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Attrezzature per il getto di calcestruzzo con tecnologia a tunnel

Attrezzature per il getto di calcestruzzo con tecnologia a tunnel - Norme di calcolo
Circolare Ministeriale

A seguito della circolare n. 15 del 19 marzo 1980 di questo
Ministero, recante norme circa l’obbligo di munire le attrezzature in
oggetto di autorizzazione, si trasmettono in allegato le istruzioni
relative alla compilazione delle relazioni tecniche di cui agli artt.
30 e segg. del D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164, istruzioni redatte
conformemente al parere del Consiglio nazionale delle ricerche.Le
Ditte costruttrici delle attrezzature in questione dovranno
perciò provvedere con la massima sollecitudine ad inviare le
eventuali integrazioni alle relazioni tecniche già trasmesse
alla scrivente che si rendessero necessarie per adeguarsi alle
specifiche sopra citate.AllegatoIstruzioni per la compilazione
delle relazioni tecniche per attrezzature per getto di calcestruzzo
con tecnologia a tunnel, e a pannelli per setti con relativi
orizzontamenti1. GeneralitàL’attrezzatura oggetto della
presente norma comprende:a) elementi strutturali di sostegno dei
piani e delle protezioni di servizio (punto 2.3.2);b) tutti gli
altri elementi dell’attrezzatura.Per entrambi si dovrà eseguire
il calcolo secondo le presenti istruzioni e depositarlo insieme alla
richiesta di omologazione.Inoltre gli elementi di serie di cui al
punto a) saranno oggetto di autorizzazione alla costruzione e
all’impiego.Nel caso la produzione di serie preveda varianti
dimensionali, è sufficiente venga richiesta l’omologazione
delle attrezzature più tipiche e più impegnate,
avanzando richiesta specifica al Ministero di estendere
l’autorizzazione stessa anche alle varianti dimensionali, senza dover
richiedere nuovamente l’omologazione per queste.2. Descrizione
degli elementi che costituiscono le attrezzature, loro dimensioni con
le tolleranze ammissibili e schema dell’insiemeSi devono presentare i
disegni costruttivi quotati, dei singoli elementi dell’attrezzatura e
degli schemi d’insieme.Sui disegni devono essere indicati i valori
delle tolleranze ammesse dal costruttore; ove esistano, devono essere
adottate le tolleranze previste dalle norme UNI e ISO, indicando anche
il numero delle tabelle di riferimento.Dovrà essere presentata
una relazione illustrativa dell’insieme e dei singoli elementi, con
descrizione esauriente della costituzione e funzione dei singoli
elementi.Sia sui disegni che nella relazione deve essere espressamente
indicato il nome e il marchio del fabbricante riportato sugli
elementi.3. Caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati e
coefficienti di sicurezza adottati per i singoli materialiDevono
essere posti in evidenza, per tutti gli elementi dell’attrezzatura, le
qualità del materiale unificato impiegato, la tensione di
rottura, la tensione di snervamento (o il limite 0,2%), l’allungamento
percentuale a rottura, la tensione ammissibile ed i coefficienti di
sicurezza adottati per i singoli materiali.I coefficienti di sicurezza
per le strutture in acciaio, sia per le verifiche di resistenza che
per le verifiche di stabilità dovranno risultare non inferiori
a quelli previsti, per i singoli materiali, dal D.M. 26 marzo 1980,
dalle norme CNR-UNì 10011 ed. 1980 (norme CNR del 10 marzo
1980) e CNR-UNì 10022 ed. 1979.Per i materiali diversi da
quelli indicati nelle suddette norme, si adotteranno coefficienti di
sicurezza non inferiori a quelli previsti da norme specifiche, o, in
mancanza, da norme di buona tecnica.4. Indicazione delle prove cui
sono stati sottoposti i vari elementi4.1. Prove sui materiali4.1.1.
Caratteristiche di resistenza e duttilità.Le caratteristiche di
cui al punto 3 devono risultare da prove condotte in conformità
al punto 2.1.2. del D.N. LL.PP. 26 marzo 1980.4.1.2. Caratteristiche
di saldabilitàLe caratteristiche di saldabilità degli
acciai, devono soddisfare le prescrizioni di cui al punto 2.3. del
D.M. citato.4.2. Prove sugli elementi strutturaliCon "elemento
strutturale" si intende una porzione di struttura costituita da
più membrature elementari connesse tra loro in modo solidale, e
collegata alla cassaforma o alla struttura in C.A., ben individuabile
in relazione alla funzione che assolve (ad esempio: mensole di
estrazione, mensole di testata, passerelle di transito, passerelle di
servizio, passerelle tetto tunnel).Su ognuno di essi, nelle condizioni
di vincolo che ricorrono nel pratico impiego e per le più
severe combinazioni e condizioni di carico previste al punto 5,
verranno eseguite almeno due prove, spinte sino al collasso. Nel corso
della prova verranno applicati, se sfavorevoli, carichi orizzontali
costanti, pari ai valori massimi di progetto, e carichi verticali
crescenti.In corrispondenza del carico di servizio e del carico di
