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AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA - CIRCOLARE 1 agosto 2005, n.38: Riforma della politica agricola comune. Modifiche alla circolare AGEA n. 13 del 4 maggio 2005. Fissazione termine per la presentazione delle domande uniche ai sensi dell'articolo 22 del regolamento CE 796/04; recenti disposizioni comunitarie in merito all'ammissibilita' delle colture pluriennali al regime di pagamento unico. (GU n. 181 del 5-8-2005)

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA

CIRCOLARE 1 agosto 2005, n.38

Riforma della politica agricola comune. Modifiche alla circolare AGEA
n. 13 del 4 maggio 2005. Fissazione termine per la presentazione
delle domande uniche ai sensi dell’articolo 22 del regolamento CE
796/04; recenti disposizioni comunitarie in merito all’ammissibilita’
delle colture pluriennali al regime di pagamento unico.

Al Ministero delle politiche agricole e
forestali – Segreteria tecnica –
Direzione generale delle politiche
agroalimentari – PAGR V – Direzione
generale del Corpo forestale dello
Stato
Al Ministero della salute – Direzione
generale della Sanita’ pubblica
veterinaria, alimentazione e nutrizione
Al Corpo forestale dello Stato della
Regione siciliana
Agli assessorati regionali agricoltura
Agli assessorati prov. autonome Trento
e Bolzano
All’Ente Nazionale Risi
Al Centro assistenza agricola
coldiretti S.r.l.
Al C.A.A. Confagricoltura S.r.l.
Al C.A.A. CIA S.r.l.
Al CAA Copagri S.r.l.
Al Coordinamento CAA
Alle organizzazioni professionali
agricole: Coldiretti – Confagricoltura
– CIA – Copagri – ENPTA –
Eurocoltivatori A.L.P.A. – Fe.Na.Pi. –
Coopagrival – F.Agr.I – ANPA
Alle Unioni nazionali delle
organizzazioni di produttori
ortofrutticoli Loro sedi
Vista la circolare Agea ACIU.2005. 469 del 28 luglio 2005;
Il paragrafo 5.2.2 e il paragrafo 5.3 della circolare Agea n. 13
del 4 maggio 2005 sono sostituiti, con modificazioni e integrazioni,
dal testo seguente:
5.2.2 Domande di revoca parziale ai sensi dell’art. 22.
E’ possibile presentare una domanda di revoca parziale ai sensi
dell’art. 22 del reg. (CE) n. 796/2004, a condizione che
l’imprenditore non sia stato informato dall’Agea dell’intenzione di
effettuare un controllo in loco e delle irregolarita’ riscontrate
dall’autorita’ competente nella sua domanda.
Le informazioni fornite dall’imprenditore hanno per effetto
l’adeguamento della domanda alla situazione reale. Qualora
pervengano, entro i termini stabiliti dalla normativa comunitaria,
piu’ domande di revoca parziale, si considera valida l’ultima
pervenuta.
La domanda di revoca parziale ai sensi dell’art. 22, compilata in
ogni sua parte e completa della documentazione richiesta, deve
pervenire all’AGEA in via Torino, 45 – 00185 Roma, direttamente o
tramite terzi, mediante raccomandata senza avviso di ricevimento,
entro le ore 17 del 2 settembre o del 15 settembre 2005, in caso di
modifiche relative alla non ammissibilita’ delle colture pluriennali.
La domanda deve essere redatta sul modulo messo gratuitamente a
disposizione dall’AGEA, il cui fac-simile e’ riportato in allegato
alla presente circolare (per il reperimento dei moduli le modalita’
sono descritte nel Cap. 5 della circolare Agea n. 13 del 4 maggio
2005).
Sulla busta deve essere indicato l’indirizzo di destinazione di cui
sopra, riportato nel seguente modo:

AGEA VIA TORINO, 45
00184 ROMA Regime di pagamento unico (Reg. 1782/2003)
Domanda di revoca parziale art. 22 –
Domanda Unica di pagamento 2005

I dati anagrafici del richiedente, riportati sulla busta nello
spazio dedicato al mittente, devono contenere le seguenti
informazioni:

NOME
COGNOME/RAGIONE SOCIALE
INDIRIZZO
CAP – COMUNE (PROV.)
Regime di pagamento unico (Reg. 1782/2003)
Domanda di revoca parziale art. 22 –
Domanda Unica di pagamento 2005

