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Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente ...

Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente
Legge

  G.U. del 30/12/1993 n.305 La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica
hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA
la seguente legge:

CAPO I
FINALITÀ E OGGETTO

Art. 1 (1)
(Finalità della legge)

1. La presente legge ha lo scopo di favorire la cessazione
dell’impiego delle sostanze lesive dell’ozono stratosferico e dannose
per l’ambiente, nonché di disciplinare le fasi di raccolta, riciclo e
smaltimento di tali sostanze, in conformità:
a) alla convenzione per la protezione dello strato d’ozono, adottata a
Vienna il 22 marzo 1985 e resa esecutiva con legge 4 luglio 1988, n.
277, nonché al protocollo alla citata convenzione di Vienna relativo
ai clorofluorocarburi, adottato a Montreal il 16 settembre 1987 e reso
esecutivo con legge 23 agosto 1988, n. 393, e ai relativi emendamenti
adottati a Londra il 29 giugno 1990 e a Copenaghen il 25 novembre
1992;
b) alla raccomandazione 89/349/CEE della Commissione, del 13 aprile
1989, concernente la riduzione volontaria dei clorofluorocarburi (CFC)
impiegati dall’industria europea nella fabbricazione di aer- osol,
nonché alla risoluzione B3-268/92 del Parlamento europeo, del 12 marzo
1992, sulla protezione della fascia di ozono; (( c) al regolamento
(CE) n. 3093/94 del Consiglio del 15 dicembre 1994, sulle sostanze che
riducono lo strato di ozono 4 marzo 1991, relativo a sostanze che
riducono lo strato di ozono )).(*)
2. Al fine di assicurare un rapido e periodico adeguamento della
normativa nazionale a quella comunitaria in materia di difesa
dell’ozono stratosferico, il regolamento di attuazione di cui
all’articolo 4, comma 5, della legge 9 marzo 1989, n. 86, è
adottato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, o del
Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie da lui
delegato, di concerto con il Ministro dell’ambiente, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge comunitaria. In
tale ipotesi il parere del Consiglio di Stato deve essere espresso
entro trenta giorni dalla richiesta.
3. Alla realizzazione delle attività previste dalla presente legge
concorrono, secondo le rispettive competenze, lo Stato, le regioni,
gli enti locali e i loro consorzi, gli enti pubblici economici e di
ricerca, le università.
4. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle regioni
a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano se
incompatibili con le attribuzioni previste dai rispettivi statuti e
dalle relative norme di attuazione.
NOTA all’ articolo 1
(1) Articolo così modificato dall’art. 1 della Legge
16/06/97 n. 179.
(*) Lettera così sostituita dall’art. 1 della Legge 16/06/97 n.
179.

CAPO I
FINALITÀ E OGGETTO

Art. 2.
(Oggetto della legge)
1. La produzione, il consumo, l’importazione, l’esportazione, la
detenzione, la raccolta, il riciclo e la commercializzazione delle
sostanze lesive dell’ozono stratosferico e dannose per l’ambiente, di
cui alle tabelle A e B allegate alla presente legge, di seguito de-
nominate “sostanze lesive”, sono disciplinati dalla presente legge.

