedente e la data di messa a
disposizione al richiedente del documento recante l’esito della
verifica.
71.2 Il distributore e’ tenuto alla effettuazione di una verifica
per il rispetto dei limiti di variazione della tensione fissati dalla
norma CEI EN 50160, da condursi sull’arco di una settimana,
attraverso l’installazione di un apparecchio di registrazione
conforme alla norma CEI EN 61000-4-30.
71.3 Qualora tali verifiche conducano all’accertamento di valori
della tensione di fornitura non compresi nel campo di variazione
fissato dalla norma CEI EN 50160, il distributore e’ tenuto a
informare il richiedente, contestualmente alla notifica dell’esito
della verifica, della data prevista di ripristino dei valori corretti
della tensione di fornitura.
71.4 Nel caso in cui siano gia’ stati accertati sulla medesima
linea valori della tensione di fornitura non compresi nel campo di
variazione fissato dalla norma CEI EN 50160, il distributore non
esegue la verifica della tensione, ma entro il tempo previsto dallo
standard e’ tenuto a informare il richiedente della data prevista per
il ripristino dei valori corretti della tensione di fornitura.
71.5 Il distributore e’ tenuto a registrare il tempo, espresso in
giorni lavorativi, intercorrente tra la data di notifica dell’esito
della verifica della tensione di fornitura o della comunicazione
informativa di cui ai precedenti commi 71.3 e 71.4 e la data di
ripristino dei valori corretti della tensione di fornitura.
Art. 72.
Tempo di risposta motivata a reclami scritti o a richieste di
informazioni scritte
72.1 Il tempo di risposta motivata a reclami scritti o a
richieste di informazioni scritte e’:
a) per il distributore il tempo, misurato in giorni lavorativi,
intercorrente tra la data di ricevimento del reclamo scritto o della
richiesta scritta di informazioni relativi al servizio di
distribuzione e misura da parte del richiedente e la data di invio
della risposta motivata al richiedente, quale risultante dal timbro
postale o dalla ricevuta del fax o di altro strumento telematico;
b) per il venditore il tempo, misurato in giorni lavorativi,
intercorrente tra la data di ricevimento del reclamo scritto o della
richiesta scritta di informazioni relativi al servizio di vendita da
parte del proprio cliente finale e la data di invio della risposta
motivata al cliente finale, quale risultante dal timbro postale o
dalla ricevuta del fax o di altro strumento telematico.
72.2 La risposta motivata deve contenere il riferimento al
reclamo scritto o alla richiesta scritta di informazioni, nonche’
l’indicazione del nominativo e del recapito della persona incaricata
dall’esercente per fornire al richiedente, ove necessario, eventuali
ulteriori chiarimenti. Nel caso di reclami scritti, la risposta
motivata al richiedente deve contenere l’indicazione delle cause di
non conformita’ del servizio per le quali e’ stato presentato il
reclamo, nonche’ la descrizione delle azioni correttive poste in
essere dall’esercente.
72.3 In occasione della presentazione di reclami scritti o di
richieste scritte, il richiedente puo’ richiedere di accedere,
limitatamente ai dati che lo riguardano, al registro di cui all’art.
83, comma 83.1, della presente direttiva.
Art. 73.
Fascia di puntualita’ per gli appuntamenti con il cliente finale
73.1 La fascia di puntualita’ per gli appuntamenti che
necessitano la presenza del cliente finale o di persona da lui
incaricata e’ il periodo di tempo, misurato in ore, entro il quale
l’appuntamento puo’ essere concordato con il richiedente per
effettuare un sopralluogo o un intervento ai fini dell’esecuzione
delle prestazioni soggette a livelli specifici e generali di
qualita’. La fascia di puntualita’ per gli appuntamenti non puo’
superare le due ore.
73.2 Al momento di concordare un appuntamento con il richiedente,
il distributore e’ tenuto a fissare l’ora di inizio e l’ora di fine
della fascia di puntualita’ per l’appuntamento concordato
impegnandosi a presentarsi nel luogo e nel periodo di tempo
concordati con il richiedente.
73.3 Il cliente finale deve assicurare la disponibilita’, propria
o di persona da lui incaricata, a ricevere il distributore per tutta
la fascia di puntualita’ concordata con il distributore medesimo.
Art. 74.
Appuntamenti posticipati
74.1 In caso di appuntamento posticipato l’esercente deve
registrare almeno le seguenti informazioni garantendone la

verificabilita’:
a) codice di rintracciabilita’ della prestazione a cui si
riferisce l’appuntamento;
b) data per l’appuntamento proposta dal distributore;
c) data e fascia di puntualita’ concordata;
d) data e ora di inizio effettivo della prestazione o del
sopralluogo.
74.2 L’esercente informa altresi’ il cliente finale o la persona
da lui incaricata che per il mancato rispetto della fascia di
puntualita’ e’ riconosciuto un indennizzo automatico.
Art. 75.
Tempo di ripristino della fornitura in seguito a guasto del gruppo di
misura
75.1 Il tempo di ripristino della fornitura in seguito a guasto
del gruppo di misura per clienti finali alimentati in bassa tensione
e’ il tempo, registrato in ore e minuti, intercorrente tra l’istante
di richiesta del cliente finale interessato dal guasto, registrato in
ore e minuti, e l’istante di ripristino della fornitura di energia
elettrica sul punto di consegna di detto cliente finale, registrato
in ore e minuti.
75.2 Qualora il cliente finale richieda, contestualmente alla
segnalazione del guasto, un intervento posticipato, si applica quanto
definito al precedente comma 74.1; il tempo standard per l’esecuzione
della prestazione, in questo caso decorre dalla data e ora fissate
per l’appuntamento con lo standard ad esso applicabile.
Art. 76.
Computo dei tempi di esecuzione delle prestazioni soggette a livelli
specifici e generali di qualita’ commerciale
76.1 Il tempo per l’esecuzione delle prestazioni soggette a
livelli specifici e generali di qualita’ comprende i tempi necessari
per l’effettuazione di eventuali sopralluoghi che non richiedono la
presenza del cliente finale.
76.2 Il tempo per l’esecuzione delle prestazioni soggette a
livelli specifici e generali di qualita’ comprende i tempi necessari
per l’effettuazione di eventuali sopralluoghi che richiedono la
presenza del cliente finale e per i quali il richiedente non abbia
richiesto un appuntamento posticipato.