La busta deve contenere tutte le informazioni sopraindicate in modo
chiaro ed in stampatello e non puo’ contenere piu’ di un modello di
domanda.
L’Amministrazione, al fine di migliorare la gestione delle misure
di cui trattasi, adotta le seguenti modalita’ operative per la
presentazione delle domande di revoca parziale, redatte ai sensi
dell’art. 22 del Reg. (CE) n. 796/2004:
una domanda di revoca parziale, presentata ai sensi dell’art. 22
del reg. (CE) n. 796/2004, non puo’ in nessun caso comportare
l’aumento della superficie totale aziendale, rispetto alla superficie
dichiarata nella domanda precedentemente presentata.
Le variazioni che possono essere effettuate sono di seguito
elencate:
cancellazione di singole particelle dichiarate nella domanda
iniziale ai fini dei regimi di aiuto per superficie anche associate
ai corrispondenti titoli all’aiuto;
riduzione di superficie dichiarata per singole particelle;
riduzione dei titoli richiesti/restituiti alla Riserva Nazionale;
cancellazione dei codici allevamento dichiarati ai fini dell’art.
69 del reg. CE 1782/03 e ai fini dei titoli sottoposti a condizioni
particolari;
variazioni riguardanti unicamente le superfici con destinazione
produttiva associata ai codici intervento «sementi certificate»
(codice intervento 024) e «foraggi da destinare alla trasformazione»
(codice intervento 025), purche’ non comportino un aumento della
superficie aziendale totale.
Qualora la domanda di modifica ai sensi dell’art. 22 del reg. (CE)
n. 796/2004 non contenga l’indicazione della domanda modificata, ne’
sia possibile risalirvi, viene considerata irricevibile. Nei casi
summenzionati viene presa in considerazione la domanda iniziale.
Le domande presentate ai sensi dell’art. 22 devono intendersi come
presentate anche ai sensi dell’art. 68 del reg. (CE) n. 796/2004.
5.3 Termini di presentazione.
Secondo quanto stabilito dal reg. (CE) n. 1782/2003, nonche’ dai
regolamenti di applicazione emanati dalla Commissione e dal decreto
MiPAF del 5 agosto 2004, n. 1787, la domanda di ammissione al regime
di pagamento unico deve essere presentata entro il 15 maggio 2005.
Pertanto le date di presentazione delle domande all’AGEA previste
per la campagna 2005 sono:
a) domande iniziali: 15 maggio 2005;
b) domande di modifica ai sensi degli articoli 15 e 22 del reg.
(CE) n. 796/04: 31 maggio 2005;
c) domande di revoca parziale ai sensi dell’art. 22 del reg. (CE)
n. 796/04:
1) 2 settembre 2005;
2) 15 settembre 2005, in applicazione delle recenti
disposizioni comunitarie in merito alla non ammissibilita’ delle
superfici destinate a colture pluriennali al pagamento dei titoli
ordinari.
Ai sensi dell’art. 20 del reg. (CE) 796/2004, e successive
integrazioni, le domande iniziali di cui al punto a) devono essere
presentate entro lunedi’ 16 maggio 2005, tenuto conto che la scadenza
del 15 maggio, indicata nel decreto MiPAF del 5 agosto 2004, cade in
giorno festivo.
Per le domande iniziali di cui al punto a), e’ consentita una
tolleranza di 25 giorni di calendario.
Pertanto, il termine ultimo di presentazione e’ fissato al 9 giugno
2005.
Ai sensi dell’art. 21, paragrafo 1 del reg. (CE) 796/2004 il
