AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA - CIRCOLARE 24 marzo 2005, n.8: Disposizioni in merito all'attuazione degli articoli 8 e 9 del decreto MiPAF del 5 agosto 2004, n. 1787 | Chimici.info

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA – CIRCOLARE 24 marzo 2005, n.8: Disposizioni in merito all’attuazione degli articoli 8 e 9 del decreto MiPAF del 5 agosto 2004, n. 1787

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA - CIRCOLARE 24 marzo 2005, n.8: Disposizioni in merito all'attuazione degli articoli 8 e 9 del decreto MiPAF del 5 agosto 2004, n. 1787 e del decreto MiPAF del 24 settembre 2004, n. 2026. (GU n. 83 del 11-4-2005- Suppl. Ordinario n.61)

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA

CIRCOLARE 24 marzo 2005, n.8

Disposizioni in merito all’attuazione degli articoli 8 e 9 del
decreto MiPAF del 5 agosto 2004, n. 1787 e del decreto MiPAF del 24
settembre 2004, n. 2026.

Al Ministero delle politiche agricole e
forestali
– Segreteria tecnica
– Direzione generale delle politiche
agroalimentari – PAGR V
– Direzione generale del Corpo
forestale dello Stato

Al Ministero della salute
Direzione generale della sanita’
pubblica veterinaria, alimentazione e
nutrizione
Al Corpo forestale dello Stato della
Regione siciliana
Agli assessorati regionali agricoltura
Agli assessorati prov. autonome Trento
e Bolzano
Al Ente nazionale risi
Al Centro assistenza agricola
Coldiretti S.r.l.
Al C.A.A. Confagricoltura S.r.l.
Al C.A.A. CIA S.r.l.
Al CAA Copagri S.r.l.
Al Coordinamento CAA c/o CAALPA c/o CAA
CANAPA
Alle organizzazioni professionali
agricole: Col diretti – Confagricoltura
– CIA – Copagri – ENPTA –
Eurocoltivatori – A.L.P.A. – Fe.Na.Pi.
– Coopagrival – F.Agr.I – ANPA