76.3 Nel caso in cui, ai fini dell’esecuzione delle prestazioni
soggette a livelli specifici e generali di qualita’, sia necessaria
l’effettuazione di un sopralluogo con appuntamento posticipato, il
tempo per l’esecuzione di dette prestazioni non comprende il tempo di
posticipazione.
76.4 Nel caso in cui per l’esecuzione delle prestazioni di cui
agli articoli 64, 65 e 66 siano necessari lavori da realizzarsi a
cura del cliente finale e tali lavori siano stati tutti indicati nel
preventivo di cui agli articoli 62 e 63, il tempo per l’effettuazione
di dette prestazioni decorre dalla data di comunicazione di
ultimazione dei lavori.
76.5 Nel caso in cui per l’esecuzione delle prestazioni soggette
a livelli specifici o generali di qualita’ siano necessari atti
autorizzativi, il tempo per l’esecuzione di dette prestazioni non
comprende il tempo per l’ottenimento di tali atti.
76.6 Nel caso in cui per l’esecuzione di lavori complessi siano
necessari atti autorizzativi, il tempo di esecuzione delle
prestazioni non comprende il tempo per l’ottenimento di tali atti,
purche’ almeno il primo atto autorizzativo sia stato richiesto entro
30 giorni lavorativi dalla data di comunicazione di accettazione del
preventivo da parte del soggetto richiedente. L’impresa distributrice
e’ tenuta a presentare le richieste di autorizzazione eventualmente
necessarie per la realizzazione degli interventi in capo alla
medesima impresa distributrice.
76.7 Nel caso in cui l’esecuzione delle prestazioni soggette a
livelli specifici e generali di qualita’ sia impedita dalla
praticabilita’ del terreno, ad esempio per innevamento persistente,
l’esercente comunica al richiedente la sospensione della prestazione,
che si protrae per lo stretto tempo necessario per il ritorno alla
praticabilita’ dei terreni interessati.
76.8 Nel caso in cui l’esecuzione delle prestazioni soggette a
livelli specifici e generali di qualita’ sia ritardata a causa di
attivita’ da realizzarsi a cura del richiedente la prestazione quali
ad esempio, opere o autorizzazioni, invio di documentazione mancante
o incompleta, o ritardi dipendenti da decisioni del richiedente, i
tempi per l’esecuzione delle prestazioni non comprendono i tempi
associati a tali attivita’.
76.9 Nel caso in cui, ai sensi dell’art. 64, comma 64.2, risulti
che dal sopralluogo il lavoro richiesto e’ da classificare come
complesso, l’esercente registra i motivi che hanno comportato la
variazione e il tempo di esecuzione della prestazione decorre da tale
variazione o, in caso di consegna di documentazione tecnica, dalla
data di accettazione delle prescrizioni in essa contenute.
Titolo 3
LIVELLI SPECIFICI E GENERALI DI QUALITA’ COMMERCIALE
Art. 77.
Livelli specifici di qualita’ commerciale del servizio
77.1 I livelli specifici di qualita’ commerciale del servizio
sono definiti nella tabella 11.
Art. 78.
Livelli generali di qualita’ commerciale del servizio
78.1 I livelli generali di qualita’ commerciale del servizio sono
definiti nella tabella 12.
78.2 I livelli generali di qualita’ di cui al precedente
comma 78.1 devono essere calcolati:
a) con riferimento all’esercente, se l’esercente fornisce il
servizio in un ambito territoriale compreso in una sola provincia;
b) con riferimento alla provincia, se l’esercente fornisce il
servizio in un ambito territoriale non compreso in una sola
provincia.
Art. 79.
Cause di mancato rispetto dei livelli specifici e generali di
qualita’
79.1 Le cause di mancato rispetto dei livelli specifici e
generali di qualita’ sono classificate come di seguito:
a) cause di forza maggiore, intese come atti di autorita’
pubblica, eventi naturali eccezionali per i quali sia stato
dichiarato lo stato di calamita’ dall’autorita’ competente, scioperi,
mancato ottenimento di atti autorizzativi;
b) cause imputabili al cliente finale o a terzi, quali la
mancata presenza del cliente finale ad un appuntamento concordato con
l’esercente per l’effettuazione di sopralluoghi necessari
all’esecuzione della prestazione richiesta o per l’esecuzione della
prestazione stessa, ovvero danni o impedimenti provocati da terzi;
c) cause imputabili all’esercente, intese come tutte le altre
cause non indicate alle precedenti lettere a) e b).
79.2 Per le prestazioni le cui cause di mancato rispetto dei
livelli specifici e generali di qualita’ rientrano nelle classi di
cui al precedente comma 79.1, lettere a) e b), l’esercente documenta
la causa del mancato rispetto.
Titolo 4
INDENNIZZI AUTOMATICI
Art. 80.
Casi di indennizzo automatico
80.1 In caso di mancato rispetto dei livelli specifici di
qualita’ definiti dall’art. 77, l’indennizzo automatico e’
corrisposto al cliente finale, anche tramite il venditore, il quale
ha l’obbligo di trasferire l’indennizzo al cliente finale in
occasione della prima fatturazione utile.
80.2 Gli indennizzi automatici sono definiti, per ciascuna
tipologia di clientela, nella tabelle 13, 14 e 15, e, ad esclusione
degli indennizzi relativi al mancato rispetto della fascia di
puntualita’ degli appuntamenti, sono crescenti in relazione al
ritardo nell’esecuzione della prestazione come indicato di seguito:
a) se l’esecuzione della prestazione avviene oltre lo standard,
ma entro un tempo doppio dello standard a cui si riferisce la
prestazione, e’ corrisposto l’indennizzo automatico base;
b) se l’esecuzione della prestazione avviene oltre un tempo
doppio dello standard cui si riferisce la prestazione, ma entro un
tempo triplo, e’ corrisposto il doppio dell’indennizzo automatico
base;
c) se l’esecuzione della prestazione avviene oltre un tempo
triplo dello standard cui si riferisce la prestazione e’ corrisposto
il triplo dell’indennizzo automatico base.
Art. 81.
Casi di esclusione del diritto all’indennizzo automatico
81.1 L’esercente non e’ tenuto a corrispondere gli indennizzi
automatici di cui all’art. 80 qualora il mancato rispetto dei livelli
specifici di qualita’ definiti dall’art. 79 sia riconducibile ad una
delle cause di cui all’art. 79, comma 79.1, lettere a) e b).