ritardato deposito della domanda iniziale produce una decurtazione,
pari all’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo, dell’importo al
quale l’agricoltore avrebbe avuto diritto se avesse inoltrato la
domanda in tempo utile. Le domande iniziali pervenute oltre il
9 giugno 2005 sono irricevibili.
Ai sensi dell’art. 21, paragrafo 1, comma 2 del reg. (CE) 796/2004
in caso di inoltro tardivo di documenti giustificativi, contratti o
dichiarazioni che devono obbligatoriamente essere trasmessi ai sensi
degli articoli 12 e 13 del reg. (CE) 796/2004, qualora tali
documenti, contratti o dichiarazioni siano determinanti ai fini
dell’ammissibilita’ dell’aiuto in questione, si applica una riduzione
pari all’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo all’importo dovuto
per l’aiuto cui la suddetta documentazione giustificativa si
riferisce.
Si rammenta, inoltre, che ai sensi dell’art. 21-bis del reg. (CE)
796/2004 (introdotto dal reg. [CE] 239/2005) se la domanda di
fissazione titoli e’ presentata oltre il 16 maggio 2005 si applica
una riduzione pari al 3% per ogni giorno lavorativo di ritardo agli
importi spettanti in base ai titoli da assegnare all’agricoltore.
La presentazione di una domanda di modifica ai sensi degli
articoli 15 e 22 di cui al punto b) oltre il termine del 31 maggio
2005 comporta una riduzione dell’1% per giorno lavorativo di ritardo.
Le suddette domande di modifica pervenute oltre il termine del 9
giugno, vale a dire oltre il termine ultimo per la presentazione
tardiva della domanda unica iniziale, sono irricevibili (riferimento
art. 21 paragrafo 2 del 796/04).
La data limite di semina e’ stabilita al 31 maggio 2005.
Le domande di revoca parziale di cui alla lettera c), punti 1) e 2)
pervenute, rispettivamente, dopo il 2 e il 15 settembre 2005 sono
irricevibili.
Con riferimento ai termini di cui sopra, sono comunque fatti salvi
i casi di forza maggiore o circostanze eccezionali di cui all’art. 1
del decreto MiPAF n. 1628/04.
Ai sensi delle recenti disposizioni comunitarie in merito
all’ammissibilita’ di alcune colture al regime di pagamento unico, i
paragrafi 8.1.1.1 e 8.1.2.2 della circolare Agea n. 13 del 4 maggio
2005, sono sostituiti, con modificazioni ed integrazioni, dal testo
seguente:
8.1.1 Titoli ordinari.
8.1.1.1 Uso dei titoli all’aiuto.
Ciascun titolo ordinario, fissato dall’agricoltore, puo’ essere
abbinato a una superficie massima di un ettaro, e comunque non
superiore a quella fissata. Tali superfici sono sottoposte a delle
condizioni di ammissibilita’ definite dall’art. 44 del reg. (CE) n.
1782/03 e seguenti.
Sono ammissibili le superfici destinate a:
1. seminativi;
2. pascolo permanente.
Sono escluse le superfici destinate a:
A. colture permanenti, comprese le colture pluriennali;
B. colture forestali;
C. usi non agricoli;
D. le colture pluriennali elencate all’art. 2, punto d) del reg.
CE 795/2004, e successive modificazioni e integrazioni, ed i relativi
vivai.
Relativamente al punto 2 (pascolo permanente), con particolare
riferimento alle destinazioni d’uso (cfr. allegato 1 – matrice
prodotto/intervento):

