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Art. 27 D.P.R. 19/3/56 n. 302

Art. 27 D.P.R. 19/3/56 n. 302 - Licenza per il mestiere di 'fochino'
Circolare Ministeriale

Il Decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n.
302, con il quale sono state approvate le Norme per la prevenzione
degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con
Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, 547, prevede,
fra l’altro, alcune norme particolari di prevenzione da osservarsi
nella fabbricazione e nell’impiego degli esplosivi. Ferma restando la
disciplina che per la materia è stabilita dal Testo Unico 18 giugno
1931, n. 773, dalle leggi di P.S. e dal Regolamento approvato con R.D.
6 maggio 1940, n. 653, si è ritenuta opportuna l’introduzione delle
predette disposizioni nelle norme di prevenzione infortuni in rapporto
alla competenza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale
per quanto concerne la tutela dei lavoratori e tenendo conto del
progresso e dell’esperienza maturati nei tempi recenti. Uno degli
argomenti di nuova introduzione è quello che disciplina il mestiere di
fochini. L’esperienza ha dimostrato che coloro che attualmente
esercitano il mestiere di fochino, ancorché provvisti di iniziativa,
non sempre sono in possesso della capacità richiesta; capacità che è
il più efficace mezzo atto a prevenire gli infortuni in questo
delicato settore dell’attività lavorativa nel quale gli eventi dannosi
hanno sempre conseguenze gravi e diffuse.Si è ritenuto pertanto
necessario subordinare l’esercizio del mestiere di fochino a
preventiva licenza speciale rilasciata dal Prefetto previo
accertamento delle suddette capacità. L’art. 27 del citato D.P.R. 19
marzo 1956, n. 302, disciplina compiutamente le modalità relative al
rilascio della licenza. Tuttavia, si ritiene opportuno con la presente
circolare impartire istruzioni al fine di raggiungere uniformità di
indirizzo in sede di applicazione delle suddette norme e precisarne la
portata.E’ anzitutto da porre in evidenza la disposizione principale
in base alla quale a decorrere dal 1° luglio 1958 il mestiere di
fochino potrà essere esercitato solo dà chi è in possesso della
licenza speciale rilasciata dal Prefetto a seguito di esame, ovvero in
base alle norme transitorie di cui all’ultimo comma dell’art. 27.Fra
le operazioni caratteristiche del fochino rientra, in linea
principale, quella del brillamento delle mine. Tale operazione può,
come è noto, essere effettuata sia a fuoco che con innesco elettrico.
Quest’ultima operazione comporta adeguata conoscenza in materia di
circuiti elettrici che dovranno pertanto formare oggetto della materia
di esame.Tuttavia, essendo prevalentemente diffuso il sistema di
brillamento esclusivamente a fuoco, su richiesta degli esaminandi
l’esame potrà escludere l’operazione del brillamento con innesco
elettrico, purché ne venga fatta specifica inscrizione sulla licenza
speciale.Particolare attenzione deve essere posta nell’applicazione
della norma transitoria prevista dall’ultimo comma, laddove è disposto
che: I fochini che dimostrano di avere esercitato il mestiere
ininterrottamente da tre anni, possono ottenere la licenza senza
esame. La norma è stata introdotta per non gravare eccessivamente gli
Uffici ed i destinatari nella sua propria applicazione e nella
presunzione che l’esercizio triennale ininterrotto e recente, del
mestiere di fochino, comporta preparazione professionale e requisiti
fisici adeguati.E’ pertanto necessario, per non eludere la sostanziale
portata delle norme che tale titolo sia rigorosamente comprovato
previo accertamento dei seguenti elementi:- che il richiedente abbia
effettivamente svolto le operazioni di fochino elencate nella prima
parte dell’art. 27;- che dette operazioni siano state effettivamente
svolte nel triennio precedente la data di presentazione della
domanda.Anche in tal caso la licenza dovrà indicare, in relazione alla
effettiva attività svolta, se l’abilitazione si riferisce al
brillamento a fuoco od a quello con innesco elettrico.L’accertamento
di quanto sopra verrà effettuato in base a rigorosa e specifica
documentazione rilasciata dalle aziende.Si tenga in merito presente
che il termine minatore, nell’uso comune, comprende, oltre i fochini
propriamente detti, anche coloro addetti alla preparazione di fori e
fornelli da mina, al disgaggio, nonché allo scavo delle mine,
operazioni queste ultime che essenzialmente caratterizzano il mestiere
di fochino che in alcune località viene anche denominato
carichino.Ogni qualvolta la documentazione presentata faccia sorgere
fondati dubbi sull’effettivo espletamento dell’attività triennale di
fochino, verrà richiesta documentazione suppletiva in mancanza della
quale il richiedente dovrà sottoporsi all’esame.La norma transitoria
in parola prevede infine che i fochini con esercizio triennale possono
ottenere la licenza senza esame fino alla data del 30 giugno 1960.La
norma va intesa nel senso che fino a tale data potrà essere concessa
la licenza a coloro che dimostrano l’esercizio ininterrotto nel
periodo triennale immediatamente precedente la data del 30 giugno 1958
a decorrere dalla quale il mestiere è subordinato a licenza. Non potrà
tenersi conto di periodi ulteriormente precedenti anche perché
verrebbe a cadere quella presunzione di idoneità professionale e
fisica che deriva da recente esercizio professionale; né può
ovviamente tenersi conto del periodo successivo a tale data
trattandosi di periodo nel quale il mestiere sarebbe stato esercitato
abusivamente.In eccezione a tale norma potrà invece tenersi conto del
periodo successivo alla data del 30 giugno 1958 quando questo sia
stato svolto all’estero e sempre che sia validamente documentato per
tale periodo l’espletamento del mestiere di fochino.Gli Ispettorati
del lavoro, ai quali la presente è diretta per conoscenza, sono
invitati a fornire ai Prefetti ogni collaborazione per quanto concerne
la rigorosa applicazione delle disposizioni in parola.

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