81.2 L’esercente non e’ tenuto a corrispondere gli indennizzi
automatici di cui al precedente art. 80 qualora il cliente finale non
sia in regola con gli eventuali pagamenti dovuti all’esercente per
l’effettuazione della prestazione richiesta.
81.3 Il riconoscimento dell’indennizzo per mancato rispetto della
fascia di puntualita’ degli appuntamenti non e’ motivo di esclusione
dal riconoscimento, ove dovuto, dell’indennizzo per mancato rispetto
degli altri standard specifici.
81.4 L’esercente non e’ tenuto a corrispondere l’indennizzo
automatico di cui all’art. 80:
a) per mancato rispetto del tempo massimo di ripristino della
fornitura in seguito a guasto del gruppo di misura per clienti finali
alimentati in bassa tensione se l’interruzione della fornitura e’
causata dal solo allentamento dei morsetti ferma-cavi presenti sul
gruppo di misura, dall’intervento del limitatore per prelievi
irregolari o da danneggiamenti arrecati al gruppo di misura se
installato all’interno di locali di esclusivo accesso del cliente
finale;
b) per mancato rispetto del tempo massimo di rettifica di
fatturazione se la prestazione non da’ luogo a restituzione di somma
al richiedente o viene effettuata a causa di errata comunicazione
all’esercente da parte del cliente finale.
Art. 82.
Modalita’ di corresponsione al cliente finale dell’indennizzo
automatico
82.1 Gli indennizzi automatici di cui all’art. 80, tenuto conto
dei casi di esclusione di cui all’art. 81, sono corrisposti
dall’esercente al richiedente la prestazione entro 30 giorni solari
dalla data di effettuazione della prestazione richiesta o al piu’
tardi a partire dal triplo del tempo dello standard, esclusi gli
indennizzi automatici relativi al mancato rispetto della fascia di
puntualita’ degli appuntamenti, per i quali il medesimo termine
decorre dalla data dell’appuntamento.
82.2 Il venditore e’ tenuto ad accreditare al cliente finale che
ha richiesto la prestazione, per la quale il distributore non ha
rispettato il livello specifico per le cause indicate dall’art. 79,
comma 79.1 lettera c), l’indennizzo automatico ricevuto dal
distributore, attraverso detrazione dall’importo addebitato nella
prima fatturazione utile. Nel caso in cui l’importo della prima
fatturazione addebitata al cliente finale sia inferiore all’entita’
dell’indennizzo automatico, la fatturazione deve evidenziare un
credito a favore del cliente finale, che deve essere detratto dalle
successive fatturazioni fino ad esaurimento del credito relativo
all’indennizzo dovuto, ovvero corrisposto mediante rimessa diretta.
82.3 In caso di mancata corresponsione dell’indennizzo automatico
da parte dell’esercente entro 6 mesi a partire dalla data di
effettuazione della prestazione richiesta, o al piu’ tardi a partire
dal triplo del tempo dello standard in caso di mancata effettuazione
della prestazione, la corresponsione dell’indennizzo automatico
dovra’ avvenire in misura pari a tre volte l’indennizzo dovuto.
L’indennizzo automatico deve comunque essere corrisposto entro 7 mesi
dalla data di effettuazione della prestazione richiesta.
82.4 Per i soli indennizzi automatici relativi al mancato
rispetto della fascia di puntualita’ degli appuntamenti, i termini di
cui ai precedenti commi decorrono dalla data dell’appuntamento.
82.5 Nel documento di fatturazione la causale della detrazione
deve essere indicata come «Indennizzo automatico per mancato rispetto
dei livelli specifici di qualita’ definiti dall’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas». Nel medesimo documento deve essere
altresi’ indicato che «La corresponsione dell’indennizzo automatico
non esclude la possibilita’ per il cliente finale di richiedere in
sede giurisdizionale il risarcimento dell’eventuale danno ulteriore
subito».
Titolo 5
OBBLIGHI DI REGISTRAZIONE E DI INFORMAZIONE
Art. 83.
Registrazione di informazioni e dati concernenti le prestazioni
soggette a livelli specifici e generali di qualita’ commerciale
83.1 L’esercente deve predisporre un registro, costituito da
appropriati strumenti, anche informatici, al fine di registrare
informazioni e dati concernenti le richieste di prestazioni soggette
a livelli specifici e generali di qualita’, nonche’ l’esecuzione
delle prestazioni medesime.
83.2 Per ogni richiesta di prestazione, di sua competenza,
soggetta a livelli specifici e generali di qualita’, ad esclusione
delle prestazioni di cui all’art. 75, l’esercente deve registrare:
a) il codice di rintracciabilita’ con cui l’esercente
identifica la singola richiesta di prestazione o la conferma della
richiesta delle verifiche di cui agli articoli 70 e 71;
b) il codice con cui l’esercente individua la prestazione;
c) la tipologia di utenza, suddividendo tra clienti finali BT
domestici, clienti finali BT non domestici e clienti finali MT;
d) i dati identificativi del richiedente;
e) la data di ricevimento della richiesta di prestazione o
della conferma della richiesta delle verifiche di cui agli
articoli 70 e 71;
f) le date di richiesta degli atti autorizzativi e le date di
ottenimento degli atti stessi;
g) le date di inizio e fine delle eventuali sospensioni per
attivita’ da realizzarsi a cura del richiedente di cui all’art. 76,
comma 76.8;
h) la data di esecuzione della prestazione;
i) la causa, tra quelle indicate dall’art. 79, comma 79.1,
dell’eventuale mancato rispetto del livello specifico di qualita’
previsto per la prestazione richiesta;
j) il motivo e la data dell’eventuale venir meno dell’obbligo
di dar seguito alla richiesta di prestazione;
k) il codice dell’eventuale appuntamento con il cliente finale
di cui all’art. 73, comma 73.1 inclusi gli appuntamenti posticipati
di cui all’art. 74;
l) l’eventuale indicazione che l’appuntamento di cui alla
lettera precedente e’ posticipato per richiesta del cliente finale;
m) l’ammontare dell’eventuale indennizzo corrisposto;
n) il codice alfanumerico identificativo omogeneo su tutto il
territorio nazionale riferito al cliente finale (POD), di cui
all’art. 37 dell’allegato A alla deliberazione n. 111/2006 e
successive modificazioni e integrazioni.
83.3 Per ogni appuntamento con il cliente finale di cui all’art.
73, comma 73.1, inclusi gli appuntamenti posticipati di cui all’art.
