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Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzi...

Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento
Decreto Legislativo

  G.U. del 26/10/1999 n.252 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 96/61/CE del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e
riduzione integrate dell’inquinamento;
Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, ed in particolare gli
articoli, 1 comma 3, 2 e 21, nonché l’allegato B, recante la delega al
Governo per l’attuazione della direttiva 96/61/CE;
Considerato che l’articolo 21 della legge 24 aprile 1998, n. 128,
prevede la delega per il recepimento della direttiva 96/61/CE con
esclusione della disciplina relativa al rilascio dell’autorizzazione
per la realizzazione dei nuovi impianti la cui regolamentazione è
demandata alla normativa emanata in recepimento della direttiva
85/337/CEE come modificata dalla direttiva 97/11/CE;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante “Delega al Governo
per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione
amministrativa”;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sul conferimento
di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed enti
locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, recante “Istituzione del
Ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
203, di attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884,
84/360 e 85/203 concernente norme in materia di qualità dell’aria
relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento
prodotto dagli impianti industriali e suoi decreti attuativi;
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, recante
“Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui
rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di
imballaggio” e suoi decreti attuativi;
Visto il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, recante
“Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento
della direttiva 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque
reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione
delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da
fonti agricole”;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la legge 21 gennaio 1994, n. 61, recante “Disposizioni
urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione
dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA)”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1997, n.
335, riguardante il regolamento concernente la disciplina delle
modalità di organizzazione dell’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente in strutture operative;
Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, sull’attuazione
della direttiva 90/313/CEE concernente la libertà di accesso alle
informazioni in materia ambientale;
Vista la legge 26 ottobre 1995, n. 447, recante “Legge quadro
sull’inquinamento acustico”;
Vista la legge 25 gennaio 1994, n. 70, recante “Norme per la
semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e
di sicurezza pubblica, nonché per l’attuazione del sistema di
ecogestione e di audit ambientale”;
Vista la direttiva 91/692/CEE concernente la standardizzazione e
razionalizzazione delle relazioni relative all’attuazione di talune
direttive concernenti l’ambiente;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 21 maggio 1999;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e la province autonome;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 1999;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, della sanità, delle politiche agricole e del
Ministero per gli affari regionali;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Finalità

1. Il presente decreto disciplina la prevenzione e la riduzione
integrate dell’inquinamento proveniente dalle attività di cui
all’allegato I; esso prevede misure intese ad evitare oppure, qualora
non sia possibile, ridurre le emissioni delle suddette attività
nell’aria, nell’acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai
rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione
dell’ambiente nel suo complesso.
2. Il presente decreto disciplina il rilascio, il rinnovo e il riesame
dell’autorizzazione integrata ambientale degli impianti esistenti,
nonché le modalità di esercizio degli impianti medesimi.

Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato
è stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine
di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è
operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti. – Per le direttive CEE vengono
forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunità europee (GUCE). Nota al titolo: – La direttiva n. 96/61/CE è
pubblicata in GUCE n. L 257 del 10 ottobre 1996. Note alle premesse: –
L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della
funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti. – L’art. 87 della Costituzione
conferisce, tra l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti. – La legge 24 aprile 1998, n. 128, reca:
“Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dalla
appartenenza dell’Italia alle Comunità europee (legge comunitaria
1995-1997)”. Se ne riporta il testo degli articoli 1, comma 3, 2 e 21:
“3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, a seguito di
deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, sono trasmessi,
entro il termine di cui al comma 1, alla Camera dei deputati e al
Senato della Repubblica perché su di essi sia espresso, entro quaranta
giorni dalla data di trasmissione, il parere delle Commissioni
competenti per materia; decorso tale termine, i decreti sono emanati
anche in mancanza di detto parere. Qualora il termine previsto per il
parere delle commissioni scada nei trenta giorni che precedono la
scadenza dei termini previsti al comma 1 o successivamente, questi
ultimi sono prorogati di novanta giorni”. “Art. 2 (Criteri e principi
direttivi generali della delega legislativa). – 1. Salvi gli specifici
principi e criteri direttivi stabiliti negli articoli seguenti ed in
aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da attuare, i decreti
legislativi di cui all’art. 1 saranno informati ai seguenti principi e
criteri direttivi generali: a) le amministrazioni direttamente
interessate provvederanno all’attuazione dei decreti legislativi con
le ordinarie strutture amministrative; b) per evitare disarmonie con
le discipline vigenti per i singoli settori interessati dalla
normativa da attuare, saranno introdotte le occorrenti modifiche o
integrazioni alle discipline stesse; c) salva l’applicazione delle
norme penati vigenti, ove necessario per assicurare l’osservanza delle
disposizioni contenute nei decreti legislativi, saranno previste
sanzioni amministrative e penali, per le infrazioni alle disposizioni
dei decreti stessi. Le sanzioni penali, nei limiti, rispettivamente,
dell’ammenda fino a lire duecento milioni e dell’arresto fino a tre
anni, saranno previste, in via alternativa o congiunta, solo nei casi
in cui le infrazioni ledano o espongano a pericolo interessi generali
dell’ordinamento interno del tipo di quelli tutelati dagli articoli 34
e 35 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tali casi saranno
previste: la pena dell’ammenda alternativa all’arresto per le
infrazioni che espongano a pericolo a danneggino l’interesse protetto;
la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le infrazioni
che rechino un danno di particolare gravità. La sanzione
amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire
cinquantamila, e non superiore a lire duecento milioni sarà prevista
per le infrazioni che ledano o espongano a pericolo interessi diversi
da quelli sopra indicati. Nell’ambito dei limiti minimi e massimi
previsti, le sanzioni sopra indicate saranno determinate nella loro
entità tenendo conto della diversa potenzialità lesiva dell’interesse
protetto che ciascuna infrazione presenta in astratto, di specifiche
qualità personali del colpevole, comprese quelle che impongono
particolari doveri di prevenzione, controllo o vigilanza, nonché del
vantaggio patrimoniale che l’infrazione può recare al colpevole o alla
persona o ente nel cui interesse egli agisce. In ogni caso, in deroga
ai limiti sopra indicati, per le infrazioni alle disposizioni dei
decreti legislativi saranno previste sanzioni penali o amministrative
identiche a quelle eventualmente già comminate dalle leggi vigenti per
le violazioni che siano omogenee e di pari offensività rispetto alle
infrazioni medesime; d) eventuali spese non contemplate da leggi
vigenti e che non riguardino l’attività ordinaria delle
amministrazioni statali o regionali potranno essere previste nei soli
limiti occorrenti per l’adempimento degli obblighi di attua…

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