Approvazione della regola tecnica recante l'aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti di cui al decreto 9 aprile 1994 | Chimici.info

Approvazione della regola tecnica recante l’aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti di cui al decreto 9 aprile 1994

Approvazione della regola tecnica recante l'aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti di cui al decreto 9 aprile 1994
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’INTERNO Vista la legge 27 dicembre 1941, n.
1570; Visti gli articoli 1 e 2 della legge 13 maggio 1961, n. 469;
Visto l’art. 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966; Visto l’art. 1
della legge 31 dicembre 2001, n. 463; Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577; Visto il decreto ministeriale
9 aprile 1994, con cui è stata approvata la regola tecnica di
prevenzione incendi per la costruzione e l’esercizio delle
attività ricettive turistico- alberghiere; Rilevata la
necessità di aggiornare le disposizioni di cui al citato
decreto ministeriale 9 aprile 1994 per le attività ricettive
esistenti; Vista la regola tecnica elaborata dal Comitato centrale
tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577; Visto
l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577; Espletata la procedura di informazione ai sensi della
direttiva 98/34/CE, come modificata dalla direttiva
98/48/CE;Decreta:Articolo unico Per le finalità stabilite
dall’allegato alla legge 31 dicembre 2001, n. 463, sono approvate, per
le attività ricettive turistico- alberghiere esistenti alla
data di entrata in vigore del decreto 9 aprile 1994: le misure di
sicurezza contenute nell’allegato A, alternative a quelle indicate
nell’allegato al decreto 9 aprile 1994 – Titolo II – Parte seconda –
Attività esistenti (Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana – serie generale – n. 116 del 20 maggio 1994); le
disposizioni contenute nell’allegato B, integrative dell’allegato al
decreto 9 aprile 1994 (Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana –
serie generale – n. 116 del 20 maggio 1994). Il presente decreto
sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.Allegato AMISURE DI SICUREZZA ALTERNATIVE A QUELLE INDICATE
NELL’ALLEGATO AL DECRETO MINISTERIALE 9 APRILE 1994 – TITOLO II
– PARTE SECONDAATTIVITÀ ESISTENTI.18. Ubicazione. In
alternativa a quanto stabilito al punto 5.2, capoverso 1, lettera d),
è consentito mantenere locali o camere con finestre che si
attestano su corti interne (chiostrine) anche se queste non hanno il
requisito di spazio scoperto a condizione che detti locali o camere
siano realizzati con strutture di separazione verso la restante
attività alberghiera (pareti, solai e porte dotate di
autochiusura) con caratteristiche REI congruenti con la classe di
resistenza al fuoco dei locali o camere interessate.19.
Caratteristiche costruttive. 1 – In alternativa a quanto stabilito al
punto 19.1, è consentito che gli elementi strutturali portanti
e separanti garantiscano una resistenza al fuoco R/REI secondo quanto
indicato nella seguente tabella:Altezza antincendio dell’edificioR/REl
(*)R/REI (**)Superiore a 12 m fino a 24 m4530Superiore a 24 m fino a
54 m45Oltre 54 m60(*) in presenza di impianto di rivelazione e di
segnalazione d’incendio esteso all’intera attività;(**) in
presenza di impianto di rivelazione e di segnalazione d’incendio
esteso all’intera attività e di un servizio interno di
sicurezza permanentemente presente nell’arco delle ventiquattro ore
costituito da un congruo numero di addetti che consenta di promuovere
un tempestivo intervento di contenimento e di assistenza all’esodo.Gli
addetti, che non possono essere in numero inferiore a due, devono
avere conseguito l’attestato di idoneità tecnica di cui
all’art. 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609 (Gazzetta Ufficiale n.
281 del 30 novembre 1996) a seguito del corso di tipo C di cui
all’allegato IX del decreto 10 marzo 1998 (S.O. n. 64 alla Gazzetta
Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998). La preparazione di tali addetti,
ivi compreso l’uso delle attrezzature di spegnimento, deve essere
verificata ogni due anni da parte dei comandi provinciali dei vigili
del fuoco secondo le modalità di cui alla predetta legge 28
novembre 1996, n. 609. È comunque fatta salva la facoltà
di ricorrere all’istituto della deroga di cui all’art. 6 del decreto
del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37 (Gazzetta
Ufficiale n. 57 del 10 marzo 1998) per l’approvazione di misure
alternative diverse od aggiuntive a quelle indicate, quali ad esempio
l’installazione di un impianto di spegnimento automatico, che rendano
ammissibili classi di resistenza al fuoco inferiori a quelle
riportate. 2 – In alternativa a quanto stabilito al punto 19.2 e con
riferimento al punto 6.2 lettera a), negli atri, nei corridoi, nei
disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, è
consentito mantenere in opera materiali di classe 1 di reazione al