74, il distributore deve registrare:
a) il codice di rintracciabilita’ con cui il distributore
identifica la richiesta di prestazione o la conferma della richiesta
delle verifiche di cui agli articoli 70 e 71, alla quale si riferisce
l’appuntamento;
b) la data proposta dal distributore per l’appuntamento con il
cliente finale;
c) la data, l’ora di inizio della fascia di puntualita’
dell’appuntamento;
d) il rispetto o meno dell’appuntamento con il cliente finale;
e) l’eventuale assenza del cliente finale all’appuntamento
durante la fascia di puntualita’ di cui alla precedente lettera c);
f) la causa, tra quelle indicate dall’art. 79, comma 79.1,
dell’eventuale mancato rispetto della fascia massima di puntualita’
fissata dall’art. 73;
g) la data e le cause dell’eventuale annullamento
dell’appuntamento;
h) il codice alfanumerico identificativo omogeneo su tutto il
territorio nazionale riferito al cliente finale (POD), di cui
all’art. 37 dell’allegato A alla deliberazione n. 111/2006 e
successive modificazioni e integrazioni.
83.4 Per ogni richiesta di prestazione soggetta a livello
specifico di qualita’ di cui all’art. 75, l’esercente deve
registrare:
a) il codice di rintracciabilita’ con cui l’esercente
identifica la richiesta di prestazione;
b) i dati identificativi del cliente finale;
c) l’istante di richiesta del cliente finale interessato dal
guasto;
d) l’istante di ripristino della fornitura di energia
elettrica;
e) la causa, tra quelle indicate dall’art. 79, comma 79.1,
dell’eventuale mancato rispetto del livello specifico di qualita’
previsto per la prestazione richiesta;
f) il motivo e la data dell’eventuale venir meno dell’obbligo
di dar seguito alla richiesta di prestazione o alla corresponsione
dell’indennizzo.
83.5 Il venditore, nel caso in cui debba inviare la richiesta di
prestazione ricevuta dal cliente finale ad un distributore, registra:
a) il codice di rintracciabilita’ con cui il venditore
identifica la richiesta di prestazione o la conferma della richiesta
delle verifiche;
b) la data di ricevimento da parte del cliente finale della
richiesta di prestazione o della conferma della richiesta delle
verifiche;
c) la data di invio al distributore della richiesta di
prestazione o della conferma della richiesta delle verifiche del
cliente finale di cui alla precedente lettera b);
d) il codice alfanumerico identificativo omogeneo su tutto il
territorio nazionale riferito al cliente finale (POD), di cui
all’art. 37 dell’allegato A alla deliberazione n. 111/2006 e
successive modificazioni e integrazioni.
83.6 Analogamente a quanto previsto al comma precedente il
venditore registra i casi di trasmissione al cliente finale della
comunicazione dell’esito della prestazione o di altra documentazione.
Art. 84.
Verificabilita’ delle informazioni e dei dati registrati
84.1 Al fine di consentire l’effettuazione dei controlli per
accertare la veridicita’ delle informazioni e dei dati comunicati di
cui al successivo art. 85 e assicurare il rispetto delle disposizioni
di cui alla presente Parte II, l’esercente deve:
a) mantenere il registro di cui all’art. 83 aggiornato con le
informazioni e i dati richiesti;
b) assicurare la verificabilita’ delle informazioni e dei dati
registrati mediante un adeguato sistema di collegamento, anche
informatico, tra archivi commerciali e archivi tecnici e per mezzo di
ogni altra documentazione ritenuta necessaria;
c) conservare in modo ordinato ed accessibile tutta la
documentazione necessaria per assicurare la verificabilita’ delle
informazioni e dei dati registrati, per un periodo non inferiore a
tre anni solari successivi a quello della registrazione.
84.2 Ogni anno l’Autorita’ richiede a un campione di esercenti di
fornire un estratto informatico del registro di cui all’art. 83.
Art. 85.
Comunicazione dell’esercente all’Autorita’, controlli e pubblicazione
delle informazioni e dei dati forniti per la qualita’ commerciale
85.1 Entro il 31 marzo di ogni anno, l’esercente e’ tenuto a
comunicare all’Autorita’, per ciascuna tipologia di utenza, il numero
totale di clienti finali al 31 dicembre dell’anno precedente a quello
di comunicazione. Entro la stessa data e in modo contestuale,
l’esercente con piu’ di 5.000 clienti finali allacciati o serviti
nell’anno precedente e’ altresi’ tenuto a comunicare all’Autorita’ le
informazioni e i dati di cui ai successivi commi 85.2, 85.3 e 85.4.
85.2 In relazione alle prestazioni soggette a livelli specifici e
generali di qualita’ eseguite nell’anno precedente a quello di
comunicazione all’Autorita’, l’esercente e’ tenuto a comunicare:
a) per ogni tipologia di utenza e per ogni prestazione di cui
agli articoli 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72 e 75
comprese quelle prestazioni eseguite con gli appuntamenti di cui agli
articoli 73 e 74:
– il numero totale delle richieste di prestazioni o delle
conferme delle richieste di verifica di cui agli articoli 70 e 71;
– il numero totale delle richieste di prestazioni o delle
conferme delle richieste di verifica di cui agli articoli 70 e 71,
per le quali l’esercente non abbia rispettato il livello specifico o
generale di qualita’ definito dall’art. 77, ovvero dall’art. 78,
suddividendo le richieste o le conferme medesime in base alle cause
di cui all’art. 79, comma 79.1;
– il tempo effettivo medio di esecuzione delle prestazioni,
calcolato sulla base dei tempi effettivi di esecuzione sia delle
prestazioni per le quali sia stato rispettato il livello specifico o
generale definito dall’art. 77, ovvero dall’art. 78, sia delle
prestazioni per le quali tale livello non sia stato rispettato per le
cause di cui all’art. 79, comma 79.1, lettera c);
b) per ogni tipologia di utenza e per ogni prestazione di cui
agli articoli 77 e 78, e limitatamente a quelle prestazioni eseguite
con gli appuntamenti di cui agli articoli 73 e 74:
il numero totale di appuntamenti con il cliente finale di cui
all’art. 73, comma 73.1
il numero totale di appuntamenti posticipati di cui all’art.
74, comma 74.1;
il numero totale di appuntamenti con il cliente finale di cui
all’art. 73, comma 73.1, per i quali l’esercente non abbia rispettato
la fascia di puntualita’ concordata con il cliente finale,
suddividendo gli appuntamenti medesimi in base alle cause di cui
all’art. 79, comma 79.1;
il numero totale di appuntamenti posticipati di cui all’art.