Art. 3 (1) (2)
Cessazione e riduzione dell’impiego delle sostanze lesive

1. La produzione, il consumo, l’importazione, l’esportazione, la
detenzione e la commercializzazione delle sostanze lesive di cui alla
tabella A allegata alla presente legge sono regolati dalle
disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 3093/94.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è
vietata l’autorizzazione di impianti che prevedano l’utilizzazione
delle sostanze di cui alla tabella A allegata alla presente legge,
fatto salvo quanto disposto dal regolamento (CE) n. 3093/94.
3. Con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sono stabiliti, in
conformità alle disposizioni ed ai tempi del programma di eliminazione
progressiva di cui al regolamento (CE) n. 3093/94, la data fino alla
quale è consentito l’utilizzo di sostanze di cui alla tabella A,
allegata alla presente legge, per la manutenzione e la ricarica di
apparecchi e di impianti già venduti ed installati alla data di
entrata in vigore della presente legge, ed i tempi e le modalità per
la cessazione dell’utilizzazione delle sostanze di cui alla tabella B,
allegata alla presente legge, e sono altresì individuati gli usi
essenziali delle sostanze di cui alla tabella B, relativamente ai
quali possono essere concesse deroghe a quanto previsto dal presente
comma. La produzione, l’utilizzazione, la commercializzazione,
l’importazione e l’esportazione delle sostanze di cui alle tabelle A e
B allegate alla presente legge cessano il 31 dicembre 2008, fatte
salve le sostanze, le lavorazioni e le produzioni non comprese nel
campo di applicazione del regolamento (CE) n. 3093/94, secondo le
definizioni ivi previste. (A partire dal 31 dicembre 2008, al fine di
ridurre le emissioni di gas con alto potenziale di effetto serra, le
limitazioni per l’impiego degli idroclorofluorocarburi (HCFC) nel
settore antincendio, si applicano anche all’impiego dei
perfluorocarburi (PFC) e degli idrofluorocarburi (HFC).)(**)
4. L’adozione di termini diversi da quelli di cui al comma 3, derivati
dalla revisione in atto del regolamento (CE) n. 3093/94, comporta la
sostituzione dei termini indicati nella presente legge ed il
contestuale adeguamento ai nuovi termini.
5. Le imprese che intendono cessare la produzione e l’utilizzazione
delle sostanze di cui alla tabella B, allegata alla presente legge,
prima dei termini prescritti possono concludere appositi accordi di
programma con i Ministeri dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e dell’ambiente, al fine di usufruire degli incentivi
di cui all’articolo 10, con priorità correlata all’anticipo dei tempi
di dismissione, secondo le modalità che saranno fissate con decreto
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
d’intesa con il Ministro dell’ambiente.
6. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è punito
con l’arresto fino a due anni e con l’ammenda fino al triplo del
valore delle sostanze utilizzate per fini produttivi, importate o
commercializzate. Nei casi più gravi, alla condanna consegue la revoca
dell’autorizzazione o della licenza in base alla quale viene svolta
l’attività constituente illecito.

NOTA all’ articolo 3
(1) Articolo così modificato dall’art. 3 della legge del 16/06/97, n.
179
(**) Il periodo tra le parentesi è stato soppresso dalla L. 31 luglio
2002, N. 179. ))
(2)- La L. 31 luglio 2002, n. 179 (in G.U. 13/8/2002, n. 189) ha
disposto (con l’art. 15) la modifica dell’art. 3.

CAPO II
CONTROLLI SULL’ATTUAZIONE DELLA LEGGE

Art. 4.
(Competenze in materia di protezione dell’ozono stratosferico)

1. n Ministro dell’ambiente esercita le funzioni dell’autorità
competente di cui al citato regolamento (CEE) n. 594/91. 2. L’Agenzia
nazionale per la protezione dell’ambiente esercita le funzioni
tecniche, consultive e di controllo stabilite dalla presente legge.

Nota all’articolo 4:
– Per il titolo del citato regolamento (CEE) n. 594/91, come
modificato ed integrato dal citato regolamento (CEE) n. 3952/91, si
veda in nota all’art. 1.