=====================================================================
Codice| Destinazione d’uso
=====================================================================
103 |Pascolo arborato con tara 20% (bosco alto fusto e cespugliato)
———————————————————————
54 |Pascolo erborato con tara 50% (bosco pascolabile ceduo)
———————————————————————
|Pascolo polifita (tipo alpeggi) con tara 20% (roccia
63 |affiorante)
———————————————————————
|Pascolo polifita (tipo alpeggi) con tara 50% (roccia
64 |affiorante)

si rimanda al paragrafo 10.4.3.
Ai fini dell’art. 44, comma 2, del suindicato regolamento, le
seguenti colture:
alberi da bosco a breve rotazione (codice prodotto 120);
canna cinese (miscanthus sinensis) (codice prodotto 112);
fettuccia d’acqua (phalaris arundicea) (codice prodotto 010),
sono considerate ammissibili nel rispetto delle condizioni sotto
indicate:
impiantate nel periodo compreso tra il 30 aprile 2004 e fino al
10 marzo 2005;
impiantate anteriormente al 30 aprile 2004 e acquistate o
affittate nel periodo compreso tra il 30 aprile 2004 e fino al
10 marzo 2005.
A tale riguardo, si precisa che l’onere della prova rimane a carico
dell’agricoltore che deve presentare all’Amministrazione la
documentazione probante (fatture di acquisto dei pioppeti, ricevute
di lavorazione per le piantagioni, contratti di compravendita,
affitto, ecc.).
Le suddette colture sono considerate sempre ammissibili,
indipendentemente dal periodo di impianto o di acquisto/affitto delle
superfici sulle quali sono impiantate, nel caso siano oggetto di
domanda per le colture energetiche ai sensi dell’art. 88 del reg.
(CE) 1782/2003. In questi casi e’ possibile abbinare tali superfici
ai titoli ordinari e percepire, contemporaneamente, l’aiuto per le
colture energetiche.
Le colture pluriennali elencate all’art. 2, punto d) del reg. (CE)
795/2004, e successive modificazioni e integrazioni, sono:
carciofi (codice prodotto 909);
asparagi (codice prodotto 902);
rabarbaro (codice prodotto 879);
lamponi, more di rovo e di gelso e more lampone (codice prodotto
011);
ribes nero e grappoli di uva spina (codice prodotto 880);
mirtilli, mirtilli neri e altri frutti del genere Vaccinium
(codice prodotto 475).
In applicazione delle recenti disposizioni comunitarie e ai sensi
dell’art. 44, paragrafo 4 del reg. CE 1782/03 che stabilisce: «Gli
Stati membri possono, in circostanze debitamente motivate,
autorizzare l’agricoltore a modificare la sua dichiarazione, purche’
egli rispetti il numero di ettari corrispondenti ai suoi diritti
all’aiuto e alle condizioni per l’attribuzione del pagamento unico
per la superficie interessata», gli agricoltori che, nella domanda
unica 2005, hanno dichiarato superfici destinate a colture
pluriennali associate all’intervento «destinazioni produttive
ammissibili al regime di pagamento unico» (cod. intervento 026)
possono, entro e non oltre il 15 settembre 2005, presentare una
domanda unica di modifica con le stesse modalita’ previste per la
domanda di revoca parziale ai sensi dell’art. 22 del reg. (CE)
796/04.
8.1.2 Titoli di ritiro.
8.1.2.1. Uso dei titoli all’aiuto.
Ciascun titolo di ritiro, fissato dall’agricoltore, puo’ essere
abbinato a una superficie massima di un ettaro, e comunque non
superiore a quella fissata. Tali superfici sono sottoposte a delle
condizioni di ammissibilita’, definite dall’art. 54, comma 2 del Reg.
(CE) n. 1782/03 e seguenti.
Sono ammissibili le superfici destinate a seminativi, fatta
eccezione per le superfici che al 15 maggio 2003 erano destinate a:
1. colture permanenti;
2. foreste;
3. usi non agricoli;
4. pascoli permanenti.
Sono ammissibili, inoltre, le seguenti tipologie di superfici messe
a riposo:
superfici ritirate dalla produzione ai sensi degli articoli 22-24
del reg. (CE) n. 1257/1999, che non sono ne’ adibite ad uso agricolo,
ne’ utilizzate per fini lucrativi diversi da quelli ammessi per i
terreni ritirati dalla produzione nel quadro di detto regolamento;
superfici rimboscate a norma dell’art. 31 del reg. (CE) n.
1257/1999.
Ai sensi dell’art. 55 del reg. CE 1782/2003 non sono soggetti agli
obblighi di cui sopra gli agricoltori che conducono l’azienda
interamente con metodi di produzione biologica di cui al reg. CEE
2092/91 e i produttori che destinano i prodotti ottenuti per fornire
materiale per la trasformazione (no food). Si ricorda che per aziende
biologiche si intendono sia le aziende certificate come tali, sia le