74, comma 74.1, per i quali l’esercente non abbia rispettato la
fascia di puntualita’ concordata con il cliente finale, suddividendo
gli appuntamenti medesimi in base alle cause di cui all’art. 79,
comma 79.1;
c) per le prestazioni di cui agli articoli 70 e 71, il
distributore e’ tenuto a comunicare il numero di conferme delle
richieste di verifica del gruppo di misura e il numero di conferme
delle richieste di verifica della tensione di fornitura, a seguito
delle quali le verifiche abbiano accertato il mancato rispetto della
normativa tecnica vigente nonche’ i tempi entro i quali il
distributore ha provveduto alla sostituzione del gruppo di misura o
alla realizzazione degli interventi per ripristinare valori corretti
della tensione di fornitura.
85.3 In relazione alla corresponsione di indennizzi automatici di
cui all’art. 80, limitatamente agli indennizzi corrisposti nell’anno
precedente a quello di comunicazione all’Autorita’, l’esercente e’
tenuto a comunicare per ogni tipologia di utenza e per ogni livello
specifico di qualita’ definito dall’art. 77:
a) il numero totale degli indennizzi corrisposti;
b) l’ammontare complessivo degli indennizzi corrisposti.
85.4 L’Autorita’ puo’ utilizzare le informazioni ed i dati di cui
ai commi precedenti ai seguenti fini:
a) controlli, anche a campione, per accertare la veridicita’ di
tali informazioni e dati e assicurare il rispetto delle disposizioni
contenute nella presente Parte;
b) pubblicazione, anche comparativa, delle informazioni e dei
dati medesimi.
Art. 86.
Informazione ai clienti finali per la qualita’ commerciale
86.1 In occasione della richiesta di prestazioni soggette a
livelli specifici di qualita’, da parte di clienti finali,
l’esercente fornisce a tali clienti informazioni per quanto concerne
i livelli specifici e le fasce di puntualita’ per gli appuntamenti
con il cliente finale, nonche’ gli indennizzi automatici previsti in
caso di mancato rispetto dei livelli specifici. Il distributore
fornisce tali informazioni ai venditori in occasione della prima
richiesta di prestazione per conto del cliente finale e,
successivamente, almeno una volta all’anno ed in occasione di ogni
eventuale aggiornamento dei livelli specifici e/o dei livelli
generali e/o degli indennizzi automatici.
86.2 Entro il 30 giugno di ogni anno, il venditore, tramite
avvisi allegati ai documenti di fatturazione, e’ tenuto ad informare
ogni cliente finale che abbia sottoscritto un contratto di fornitura
con il venditore stesso dei livelli specifici e generali di qualita’
di sua competenza, nonche’ degli indennizzi automatici previsti in
caso di mancato rispetto, limitatamente alla categoria di clientela
cui appartiene il cliente finale e del grado di rispetto dei livelli
specifici, con riferimento all’anno precedente a quello di
informazione ai richiedenti.
86.3 Per i clienti in maggior tutela in aggiunta a quanto
previsto dal precedente comma 86.2, il venditore e’ tenuto ad
informare ogni cliente finale anche dei livelli specifici e generali
di qualita’ di competenza del distributore di riferimento, nonche’
degli indennizzi automatici previsti in caso di mancato rispetto,
limitatamente alla categoria di clientela cui appartiene il cliente
finale.
86.4 In occasione della richiesta di una prestazione soggetta a
livelli specifici e generali di qualita’ o della fissazione di un
appuntamento l’esercente comunica al richiedente un codice di
rintracciabilita’.
Titolo 6
MODALITA’ DI EFFETTUAZIONE DEI CONTROLLI DEI DATI DI QUALITA’
Art. 87.
Ambito di applicazione
87.1 Il presente Titolo 6 definisce la procedura semplificata di
verifica dei dati di qualita’ commerciale comunicati dagli esercenti
all’Autorita’ in attuazione di quanto previsto dal presente Testo
integrato. Il Titolo 6 si applica a tutti gli esercenti.
87.2 L’Autorita’ si riserva la facolta’ di effettuare controlli
di altro tipo rispetto a quelli definiti dal presente Titolo 6, anche
a campione, per accertare la veridicita’ di tutti i dati ed
informazioni comunicati dagli esercenti ai fini del rispetto delle
presenti disposizioni.
87.3 E’ fatta salva la facolta’ dell’Autorita’ di avviare un
procedimento nei confronti dell’esercente per l’irrogazione al
medesimo delle sanzioni previste dall’Articolo 2, comma 20,
lettera c), della legge n. 481/1995 per mancato adempimento degli
obblighi di servizio previsti dal presente Testo integrato sulla base
degli elementi raccolti nei controlli di cui al precedente comma, dei
controlli effettuati con la metodologia definita dal presente Titolo
6 o degli ulteriori controlli di cui all’art. 97, comma 97.5.
Art. 88.
Modalita’ di effettuazione dei controlli dei dati di qualita’
88.1 Il controllo dei dati di qualita’ commerciale riguarda:
a) per i distributori le prestazioni di qualita’ commerciale
del servizio di distribuzione;
b) per i venditori, le prestazioni di qualita’ commerciale del
servizio di vendita.
88.2 Le prestazioni oggetto di controllo, sono tutte le
prestazioni di qualita’ commerciale dei servizi elettrici che
richiedono o meno un appuntamento con il cliente finale.
88.3 L’Autorita’ comunica all’esercente, tramite lettera inviata
dai propri uffici via fax o telematica, la data di effettuazione del
controllo dei dati di qualita’ commerciale con un preavviso non
inferiore a 3 giorni lavorativi; nella comunicazione vengono
indicati:
a) le prestazioni di qualita’ commerciale dei servizi elettrici
oggetto del controllo;
b) l’anno interessato dalla verifica, precisando per quale
anno, dei tre anni precedenti a quello di invio della comunicazione,
viene effettuato il controllo dei dati di qualita’ commerciale;
l’anno non puo’ comunque essere anteriore al 2007;
c) per quali province viene effettuato il controllo dei dati di
qualita’, se l’esercente fornisce il servizio di distribuzione o
vendita non compreso in una sola provincia.