Art. 5.
(Funzioni dell’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente)
1. L’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente provvede:
a) a redigere rapporti rivolti al Ministro dell’ambiente al fine di
integrare o modificare l’elenco delle sostanze lesive in relazione
alle elaborazioni definite in sede di Programma per l’ambiente delle
Nazioni Unite (UNEP) e in sede comunitaria;
b) a promuovere incontri con le rappresentanze delle imprese per la
redazione di protocolli d’intesa tra imprese e Governo che accelerino
le procedure per la riduzione della produzione e dell’utilizzazione
delle sostanze lesive ovvero per la identificazione di nuovi sistemi
di raccolta, di riciclaggio e di smaltimento delle medesime;
c) a definire gli indirizzi programmatici per l’utilizzazione annuale
del fondo di cui all’articolo 10, comma 5;
d) a definire le norme tecniche e le modalità per la cessazione della
produzione e dell’utilizzazione delle sostanze lesive;
e) a definire le norme tecniche e le modalità per la raccolta, il
riciclaggio, lo smaltimento e la distruzione delle sostanze lesive;
f) a redigere, su richiesta del Parlamento e del Governo, rapporti
nella materia oggetto della presente legge;
g) a segnalare al Governo l’esistenza di alternative tecniche
soddisfacenti, anche in relazione alle esigenze di sicurezza
ambientale e di risparmio energetico, alle sostanze lesive;
h) a definire le norme tecniche e le modalità per la prevenzione delle
emissioni in atmosfera di sostanze lesive dagli impianti che le
producono o le utilizzano ovvero dalle apparecchiature che le
contengono, con particolare riferimento alle modalità di manutenzione,
di ricarica, di dismissione e di recupero;
i) a controllare l’applicazione della presente legge, in particolare
per quanto riguarda:
1) i tempi di dismissione delle sostanze lesive;
2) l’utilizzazione dei prodotti sostitutivi consentiti.
2. Il Ministro dell’ambiente con proprio decreto, anche sulla base dei
rapporti dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente,
sentito il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
provvede ad integrare o a modificare, ove necessario, l’elenco delle
sostanze lesive nonché ad emanare le norme per il recepimento delle
disposizioni di cui al comma 1, lettere d) ed h).
3. Tutte le imprese che producono o utilizzano nei processi di
lavorazione ovvero nei prodotti da immettere sul mercato le sostanze
lesive sono tenute a comunicare all’Agenzia nazionale per la
protezione dell’ambiente, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, i dati concernenti l’ubicazione degli
stabilimenti, le sostanze lesive utilizzate ovvero i quantitativi
prodotti o immessi sul mercato dal 1986, nonché le informazioni che
l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente ritenga utile
acquisire per lo svolgimento delle proprie funzioni.
4. È fatto obbligo a tutte le imprese che utilizzano impianti che
comportano nei processi di lavorazione l’uso delle sostanze lesive di
inviare un’apposita dichiarazione descrittiva dell’impianto stesso
all’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.

CAPO III
SMALTIMENTO E RICICLO DELLE SOSTANZE LESIVE

Art. 6.
(1) (Obblighi in materia di recupero e smaltimento)

(( 1. È vietato disperdere nell’ambiente le sostanze lesive. In
conformitàalla vigente normativa in materia di smaltimento dei
rifiuti, è fatto obbligo a tutti i detentori di prodotti, di impianti
e di beni durevoli contenenti le sostanze lesive di conferire i
medesimi, al termine della loro durata operativa, a centri di raccolta
autorizzati. Per gli impianti e le apparecchiature che non possono
essere trasportati ai centri di raccolta, le sostanze lesive devono
essere conferite ai centri medesimi previo recupero delle stesse, da
effettuarsi secondo le modalità stabilite ai sensi dell’articolo 5,
commi 1, lettera h), e 2.
2. È istituito un deposito cauzionale sui beni durevoli che contengono
le sostanze lesive, la cui entità è stabilita ai sensi del comma 7,
lettera e), del presente articolo.
3. Sono esenti dal pagamento del deposito cauzionale coloro che
all’atto dell’acquisto di uno dei beni di cui al comma 2 riconsegnano
un prodotto analogo contenente sostanze lesive, a prescindere
dall’effettivo valore di mercato dello stesso.
4. È fatto obbligo ai rivenditori dei beni di cui al comma 2 di
accettare la restituzione di analogo bene usato, purché presente nel
loro assortimento, anche se di marca o tipo diversi.
5. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, promuove la
conclusione di accordi di programma con le imprese che producono le
sostanze lesive, con le imprese che le utilizzano per la produzione di
beni, con le imprese che le immettono al consumo, anche in qualità di
importatori, e con le imprese che recuperano le sostanze stesse.
6. Gli accordi di programma di cui al comma 5 prevedono
obbligatoriamente:
a) l’istituzione di centri di raccolta autorizzati;
b) la raccolta delle sostanze lesive presso i suddetti centri;
c) lo smaltimento delle sostanze lesive non rigenerabili nè
riutilizzabili, nel rispetto delle norme contro l’inquinamento e degli
indirizzi emanati dal Ministro dell’ambiente con i regolamenti di cui
al comma 7;
d) l’isolamento, l’estrazione e la raccolta delle sostanze lesive dal
prodotto, dall’impianto o dal bene, mediante personale specializzato;
e) il recupero e il riciclo delle sostanze lesive, evitando forme di
dispersione durante il trattamento;
f) il conferimento dei prodotti o dei beni dai quali sono state
estratte le sostanze lesive alla rete di raccolta e di smaltimento dei
rifiuti. ))