1. Premessa.
Con riferimento alla normativa sottoindicata si riportano di
seguito le modalita’ applicative per l’ottenimento dell’aiuto
supplementare, previsto dagli articoli 8 e 9 del decreto ministeriale
5 agosto 2004, nei settori dei seminativi e delle carni bovine, ovine
e caprine. Potranno accedere al pagamento dei premi supplementari i
produttori che ne abbiano fatto espressa richiesta nella domanda di
accesso al regime di pagamento unico, previsto dal regolamento (CE) n
1782/2003, per la quale saranno successivamente fornite istruzioni da
parte dell’AGEA.
2. Riferimenti normativi.
2.1. Normativa comunitaria.
Regolamento (CE) n. 1782/2003 del 29 settembre 2003;
Regolamento (CE) n. 796/2004 del 21 aprile 2004;
Regolamento (CE) n. 1760/2000 che istituisce un sistema di
identificazione e di registrazione dei bovini e relativo
all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni
bovine;
Regolamento (CE) n. 1804/1999 che completa, per le produzioni
animali, il regolamento (CEE) n. 2092/1991 relativo al metodo di
produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale
metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari;
Regolamento (CE) n. 2342/1999 recante modalita’ di applicazione del
regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio relativo
all’organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine;
Regolamento (CE) n. 2081/1992 protezione delle indicazioni
geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli ed
alimentari;
Regolamento (CE) n. 239/2005 recante modifiche al regolamento (CE)
n. 796/2003;
Regolamento (CE) n. 118/2005 della commissione, del 26 gennaio
2005, che modifica l’allegato VIII del regolamento (CE) n. 1782/2003
del Consiglio.
2.2. Normativa nazionale.
Decreto MiPAF del 27 novembre 2001 – Modalita’ di applicazione del
decreto MiPAF 16 marzo 2000, recante disposizioni in materia di premi
zootecnici.
Decreto MiPAF del 30 agosto 2000, n. 22601, recante indicazioni
sull’etichettatura obbligatoria delle carni bovine e modalita’ di
applicazioni per fornire informazioni facoltative;
Decreto MiPAF del 27 novembre 2003 relativo alle modalita’ di
controllo delle sementi di mais e soia per la presenza di organismi
geneticamente modificati;
Decreto MiPAF del 5 agosto 2004, n. 1787 – Disposizioni per
l’attuazione della riforma della politica agricola comune;
Decreto MiPAF del 24 settembre 2004, n. 2026, relativo
all’attuazione degli articoli 8 e 9 del decreto MiPAF 5 agosto 2004;
Decreto MiPAF del 3 novembre 2004, n. 2668, recante modifiche ed
integrazioni al decreto MiPAF n. 2026 del 24 settembre 2004;
Nota MiPAF del 2 dicembre 2004, n. D/568 della Direzione generale –
Dipartimento delle politiche di mercato – Precisazioni relativamente
all’avvicendamento colturale;
Decreto MiPAF del 9 dicembre 2004, n. D/580 – Definizione delle
modalita’ per la determinazione del quantitativo minimo di sementi
certificate per ettaro, al fine della corresponsione dell’aiuto
supplementare nel settore dei seminativi, di cui all’art. 69 del
regolamento CE 1782/03;
Nota MiPAF del 10 gennaio 2005, n. 7/segr – Dipartimento della
qualita’ dei prodotti agro-alimentari e dei servizi – Precisazioni in
merito alla dichiarazione delle sementi non-OGM.
3. Aiuto supplementare nel settore dei seminativi.
Il pagamento supplementare viene erogato agli agricoltori che
coltivano frumento duro (di cui alle varieta’ elencate
nell’allegato A del decreto MiPAF n. 2026 del 24 settembre 2004 ed
integrate con decreto MiPAF n. 2668 del 3 novembre 2004), frumento
tenero, mais, oppure attuano tecniche di avvicendamento almeno
biennale delle colture.
3.1. Quantitativi minimi di semente.
I quantitativi minimi di semente certificata (pre-base, base, 1ª e
2ª riproduzione) da utilizzare ai fini del pagamento del premio
supplementare, sono fissati per ettaro e sono indicati in allegato al
decreto MiPAF D/580 del 9 dicembre 2004 (Allegato 1).
3.2. Utilizzazione di sementi certificate non-OGM e conformi al
decreto Mipaf del 27 novembre 2003.
L’erogazione dei premi e’ subordinata all’utilizzazione di sementi
certificate ed in particolare:
le sementi di mais e soia devono essere conformi al decreto MiPAF
del 27 novembre 2003;
le altre sementi devono essere prodotte unicamente utilizzando il
miglioramento genetico tradizionale, senza l’impiego di tecniche
molecolari di modificazione genetica.
3.3. Adempimenti del produttore.
In allegato alla domanda dovra’ essere prodotta la seguente
documentazione:
a) copia delle fatture di acquisto delle sementi certificate
recanti il quantitativo di semente utilizzata e l’indicazione dei
riferimenti dei cartellini ufficiali ENSE o omologo organismo
ufficiale di certificazione1) concernenti:
identificazione della partita «ENSE»;
categoria;
specie;
varieta’.
La data di acquisto desumibile dalla fattura o dal documento di
trasporto (d.d.t.), per le colture autunno vernine, non potra’ essere
successiva al 28 febbraio 2005, mentre per le colture primaverili
estive non potra’ essere successiva alla data di presentazione della
domanda. La data di acquisto come sopra indicata non deve intendersi,
in particolar modo per le colture primaverili-estive, come data
limite di semina;
1) Sono da considerarsi equivalenti a quelli ENSE i
cartellini ufficiali rilasciati da analoghi organismi
ufficiali di certificazione di altri paesi dell’Unione
Europea, ovvero rilasciati secondo gli schemi OECD/OCSE».
In quest’ultimo caso, i cartellini debbono riportare
l’indicazione «Regole e norme CE» (in inglese:«EC rules and
standards»).

b) qualora la fattura non sia completa delle informazioni di cui
al precedente punto a) il produttore deve obbligatoriamente allegare
copia dei cartellini ufficiali. Fermo restando l’obbligo di allegare
alla domanda la copia della fattura di acquisto – per le sole colture
autunno-vernine – qualora il produttore non disponga piu’ dei
cartellini varietali, e’ consentito presentare una dichiarazione
sostitutiva di atto di notorieta’ – resa ai sensi dell’art. 47 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000 – contenente
almeno i seguenti elementi:
il motivo della indisponibilita’ dei cartellini;
l’indicazione della categoria, della specie e della varieta’
utilizzata per la semina;
c) per le specie per le quali non e’ prevista la certificazione
ufficiale (grano saraceno, mais dolce, miglio e farro), ma che devono
comunque essere state prodotte regolarmente ed immesse in commercio
da un’azienda autorizzata ai sensi della legge sementiera n.
1096/1971, occorre allegare in domanda copia delle fatture di
acquisto recanti il quantitativo di semente acquistata;
d) ai fini della dichiarazione non-OGM (Organismi geneticamente
modificati), i produttori di mais e soia hanno l’obbligo di allegare
in domanda copia della dichiarazione della ditta sementiera, fornita
ai sensi del decreto MiPAF del 27 novembre 2003 (vedere l’esempio
riportato all’allegato 2); le dichiarazioni delle ditte sementiere
possono essere rese, in alternativa alla forma cartacea libera, sui
documenti commerciali (documento di trasporto e/o fattura di
vendita), ovvero sul cartellino del produttore, ovvero sulla
confezione della semente;
e) i produttori di cereali e delle altre colture previste
dall’allegato IX del reg. (CE) n. 1782/2003, hanno l’obbligo di
allegare in domanda copia della dichiarazione non-OGM della ditta
sementiera (vedere l’esempio riportato all’allegato 3); le
dichiarazioni delle ditte sementiere possono essere rese, in
alternativa alla forma cartacea libera, sui documenti commerciali
(documento di trasporto e/o fattura di vendita), ovvero sul
cartellino del produttore, ovvero sulla confezione della semente.
La seguente documentazione deve essere detenuta in azienda per
almeno 5 anni ed esibita in caso di controllo:
originali delle etichette ufficiali dei cartellini ENSE2). Nel
caso in cui la coltura sia destinata alla produzione di sementi
ufficialmente certificate e pertanto soggetta ai prescritti controlli
da parte dell’ENSE, in sostituzione degli originali dei cartellini
ufficiali il produttore e’ tenuto a esibire copia della
«dichiarazione di ritiro dei cartellini» rilasciata dall’Ente stesso;
copia fatture di acquisto.
2) Sono da considerarsi equivalenti a quelli ENSE i
cartellini ufficiali rilasciati da analoghi organismi
ufficiali di certificazione di altri paesi dell’Unione
Europea, ovvero rilasciati secondo gli schemi OECD/OCSE».
In quest’ultimo caso, i cartellini debbono riportare
l’indicazione «Regole e norme CE» (in inglese:«EC rules and
standards»).