88.4 L’esercente, entro il giorno lavorativo successivo a quello
di ricevimento della lettera di comunicazione di cui al
comma precedente, sulla base delle informazioni contenute in tale
lettera, comunica all’Autorita’ via fax o telematica il recapito
presso il quale rende disponibile la documentazione necessaria per
l’effettuazione del controllo dei dati di qualita’ commerciale.
88.5 In sede di controllo, l’esercente fornisce su supporto
elettronico per le prestazioni di qualita’ commerciale oggetto del
controllo, un elenco contenente per ogni richiesta di prestazione i
campi indicati in tabella 16. Gli elenchi di cui sopra sono acquisiti
dall’Autorita’ per eventuali successive verifiche dei dati di
qualita’ commerciale. Dagli elenchi di cui sopra, ciascuno dei quali
costituisce la popolazione delle relative prestazioni di qualita’
commerciale, viene estratto, con campionamento casuale semplice, un
campione di prestazioni di qualita’ commerciale da sottoporre al
controllo dei dati di qualita’ commerciale.
88.6 L’esercente che non fornisce gli elenchi di cui al
precedente comma entro un tempo massimo fissato in 4 ore dall’avvio
delle attivita’ ispettive, entro 15 giorni solari dalla data di
completamento del controllo comunica all’Autorita’ le motivazioni,
supportate da idonea documentazione, della mancata consegna di tali
elenchi.
88.7 Il numero delle prestazioni di qualita’ commerciale dei
servizi elettrici riportati negli elenchi di cui al precedente
comma 88.5, deve essere coerente con i relativi dati comunicati
dall’esercente all’Autorita’. Nel caso in cui si riscontrassero
eventuali discrepanze l’esercente dovra’ fornire ai controllori la
motivazione documentata delle difformita’ in assenza della quale il
valore complessivo della popolazione utilizzato per il calcolo delle
penalita’ di cui all’art. 97 sara’ il piu’ elevato tra quello
comunicato dall’esercente all’Autorita’ e quello fornito in sede di
controllo.
Art. 89.
Validazione dei dati
89.1 In tabella 17 sono indicati gli elementi, per le diverse
tipologie di prestazioni di qualita’ commerciale, in assenza dei
quali la prestazione esaminata viene classificata non valida.
89.2 Nel caso in cui gli elementi per la validazione di cui al
precedente comma non riportino il codice di rintracciabilita’ della
prestazione di qualita’ commerciale oppure nel caso in cui tale
codice non coincida con quello riportato negli elenchi forniti
dall’esercente, le relative prestazioni vengono classificate non
valide. Nel caso in cui tale codice non coincida con quello riportato
negli elenchi forniti dall’esercente e’ fatta salva la facolta’ per
l’esercente di chiarire in sede di controllo quali siano le regole
per la composizione del codice di rintracciabilita’ riportato negli
elenchi e di fornire eventuali tabelle per la decodifica dei codici,
ferma restando la necessita’ di individuazione univoca della
prestazione di qualita’ commerciale.
Art. 90.
Criteri di conformita’ dei dati validi
90.1 Ogni prestazione di qualita’ commerciale classificata come
valida secondo quanto disposto dall’art. 89, comma 89.1, viene
sottoposto a verifica di conformita’ mediante uno o piu’ dei seguenti
criteri:
corrispondenza;
completezza;
correttezza dell’indennizzo;
documentabilita’ delle cause;
esattezza del tempo.
90.2 La prestazione di qualita’ commerciale che non supera
positivamente anche uno solo dei precedenti criteri viene
classificato/a come non conforme.
90.3 Le prestazioni di qualita’ commerciale classificate valide
secondo quanto disposto dall’art. 89, comma 89.1, sono sottoposte:
a) nel caso di richiesta di preventivo, alla verifica in
sequenza dei criteri di:
corrispondenza;
completezza;
correttezza dell’indennizzo automatico (solo per mancato
rispetto del relativo livello specifico per le cause indicate
dall’art. 79, comma 79.1, lettera c));
documentabilita’ delle cause (solo per mancato rispetto del
relativo livello specifico per le cause indicate dall’art. 79,
comma 79.1, lettere a) e b));
esattezza del calcolo del tempo di effettuazione della
prestazione (solo se la prestazione e’ effettuata entro il tempo
indicato dallo standard);
b) nel caso di prestazioni diverse dalla richiesta di
preventivo vale quanto definito alla precedente lettera a), con la
sola esclusione della verifica di completezza.
Art. 91.
Verifica di corrispondenza
91.1 La verifica di corrispondenza accerta, per la prestazione di
qualita’ commerciale esaminata, la corrispondenza e la coerenza tra i
dati riportati nel relativo elenco fornito dall’esercente di cui
all’art. 88, comma 88.5 e i documenti operativi di riscontro ad
esclusione del campo «tempo effettivo rilevato» oggetto della sola
verifica di cui all’art. 95.
Art. 92.
Verifica di completezza
92.1 Il criterio di completezza si applica esclusivamente alle
richieste di preventivo per l’esecuzione di lavori sulla rete di
bassa tensione o media tensione di cui agli articoli 62 e 63.
92.2 La verifica di completezza accerta, per la richiesta di
preventivo per l’esecuzione di lavori esaminata, la completezza delle
informazioni fornite ai clienti previste dall’articolo, comma 62.3;
la verifica non ha esito positivo qualora il preventivo risulti
mancante anche di uno solo dei dati indicati dall’art. 62,
comma 62.3.
Art. 93.
Verifica di correttezza dell’indennizzo automatico
93.1 Il criterio di correttezza dell’indennizzo automatico si
applica alle prestazioni di qualita’ commerciale soggette a livelli
specifici di cui all’art. 77 o definiti dall’esercente di cui
all’art. 99.
93.2 La verifica di correttezza dell’indennizzo automatico, per
la prestazione di qualita’ commerciale esaminata, accerta che
l’esercente abbia correttamente provveduto al pagamento al cliente
finale dell’indennizzo automatico, ove dovuto; la verifica non ha
esito positivo anche in uno solo dei seguenti casi:
importo corrisposto al cliente finale diverso da quello
previsto dall’art. 80, comma 80.2, per la tipologia di utenza del
cliente finale al quale si riferisce la prestazione esaminata, solo
se a svantaggio di tale cliente finale;
importo pagato al cliente finale non maggiorato correttamente
secondo quanto previsto dall’art. 80, comma 80.2;
importo non corrisposto entro il tempo massimo previsto
dall’art. 82, comma 82.3.
Art. 94.