fuoco in misura superiore al 50% della loro superficie totale
(pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale)
in presenza di impianto di rivelazione e di segnalazione d’incendio
esteso all’intera attività, ad esclusione delle camere degli
alberghi fino a 100 posti letto già dotate di porte RE 15 con
dispositivo di autochiusura. È consentito nei predetti ambienti
mantenere in opera materiali non classificati ai fini della reazione
al fuoco, compresi i rivestimenti lignei posti in opera anche non in
aderenza a supporti incombustibili, fino ad un massimo del 25% della
superficie totale in presenza di un carico di incendio limitato a 10
kg/mq, di impianto di rivelazione e di segnalazione d’incendio esteso
all’intera attività, ad esclusione delle camere degli alberghi
fino a 100 posti letto già dotate di porte RE 15 con
dispositivo di autochiusura, e di un servizio interno di sicurezza
permanentemente presente nell’arco delle ventiquattro ore costituito
da un congruo numero di addetti che consenta di promuovere un
tempestivo intervento di contenimento e di assistenza all’esodo. Gli
addetti, che non possono essere in numero inferiore a due, devono
avere conseguito l’attestato di idoneità tecnica di cui
all’art. 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609, a seguito del corso
di tipo C di cui all’allegato IX del decreto 10 marzo 1998. La
preparazione di tali addetti, ivi compreso l’uso delle attrezzature di
spegnimento, deve essere verificata ogni due anni da parte dei comandi
provinciali dei vigili del fuoco secondo le modalità di cui
alla predetta legge 28 novembre 1996, n. 609. 3 – In alternativa a
quanto stabilito al punto 19.6, capoverso 4, è ammessa la
comunicazione diretta di camere con il vano scala purché il
carico di incendio delle stesse non superi 20 kg/mq e le
caratteristiche di resistenza al fuoco della porta d’ingresso siano
congrue con quelle del vano scala.20. Misure per l’evacuazione in caso
di incendio. 1 – In alternativa a quanto stabilito al punto 20.1 e con
riferimento al punto 7.2, è consentito adottare capacità
di deflusso non superiori a 37,5 per i piani superiori al terzo fuori
terra in presenza di impianto di rivelazione e segnalazione d’incendio
esteso all’intera attività tranne che nelle camere degli
alberghi fino a 100 posti letto già dotate di porte RE 15 con
dispositivo di autochiusura. È consentito adottare, per ogni
piano diverso dal piano terra, capacità di deflusso non
superiori a 50 alle seguenti condizioni: a) installazione di impianto
di rivelazione e di segnalazione d’incendio esteso all’intera
l’attività; b) adozione di scale protette; c) uscita verso
l’esterno direttamente dalla scala protetta. In alternativa al punto
c) può essere adottata una delle seguenti condizioni:
realizzazione delle scale e dei corridoi che adducono alle scale con
materiali di classe 0 di reazione al fuoco, ad eccezione di eventuali
corsie di camminamento centrale ammesse in classe 1 di reazione al
fuoco, ed installazione di porte almeno RE 15 a protezione delle
camere; installazione nelle camere di coperte e copriletto di classe 1
di reazione al fuoco e di guanciali, sedie imbottite, poltrone,
poltrone letto, divani, divani letto e sommier di classe 1IM;
realizzazione delle scale e dei corridoi che adducono alle scale con
materiali di classe 0 di reazione al fuoco, eliminazione completa
dalle scale stesse e corridoi di ogni altro materiale combustibile, ad
eccezione di eventuali corsie di camminamento centrale, ammesse in
classe 1 di reazione al fuoco; installazione di porte almeno RE 15 a
protezione delle camere. 2 – In alternativa a quanto stabilito al
punto 20.4.2, capoverso 1, per le attività ricettive ubicate in
edifici aventi altezza antincendio non superiore a 32 m è
consentita l’installazione di una sola scala a condizione che: a) la
scala sia di tipo a prova di fumo od esterna,oppure b) la scala sia di
tipo protetto e sia installato un impianto di spegnimento automatico
esteso all’intera attività. 3 – In alternativa a quanto
stabilito al punto 20.4.2, capoverso 1, per le attività
ricettive ubicate in edifici aventi altezza antincendio non superiore
a 24 m, limitate ai primi 6 piani fuori terra, e gli ulteriori piani
oltre il 6°, comunque pertinenti, non adibiti ad alloggio per gli
ospiti e/o per il personale dipendente, né a spazi comuni per
il pubblico, è consentita l’installazione di una sola scala a
condizione che: a) la scala sia protetta ed abbia caratteristiche di
resistenza al fuoco congrue con quanto stabilito al punto 19.1. b) il
solaio comune tra il 6° e 7° piano sia resistente al fuoco con
caratteristiche congrue con quanto stabilito al punto 19.1; c) sia
previsto un impianto automatico di rivelazione e di segnalazione
d’incendio esteso all’intera attività. Per le attività
ricettive, ubicate in edifici aventi altezza antincendio non superiore
a 24 m, estese oltre il 6° piano fuori t…

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