3.4. Requisiti colturali.
Gli agricoltori devono mantenere in campo le colture richieste al
premio fino allo stadio vegetativo di completa maturazione
agronomica, in condizioni normali di crescita.
Per colture mantenute in condizioni normali di crescita si
intendono quelle in cui si attua «l’ordinaria» tecnica di
coltivazione praticata a livello locale.
Qualora ricorrano cause di forza maggiore, ovvero circostanze
eccezionali, che non consentano il raggiungimento della maturazione
agronomica del prodotto, l’agricoltore deve presentare, al momento
del controllo, la seguente documentazione:
provvedimento dell’autorita’ competente (protezione civile,
regione, ecc.) che accerti lo stato di calamita’, con individuazione
del luogo interessato o, in alternativa:
certificato concernente le cause di forza maggiore o le
circostanze eccezionali, rilasciato da autorita’ pubbliche (VV.FF.,
Vigili urbani, ecc.), eventualmente accompagnato da perizia
asseverata, rilasciata da agronomo iscritto all’ordine, in originale;
perizia asseverata in originale, rilasciata da agronomo
iscritto all’ordine, concernente le cause di forza maggiore o le
circostanze eccezionali.
Gli atti sopra indicati devono attestare, rispetto alla
superficie aziendale, la porzione di superficie interessata le cause
di forza maggiore o le circostanze eccezionali, indicando le relative
particelle catastali.
3.5. Avvicendamento.
Secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 2, punto d), del
decreto MiPAF n. 2026, e’ stabilito un premio supplementare per
l’avvicendamento almeno biennale che preveda la rotazione,
all’interno della stessa particella, di colture depauperanti con
colture miglioratrici della fertilita’ del terreno o colture da
rinnovo di cui all’allegato IX del reg. (CE) n. 1782/2003. E’
altresi’ consentita la coltivazione di sole colture miglioratrici o
da rinnovo purche’ sia attuata alternanza tra colture di specie
diversa.
Il produttore che richieda l’aiuto supplementare si impegna a
completare l’avvicendamento per almeno due anni.
Qualora nel secondo anno l’impegno non venisse rispettato per la
stessa superficie di una particella, tale superficie sara’ presa in
considerazione per il calcolo delle sanzioni e si procedera’ a
recuperare gli importi indebitamente percepiti l’anno precedente
(vedere il successivo paragrafo 3.6). Nel caso in cui l’impegno nel
secondo anno, per la stessa superficie di una particella, sia
rispettato nel piano colturale di un’altra azienda, le suddette
sanzioni e i recuperi non saranno considerati.
Di seguito si riportano alcuni esempi di chiarimento:
esempio a) – avvicendamento tra colture miglioratrici/rinnovo
di specie diversa:

———————————————————————
ANNO APPLICAZIONE TIPO COLTURA AMMISSIBILITA’ PAGABILE
COLTURA
———————————————————————
I anno 2005 fave (miglioratrice) |
II anno 2006 girasole (rinnovo) | SI SI
III anno 2007 fave (miglioratrice) |
IV anno 2008 pisello (miglioratrice) |
———————————————————————

———————————————————————
ANNO APPLICAZIONE TIPO COLTURA AMMISSIBILITA’ PAGABILE
COLTURA
———————————————————————
I anno 2005 fave (miglioratrice) | NO NO
II anno 2006 fave (miglioratrice) |
III anno 2007 girasole (rinnovo) |
IV anno 2008 fave (miglioratrice) | SI SI
———————————————————————

esempio b) – avvicendamento tra colture depauperanti
appartenenti a specie diverse. Non e’ ammesso l’avvicendamento tra
sole specie depauperanti:

