Accordo tra il Ministro della salute, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, il Ministro per le politiche agricole e forestali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, recante: «Linee guida per l'applicazione del Regolamento CE n. 1774/2002 | Chimici.info

Accordo tra il Ministro della salute, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, il Ministro per le politiche agricole e forestali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, recante: «Linee guida per l’applicazione del Regolamento CE n. 1774/2002

Accordo tra il Ministro della salute, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, il Ministro per le politiche agricole e forestali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, recante: «Linee guida per l'applicazione del Regolamento CE n. 1774/2002 del Parlamento e del Consiglio dell'Unione europea del 3 ottobre 2002, recante norme sanitarie relative ai sottogruppi di origine animale non destinati al consumo umano».
Accordo

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO
STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO

Nella seduta odierna del 1° luglio 2004:
Vista la Direttiva 90/667/CEE del Consiglio del 27 novembre 1990, che
stabilisce le norme sanitarie per l’eliminazione, la trasformazione e
l’immissione sul mercato dei rifiuti di origine animale e la
protezione dagli agenti patogeni degli alimenti per animali di origine
animale o a base di pesce, che modifica la direttiva 90/425/CEE e
istituisce il principio in base al quale tutti i rifiuti di origine
animale, indipendentemente dalla provenienza, possono essere
utilizzati per la produzione di materie prime per mangimi dopo essere
stati sottoposti a un trattamento adeguato;
Visto il Regolamento CE n. 1774/2002 del Parlamento e del
Consiglio dell’Unione europea del 3 ottobre 2002, recante norme
sanitarie relative ai sottogruppi di origine animale non destinati al
consumo umano;
Visto il decreto del Ministro della salute 16 ottobre 2003, recante
«Misure sanitarie di protezione contro le encefalopatie spongiformi
trasmissibili»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 2002
recante «Individuazione delle risorse umane, finanziarie, strumentali
ed organizzative da trasferire alle regioni in materia di salute umana
e sanità veterinaria ai sensi del titolo IV, capo I, del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112»;
Vista la proposta di Linee guida di cui all’oggetto, trasmessa dalla
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome con nota
del 23 giugno 2003 con la richiesta di sancire sulle stesse un accordo
al fine di garantire sull’intero territorio nazionale l’uniformità
applicativa del Regolamento CE/1774/2002;
Considerato che in sede tecnica il 29 settembre 2003 è emersa
l’esigenza di ulteriori approfondimenti con i Ministeri interessati;
Considerato che, con nota del 13 aprile 2004 la Regione Veneto, a nome
del Coordinamento interregionale, ha trasmesso una nuova proposta di
accordo, che è stata esaminata in sede tecnica il 25 maggio 2004 e
che, nella stessa sede tecnica, il 14 giugno u.s. è stato concordato
il testo definitivo dell’accordo in oggetto tra i rappresentanti delle
Regioni e del Ministero della salute, del Ministero dell’ambiente e
tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali;
Considerato che, nel corso dell’odierna seduta di questa Conferenza, i
Presidenti delle Regioni hanno espresso avviso favorevole sull’accordo
in oggetto;
Acquisito l’assenso del Governo, delle Regioni e delle province
Autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell’art. 4, del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Sancisce il seguente Accordo tra il Ministero della salute, il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, il Ministro per
le politiche agricole e forestali, le Regioni e le Province autonome
di Trento e di Bolzano nei termini sotto indicati:

Art. 1.
Modalità di emanazione dei provvedimenti autorizzativi da adottarsi
in conformità al regolamento
1. Gli impianti che intendono esercitare le attività previste dagli
articoli 10, 11, 12, 13, 14, 15, 17, 18, 23 del Regolamento
CE/1774/2002 devono presentare domanda per il riconoscimento ai
sensi degli stessi articoli del Regolamento alla Regione o alla
Provincia Autonoma, secondo le disposizioni procedurali emanate dalle
stesse.
2. Ciascuno stabilimento riconosciuto ai sensi del Regolamento
CE/1774/2002, deve essere inserito, a cura delle rispettive
Regioni e Province autonome, nell’elenco nazionale del Ministero della
salute.
3. Gli impianti di trasformazione di Categoria 3 di cui all’art. 6 del
richiamato Regolamento che producono proteine animali trasformate
destinabili ad utilizzi diversificati (alimenti per animali da
compagnia, fertilizzanti), non necessitano di riconoscimenti
aggiuntivi da parte delle Regioni e delle Province Autonome, a
condizione che la metodica di produzione sia compatibile con lo
specifico utilizzo e conforme alle indicazioni del Regolamento
1774/2002.
4. Gli impianti che operano secondo i metodi di trasformazione dal 2
al 7, previsti dall’allegato V capitolo III del Regolamento in esame,
devono essere convalidati secondo le procedure descritte nell’allegato
V, Capitolo V, punto 1 ed eventualmente verificati conformemente al
metodo 7. A tale scopo, preliminarmente alla convalida, occorre che il
Servizio veterinario dell’ASL competente acquisisca da parte del
titolare dell’impianto una dichiarazione attestante il metodo di
trasformazione cui vengono sottoposti i materiali, con esplicito
riferimento alle tipologie previste al capitolo III dell’allegato V
del Regolamento CE/1774/2002.
5. Nel caso di stabilimenti che operano secondo il metodo di
trasformazione 1, le procedure di convalida dovranno essere conformi a
quanto previsto nell’allegato V, capitolo V, punti 1, 2 e 3, e in caso
di omologazioni dei reattori, sulla base di quanto già disposto dal
Ministero della salute con la circolare del 19 febbraio 1999, n. 4.

