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Art. 30, D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164

Art. 30, D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164 - Autorizzazione alla costruzione e all'impiego di attrezzature per il getto di conglomerato in calcestruzzo con tecnologia a tunnel e pannelli per setti con relativi orizzontamenti
Circolare Ministeriale

Nell’ultimo decennio, com’è noto, si è sviluppata
ed ha trovato applicazione, nel quadro della industrializzazione
edilizia, una tecnologia di costruzione di opere in cemento armato
utilizzante tunnels e pannelli per setti con relativi
orizzontamenti.Tale tecnologia, comportando movimentazione di
sistemi funzionali complessi, presuppone il ricorso a speciali opere
provvisionali costituite da mensole o da telai che consentono la
realizzazione di un impalcato per la protezione contro la caduta di
persone e di materiali, permettendo contemporaneamente la messa in
opera, il disarmo e l’estrazione delle attrezzature in condizione di
sicurezza.Con circolare del 19 marzo 1980, n. 15, questo Ministero,
sentita la Commissione consultiva permanente, definì le
istruzioni tecniche atte ad armonizzare l’intervento dispositivo degli
ispettori del lavoro, in attesa della emanazione delle autorizzazioni
alla costruzione ed all’impiego di cui le predette attrezzature
debbono essere provviste, essendo state, con la medesima circolare ed
in conformità all’indirizzo giurisprudenziale emerso all’epoca,
assimilate ai ponteggi metallici fissi ed assoggettate alla disciplina
amministrativa di cui all’art. 30, D. P.R. n.
164/1956.Successivamente, con circolare n. 18 del 7 febbraio 1981,
questo Ministero emanò specifiche istruzioni per la
compilazione delle relazioni tecniche.L’applicazione delle predette
circolari ha suscitato alcune perplessità in ordine a dette
istruzioni, in particolare per quanto riguarda le prove sui materiali,
quelle degli elementi strutturali, le relative certificazioni, alcune
ipotesi di carico e le istruzioni per le prove di carico.Si è
pertanto reso necessario fornire dei chiarimenti in merito alle
istruzioni fino ad ora impartite e con l’occasione si è
altresì ritenuto utile evidenziare le disposizioni
antinfortunistiche da osservarsi nell’impiego, montaggio e smontaggio
di tali attrezzature.Si è provveduto, pertanto, a riunire in un
documento organico e le regole di calcolo e le disposizioni
antinfortunistiche di cui si è detto.Il documento risultante da
tali lavori, approvato, per quanto di competenza, dal C.N.R. e dalla
Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni,
viene diffuso in allegato alla presente allo scopo di uniformare sia
le procedure di autorizzazione, sia l’attività di vigilanza sul
corretto impiego delle suddette attrezzature, attività
questultima di competenza, com’è noto, delle
Usl.Allegato0. Generalità0.1. ScopoScopo della presente
specifica tecnica è quello di definire le caratteristiche di
sicurezza di passerelle, ponti di sicurezza, mensole di estrazione e
reti di protezione per il getto di conglomerato cementizio con
tecnologie a tunnels e a pannelli (banches) per "setti" e
relativi orizzontamenti (tables).0.2 Definizioni02.1. PasserelleSi
definisce "passerella" l’opera provvisionale necessaria a
consentire il lavoro ed il transito in condizioni di
sicurezza.0.2.1.1. Passerella di servizioSi definisce "passerella
di servizio" l’opera provvisionale necessaria a realizzare i
lavori di getto e a consentire il transito durante l’esecuzione del
getto e per altri interventi connessi con l’attività
lavorativa.0.2.1.2. Passerella di manutenzioneSi definisce
"passerella di manutenzione" l’opera provvisionale
necessaria a consentire interventi sui dispositivi di attacco
dell’opera provvisionale alla struttura portante in conglomerato
cementizio.0.2.2. Ponte di sicurezzaSi definisce "ponte di
sicurezza" l’opera provvisionale necessaria a garantire funzioni
di sottoponte della passerella di servizio, a sostenere la cassaforma
ed a permettere lo svolgimento di armo e disarmo – sistemata in
corrispondenza del piano raggiunto ed installata prima del
posizionamento dei casseri o contemporaneamente a questi ultimi.Per
"corrispondenza al piano" si intende il posizionamento del
ponte di sicurezza ad una distanza dal "piano" raggiunto non
superiore alla distanza minima compatibile con la realizzazione di
ancoraggi sulle strutture portanti in conglomerato cementizio.0.2.3.
Mensola di estrazioneSi definisce "mensola di
estrazione" l’opera provvisionale atta a consentire l’estrazione
del tunnel o del tavolo ed a realizzare funzione di sottoponte per le
passerelle di servizio.Il parapetto frontale delle mensole di
estrazione – chiuso da "rete anticaduta" avente funzione di
secondo corrente di parapetto e di tavola fermapiede, può
essere realizzato in modo da essere ribaltato per facilitare le
operazioni di estrazione dei tunnel o dei tavoli.0.2.4. Rete