———————————————————————
ANNO APPLICAZIONE TIPO COLTURA AMMISSIBILITA’ PAGABILE
COLTURA
———————————————————————
I anno 2005 orzo (depauperante) |
II anno 2006 grano (depauperante) | NO NO
III anno 2007 orzo (depauperante) |
IV anno 2008 segale (depauperante) |
———————————————————————

esempio c) – avvicendamento tra colture depauperanti e colture
da rinnovo/miglioratrici:

———————————————————————
ANNO APPLICAZIONE TIPO COLTURA AMMISSIBILITA’ PAGABILE
COLTURA
———————————————————————
I anno 2005 orzo (depauperante) |
II anno 2006 mais (da rinnovo) | SI SI
III anno 2007 orzo (depauperante) |
IV anno 2008 mais (da rinnovo) |
———————————————————————

Si intendono colture miglioratrici della fertilita’ del terreno e
colture da rinnovo di cui all’allegato IX del reg. (CE) n. 1782/2003
le specie di seguito elencate:
colture miglioratrici e da rinnovo: altri cereali (granturco,
sorgo da granella, grano saraceno, granturco dolce); proteiche
(piselli, fave e favette, lupini dolci); semi oleosi (soia, colza e
ravizzone, girasole, lino); piante da fibra (canapa, lino);
colture depauperanti: cereali a paglia (frumento duro, frumento
tenero, triticale, spelta, segale, orzo, avena, miglio, scagliola,
farro).
Altre colture miglioratrici o da rinnovo non elencate
nell’allegato IX, non sono oggetto di premio supplementare, come ad
esempio: cicerchia, lenticchia, cece, veccia, sulla, tabacco,
barbabietola da zucchero, foraggere (prati avvicendati ed erbai),
superfici non coltivate (set-aside e terreni c.d. «disattivati»),
altre specie.
Dette colture possono peraltro essere inserite
nell’avvicendamento al fine dell’ottenimento del premio supplementare
nell’anno successivo, a condizione che sia dichiarata una coltura
riportata all’allegato IX.
Nell’avvicendamento puo’ essere inserito anche il riso
(depauperante), non elencato nell’allegato IX, che nell’anno di
coltivazione non e’ oggetto di premio supplementare, ma concorre
all’ottenimento del premio supplementare nell’anno successivo,
qualora sia dichiarata una coltura dell’allegato IX miglioratrice o
da rinnovo.
Ad esempio: il trifoglio, non essendo compreso tra le colture
elencate nell’allegato IX, pur essendo coltura miglioratrice, non ha
diritto al pagamento del premio supplementare, ma concorre
all’ottenimento del premio supplementare per l’anno successivo.

———————————————————————
ANNO APPLICAZIONE TIPO COLTURA AMMISSIBILITA’ PAGABILE
COLTURA
———————————————————————
I anno 2005 trifoglio (miglioratrice | SI NO
non compresa |
nell’all. IX |
———————————————————————
II anno 2006 orzo (depauperante) | SI SI
———————————————————————

