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Ascensoi e montacarichi

Ascensoi e montacarichi - Pareri C.N.R.
Lettera Circolare

Si trasmettono in allegato, per opportuna conoscenza, i pareri
espressi dal C.N.R. relativamente agli ascensori e montacarichi in
servizio privato.AllegatoDIREZIONE GENERALE RAPPORTI DI LAVORO –
DIV. VIIQuesito: "Si chiede se i dispositivi di blocco delle
portine (antine di piano) sono rispondenti al disposto dell’art. 26
del D.P.R. n. 1497/1963 in quanto una portina (antina) è tenuta
bloccata dal catenaccio di blocco della serratura e l’altra è
solo trascinata e tenuta chiusa dal dispositivo a fune metallica e
puleggia di rinvio".Delibera: 801202/417 – Art. 26 – Serrature
delle porte ai piani"Si conferma il parere 661004/99 che si
riporta di seguito "se la porta della cabina è costituita
da più elementi collegati, può essere installato un solo
contatto perchè il collegamento vincoli gli elementi stessi e
dia garanzia di sufficiente robustezza; il contatto dovrà
essere di sicurezza a distacco obbligato, e potrà essere
disposto su uno degli elementi della porta oppure sull’organo
meccanico di collegamento o di comando del movimento.Allo stesso modo
per porte dei piani costituite da più elementi collegati la
serratura potrà essere disposta su uno degli
elementi".Quesito: "Nell’art. 23.3 della delibera 760625/383
viene precisato che, quando le guide del pistone e della cabina sono
comuni, deve esistere una distanza non minore di 0,3 m fra pattini
della cabina e pattini del pistone e fra strutture ad esse collegate.
Fra quali strutture si deve realizzare tale distanza?".Delibera
801202/416 – Ascensori idraulici – Distanza"La distanza verticale
di 0,3 m. che l’art. 23.3 della delibera 760625/383 richiede quando le
guide del pistone e della cabina sono comuni, va rispettata, oltre che
fra pattini della cabina e pattini del pistone, anche fra le parti
delle strutture ad essi collegate che, nella produzione orizzontale,
si sovrappongono oppure hanno una distanza tra loro minore di 50 mm.La
distanza verticale di 0,3 m. non è richiesta sotto la puleggia
di taglia del pistone e sotto il relativo carter.Analoghi criteri
valgono quando le guide della cabina e del pistone non sono
comuni".Quesito: "Si chiede se per un montascene da
installare sul palcoscenico del Teatro San Carlo di Napoli possano
essere adottate misure sostitutive di sicurezza ai sensi dell’art. 4
del D.P.R. n. 1497/1963".Delibera 801202/420 – Elevatore
speciale"lì montascene da installare sul palcoscenico del
Teatro San Carlo di Napoli, come descritto nella documentazione
presentata dal costruttore è un apparecchio avente
caratteristiche costruttive e destinazione di uso particolare,
pertanto ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. n. 1497/1963 possono essere
adottate le seguenti deroghe:Art. 20.3 La protezione del vano di corsa
al livello del palcoscenico può essere costituita da una
balaustra metallica a parete continua alta m. 1,00.Art. 21.1 Tutto il
perimetro della piattaforma può essere assimilato ad accesso di
cabina, ad eccezione delle strisce verticali antistanti gli attacchi
delle catene di trazione e delle pulegge di equilibratura.Artt. 27.2 e
27.4 La cabina può essere priva di pareti e di tetto.Art. 29.5
Tutto il perimetro della piattaforma può essere considerato
soglia di cabina; la distanza fra pareti del vano di corsa è
prevista minore o uguale a 13 cm.Vengono accettate le seguenti misure
sostitutive di sicurezza:- adozione di manovra a comando permanente
disposto sulla piattaforma;- velocità di esercizio non maggiore
di 0,15/ms;- installazione di un perimetro di sicurezza per impedire,
durante il moto della piattaforma, permanere di carichi nella fascia
perimetrale della piattaforma stessa;- nel caso di azionamento
idraulico, dispositivo di blocco della piattaforma sulle guide,
azionato con pulsante, per consentire il blocco della piattaforma in
caso di emergenza e per evitare ogni abbassamento della piattaforma
stessa per variazioni termiche dell’olio, perdite dalle guarnizioni o
sovraccarichi a livello palcoscenico.In aggiunta devono essere
previste le seguenti misure:a) Un controllo reciproco tra protezioni
sul palcoscenico e movimento della cabina per cui le protezioni non
possono essere tolte se non quando la piattaforma si trova bloccata al
piano palcoscenico e la piattaforma non si possa muovere se non sono
installate tutte le protezioni.b) Nella piattaforma mobile o vengono
installate protezioni smontabili di altezza non minore di 1,70 m.
oppure deve essere escluso tassativamente il trasporto di qualsiasi
persona che non sia il manovratore.c) La soglia mobile deve avere
larghezza non minore di 0,25 m e deve arrestare il movimento in caso
di sovraccarico maggiore di 15 Kg.d) Deve essere rispettata la
distanza di soglia non maggiore di 30 mm. tra soglia di cabina e