NOTA all’articolo 6
(1) Articolo così sostituito dall’art. 3 della legge del 16/06/97, n.
179

Art. 7. (1)
(( ARTICOLO ABROGATO DALLA LEGGE 16 GIUGNO 1997, N. 179 ))

Art. 8. (1)
(( ARTICOLO ABROGATO DALLA LEGGE 16 GIUGNO 1997, N. 179 ))

Art. 9. (1)
(( ARTICOLO ABROGATO DALLA LEGGE 16 GIUGNO 1997, N. 179 ))

 CAPO IV
ICENTIVI E TUTELA DELLA SALUTE INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE

Art. 10
(Incentivi per la riconversione produttiva e per la ricerca
finalizzata alla individuazione di tecnologie e di prodotti
sostitutivi delle sostanze lesive)

Per il 1994 una quota del 2 per cento delle risorse
previste dalla legge 17 febbraio 1982, n. 46, e successive
modificazioni, è destinata alla attuazione di programmi di innovazione
tecnologica, di riconversione produttiva o di rilevamento dati, nonché
di programmi di smaltimento, riciclo e distruzione delle sostanze
lesive, che siano oggetto di domande presentate per il medesimo anno
da imprese o loro consorzi che abbiano strutture di ricerca proprie
ovvero che siano convenzionati con istituti, dipartimenti universitari
o enti pubblici di ricerca.
2. Le imprese che producono o comunque utilizzano nel processo
produttivo le sostanze lesive possono accedere al Fondo speciale
rotativo per l’innovazione tecnologica di cui all’articolo 14 della
legge 17 febbraio 1982, n. 46, per programmi di riconversione
produttiva che prevedano la dismissione delle medesime sostanze e il
reimpiego della manodopera, ovvero la cessazione dell’attività sulla
base di programmi concordati con le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, nonché per programmi finalizzati allo
sviluppo e alla produzione di materiali innovativi sostitutivi delle
sostanze lesive
3. L’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente esprime il
proprio parere sui programmi di cui ai commi 1 e 2
4. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato può
proporre al Comitato interministeriale per il coordinamento della
politica industriale (CIPI) una variazione in aumento della quota
riservata di cui al comma 1, in considerazione delle domande
presentate e del particolare valore dei programmi proposti.
5. Nello stato di previsione del Ministero dell’università e della
ricerca scientifica e tecnologica è istituito un apposito capitolo
destinato ad un fondo per la ricerca finalizzata alla riconversione di
produzioni delle sostanze lesive. 6. Con decreto del Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica è emanato un
regolamento che definisce le modalità di utilizzazione del fondo di
cui al comma 5. 7. Ai finanziamenti a carico del fondo di cui al comma
5 possono accedere università e centri di ricerca pubblici e privati
sulla base di appositi programmi di lavoro redatti in osservanza dei
criteri fissati dal regolamento di cui al comma 6. Il predetto fondo
può essere altresì utilizzato per il cofinanziamento dei progetti di
cui ai commi 1 e 2.

Note all’art. 10, comma 1:
– La legge 17 febbraio 1982, n. 46, reca: “Interventi per i settori
dell’economia di rilevanza nazionale”. Il testo dell’art. 14 della
citata legge n. 46/1982, è il seguente: “Art. 14. – Presso il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato è istituito
il ‘Fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologicà. Il Fondo è
amministrato con gestione fuori bilancio ai sensi dell’art. 9 della
legge 25 novembre 1971, n. 1041. Gli interventi del fondo hanno per
oggetto programmi di imprese destinati ad introdurre rilevanti
avanzamenti tecnologici finalizzati a nuovi prodotti o processi
produttivi o al miglioramento di prodotti o processi produttivi già
esistenti. Tali programmi riguardano le attività di progettazione,
sperimentazione, sviluppo e preindustrializzazione, unitariamente
considerate. Il CIPI, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della
presente legge, stabilisce le condizioni di ammissibilità agli
interventi del Fondo, indica la proprietà di questi avendo riguardo
alle esigenze generali dell’economia nazionale e determina i criteri
per le modalità dell’istruttoria”.
Art. 11. (1)
(Campagne di informazione e di educazione)