3.6. Calcolo dell’esito e applicazione delle sanzioni sul premio
supplementare.
Per i premi supplementari di cui all’art. 69, si applicano le
disposizioni di cui agli articoli 50 e 51 del reg. (CE) n. 796/2004.
A tale riguardo occorre chiarire le modalita’ per la
determinazione delle sanzioni, fatti salvi eventuali casi di forza
maggiore di cui all’art. 72 del reg. (CE) n. 796/2004, da applicare
alla superficie dichiarata nell’ambito del premio supplementare.
Sementi: in presenza di irregolarita’ amministrative relative
alla mancata dimostrazione della certificazione delle sementi e del
quantitativo minimo richiesto, l’aiuto viene adeguato in maniera
proporzionale al quantitativo di semente risultata ammissibile.
In mancanza della dichiarazione non-OGM, prevista dalla presente
circolare, l’aiuto non risultera’ ammissibile per l’intero importo.
Avvicendamento: in mancanza del rispetto dell’avvicendamento, per
la campagna in corso e/o per quella successiva, il premio
supplementare non verra’ erogato per l’anno in cui viene rilevata
l’irregolarita’. In caso di pagamento indebito per l’anno precedente
(ad esempio il 2005 per il 2006), l’importo precedentemente erogato
sara’ oggetto di restituzione da parte del produttore ovvero oggetto
di recupero secondo quanto gia’ riportato dall’art. 73 del Reg. (CE)
n. 796/2004.
Superficie non riscontrata: qualora, in relazione ad una stessa
tipologia di aiuto supplementare richiesto (art. 1, comma 2, punti a,
b, c, d, del decreto MiPAF n. 2026 del 24 settembre 2004) la
superficie dichiarata, risulti superiore a quella determinata a
seguito di controlli in loco o controlli amministrativi, l’importo
dell’aiuto supplementare viene calcolato sulla base delle
disposizioni di cui all’art. 51 del regolamento (CE) n. 796/2004.
Qualora la coltura accertata risulti ammissibile per l’ottenimento
del solo premio unico di cui al titolo III del regolamento (CE) n.
1782/2003, ma non del premio supplementare, saranno applicate le
sanzioni previste dell’art. 51 del regolamento (CE) n. 796/2004.
Dichiarazione eccessiva intenzionale: se le differenze tra la
superficie dichiarata e la superficie determinata risultano da
irregolarita’ commesse intenzionalmente, l’agricoltore verra’ escluso
dal pagamento secondo le modalita’ riportate nell’art. 53 del
regolamento (CE) n. 796/2004.
Secondo quanto gia’ riportato nella nota AGEA n. DFSU.2004.1479 del
14 giugno 2004, di seguito si dettagliano i criteri per la selezione
delle domande da sottoporre alle sanzioni previste dal citato
regolamento:
aziende campione con scostamento globale superiore al 30%, che
abbiano dichiarato superfici a premio superiore a 2 Ha e che tali
superfici insistano, per un valore superiore al 30% di quanto
dichiarato, su particelle interamente ed inequivocabilmente non
seminabili (classificate come bosco, acque e fabbricati);
aziende non campione con scostamento globale superiore al 30%,
che abbiano dichiarato superfici a premio superiore a 2 Ha e che tali
superfici insistano, per un valore superiore al 30% di quanto
dichiarato, su particelle interamente ed inequivocabilmente non
seminabili (classificate come bosco, acque e fabbricati).
Di seguito si riportano alcuni esempi di calcolo dell’esito
aziendale:
Esempio A)
E’ stato richiesto il pagamento del premio supplementare «grano
duro» di cui all’art. 1, comma 2, punto a, del decreto MiPAF n. 2026
del 24 settembre 2004.
Superficie dichiarata: ha 1,00 grano duro
Superficie accertata: ha 0,10 medica ha 0,90 grano duro
Differenza %: ha 1,00 — ha 0,90 = ha 0,1 : ha 0,9 = 11,0%
La superficie a medica non risulta compatibile per il pagamento del
premio supplementare «grano duro» di cui all’art. 1, comma 2,
punto a, del decreto MiPAF n. 2026 del 24 settembre 2004.
Lo scostamento ai fini del pagamento supplementare e’ superiore al
3% e inferiore al 20%. Pertanto, l’importo dell’aiuto supplementare
e’ calcolato sulla base della superficie determinata da cui e’
sottratta 2 volte l’eccedenza constatata:
superficie determinata: ha 0,9
eccedenza constatata: ha 0,1
superficie sanzionata: ha 0,1 x 2 = Ha 0,2
superficie ammissibile al pagamento: ha 0,9 -ha 0,2 = ha 0,7
La superficie a medica risulta compatibile per il pagamento del
premio unico e pertanto non sono applicate sanzioni sul pagamento del
premio unico.
Esempio B)
E’ stato richiesto il pagamento del premio supplementare
«avvicendamento» di cui all’art. 1, comma 2, punto d), del decreto
MiPAF n. 2026 del 24 settembre 2004.
Superficie dichiarata: ha 1,00 girasole
Superficie accertata: ha 0,90 girasole ha 0,10 grano tenero
Differenza %: ha 1,00 — ha 0,90 = ha 0,1 : ha 0,9 = 11,0%
La superficie a girasole, compatibile per il pagamento del premio
supplementare «avvicendamento» di cui all’art. 1, comma 2, punto d),
del decreto MiPAF n. 2026 del 24 settembre 2004, risulta inferiore
alla superficie dichiarata.
Lo scostamento ai fini del pagamento supplementare e’ superiore al
3% e inferiore al 20%. Pertanto, l’importo dell’aiuto supplementare
e’ calcolato sulla base della superficie determinata da cui e’