soglia dei piani come previsto dall’art. 27 del D.P.R. n. 1497/1963.e)
Nella bottoniera con azionamento ad uomo presente deve essere disposto
anche un comando di arresto ad inserzione permanente.Quesito: in
merito alla possibilità di installare delle porte blindate
all’esterno delle porte di piano di un ascensore installato in una
Banca, in deroga all’art. 24.11 del D.P.R. n. 1497/1963. Si fa
presente che le porte verrebbero chiuse soltanto dopo la esclusione
dal servizio dell’impianto.Delibera 801202/419 – Porte dei
piani"Si conferma il parere 680110/264 di seguito riportato:Ogni
piano servito cioè non escluso dal servizio in modo permanente,
deve avere almeno una porta per uscire dalla cabina senza impiegare
chiavi. La norma va applicata anche se vengono temporaneamente
interrotti chiamata, comando oppure fermata della cabina in
corrispondenza ad uno o più piani".Quesito: in merito alla
applicabilità agli apparecchi costruiti dalla Ditta Fontana
Ponteggi Sospesi S.a.s. di Milano, delle norme di cui al D.P.R. 29
maggio 1963, n. 1497, e in particolare se sono applicabili agli stessi
gli artt. 4 e 5 del detto decreto.Delibera 801202/422 – Apparecchio
specialeGli apparecchi costruiti dalla Ditta Fontana Ponteggi Sospesi
di Milano quali descritti nelle documentazioni presentate, non sono
fissi, ma spostabili orizzontalmente; non sono provvisti di una cabina
per il trasporto di persone o cose fra due o più piani, ma di
una piattaforma che costituisce piano di lavoro, con arresto a livelli
non definiti.Pertanto tali apparecchi non rientrano fra gli ascensori
e montacarichi disciplinati dal D.P.R. 29 maggio 1963, n. 1497.Si
ritiene che tali apparecchi dovrebbero rispondere ad una normativa
specifica, che tenga conto delle loro particolari
caratteristiche.Quesiti: A) In un ascensore oleodinamico a
funzionamento diretto è ammissibile un sistema di equilibratura
realizzato mediante funi impegnate su carrucole solidali alla
piattaforma, in modo tale da costituire un doppio sistema incrociato
che reagisca con adeguata coppia di reazione alla eccentricità
del carico?B) Il pistone oleodinamico azionante direttamente un
ascensore di cat. B, di corsa non superiore a 4 m, può essere
realizzato con sistema telescopico a 2 sfilate? In caso positivo, a
quali verifiche di calcolo è necessario sottoporre il
pistone?Delibera 801202/424 – Ascensore specialeA) In un ascensore
oleodinamico a funzionamento diretto è ammissibile un sistema
di equilibratura realizzato mediante funi o catene impegnate su
carrucole solidali alla piattaforma, in modo tale da costruire un
doppio sistema incrociato che reagisca con adeguata coppia alla
eccentricità del carico. Poiché, tuttavia, in caso di
allentamento o rottura delle funi o catene sopra indicate la
piattaforma potrebbe inclinarsi o, addirittura, ribaltarsi, le funi o
catene stesse adempiono ad una funzione assimilabile a quella delle
funi o catene portanti; si ritiene pertanto che le funi o catene di
cui trattasi devono rispondere a quanto prescritto per gli organi di
sospensione del D.P.R. n. 1497, negli artt. 32.5 (fermata del
macchinario), 34 (sostegno mediante due o più funi o catene –
almeno 8 funi e catene se esse costituiscono l’unico sistema
equilibrante), 35 (caratteristiche e diametri di avvolgimento), 36
(calcolo), 39 (ricambio), 40 (attacchi).La sollecitazione secondo cui
va eseguito il calcolo deve determinarsi considerando un carico uguale
alla portata distribuito uniformemente su una metà qualsiasi
del pavimento. Il sistema non deve trasmettere ai pattini della cabina
particolari sollecitazioni, l’inclinazione massima raggiungibile non
deve trasmettere sensibili sollecitazioni di flessione sul pistone.B)
Il pistone che sostiene una cabina può essere di tipo
telescopico. Circa il suo calcolo ci si richiama al parere espresso
con delibera 751202/375 di seguito riportato: non si ritiene opportuno
indicare norme generali per il calcolo dei pistoni telescopici. Per i
singoli casi si potranno adottare, per quanto applicabili, le norme
previste per i pistoni costituiti da un unico elemento, tenendo
presenti le caratteristiche particolari dei pistoni telescopici, fra
cui: possibilità di inflessione laterale per i giochi massimi
possibili fra gli elementi; maggiori possibilità di perdite in
corrispondenza agli elementi di tenuta delle varie sezioni;
possibilità di reciproco improvviso sfilamento delle varie
sezioni, con variazione dell’altezza dell’elemento superiore, ove non
siano previsti idonei sistemi compensativi.Quesiti: A) In un ascensore
per handicappati da installare negli Uffici del Comune di Merano
è ammessa una deroga all’art. 29.1 del D.P.R. 29 maggio 1963,
n. 1497, consentendo, per imprescindibile necessità
dell’edificio, che la cabina abbia 3 accessi…

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