aziende in conversione.
L’agricoltore deve utilizzare prioritariamente i titoli di ritiro,
a meno che non abbia una superficie ammissibile ai sensi dell’art. 54
comma 2 del Reg. (CE) n. 1782/03 inferiore alla superficie associata
ai titoli di ritiro. In quest’ultimo caso l’agricoltore deve
compilare la dichiarazione n. 7 del Quadro B3 del modello di domanda
unica «Dichiarazioni e impegni».
L’art. 12, paragrafo 2, comma 3 del reg. (CE) 796/2004, infatti,
stabilisce che «… Conformemente all’art. 54, paragrafo 6 del reg.
(CE) n. 1782/2003, l’agricoltore chiede di utilizzare i diritti di
ritiro prima di ogni altro diritto. Egli dichiara quindi la
superficie da mettere a riposo corrispondente al numero di diritti di
ritiro in suo possesso, sempre che disponga di una superficie
ammissibile sufficiente. Qualora la superficie ammissibile sia
inferiore al numero di diritti di ritiro, l’agricoltore puo’ chiedere
di attivare il numero di diritti di ritiro corrispondente alla
superficie di cui dispone».
8.1.2.2. Uso agricolo del suolo.
Le superfici per le quali gli agricoltori percepiscono il pagamento
unico relativo ai titoli di ritiro non devono essere adibite per fini
lucrativi ne’ per la produzione di alcuna coltura ad usi commerciali,
fatta eccezione per:
gli agricoltori che conducono l’azienda interamente con metodi di
produzione biologica di cui al reg. CEE 2092/91 (art. 55, a) reg. CE
1782/2003);
i produttori che destinano i prodotti ottenuti per fornire
materiale per la trasformazione prodotti non destinati, in primo
luogo al consumo umano o animale (art. 55, b) reg. CE 1782/2003).
Le condizioni generali applicabili alle superfici utilizzate per i
titoli di ritiro sono:
estensione minima non inferiore a 1000 metri quadri e larghezza
non inferiore ai 10 metri; particelle di almeno 500 metri quadri e
con larghezza di 5 metri possono essere prese in considerazione a
condizione che sulle stesse non sia praticato il diserbo chimico;
messa a riposo per un periodo che inizia non oltre il 15 gennaio
e si conclude non prima del 31 agosto.
Secondo quanto previsto dalle norme sulla condizionalita’, le
superfici destinate a riposo sono soggette alle seguenti
prescrizioni:
presenza di una copertura vegetale seminata o naturale (codice
prodotto 003 e codice varieta’ 006);
attuazione di pratiche agronomiche consistenti in operazioni di
sfalcio, trinciatura o altre operazioni equivalenti al fine di
conservare l’ordinario stato di fertilita’ del terreno, tutelare la
fauna selvatica e prevenire la formazione di un potenziale inoculo di
incendi, in particolare nelle condizioni di siccita’, ed evitare la
diffusione di infestanti.
Ulteriori adempimenti e deroghe specifiche, inerenti la gestione
delle superfici ritirate dalla produzione, sono previste nell’ambito
delle norme sulla «condizionalita» (norma 4.2 del decreto MiPAF n.
5406 del 13 dicembre 2004 e circolare ACIU 2005.020 del 28 gennaio
2005) e nel decreto MiPAF 15 marzo 2005, art. 11, comma 2.
La copertura vegetale effettuata con specie seminate, ad esclusione
delle colture contenute nell’allegato IX del reg. (CE) 1782/2003 e
delle colture che consentono prodotti pluriennali, non puo’
determinare un raccolto nell’anno corrente ne’ puo’ essere utilizzata
per l’alimentazione animale. Tale limitazione comprende le essenze
foraggere utilizzate anche per autoconsumo aziendale (esempio medica,
trifoglio ecc.) per le quali il taglio non puo’ essere effettuato per
consentire una produzione nell’anno 2005, ma solo a partire dalla
stagione successiva.
In assenza di disposizioni specifiche emanate dalle amministrazioni
regionali, provinciali, comunali o da altri enti deputati a vario
titolo alla gestione del territorio, anche relativamente alla
delimitazione di zone vulnerabili tese a salvaguardare il paesaggio,
il produttore puo’ usufruire delle seguenti deroghe di natura
agronomica che consentono l’utilizzo di alcune specie e la
lavorazione del terreno per determinate circostanze da riportare
dettagliatamente in domanda. La deroga prevede che il periodo
dell’inerbimento sia condizionato dalle operazioni agronomiche
previste per le diverse tipologie di seguito riportate:
lavorazioni meccaniche a partire dal 15 luglio per le semine
delle sole specie i cui raccolti siano ottenibili nell’anno
successivo;
destinazione dei terreni alla coltivazione di piante biocide per
motivi di ordine fito-sanitario, fermo restando l’obbligo di