anticadutaSi definisce "rete anticaduta’ l’opera provvisionale
necessaria per realizzare funzioni di intercettazione delle
traiettorie di caduta delle persone.Essa sostituisce le funzioni
svolte dalle mensole di estrazione quando il sistema funzionale non
preveda l’impiego delle stesse.0.2.5. Sistema funzionaleSi
definisce "sistema funzionale" l’insieme di elementi
strutturali (attacchi, mensole, telai, correnti, diagonali, piani di
calpestio, parapetti, tavole ferma piede, ecc.) idoneo a realizzare le
opere provvisionali necessarie per consentire in sicurezza le
attività lavorative.0.2.6. FabbricantePer
"fabbricante" si intende la persona fisica o giuridica che
produce le opere provvisionali oggetto della presente specifica.Per
opere provvisionali costruite all’estero le funzioni del fabbricante
sono attribuite al legale rappresentante in Italia che commercializza
i prodotti.La qualifica di fabbricante deve essere documentata
attraverso certificato di iscrizione alla Camera di commercio,
industria, artigianato.0.2.7. Stabilimento di produzionePer
"stabilimento di produzione" si intende la denominazione e
l’ubicazione degli edifici ove, sotto la responsabilità del
fabbricante, vengono costruiti gli elementi strutturali costituenti il
sistema funzionale.0.2.8. Laboratori ufficialiPer
"laboratorio ufficiale" si intendono:- il laboratorio
dell’ISPESL- i laboratori delle Università e Politecnici dello
Stato- i laboratori di Istituti tecnici di Stato, riconosciuti ai
sensi della legge 5 novembre 1971, n. 1086.0.3. Modalità di
presentazione delle relazioni tecniche0.3.1. E’ sufficiente
presentare relazione tecnica per i sistemi funzionali più
tipici e più impegnati, avanzando eventuale richiesta specifica
di estensione anche alle varianti dimensionali di minor impegno.Le
relazioni tecniche, i disegni e le eventuali integrazioni, devono
essere datate e firmate in ogni pagina, dal fabbricante e dal
progettista.Le pagine devono essere numerate. Alla relazione deve
essere allegato il certificato di iscrizione alla C.C.I.A. Prima della
trattazione dei punti del cap. I è necessario indicare la
ubicazione dello stabilimento di produzione degli elementi strutturali
di sostegno dei piani e delle protezioni di servizio.0.3.2. La
relazione tecnica deve fornire gli elementi necessari a caratterizzare
le condizioni di sicurezza relative ai sistemi funzionali di maggiore
impegno, indicando le varianti che non richiedono la necessità
di presentazione di relazioni tecniche integrative.1. Descrizione
degli elementi strutturali loro dimensioni con le tolleranze
ammissibili e schema dell’insiemeSi devono presentare i disegni
d’insieme di tutti gli elementi strutturali e i disegni costruttivi
quotati dei singoli elementi.1. 1. DescrizioneDevono essere
descritte le funzioni degli elementi strutturali impiegati per la
realizzazione dei sistemi funzionali.Nella descrizione degli elementi
stessi devono essere indicati i sistemi per realizzare il collegamento
tra loro, che devono essere tali da impedire la rimozione degli
elementi montati senza un’azione volontaria di disattivazione dei
dispositivi di fermo o di blocco.Nel caso di collegamento a vite la
condizione di cui al capoverso precedente è soddisfatta quando,
a dado serrato, la parte terminale del gambo filettato del bullone
sporga per non meno di cinque filetti.1.2. Dimensioni e
tolleranzePer ogni elemento strutturale devono essere indicati su
tabella i tipi dei profilati impiegati con la specificazione delle
caratteristiche dimensionali delle sezioni e delle tolleranze; per i
componenti unificati è sufficiente fare riferimento al tipo ed
alla norma UNI o ISO, allegando la relativa tabella di
normalizzazione.Nei disegni vanno indicate in ogni caso le dimensioni
longitudinali e le tolleranze relative.Quando necessario, i
particolari degli elementi costruttivi (collegamenti, ancoraggi, ecc.)
debbono essere riportati in scala adeguata. Nella relazione devono
essere indicate le effettive possibilità di accoppiamento tra
elementi (spine, innesti, ecc.).Debbono inoltre essere indicate le
dimensioni dei cordoni di saldatura. Per gli elementi strutturali
portanti, sia nella relazione sia sui disegni, debbono essere indicati
il nome o il marchio del fabbricante specificando la forma grafica, la
zona di marchiatura e la caratteristica relativa (incisa o a
rilievo).Lo spessore minimo nominale degli elementi metallici non
dovrà essere inferiore a 2,2 mm per tutti gli elementi
strutturali, salvo che per gli impalcati metallici e le tavole
fermapiede metalliche costruiti in conformità alle norme CNR
10022.Quando vengono utilizzati tubi, essi devono avere spessore S (in
millimetri) non inferiore a S = 1,4 + 0,031 d dove d è il
diametro nominale esterno del tubo espresso in
millimetri.1.3. Schema dell’insiemePer ogni sistema funzionale di
attrezzatura c…

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