1. Il Ministro dell’ambiente, sentite le associazioni di protezione
ambientale riconosciute ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio
1986, n. 349, nonché le associazioni dei consumatori, dei produttori e
degli utilizzatori delle sostanze lesive maggiormente rappresentative,
predispone campagne di informazione ai cittadini finalizzate: a) alla
conoscenza delle proprietà dell’ozonosfera in relazione all’ambiente e
alla salute umana; b) all’incentivazione dell’uso di prodotti che non
contengano e non prevedano per la loro produzione l’impiego delle
sostanze lesive; c) alla conoscenza e alla promozione delle corrette
modalità di smaltimento e di riciclo dei prodotti che contengono le
sostanze lesive; d) alla conoscenza di idonee sostanze sostitutive non
dannose per la salute e per l’ambiente. 2. Le campagne di informazione
di cui al comma 1 possono essere effettuate anche mediante accordi di
programma con la RAI e con la Federazione italiana editori giornali.
3. Per le finalità di cui al comma 1, il Ministro dell’ambiente,
d’intesa con il Ministro della pubblica istruzione, predispone altresì
campagne di educazione nelle scuole di ogni ordine e grado ((
rientranti nei programmi tecnici e scientifici )). (*)

NOTA all’ articolo 11
(1) Articolo così modificato dall’art. 4
della legge 16/06/97, n. 179
(*) Comma così modificato dall’art. 4 della legge 16/06/97, n. 179

Art. 12 (1)
(Etichettatura e informazione del consumatore)

(( 1. I prodotti e i beni, contenenti le sostanze
lesive, prodotti nel territorio dello Stato o provenienti da Stati
esteri, a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di
entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 6, comma 7,
lettera i), devono recare sull’etichetta, ovvero sulla superficie
esterna, una scritta chiaramente leggibile posta in un punto ben
visibile con la seguente dicitura: ”Questo prodotto contiene sostanze
che danneggiano l’ozono stratosferico; alla fine del suo utilizzo deve
essere consegnato agli appositi centri di raccolta: chiedere
informazioni ai servizi di gestione della nettezza urbana nel vostro
comune”. ))(*)
2. La scritta è riportata sul prodotto, ferme restando le disposizioni
vigenti in materia di commercializzazione ed uso di prodotti destinati
al pubblico.
3. Sulla etichetta, o con marcatura apposita, devono essere inoltre
indicate le informazioni relative all’identità del produttore o
dell’importatore, nonché alla data di fabbricazione.
(( 4. Le medesime informazioni di cui ai commi 1 e 3 devono essere
inserite:
a) nei libretti di istruzione, esplicativi e pubblicitari, oppure nei
certificati di garanzia dei prodotti o beni contenenti le sostanze
lesive;
b) nei messaggi pubblicitari, diffusi con qualunque mezzo di
comunicazione, di prodotti e di beni che contengono le sostanze
lesive. ))(*) 5. Le imprese produttrici, entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, trasmettono al Ministero
dell’ambiente l’elenco analitico dei modelli di prodotti o di beni che
contengono le sostanze lesive.
6. Il Ministro dell’ambiente, d’intesa con il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, avvalendosi delle organizzazioni di
categoria interessate, promuove una campagna informativa nei confronti
degli esercenti dei punti di vendita e dei distributori dei prodotti
che contengono le sostanze lesive, rivolta in modo particolare alla
raccolta differenziata e al conferimento ai centri autorizzati.
7. E fatto obbligo agli esercenti dei punti di vendita dei prodotti o
dei beni che contengono le sostanze lesive di informare correttamente
gli acquirenti in ordine: a) alla presenza di dette sostanze nel
prodotto o nel bene;
b) agli obblighi relativi al conferimento e allo smaltimento del
prodotto o del bene;
c) alle eventuali agevolazioni relative a prodotti o beni
equipollenti.