Verifica di documentabilita’ delle cause
94.1 Il criterio di documentabilita’ delle cause si applica alle
prestazioni di qualita’ commerciale, soggette a livello specifico di
cui all’art. 77 o soggette a livello generale di cui all’art. 78 o
definiti dall’esercente di cui all’all’art. 99.
94.2 La verifica di documentabilita’ delle cause accerta per la
prestazione di qualita’ commerciale esaminata, che l’esercente abbia
correttamente documentato i casi di mancato rispetto dei livelli
specifici e generali riconducibili alle cause indicate dall’art. 79,
comma 79.1, lettere a) e b); la verifica non ha esito positivo:
per le cause indicate dall’art. 79, comma 79.1, lettere a), in
caso di assenza di atto di Autorita’ competente o di ente esterno
attestante la causa di forza maggiore;
per le cause indicate dall’art. 79, comma 79.1, lettere b) in
caso di assenza di documento operativo che attesti il motivo per cui
il richiedente o un soggetto terzo ha impedito il rispetto del
livello specifico o generale.
Art. 95.
Verifica di esattezza nel calcolo del tempo di effettuazione della
prestazione
95.1 Il criterio di esattezza nel calcolo del tempo di
effettuazione della prestazione si applica alle prestazioni di
qualita’ commerciale, soggette a livelli specifici di cui all’art. 77
o soggette a livelli generali di cui all’art. 78 o definiti
dall’esercente di cui all’art. 99.
95.2 La verifica di esattezza nel calcolo del tempo di
effettuazione della prestazione accerta, per la prestazione di
qualita’ commerciale esaminata, la correttezza del tempo riportato
nel relativo elenco fornito dall’esercente di cui all’art. 88,
comma 88.5 rispetto a quello ricalcolato in base ai documenti
operativi.
95.3 Nel caso di impossibilita’ di verifica di esattezza nel
calcolo del tempo, la prestazione di qualita’ commerciale esaminata
viene classificata come non conforme.
95.4 Qualora il ricalcolo del tempo di effettuazione della
prestazione di qualita’ commerciale evidenzi un mancato rispetto del
relativo livello specifico di cui all’art. 77, o definito
dall’esercente di cui all’art. 101 o del relativo livello generale di
cui all’art. 78, o definito dall’esercente di cui all’art. 99, la
prestazione di qualita’ commerciale esaminata viene classificata come
non conforme. Nel caso di prestazione soggetta a livello specifico,
l’esercente provvede altresi’ al pagamento dell’indennizzo automatico
al cliente finale secondo quanto previsto agli articoli 80 e 82.
Art. 96.
Metodologia di stima statistica a partire dal campione esaminato
96.1 Al termine di ogni controllo dei dati di qualita’
commerciale presso l’esercente, tra le prestazioni di qualita’
commerciale esaminati sono individuate, ai sensi di quanto previsto
dagli articoli 89 e 90:
n 1 prestazioni di qualita’ commerciale non valide;
n 2 prestazioni di qualita’ commerciale non conformi.
96.2 A partire da n 1 o da n 2 di cui al precedente comma, dalla
dimensione n del campione e dalla dimensione N della popolazione da
cui e’ stato estratto, vengono stimati mediante un modello statistico
il numero delle prestazioni di qualita’ commerciale non valide e il
numero delle prestazioni di qualita’ commerciale non conformi per la
popolazione di riferimento:
N 1 numero delle prestazioni di qualita’ commerciale non valide;
N 2 numero delle prestazioni di qualita’ commerciale non
conformi.
Il modello statistico di cui sopra stima N 1 e N 2 per mezzo
dell’estremo inferiore di un intervallo di confidenza destro di
livello 1-alpha pari al 95%. Lo stimatore N i e’ determinato dalla
formula seguente:

—-> Vedere formula a pag. 66 in formato zip/pdf

dove X e’ una variabile aleatoria ipergeometrica di parametri N,
M, n.
Il programma di calcolo utilizzato per le elaborazioni che
implementano il modello statistico di cui sopra e’ reso disponibile
nel sito internet dell’Autorita’.
Art. 97.
Penalita’ per le prestazioni di qualita’ commerciale stimate non
valide e non conformi
97.1 Per ciascuno degli N1 e degli N2 determinati con la
metodologia di cui all’art. 96, comma 96.2, l’esercente e’ tenuto al
pagamento delle seguenti penalita’ unitarie:
per ogni N 1, una penalita’ unitaria pari a euro 1.000 (mille);
per ogni N 2, una penalita’ unitaria pari a euro 400
(quattrocento).
97.2 Ai fini del calcolo dell’ammontare complessivo della
penalita’ a carico dell’esercente, sono definite le seguenti
franchigie:
a) per N 1, una franchigia dello 0,5%, con arrotondamento al
numero intero superiore, rispetto al numero totale di prestazioni di
qualita’ commerciale della popolazione di riferimento dalla quale e’
stato estratto il campione esaminato;
b) per N 2, una franchigia dell’1%, con arrotondamento al
numero intero superiore, rispetto al numero totale di prestazioni di
qualita’ commerciale della popolazione di riferimento dalla quale e’
stato estratto il campione esaminato al netto di N 1.
97.3 L’ammontare complessivo della penalita’ a carico
dell’esercente e’ pari alla somma delle penalita’ unitarie di cui al
precedente comma 97.1, moltiplicate per i corrispondenti N1 ed N2,
determinati con la metodologia di cui all’art. 96, comma 96.2, e
diminuiti delle franchigie di cui al comma 97.2.
97.4 Qualora l’esercente intenda accettare l’esito del controllo
dei dati di qualita’ commerciale, lo stesso, entro i 15 giorni solari
successivi alla data di comunicazione da parte dell’Autorita’
dell’esito del controllo dei dati di qualita’, provvede al pagamento
della penalita’ complessiva, ridotta al 25% dell’ammontare calcolato
secondo quanto disposto dal precedente comma 97.3, alla Cassa,
secondo le modalita’ definite dalla Cassa medesima. L’esercente non
e’ tenuto al pagamento qualora l’ammontare complessivo della
penalita’, ridotto secondo le modalita’ sopraindicate, sia inferiore
a euro 1.000 (mille). L’esercente comunica all’Autorita’ entro i 20
giorni solari successivi alla data di comunicazione dell’esito del
controllo dei dati di qualita’ commerciale, via fax o telematica,
l’avvenuto pagamento della penalita’ complessiva indicando altresi’
l’ammontare pagato e gli estremi del pagamento.