sottratta 2 volte l’eccedenza constatata:
Superficie determinata: ha 0,9
Eccedenza constatata: ha 0,1
Superficie sanzionata: ha 0,1 x 2 = Ha 0,2
Superficie ammissibile al pagamento: ha 0,9 — ha 0,2 = ha 0,7
La superficie a grano tenero risulta compatibile per il pagamento
del premio unico e pertanto non saranno applicate sanzioni sul
pagamento del premio unico.
3.7. Importo massimo dei premi supplementari nel settore dei
seminativi.
Nel corso di un anno puo’ essere riconosciuto – per la stessa
superficie – soltanto uno degli aiuti supplementari di cui al punto 3
della presente circolare.
L’importo massimo unitario del pagamento supplementare e’ fissato a
180 euro per ettaro.
Qualora l’ammontare dei premi supplementari di cui al punto 3,
calcolato applicando il predetto importo massimo unitario e
considerando le sanzioni comminate, superi il massimale nazionale per
i pagamenti per il settore seminativi di cui all’allegato II del
regolamento (CE) n. 118/2005, l’importo riconosciuto a ciascun
produttore viene ridotto proporzionalmente nell’anno considerato.
4. Aiuto supplementare settore delle carni bovine e delle carni ovine
e caprine.
4.1. Aiuto supplementare settore delle carni bovine.
4.1.1. Premi relativi al mantenimento degli animali.
Possono accedere al pagamento dei premi supplementari relativi al
mantenimento degli animali, i detentori dei bovini, che ne abbiano
fatto espressa richiesta nella domanda di accesso al regime di
pagamento unico e che, al 31 dicembre dell’anno di campagna, in base
alle informazioni desunte dalla Banca dati nazionale dell’Anagrafe
Nazionale Bovina, risultano aver rispettato le condizioni di
ammissibilita’ di seguito specificate.
4.1.1.1. Vacche nutrici iscritte ai libri genealogici (razze da
carne).
Vacche nutrici, cosi’ come definite dalla normativa comunitaria,
iscritte ai libri genealogici o nei registri anagrafici di razze da
carne, che, nel periodo 1° gennaio-31 dicembre dell’anno di campagna,
sono detenute in azienda per un periodo continuativo superiore a 6
mesi.
Le razze da carne ammesse sono quelle individuate nell’allegato 2
del decreto MiPAF del 27 novembre 2001 (Allegato 4), nonche’ altre
eventualmente indicate con apposita disposizione dall’Autorita’
nazionale preposta alla vigilanza sulla tenuta dei libri genealogici
e dei registri anagrafici.
4.1.1.2. Vacche e altri bovini allevati secondo metodi estensivi.
Rientrano in questa categoria i bovini allevati secondo metodi
estensivi, con il rispetto di un carico di bestiame pari o inferiore
a 1,4 UBA/Ha di SAU foraggiera, con l’obbligo del pascolamento delle
superfici destinate a pascolo permanente che devono essere pari ad
almeno il 50% delle superfici foraggiere totali. Ai fini del calcolo
del carico di bestiame vengono presi in considerazione tutti i bovini
presenti in azienda di eta’ superiore o uguale a 6 mesi.
Qualora la superficie dichiarata a pascolo sia ubicata in comune
diverso da quello ove ha sede l’allevamento e non ad esso limitrofo,
l’effettiva utilizzazione del pascolo stesso deve essere comprovata
da idonea documentazione di trasporto tra il comune di allevamento e
quello del pascolo di un numero di bovini pari ad almeno:
0,5 UBA per ettaro di pascolo, per un periodo non inferiore a 50
giorni continuativi;
oppure
0,3 UBA per ettaro di pascolo, per un periodo non inferiore a 3
mesi continuativi;
oppure
0,2 UBA per ettaro di pascolo, per un periodo non inferiore a 5
mesi continuativi.
In particolare sono ammessi all’aiuto le seguenti tipologie di
animali:
vacche appartenenti alle razze elencate nell’allegato B del
decreto MiPAF n. 2026 del 24 settembre 2004, integrato dal decreto
MiPAF n. 2668 del 3 novembre 2004 (Allegato 5), che, nel periodo
1° gennaio-31 dicembre dell’anno di campagna, sono detenute in
azienda per un periodo continuativo superiore a 6 mesi;
altre vacche nutrici, cosi’ come definite dalla normativa
comunitaria, di eta’ inferiore ai 7 anni, calcolati al 15 maggio
dell’anno di campagna, che, nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre
dell’anno di campagna, sono detenute per un periodo continuativo
superiore a 6 mesi in un’azienda avente un numero di capi medio
nell’anno superiore a 5 UBA;
bovini – allevati in aziende aventi un numero di capi medio
nell’anno di campagna superiore a 5 UBA di eta’ compresa tra gli 8 e
i 20 mesi, detenuti in azienda nel periodo 1° gennaio-31 dicembre
dell’anno di campagna per almeno 7 mesi consecutivi. In particolare,
al termine del periodo di detenzione di almeno 7 mesi, il capo dovra’
avere un’eta’ compresa tra i 15 ed i 27 mesi. Qualora detti bovini
siano stati macellati prima del 31 luglio dell’anno di campagna, la
permanenza continuativa di 7 mesi in azienda viene calcolata negli 8
mesi che precedono la data della macellazione. In tal caso, il bovino
e’ oggetto di premio solo se non ha percepito un premio, in
attuazione dell’art. 69 del regolamento (CE) n. 1782/2003, per la
stessa categoria di premio l’anno precedente.
