Apparecchi di sollevamento indicati all'art. 194 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 e all'art. 5 lettera f) del D.M. 12 settembre 1959 | Chimici.info

Apparecchi di sollevamento indicati all’art. 194 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 e all’art. 5 lettera f) del D.M. 12 settembre 1959

Apparecchi di sollevamento indicati all'art. 194 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 e all'art. 5 lettera f) del D.M. 12 settembre 1959 - Prime verifiche e verifiche periodiche - Riserve a verbale
Circolare Ministeriale

Con circolare n. 77 del 23 dicembre 1976 il Ministero del
lavoro e della previdenza sociale ha definito, con carattere
dispositivo, il contenuto degli "allegati" genericamente
previsti nei modelli I ed L del D.M. 12 settembre 1959, nonché
i criteri di esame di tale documentazione. Ha altresì invitato
l’Ente "a disciplinare con istruzioni interne le modalità
di scioglimento delle riserve" attinenti alle prime verifiche
degli apparecchi di sollevamento indicati in oggetto.Ciò posto
nel trasmettere unita alla presente copia della predetta circolare
(all. n. 1) si rende indispensabile procedere alla sostanziale
modifica delle circolari n. 79 del 13 novembre 1973, n. 8 del 4
febbraio 1974, n. 43 del 9 settembre 1974 e n. 58 del 21 novembre 1974
esclusivamente per quanto attiene all’oggetto della presente. Pertanto
le Sedi dovranno attenersi, con effetto immediato, alle seguenti
istruzioni operative.Prime verifiche a seguito di nuove
denuncePremesso che sono stati presi gli opportuni contatti a livello
centrale affinché le nuove denunce degli apparecchi di
sollevamento siano predisposte in modo da consentire il contestuale
inoltro di tutta la documentazione richiesta dalla citata circolare
ministeriale, le Sedi, in attesa che tale procedura acquisti carattere
sistematico e corrente non potranno comunque accettare denunce di
prima verifica se non corredate dalla documentazione di rito; le
denunce che dovessero pervenire a mezzo del Servizio postale, carenti
o incomplete, dovranno essere restituite con la lettera tipo di cui
all’allegato n. 2 contenente fra l’altro l’invito a non utilizzare
l’apparecchio prima dell’inoltro della documentazione completa.L’esame
di merito della documentazione tecnica pervenuta, che peraltro
costituisce la prima fase della verifica, dovrà essere
effettuato attualmente, in attesa di una adeguata preparazione di
tutto il personale tecnico da dipendenti inquadrati nella prima
qualifica professionale in possesso della laurea in ingegneria od
architettura.Qualora detto esame risultasse positivo si
procederà con la massima sollecitudine e conformemente alle
modalità in vigore alla verifica sul posto, preferibilmente a
cura dello stesso dipendente che ha eseguito la prima fase
procedurale.Nell’ipotesi in cui l’esame della documentazione
risultasse negativo si procederà, con il modulo di cui
all’allegato n. 3, a rappresentare dettagliatamente all’utente i
rilievi emersi, invitandolo espressamente alla "non utilizzazione
in servizio" dell’apparecchio, fino al completamento della
verifica sul posto da parte del tecnico dell’Ente.Copia di tale modulo
dovrà essere contestualmente trasmessa agli Ispettorati
provinciali del lavoro in funzione dell’attività di vigilanza a
loro spettante in forza dell’art. 401 del D.P.R. 27 aprile 1955, n.
547. In ordine agli adempimenti conseguenti alla verifica sul posto
nulla è innovato rispetto alle procedure in atto.Per quanto
concerne la fatturazione del servizio, considerato che, come sopra
accennato l’esame della documentazione rappresenta la prima fase della
verifica, si dovrà procedere all’immediata emissione del
bollettino di addebito o della fattura.Unica eccezione alla
sopradescritta procedura concerne le prime verifiche degli apparecchi
di sollevamento per i quali sia stata già richiesta o
verrà inoltrata dal costruttore o rappresentante la
qualificazione di prototipo alla Direzione generale. In tale caso nel
modulo di denuncia dell’apparecchio stesso (all. n. 2) dovrà
essere indicata tale circostanza unitamente al numero progressivo di
protocollo assegnato da questa Direzione generale alle richieste e
segnalato sia al costruttore o rappresentante che alle Unità
organiche periferiche secondo le modalità procedurali vigenti.
La verifica sul posto sarà ovviamente successiva all’esito
dell’esame della documentazione che verrà opportunamente e
tempestivamente comunicato alle Sedi interessate.Si raccomanda di
informare con la massima sollecitudine questa Direzione generale,
Servizio tecnico, delle denunce relative agli apparecchi sopra
descritti onde consentire l’esame prioritario della documentazione ad
essi inerente per la parte relativa alla prima verifica, e
conseguentemente concludere tale fase interessante una
pluralità di apparecchi dello stesso tipo in carico presso Sedi
diverse.Il sollecito adempimento di quanto richiesto oltre ad
eliminare la duplicazione di esame di identici dati tecnici