servizio maggiorato del 20% si dovranno rilevare le eventuali
deformazioni permanenti della struttura. Dovrà inoltre essere
rilevato il carico di collasso e le modalità di collasso.Le
prove dovranno essere ripetute nel caso lo scarto tra i valori del
carico di collasso superi il 20% del minimo valore ottenuto.4.3.
Certificati di provaLe prove di cui al presente punto 4 devono
risultare da certificati di prova (complete di chiare indicazioni
circa le modalità di esecuzione delle prove stesse e dei
risultati ottenuti per ogni saggio), rilasciati da laboratori
ufficiali appartenenti alle Amministrazioni dello Stato, alle
Università e Politecnici, o dall’Enpi. Ciascun certificato
relativo alle prove di cui al punto 4.2. dovrà riguardare
almeno due prove dello stesso elemento.5. Calcolo dellattrezzatura
secondo varie condizioni dì ImpiegoLa relazione di calcolo e i
disegni debbono essere firmati in ogni foglio da ingegnere o
architetto abilitato all’esercizio della professione.5.1. Ipotesi di
caricoPer il calcolo delle attrezzature, oltre al carico permanente
dovranno essere considerati:- carico derivante dall’uso e
movimentazione delle casseforme e delle altre attrezzature.Tale carico
dovrà tenere conto di eventuali maggiorazioni dinamiche dovute
al normale utilizzo dell’attrezzatura, da assumersi non inferiore al
10% del carico mobile verticale.Laddove le attrezzature poggino su
piani di sostegno a mezzo di un numero di appoggi superiore a quello
strettamente indispensabile, occorrerà tenere conto di
possibili disuniformità di reazione dei singoli appoggi in
conseguenza di imperfezioni costruttive e/o di regolazione e della
deformabilità delle strutture interessate; a tale riguardo si
dovrà, con apposite calcolazioni, valutare il conseguente
incremento delle reazioni che comunque non potrà essere assunto
inferiore al 25% per quella più sfavorevole;- carico
accidentale da getto del calcestruzzo fresco;- carico accidentale
verticale, da assumere non inferiore a 80 kg/mq. su tutte le
superfici, e contemporaneamente un carico accidentale verticale
aggiuntivo non inferiore a 70 kg/mq su una superficie di 2 mq. nella
posizione più sfavorevole per ogni membratura;- azione del
vento, secondo il D.M. 3 ottobre 1978, ammettendo, in via
semplificativa, che le attrezzature siano calcolate per una pressione
cinetica di 80 kg/mq.; per la sola mensola di estrazione durante la
fase di estrazione del cassero è ammessa una riduzione
dell’azione del vento pari al 50%;- sul corrente di parapetto un
carico orizzontale pari a 50 kg/m;- carichi orizzontali
convenzionali pari al 2% dei carichi verticali, permanenti e
accidentali, in tutte le fasi e nelle condizioni più
sfavorevoli, in alternativa all’azione del vento.Non è invece
richiesto tener conto del carico di neve.Tutti i carichi sopra
elencati dovranno essere considerati nella posizione, distribuzione e
successione le più sfavorevoli, ricercando le combinazioni di
carico più gravose per ciascuna membratura.Sarà
necessario tener conto della possibilità di operazioni
accidentali durante la movimentazione.Le ipotesi semplificative
indicate circa il vento e la neve comportano la necessità di
effettuare calcoli appositi, maggiorando tali carichi minimi caso per
caso quando dovessero ricorrere condizioni più severe, di vento
o di neve, di quelle ipotizzate.5.2. Metodi di calcolo e gradi di
sicurezzaNel calcolo sono da adottare le tensioni ammissibili ed i
coefficienti di sicurezza previsti per la seconda condizione di carico
del D.M. 26 marzo 1980, naturalmente considerando tutte le possibili
combinazioni di carico.La relazione di calcolo dovrà essere
redatta in lingua italiana, e contenere le verifiche di tutte le
strutture facenti parte delle "attrezzature", siano esse
ponteggi, mensole, casseforme, tavolato in legname, ecc.La relazione
tecnica dovrà specificare i criteri di calcolo, le ipotesi di
carico, gli schemi strutturali adottati, e tutte le condizioni di
vincolo comprese quelle che interessano la struttura in c.a.La
verifica dovrà interessare tutte le membrature, effettuando
quando del caso, le verifiche di stabilità locale e d’insieme;
dovranno inoltre essere verificati gli ancoraggi, le unioni in genere,
i vincoli, ed indicando esplicitamente sui disegni i valori delle
massime azioni trasmesse alla struttura in c.a. e ai tavolati di
sostegno.Di regola, per le verifiche di stabilità d’insieme non
si potrà tener conto di collaborazioni di tavolati in legname.
Ciò salvo il caso che il tavolato in legname costituisca un
insieme praticamente indeformabile, fornito dal costruttore, e gli
attacchi tra la struttura metallica e legname prevedano giuochi
estremamente limitati con contatto esclusivo di elementi metallici tra
le parti rimovibili.Tutte le verifiche dovranno essere conformi alle
prescrizioni del…

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