provvedere all’interramento delle stesse piante non appena realizzata
la finalita’ perseguita (ad esempio, l’utilizzo di alcune specie
della famiglia delle Brassicacee e Capparidacee come il Raphanus
sativus, consente, attraverso lo sfalcio in fioritura e il successivo
interramento delle piante, di ridurre l’infestazione di nematodi nel
terreno);
copertura vegetale con specie da sovescio, fatta eccezione delle
specie contemplate dall’allegato IX del regolamento (CE) 1782/2003.
Le specie seminate dovranno essere interrate in fase di fioritura
attraverso l’aratura del terreno entro il 15 maggio di ogni anno.
Tuttavia, detto termine e’ prorogato al 30 giugno nel caso in cui la
copertura vegetale e’ effettuata con specie normalmente utilizzate
per le semine primaverili;
costituzione di una copertura vegetale con miscuglio di almeno
due dei semi di girasole, sorgo e granturco. Ai sensi del decreto
ministeriale 7 marzo 2002, e’ possibile quindi utilizzare i titoli di
ritiro con una copertura vegetale per scopi ambientali, da rendere
disponibile alla fauna selvatica come colture a perdere (codice
prodotto 003 codice varieta’ 002). La superficie deve rimanere in
campo fino al 28 febbraio dell’anno successivo e comunque non oltre
il 31 marzo.
Il miscuglio deve essere composto di almeno due tra le seguenti
colture:
a) girasole;
b) sorgo;
c) mais;
lavori di drenaggio e di bonifica, di sistemazione del terreno
(ruspature per livellamento, spietramento e pratiche analoghe) dei
terreni messi a riposo. I lavori si intendono autorizzati se entro 7
giorni dalla ricezione della richiesta, l’Organismo pagatore
regionale non opponga motivato diniego.
In riferimento al decreto ministeriale 15 marzo 2005, art. 11,
comma 2, in presenza di un eccessivo sviluppo delle malerbe viene
consentito l’utilizzo di idonee pratiche agronomiche (Codice prodotto
003 codice varieta 005) al di fuori dei periodi consentiti dalla
norma 4.2 del precedente decreto ministeriale sulla condizionalita’
(MiPAF n. 5406 del 13 dicembre 2004).
Il produttore deve giustificare l’intervento, biffando la
dichiarazione n. 8 prevista nel Quadro B3 del modello di domanda –
sezione I dichiarazioni e impegni:
«di utilizzare, sulle superfici a seminativo ai sensi dell’art. 2,
punto 1 del reg. (CE) 796/04, comprese quelle investite a colture
consentite dai paragrafi a e b dell’art. 55 del reg. (CE) 1782/2003,
sulle superfici a seminativo soggette all’obbligo di ritiro dalla
produzione (set-aside) e non coltivate durante tutto l’anno e sulle
altre superfici ritirate dalla produzione ammissibili all’aiuto
diretto e mantenute in buone condizioni agronomiche e ambientali ai
sensi dell’art. 5 del reg. (CE) 1782/03, idonee pratiche agronomiche,
a basso impatto, al fine di limitare lo sviluppo di specie infestanti
nonche’ la propagazione di vegetazione indesiderata secondo le
disposizioni del punto 4 dell’allegato 2 al decreto MiPAF 13 dicembre
2004, n. 5406.».
In applicazione delle recenti disposizioni comunitarie ed in deroga
all’art. 54, par. 1, reg. (CE) n. 1782/03 e art. 32, par. 1, del Reg.
(CE) n. 795/04, e’ consentito l’utilizzo delle terre destinate a
set-aside per la produzione di foraggio da utilizzare esclusivamente
in azienda, senza finalita’ lucrative.
Tale deroga puo’ essere attuata dalle sole aziende zootecniche che
possono dimostrare di poter utilizzare tali foraggi (autoconsumo),
ricadenti nei territori regionali indicati nella seguente tabella:

=====================================================================
Regioni | Province interessate
=====================================================================
Valle D’Aosta, Piemonte, |
Lombardia, Trentino-Alto Adige, |
Friuli Venezia-Giulia, Veneto, |
Liguria, Emilia-Romagna e Sicilia | Tutte le province
———————————————————————
| Firenze, Siena, Arezzo, Pisa,
Toscana | Livorno, Lucca e Massa Carrara
———————————————————————
Lazio | Roma, Viterbo e Rieti
———————————————————————
Calabria | Reggio Calabria

Su tali terreni non sono consentite nuove semine.
In allegato si riporta la matrice prodotto-interventi che modifica,
alla luce delle rettifiche introdotte dalle recenti disposizioni
comunitarie e limitatamente alle colture pluriennali, l’Allegato 1
alla circolare Agea n. 13 del 4 maggio 2005.
Roma, 1° agosto 2005
Il titolare dell’Ufficio monocratico: Gulinelli

Allegato 1

—-> Vedere allegato di pag. 87 in formato zip/pdf

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