4.1.1.3. Eccezioni nel calcolo del periodo di permanenza continuativo
delle vacche di cui ai punti 4.1.1.1 e 4.1.1.2.
Una vacca puo’ essere sostituita con un’altra avente le stesse
caratteristiche di ammissibilita’ ai premi. Se la sostituzione
avviene entro un periodo massimo di 20 giorni, il periodo di
permanenza continuativa in azienda viene calcolato a partire dalla
data di entrata del capo sostituito fino a quella di uscita del capo
subentrante.
In tal caso, l’AGEA deve essere informata della sostituzione entro
7 giorni lavorativi dall’avvenuta sostituzione e, comunque, nel corso
del periodo di detenzione obbligatorio in azienda degli animali. Le
comunicazioni, compresa la relativa documentazione probante, devono
essere obbligatoriamente effettuate mediante l’apposita modulistica
(Allegato 6).
In questo caso i produttori che hanno conferito mandato al CAA
troveranno la modulistica necessaria a comunicare le sostituzioni
presso il CAA stesso che avra’ l’obbligo di registrare a sistema le
relative informazioni e di protocollare e archiviare il modulo
cartaceo unitamente alla documentazione probatoria nel fascicolo del
produttore.
I produttori in proprio che non hanno conferito mandato ai CAA
troveranno la modulistica necessaria presso l’AGEA – Ufficio PAC
prodotti animali, seminativi e foraggi, via Torino n. 45, 00184 Roma
o presso gli assessorati regionali all’agricoltura competenti per
territorio. Detti produttori dovranno inviare la modulistica
anzidetta all’AGEA – Ufficio PAC prodotti animali, seminativi e
foraggi – via Torino n. 45, 00184 Roma.
Sulla busta contenente le comunicazioni, nello spazio dedicato al
mittente devono essere contenute le seguenti indicazioni:
nome;
cognome/ragione sociale;
indirizzo;
cap-comune (prov);
comunicazione sostituzione capi bovini.
4.1.2. Premi relativi alla macellazione.
Puo’, altresi’, accedere al pagamento dei premi supplementari per
la macellazione dei capi, il titolare delle aziende di allevamenti
che rispettino una delle seguenti modalita’:
previste dal regolamento (CE) n. 2081/1992 (IGP);
previste dal regolamento (CE) n. 1804/1999 (metodi di produzione
biologici);
in conformita’ ad un disciplinare di etichettatura volontaria,
approvato dal Ministero delle politiche agricole e forestali ai sensi
del regolamento (CE) n. 1760/2000 a condizione che rechi almeno le
indicazioni di cui alle lettere b) e c) dell’art. 12 del decreto
ministeriale 30 agosto 2000 relativamente a tecniche di allevamento,
metodi di ingrasso, alimentazione degli animali nonche’ a razze o
tipo genetico.
In particolare, sono ammessi a premio i bovini, allevati nel
rispetto delle prescrizioni anzidette per almeno 7 mesi consecutivi
nelle aziende di allevamento del richiedente, che, nel periodo
1° gennaio-31 dicembre dell’anno di campagna, vengono macellati in
eta’ superiore a 12 mesi e inferiore a 26 mesi.
Possono essere ammessi al premio solo bovini macellati entro 30
giorni dalla data di uscita dall’azienda del richiedente.
4.1.3. Importo massimo dei premi supplementari per i bovini.
I premi di cui ai punti 4.1.1. e 4.1.2. possono essere riconosciuti
per lo stesso capo una sola volta per anno.
L’importo massimo unitario del pagamento supplementare e’ fissato a
180 Euro/capo.
Qualora l’ammontare dei premi supplementari di cui ai punti 4.1.1.
e 4.1.2, calcolato applicando il predetto importo massimo unitario e
considerando le sanzioni comminate, superi il massimale nazionale per
i pagamenti per il settore carni bovine di cui all’allegato II del
regolamento (CE) n. 118/2005, l’importo riconosciuto a ciascun
produttore viene ridotto proporzionalmente nell’anno considerato.
4.2. Aiuto supplementare settore delle carni ovine e caprine.
Potranno accedere al pagamento supplementare i produttori con piu’
di 50 capi che conducono gli animali al pascolo per almeno 120
giorni.
In particolare sono eleggibili a premio solo i capi di sesso
femminile che si condurranno a pascolo per almeno 120 giorni, che al
15 maggio dell’anno di campagna abbiano almeno 12 mesi di eta’ o che
abbiano gia’ partorito.
Il calcolo del periodo minimo di pascolamento (120 giorni) decorre
non prima del 15 maggio dell’anno di campagna e termina non oltre il
31 marzo dell’anno successivo. In ogni caso, il periodo minimo di
pascolamento e l’ubicazione del gregge durante detto periodo
(localita’ e comune di ubicazione), devono essere comunicati all’AGEA
in sede di redazione della domanda unica. Possono essere indicati
fino a tre luoghi di pascolamento per ciascun allevamento (codice
ASL).
Nel predetto periodo di pascolamento deve essere detenuto nel luogo
indicato un numero minimo di ovini e/o caprini non inferiore al
numero di capi per i quali si richiede l’aiuto supplementare.
Eventuali variazioni dei dati riportati nella domanda unica
riguardanti il periodo minimo di pascolamento e/o l’ubicazione del
gregge, devono pervenire all’AGEA almeno 5 giorni prima, tramite
l’apposita modulistica (Allegato 7).
In questo caso i produttori che hanno conferito mandato al CAA
troveranno la modulistica necessaria a comunicare le variazioni