NOTA all’ articolo 12
(1) Articolo così modificato dall’art. 5
della legge 16/06/97, n. 179
(*)Commi così sostituiti dall’art. 5 della legge 16/06/97 n. 179
Art. 13.
(Monitoraggio dei livelli dell’ozono stratosferico e della radiazione
ultravioletta)
1. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità
e con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e
tecnologica, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge predispone il monitoraggio dei livelli dell’ozono
stratosferico e della radiazione ultravioletta al suolo e trasmette al
Parlamento, entro il 30 giugno di ciascun anno, una relazione sulle
relative risultanze.
CAPO V
DISPOSIZIONI FINALI

Art. 14.
(Tutela giurisdizionale dei diritti)

1. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge
può essere fatto valere in giudizio, anche su domanda di associazioni
di consumatori o di associazioni di protezione ambientale, al fine di
ottenere il sequestro e l’eventuale distruzione dei beni prodotti o
commercializzati in violazione delle predette disposizioni e la
condanna delle imprese responsabili della immissione in commercio al
risarcimento dei danni a favore dello Stato nella misura equitativa
fissata dal giudice.
2. L’azione volta ad ottenere il sequestro e l’eventuale distruzione
dei beni di cui al comma 1 è disciplinata dagli articoli 61, 62, 63,
64, 65 e 66 del regio decreto 21 giugno 1942, n. 929, e successive
modificazioni, in quanto compatibili. 3. E altresì ammessa l’azione
innanzi al giudice ordinario per il rispetto degli obblighi di
informazione previsti dalla presente legge.