consentirà di ottenere univocità di indirizzi e di
comportamenti sull’intero territorio nazionale.Verifiche ”con
riserva“ eseguite a norma delle precedenti disposizioniCome noto
con circolare n. 79 del 13 novembre 1973 venne disposta una nuova
procedura attinente all’esecuzione delle prime verifiche
sostanzialmente subordinata all’esame di una dettagliata
documentazione tecnica che l’utente doveva allegare alla denuncia. Con
successiva circolare n. 8 del 4 febbraio 1974 sia nell’ipotesi di
incompleta documentazione che di esito negativo del relativo esame
nonché in quella di attesa di disamina della stessa, il tecnico
verificatore doveva apporre una particolare "riserva a
verbale".Poiché il Ministero del lavoro con le
disposizioni recentemente diramate in materia, dettando analiticamente
ed in modo vincolante per l’utente la documentazione da produrre
all’atto delle denunce dell’apparecchio di sollevamento, ha fatto
venir meno "i presupposti che giustificarono la formulazione
delle cosiddette "riserve" da parte dei funzionari
dell’ENPI" dovendosi tali presupposti considerare perenti e le
"riserve" senza più alcuna ragione di sussistenza, le
unità organiche di competenza dovranno attenersi alle seguenti
modalità operative:a) Verifiche degli apparecchi per i quali
si è già in possesso di una documentazione completa o
insufficientePremesso che le documentazioni tecniche esistenti,
riguardanti i singoli apparecchi verranno sollecitamente restituite
alle Sedi di competenza, sarà cura di tali unità
vagliarne la completezza per poter effettuare la prima verifica e
sciogliere le riserve apposte sui relativi verbali.Per integrare la
documentazione verrà inoltrata la richiesta di cui allo schema
tipo allegato n. 4.Detta richiesta – in armonia con il principio
fissato con la citata circolare ministeriale, con la quale è
stata richiamata la necessità di procedere gradualmente e
compatibilmente con le esigenze di sicurezza del lavoro, alla
predisposizione delle documentazioni tecniche dettagliatamente
indicate, da parte dei costruttori ed utenti – conterrà la
fissazione di un termine massimo di 90 giorni entro il quale si
dovrà adempiere a quanto prescritto; detto termine scaturisce,
oltre che dalle motivazioni espresse dal Ministero del lavoro anche da
una imprescindibile esigenza di carattere organizzativo e
funzionale interna ancorata necessariamente a tempi tecnici
essenziali, dettati dalle nuove modalità operative
d’intervento.In caso di inottemperanza si provvederà ad
invitare l’utente (Allegato n. 5) a "non utilizzare in
servizio“ l’apparecchio fino al completamento della verifica da
parte del tecnico dell’ENPI.Anche per l’ipotesi sopra descritta
infatti si dovrà procedere all’intervento "in loco"
con le modalità tecnico-amministrative in vigore e quindi
all’inoltro del rapporto all’Autorità giudiziaria.Detto
rapporto dovrà contenere anche il riferimento specifico agli
artt. 4, 194, 374 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, ed, ove ne
ricorrano i presupposti, all’art. 7 dello stesso D.P.R.Copia
dell’allegato n. 5 dovrà essere inoltrata anche agli
Ispettorati provinciali del lavoro per il debito di vigilanza di cui
si è fatto cenno.Una volta completata la documentazione si
procederà all’esame di merito ed ai successivi adempimenti che
qui di seguito vengono specificati:- nel caso di esito positivo
dell’esame della documentazione, verifica "in loco"
dell’apparecchio secondo le modalità tecnico-amministrative
attualmente in vigore e l’apposizione in calce al relativo verbale del
giudizio definitivo ai fini della sicurezza;- nel caso di esito
negativo dell’esame della documentazione, si procederà con il
modulo di cui all’allegato n. 3 a rappresentare dettagliatamente
all’utente i rilievi emersi invitandolo espressamente a non utilizzare
in servizio l’apparecchio fino al completamento della verifica sul
posto da parte del tecnico dell’Ente, informandone altresì
l’Ispettorato provinciale del lavoro per quanto di competenza. Si
effettuerà quindi l’intervento sul posto con le modalità
tecnico amministrative attualmente in vigore e quindi all’inoltro del
rapporto all’Autorità giudiziaria.Al rapporto dovrà
essere allegata anche copia della lettera (All. n. 3) inviata, per
quanto sopra detto, all’utente ed all’Ispettorato provinciale del
lavoro.L’ipotesi di carenza totale di documentazione che dovrebbe
nella circostanza, riguardare un numero limitato di apparecchi
comporterà l’adozione delle medesime procedure previste per il
caso di carenza parziale della stessa, come sopra dettagliatamente
indicato.b) Verifiche degli apparecchi per i quali sia stata
inoltrata domanda di qualificazioneLa qualificazione è ipotesi
che deve essere tenuta concettualmente distinta da quella attinente
alle verifiche obbligatorie.Attraverso tale intervento s’intende
infatti realizzare un sistema di attività prevenzionale che, in
attesa di una dis…

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