97.5 Qualora l’esercente non intenda accettare l’esito del
controllo dei dati di qualita’ commerciale, lo comunica all’Autorita’
entro i quindici giorni solari successivi alla data di comunicazione
da parte dell’Autorita’ dell’esito del controllo dei dati di
qualita’. In tal caso l’esercente:
a) indica nella lettera di comunicazione di cui sopra il
recapito presso il quale rende disponibili, per i 120 giorni solari
successivi alla data di effettuazione del controllo, i dati e le
informazioni necessarie per consentire l’effettuazione di un
ulteriore controllo, su tutti o parte di tali dati e informazioni,
per accertare la veridicita’ delle informazioni e dei dati comunicati
all’Autorita’ ed il pieno rispetto delle disposizioni contenute nel
presente Testo integrato in relazione alla provincia per i quali e’
stato effettuato il controllo dei dati di qualita’ commerciale;
b) non e’ tenuto al pagamento della penalita’ complessiva
calcolata ai sensi del precedente comma.
L’ulteriore controllo di cui sopra viene effettuato
dall’Autorita’ con un preavviso minimo di 3 giorni lavorativi.
Art. 98.
Penalita’ per prestazioni di qualita’ commerciale riscontrati non
validi o non conformi
98.1 Qualora in esito all’ulteriore controllo di cui all’art. 97,
comma 97.5, siano riscontrate prestazioni di qualita’ commerciale
classificati come non validi e/o non conformi in base a quanto
disposto dall’art. 89 e dall’art. 90, l’esercente e’ tenuto al
pagamento delle penalita’ unitarie definite dall’art. 97, comma 97.1.
98.2 Ai fini del calcolo dell’ammontare complessivo della
penalita’ a carico dell’esercente si tiene conto delle franchigie
definite dall’art. 97, comma 97.2.
98.3 L’ammontare complessivo della penalita’ a carico
dell’esercente e’ pari alla somma delle penalita’ unitarie di cui al
comma 97.1, moltiplicate per i corrispondenti numeri di prestazioni
di qualita’ commerciale riscontrati in esito all’ulteriore controllo
di cui all’art. 97, comma 97.5 e classificati come non validi/e o non
conformi, tenuto conto delle franchigie di cui al comma 97.2, con
arrotondamento al numero intero superiore. L’esercente non e’ tenuto
al pagamento della penalita’ qualora l’ammontare complessivo della
penalita’ sia inferiore a euro 1.000 (mille).
98.4 Fatto salvo quanto disposto dal precedente comma,
l’esercente e’ tenuto al pagamento della penalita’ complessiva alla
Cassa entro i 15 giorni solari successivi alla data di comunicazione
da parte dell’Autorita’ dell’esito dell’ulteriore controllo di cui
all’art. 97, comma 97.5, secondo le modalita’ definite dalla Cassa
medesima. L’esercente comunica all’Autorita’ entro i 20 giorni solari
successivi alla data di comunicazione dell’esito del controllo dei
dati di qualita’ commerciale, via fax o telematica, l’avvenuto
pagamento della penalita’ complessiva indicando altresi’ l’ammontare
pagato e gli estremi del pagamento.
Titolo 7
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 99.
Standard di qualita’ definiti dall’esercente
99.1 Qualora l’esercente definisca propri standard specifici e
generali di qualita’ commerciale, tali standard devono comportare
livelli di qualita’ non inferiori a quelli definiti dall’art. 77,
comma 77.1 e dall’art. 78, commi 78.1 e 78.2, ovvero riguardare
prestazioni non previste dal presente Testo integrato.
99.2 Qualora l’esercente definisca standard specifici di qualita’
commerciale ai sensi del precedente comma 99.1, a tali standard in
caso di mancato rispetto corrispondono indennizzi automatici di
entita’ non inferiore, per ciascuna tipologia di utenza, a quelli
definiti dall’art. 80.
99.3 Ai fini della valutazione del mancato rispetto sia degli
standard definiti dall’esercente, sia degli obblighi di registrazione
di cui all’art. 83, di comunicazione all’Autorita’ di cui all’art.
85, e di informazione di cui all’art. 86, l’esercente che definisce
propri standard di qualita’ fa riferimento a tali standard anziche’
ai corrispondenti livelli di qualita’ definiti dall’art. 77,
comma 77.1 e dall’art. 80, commi 80.1 e 80.2.
99.4 Il cliente finale del mercato libero puo’ chiedere
all’esercente del servizio di vendita dell’energia elettrica
l’applicazione di standard di qualita’ commerciale, relativi a tale
servizio, diversi da quelli previsti dal presente Testo integrato. In
tal caso l’esercente puo’ concordare con il cliente finale, mediante
un rapporto contrattuale individuale di fornitura, l’entita’ degli
eventuali indennizzi automatici.
Art. 100.
Disposizioni transitorie per la qualita’ commerciale
100.1 Per l’anno 2008:
a) il termine di 2 giorni lavorativi di cui all’art. 60,
comma 60.5 e’ elevato a 3 giorni lavorativi;
b) la fascia di puntualita’ per gli appuntamenti di cui
all’art. 73 e’ elevata a 3 ore;
c) continua ad applicarsi provvisoriamente la disciplina degli
indennizzi automatici prevista dal Titolo 4 della Parte II del Testo
integrato della qualita’ dei servizi elettrici per il periodo di
regolazione 2004-2007, di cui all’Allegato A della deliberazione
30 gennaio 2004, n. 4/2004, e successive modificazioni e
integrazioni;
d) sono provvisoriamente soggetti a indennizzo automatico, per
mancato rispetto della fascia di puntualita’, solo gli appuntamenti
personalizzati di cui all’art. 59 del Testo integrato della qualita’
dei servizi elettrici per il periodo di regolazione 2004-2007.
100.2 Nel 2009 si effettuano in via sperimentale controlli dei
dati di qualita’ commerciale comunicati dagli esercenti per l’anno
2008 con la metodologia definita dal presente Titolo 6 della Parte II
del presente Testo integrato, senza che l’esercente sia tenuto al
pagamento di penalita’ conseguenti agli esiti di tali controlli.
100.3 L’obbligo per i venditori di registrare quanto previsto dai
commi 83.5 e 83.6 decorre dal 1° gennaio 2009.

—-> Vedere tabella da pag. 68 a pag. 70 in formato zip/pdf

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 19 dicembre 2007

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