Nota all’art. 14:
– Gli articoli da 61 a 66 del testo delle disposizioni legislative in
materia di marchi registrati, approvato con R.D. 21 giugno 1942, n.
929, sono così formulati: “Art. 61 (come modificato dall’art. 57 del
D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 480). – Il titolare dei diritti sul marchio
registrato o in corso di registrazione può chiedere al presidente del
tribunale o al pretore che sia disposta la descrizione o il sequestro
degli oggetti, siano essi prodotti o merci, o siano involucri,
costituenti violazione di tali diritti e dei mezzi adibiti alla
produzione dei medesimi. L’autorità giudiziaria, assunte sommarie
informazioni e sentita, ove lo creda opportuno, la persona contro cui
il ricorso è proposto, provvede d’urgenza e può subordinare il
sequesto alla prestazione di una cauzione. La descrizione e il
sequestro vengono eseguiti a mezzo di ufficiale giudiziario, con
l’assistenza, ove occorra, di uno o più periti ed anche con l’impiego
di mezzi tecnici di accertamento, fotografici o di altra natura. Gli
interessati possono essere autorizzati ad assistere alle operazioni
anche a mezzo di loro rappresentanti, o ad essere assistiti da tecnici
di loro fiducia. La descrizione può concernere anche oggetti
appartenenti a terzi, purché non adibiti ad uso personale. Il
sequestro può colpire anche oggetti appartenenti a terzi, purché
questi ne facciano commercio”. “Art. 62. – Sempre quando non venga
diversamente stabilito ai fini della giustizia penale, la descrizione
ed il sequestro, che non siano stati ordinati in corso di giudizio,
perdono ogni efficacia qualora entro otto giorni dalla loro
esecuzione:
a) non sia notificata copia del ricorso, e del decreto che li ordina,
a coloro nei confronti dei quali il decreto venne emenato;
b) non sia instaurato il giudizio di merito;
c) non siano chiamati nel giudizio di merito, e per la convalida del
sequestro, coloro nei confronti dei quali il decreto venne emanato.
Colui contro il quale sia stata ordinata una descrizione o un
sequestro, divenuti inefficaci ai termini del comma precedente, ovvero
riconosciuti poi senza causa e perciò revocati, ha diritto al
risarcimento dei danni in confronto di chi ha ottenuto la descrizione
o il sequestro, quando questi abbia agito con colpa”. “Art. 63 (come
modificato dall’art. 58 del D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 480). – Nel
corso del giudizio per violazione dei diritti sul marchio registrato o
in corso di registrazione, su richiesta della parte interessata, può
essere disposta, con sentenza provvisoriamenteesecutiva, con o senza
cauzione, la inibitoria dell’uso del marchio fino al passaggio in
giudicato della sentenza che abbia pronunciato sul merito. La
inibitoria può essere revocata con la sentenza che pronuncia sul
merito”. “Art. 64 (come sostituito dall’art. 59 del D.Lgs. 4 dicembre
1992, n. 480). – 1. In deroga a quanto è disposto negli articoli 61 e
62 e salve le esigenze della giustizia penale, non possono essere
sequestrati, ma soltanto descritti, gli oggetti nei quali si ravvisi
una violazione di marchio registrato, finché figurino nel recinto di
un’esposizione, ufficiale o ufficialmente riconosciuta, tenuta nel
territorio dello Stato, o siano in transito da o per la medesima. 2.
Quando gli oggetti provengono dall’estero, l’istante, per ottenere la
descrizione, deve dimostrare di essere titolare del marchio in Italia
e nel Paese di provenienza degli oggetti”. “Art. 65 (come modificato
dall’art. 60 del D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 480). – L’autorità
giudiziaria può ordinare che la sentenza emessa in dipendenza di
violazioni di diritti sul marchio registrato sia pubblicata,
integralmente o in sunto, o nella sola parte dispositiva, in uno o più
giornali da essa indicati, a spese del soccombente”. “Art. 66 (come
modificato dall’art. 61 del D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 480). – La
sentenza che accerta la contraffazione del marchio, o la lesione dei
diritti che ne derivano, può ordinare la distruzione delle parole,
figure o segni con i quali tale contraffazione o lesione è stata
commessa. La distruzione può comprendere gli involucri e, quando
l’autorità giudiziaria lo ritenga conveniente, anche il prodotto o il
materiale inerente alla prestazione del servizio se ciò sia necessario
per sopprimere il marchio contraffatto. La sentenza che provvede sul
risarcimento dei danni può farne, ad istanza di parte, la liquidazione
in una somma globale stabilita in base agli atti della causa e alle
presunzioni che ne derivano. Può fissare altresì una somma dovuta per
ogni violazione o inosservanza successivamente constatata e per ogni
ritardo nella esecuzione dei provvedimenti contenuti nella sentenza
stessa. Delle cose costituenti violazione di diritti di marchio non si
può disporre la rimozione o la distruzione, nè può esserne interdetto
l’uso, quando appartengano a chi in buona fede ne fa uso personale o
domestico. Sulle contestazioni che sorgono nell’eseguire le misure
menzionate in questo articolo decide, con ordinanza non soggetta a
gravame, sentite le parti e assunte informazioni sommarie, il
presidente del collegio o il pretore che ha emesso la sentenza recante
le misure anzidette”.Art. 15.
(Relazione al Parlamento)

1. Il Ministro dell’ambiente, nell’ambito della Relazione sullo stato
dell’ambiente, riferisce al Parlamento sullo stato di attuazione della
presente legge e sulle relative attività di controllo.
Art. 16.
(Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, valutati
in lire 3.000 milioni per il 1994 e in lire 3.000 milioni per il 1995,
si provvede mediante corrispondente utilizzo delle proiezioni per gli
anni 1994 e 1995 dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio
triennale 1994-1996, al capitolo 6856 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l’anno 1994, all’uopo parzialmente
utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero del tesoro. 2. Il
Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 17.
(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1994.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare
come legge dello Stato.

TABELLA A
(articolo 2)
Sostanze lesive dell’ozono
stratosferico

Gruppo I:
Idrocarburi completamente alogenati contenenti fluoro e cloro
(clorofluorocarburi, CFC) quali:

