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Attività turistico-alberghiere – Successione di provvedimenti normativi

Attività turistico-alberghiere - Successione di provvedimenti normativi - Quesiti.
Nota

Oggetto: Attività turistico-alberghiere – Successione di provvedimenti
normativi – Quesiti.

Con riferimento ai quesiti formulati da codesto Comando VV.F. nella
nota a margine, si forniscono i seguenti chiarimenti.

1) Chiarimenti sull’art. 22 del D.P.R. n. 577/1982
L’art. 22, comma 1, del D.P.R. n. 577/1982, ha stabilito che, fino
a quando non entreranno in vigore le norme e le specifiche tecniche di
cui all’art. 11 dello stesso decreto, si applicano le norme ed i
criteri tecnici previgenti in materia di prevenzione incendi.
Il Ministro dell’Interno con decreto 9 aprile 1994, emanato ai
sensi dell’art. 11, comma 4, del D.P.R. n. 577/1982, ha provveduto
a rielaborare ed aggiornare i criteri tecnici di sicurezza antincendio
degli edifici destinati ad attività alberghiere stabiliti con
lettera-circolare n. 27030/4122/1 del 21 ottobre 1974.
Il suddetto decreto ministeriale, abroga pertanto la previgente
normativa e stabilisce in particolare per le attività esistenti
specifiche misure di sicurezza da attuare entro termini temporali che
in atto risultano prorogati sino al 31 dicembre 2004, ai sensi della
legge 31 dicembre 2001, n. 463.

2) Chiarimenti sui requisiti di sicurezza antincendio da verificare
nelle strutture ricettive esistenti
Le strutture ricettive esistenti al D.M. 9 aprile 1994, nelle more
dell’attuazione dei necessari adeguamenti, devono essere in possesso
dei seguenti requisiti di sicurezza antincendio.
a) Attività in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi o del
Nulla Osta Provvisorio
– le attività in possesso del C.P.I. devono essere rispondenti alla
normativa di sicurezza antincendio vigente al momento della loro
realizzazione;
– le attività in possesso del N.O.P. devono essere rispondenti alle
misure minime ed essenziali di cui all’allegato A della legge n.
406/1980, ai sensi del disposto dell’art. 2 della legge n.
818/1984.
b) Attività sprovvista del Certificato di Prevenzione incendi e del
Nulla Osta Provvisorio
Caso b1
Le predette attività, se risultano preesistenti al 10 dicembre 1984
(data di entrata in vigore della legge n. 818/1984), devono essere
rispondenti almeno alle misure minime ed essenziali di cui
all’allegato A della legge n. 406/1980.
Caso b2
Per le attività realizzate nel periodo successivo al 10 dicembre 1984
e prima della entrata in vigore del D.M. 9 aprile 1994, la
normativa di riferimento è quella riportata nella lettera-circolare n.
27030/4122 del 21 ottobre 1974.
Occorre tuttavia evidenziare che il D.M. 9 aprile 1994, prevede,
per le attività ad esso preesistenti, misure di sicurezza antincendio
che in taluni casi risultano meno gravose di quelle stabilite nella
circolare del 1974 (p.e. = la non obbligatorietà in taluni casi della
2° scala).
Pertanto in sede di verifica-sopralluogo, occorre prendere a
riferimento, in via generale, le misure previste nella predetta
circolare e, laddove esse risultano più gravose rispetto a quelle
stabilite nel D.M. 9 aprile 1994, possono ritenersi accettabili
queste ultime.
Il Comando VV.F., accertata la rispondenza della struttura ai
requisiti sopra riportati, rilascerà all’interessato apposita
attestazione, prescrivendo altresì la presentazione di un progetto di
adeguamento al D.M. 9 aprile 1994, entro precisi termini
temporali, qualora l’interessato non abbia già provveduto.
In sede di sopralluogo, il Comando è tenuto altresì ad accertare che
da parte del datore di lavoro siano stati attuati gli specifici
adempimenti in materia di sicurezza antincendio, stabiliti dal decreto
legislativo n. 626/1994 e dal collegato D.M. 10 marzo 1998.

3) Chiarimenti sul rinnovo del certificato di prevenzione incendi
I certificati di prevenzione incendi delle attività alberghiere vanno
rinnovati secondo le procedure stabilite dall’art. 4 del D.P.R. n.
37/1998, tenuto conto dei chiarimenti forniti con
lettera-circolare n. P03/4101 sott. 72/E del 5 febbraio 1999.
Si precisa che la validità non potrà superare il 31 dicembre 2004, se
l’attività deve adeguarsi alle misure previste nel D.M. 9 aprile
1994.

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