Art. 2.
Modalità di gestione del materiale specifico a rischio
1. Il materiale specifico a rischio di cui all’art. 4 del regolamento
in esame (MSR), ad esclusione dell’intero corpo degli animali morti o
abbattuti della specie bovina, ovina e caprina di qualunque età e di
quello destinato a scopi diagnostici, di ricerca o didattici, deve
essere colorato o marcato, subito dopo la rimozione, mediante un
colorante o marcatore che consenta l’individuazione di detto materiale
fino alla sua trasformazione o distruzione.
2. Il materiale specifico a rischio (MSR), di cui all’art. 4 del
Regolamento e dal decreto del Ministero della salute 16 ottobre 2003,
deve essere stoccato separatamente, oltre che da qualsiasi altro
prodotto, anche da altro materiale di categoria 2 e 3, in contenitori
identificati mediante una targhetta recante la dicitura «Materiale
specifico a rischio – Categoria 1» sui quali, trasversalmente ad uno
dei lati lunghi, deve essere apposta una striscia inamovibile di
colore rosso, alta almeno 15 centimetri e di una lunghezza tale da
renderla evidente.
3. Nelle strutture di rimozione, stoccaggio, trattamento e distruzione
del MSR, è obbligatoria la tenuta di uno specifico registro di carico
e scarico, timbrato e firmato dal servizio veterinario dell’azienda
sanitaria locale competente, sul quale deve essere annotato, secondo
le operazioni effettuate, il quantitativo del materiale rimosso,
movimentato, trattato e distrutto, unitamente ai dati identificativi
delle strutture di provenienza e di destinazione; nei macelli può
essere utilizzato il registro di cui all’art. 17 del regio decreto 20
dicembre 1928, n. 3298, opportunamente integrato.
4. Il materiale specifico a rischio deve essere accompagnato dal punto
di raccolta, fino al luogo di destinazione, dal documento commerciale
di trasporto previsto per il materiale di categoria 1. Una procedura
specifica riguardante la gestione completa del MSR deve essere
presente nel piano di autocontrollo degli impianti produttori di tale
materiale, ad esclusione dell’allevamento zootecnico, in conformità
alle disposizioni vigenti.
5. Entro sette giorni lavorativi successivi alla ricezione del
materiale specifico a rischio, il destinatario invia copia del
documento commerciale di trasporto allo stabilimento da cui proveniva
il materiale, con la dichiarazione dell’avvenuta ricezione,
sottoscritta dal titolare dell’impianto di ricevimento o da altra
persona all’uopo delegata. Il veterinario ufficiale incaricato della
vigilanza sullo stabilimento di provenienza del materiale specifico a
rischio, verifica la correttezza di tale procedura e in caso di
mancato rispetto informa tempestivamente l’autorità competente sullo
stabilimento di ricezione per le necessarie verifiche ed i conseguenti
provvedimenti.
6. In considerazione di particolari esigenze, anche geografiche, nella
raccolta e stoccaggio del materiale specifico a rischio, le regioni e
le province autonome possono autorizzare uno o più contenitori
dislocati sul territorio, a condizione che la conservazione del
materiale specifico a rischio avvenga mediante l’impiego del freddo.

Art. 3.
Modalità di individuazione delle attività non soggette a
riconoscimento
Non sono soggetti all’obbligo di riconoscimento:
1) gli stabilimenti che producono biomateriali o dispositivi medici,
in quanto già in possesso di specifiche autorizzazioni previste dalla
norma di riferimento di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1997,
n. 47, fatto salvo il rilascio, da parte dell’autorità competente
regionale, di nulla osta all’utilizzo di sottoprodotti di origine
animale.

Art. 4.
Modalità di raccolta sul luogo di produzione
1. Qualora i sottoprodotti di categoria 1, 2 e 3 non siano asportati
quotidianamente dal luogo in cui sono stati prodotti, compresi gli
esercizi di vendita al dettaglio (macellerie e pescherie), devono
essere immagazzinati in un locale o in contenitori, per la
conservazione mediante l’impiego del freddo; i contenitori devono
essere chiaramente identificati in base alla tipologia di materiale
cui sono dedicati, mediante l’apposizione di una striscia inamovibile,
alta almeno 15 centimetri e di una lunghezza tale da renderla evidente
di colore rosso per i materiali di categoria 1, giallo per i materiali
di categoria 2 e verde per i materiali di categoria 3, fatte salve le
disposizioni previste per il materiale specifico a rischio.
2. L’attività di stoccaggio o deposito di sottoprodotti di categoria
1, 2 e 3 presso i locali delle stesse strutture che li hanno prodotti,
non necessita di specifico riconoscimento ai sensi del Regolamento
CE/1774/2002 come impianto di transito, in quanto non rientrano
nell’allegato III, capitolo II, lettere a) e b) del Regolamento in
questione.

Art. 5.
Modalità di rilascio delle autorizzazioni dei veicoli e dei

[Continua nel file zip allegato]

Accordo tra il Ministro della salute, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, il Ministro per le politiche agricole e forestali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, recante: «Linee guida per l’applicazione del Regolamento CE n. 1774/2002

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