1.1 tricoloro-fluoro-metano: C F Cl3 (CFC-11);
1.2 dicloro-difluoro-metano: C F2 Cl2 (CFC-12);
1.3 cloro-trifluoro-metano: C F3 CI (CFC-13);
1.4 pentacloro-fluoro-etano: C2 F CI5 (CFC-111);
1.5 tetracloro-diflouro-etano: C2 F2 CI4 (CFC-112);
1.6 tricloro-trifluoro-etano: C2 F3 Cl3 (CFC-113);
1.7 tetrafluoro-dicloro-etano: C2 F4 Cl2 (CFC-114);
1.8 pentafluoro-cloro-etano: C2 F5 Cl (CFC-115);
1.9 eptacloro-difluoro-propano: C3 F2 Cl7 (CFC-211);
1.10 esacloro-difluoro-propano: C3 F2 Cl6 (CFC-212);
1.11 pentacloro-trifluoro-propano: C3 F3 Cl5 (CFC-213);
1.12 tetracloro-tetrafluoro-propano: C3 F4 Cl4 (CFC-214);
1.13 tricloro-pentafluoro-propano: C3 F5 Cl3 (CFC-215);
1.14 dicloro-esafluoro-propano: C3 F6 Cl2 (CFC-216);
1.15 cloro-eptafluoro-propano: C3 F7 Cl (CFC-217).

Gruppo II:
Idrocarburi completamente alogenati contenenti anche bromo (halons)
quali:
2.1 difluoro-cloro-bromo-metano: C F2 Br Cl (halon-1211)
2.2 trifluoro-bromo-metano: C F3 Br (halon-1301);
2.3 tetrafluoro-dibromo-etano: C2 F4 Br2 (halon-2402).
Gruppo III
3.1 1,1,1 tricloroetano: CHCl2 CH2 Cl.
Gruppo IV
4.1 tetracloruro di carbonio: C Cl4 (CFC-10)

TABELLA B
(articolo 2)
Sostanze sottoposte al particolare regime di controllo previsto dalla
legge
a) 1. cloruro di metile CH3 Cl;
2. bromuro di metile CH3 Br;
b) i seguenti idrocarburi parzialmente alogenati della serie HCFC e
HBFC:

Gruppo I Sostanza
CHFCl2 (HCFC-21)
CHF2Cl (HCFC-22)
CH2FCl (HCFC-31)
C2HFCl4 (HCFC-121)
C2HF2Cl3 (HCFC-122)
C2HF3Cl2 (HCFC-123)
C2HF4Cl (HCFC-124)
C2H2FCl3 (HCFC-131)
C2H2F2Cl2 (HCFC-132)
C2H2F3Cl (HCFC-133)
C2H3FCl2 (HCFC-141)
C2H3F2Cl (HCFC-142)
C2H4FCl (HCFC-151)
C3HFCl6 (HCFC-221)
C3HF3Cl5 (HCFC-222)
C3HF3Cl4 (HCFC-223)
C3HF4Cl3 (HCFC-224)
C3HF5Cl2 (HCFC-225)
C3HF6Cl (HCFC-226)
C3H2FCl5 (HCFC-231)
C3H2F2Cl4 (HCFC-232)
C3H2F3Cl3 (HCFC-233)
C3H3F4Cl2 (HCFC-234)
C3H2F5Cl (HCFC-235)
C3H3FCl4 (HCFC-241)
C3H3F2Cl3 (HCFC-242)
C3H3F3Cl2 (HCFC-243)
C3H3F4Cl (HCFC-244)
C3H4FCl3 (HCFC-251)
C3H4F2Cl2 (HCFC-252)
C3H4F3Cl (HCFC-253)
C3H5FCl2 (HCFC-261)
C3H5F2Cl (HCFC-262)
C3H6FCl (HCFC-271)
CHFBr2 (HBFC-22B1)
CHF2Br
CH2FBr
C2HFBr4
C2HF2Br3
C2HF3Br2
C2HF4Br
C2H2FBr3
C2H2F2Br2
C2H2F3Br
C2H3FBr2
C2H3F2Br
C2H4FBr
C3HFBr6
C3HF2Br5
C3HF3Br4
C3HF4Br3
C3HF5Br2
C3HF6Br
C3H2FBr5
C3H2F2Br4
C3H2F3Br3
C3H2F4Br2
C3H2F5Br
C3H3FBr4
C3H3F2Br3
C3H3F3Br2
C3H3F4Br
C3H4FBr3
C3H4F2Br2
C3H4F3Br
C3H5FBr2
C3H5F2Br
C3H6FBr

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