presso il CAA stesso che avra’ l’obbligo di registrare a sistema le
relative informazioni e di protocollare e archiviare il modulo
cartaceo presso i propri locali appositamente predisposti a tal fine.
I produttori in proprio che non hanno conferito mandato ai CAA
troveranno la modulistica necessaria presso l’AGEA – Ufficio PAC
prodotti animali, seminativi e foraggi, via Torino n. 45, 00184 Roma
o presso gli assessorati regionali all’agricoltura competenti per
territorio. Detti produttori dovranno inviare la modulistica
anzidetta all’AGEA – Ufficio PAC prodotti animali, seminativi e
foraggi, via Torino n. 45, 00184 Roma. Sulla busta contenente le
comunicazioni, nello spazio dedicato al mittente devono essere
contenute le seguenti indicazioni:
nome;
cognome/ragione sociale;
indirizzo;
cap-comune (prov);
comunicazione variazione ubicazione gregge.
4.2.1. Importo massimo dei premi supplementari per ovini e caprini.
L’importo massimo unitario del pagamento supplementare e’ fissato a
15Euro/capo.
Qualora l’ammontare dei premi supplementari di cui al punto 4.2,
calcolato applicando il predetto importo massimo unitario e
considerando le sanzioni comminate, superi il massimale nazionale per
i pagamenti per il settore carni ovi-caprine di cui all’allegato II
del regolamento (CE) n. 118/2005, l’importo riconosciuto a ciascun
produttore viene ridotto proporzionalmente nell’anno considerato.
4.3. Sanzioni.
4.3.1. Aiuto supplementare settore delle carni bovine.
Si intende per animale accertato l’animale in ordine al quale sono
soddisfatte tutte le condizioni regolamentari per la concessione
degli aiuti.
Atteso che il numero dei capi ammissibili al pagamento dei premi
supplementari viene dedotto in base alle informazioni desunte dalla
banca dati nazionale dell’Anagrafe nazionale bovina, nel caso in cui
un animale appartenente alla categoria richiesta a premio non risulti
correttamente identificato o registrato nel sistema di
identificazione e di registrazione dei bovini, lo stesso – a norma
del regolamento (CE) n. 796/2004 art. 16, paragrafo 3, secondo comma
lettera b) – sara’ considerato come un animale per il quale sono
state riscontrate irregolarita’ ai sensi dell’art. 59 del medesimo
regolamento «Riduzioni ed esclusioni con riguardo ai bovini oggetto
di una domanda di aiuto».
Qualsiasi irregolarita’ riscontrata sotto il profilo degli
adempimenti relativi al sistema di identificazione e di registrazione
dei bovini, sara’ ripartita proporzionalmente tra il numero dei capi
che danno luogo al pagamento del premio.
Sulla base di quanto riportato nell’art. 57 dello stesso
regolamento, si applicano le seguenti disposizioni:
a) un bovino che ha perso uno dei marchi auricolari viene
considerato come identificato, purche’ risulti tale, chiaramente e
individualmente, da tutti gli altri elementi del sistema di
identificazione e di registrazione dei bovini;
b) se le irregolarita’ constatate riguardano dati inesatti
iscritti nel registro o nei passaporti degli animali, l’animale in
questione e’ considerato come non accertato sole se tali inesattezze
sono rinvenute in occasione di almeno due controlli effettuati
nell’arco dei 24 mesi. In tutti gli altri casi, gli animali in
questione sono considerati come non accertati dopo la prima
constatazione di irregolarita’.
Alle categorie di premio supplementare riguardanti le vacche e gli
altri bovini allevati secondo metodi estensivi, si applicano le
sanzioni previste all’art. 56 del regolamento (CE) n. 796/2004.
4.3.2. Aiuto supplementare settore delle carni ovine e caprine.
Si intende per animale accertato l’animale in ordine al quale sono
soddisfatte tutte le condizioni regolamentari per la concessione
degli aiuti.
I capi dichiarati nella domanda unica di aiuto, che – durante il
periodo di permanenza dichiarato – non saranno trovati nella
localita’ indicata dal richiedente, saranno considerati come animali
non accertati.
Qualora il numero degli ovini e caprini dichiarati nella domanda
unica di aiuto superi il numero degli animali accertati, l’importo
dell’aiuto viene calcolato in base al numero degli animali accertati
tenendo conto delle riduzioni ed esclusioni previste all’art. 60 del
regolamento (CE) n. 796/2004.

Roma, 24 marzo 2005

Il titolare dell’ufficio monocratico: Gulinelli

Allegato 1

—-> Vedere Allegato a pag. 13 del S.O. in formato zip/pdf

Allegato 2

—-> Vedere Allegato a pag. 14 del S.O. in formato zip/pdf

Allegato 3

—-> Vedere Allegato a pag. 15 del S.O. in formato zip/pdf

Allegato 4

—-> Vedere Allegato a pag. 16 del S.O. in formato zip/pdf

Allegato 5

—-> Vedere Allegato a pag. 17 del S.O. in formato zip/pdf

Allegato 6

—-> Vedere Allegato a pag. 18 del S.O. in formato zip/pdf

Allegato 7

—-> Vedere Allegato a pag. 19 del S.O. in formato zip/pdf

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA – CIRCOLARE 24 marzo 2005, n.8: Disposizioni in merito all’attuazione degli articoli 8 e 9 del decreto MiPAF del 5 agosto 2004, n. 1787

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