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Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al f...

Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, recante «Disciplina delle
tariffe, delle modalità di pagamento e dei compensi al personale del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a pagamento», e
successive modifiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, recante «Approvazione del regolamento concernente
l’espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza antincendi»;
Visto il proprio decreto 26 marzo 1985, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 95 del 22 aprile 1985, recante «Procedure e requisiti per
l’autorizzazione e l’iscrizione di enti e laboratori negli elenchi del
Ministero dell’interno di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818»;
Visto il proprio decreto 14 dicembre 1993, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1993, recante «Norme
tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco
ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n.
37, recante «Regolamento recante disciplina dei procedimenti
relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’art. 20, comma 8,
della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il proprio decreto 27 gennaio 1999, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 1999, recante «Resistenza al
fuoco di porte ed altri elementi di chiusura»;
Visto il proprio decreto 20 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2001, recante «Utilizzazione di porte
resistenti al fuoco di grandi dimensioni»;
Viste la norme UNI EN 1363-1:2001 e UNI EN 1363-2:2001 recanti
rispettivamente «Prove di resistenza al fuoco: requisiti generali» e
«Prove di resistenza al fuoco: procedure alternative ed aggiuntive»;
Vista la norma UNI EN 1634-1:2001 recante «Prove di resistenza al
fuoco per porte ed elementi di chiusura»;
Viste le norme EN 1191:2000 ed EN 12605:2000 recanti rispettivamente
«Windows and doors – Resistance to repeated opening and closing – Test
method» e «Industrial, commercial and garage doors and gates –
Mechanical aspects – Test method»;
Vista la decisione della Commissione della Comunità europea
2000/367/CE del 3 maggio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunità europee del 6 giugno 2000, «che attua la direttiva
89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione
della resistenza all’azione del fuoco dei prodotti da costruzione,
delle opere di costruzione e dei loro elementi»;
Considerato lo sviluppo delle norme EN in materia di prove di
resistenza al fuoco e la futura attivazione della procedura di
marcatura CE dei prodotti da costruzione;
Ritenuto quindi opportuno provvedere al recepimento della norma
europea UNI EN 1634-1:2001 che specifica il metodo di determinazione
della resistenza al fuoco delle porte e di altri elementi di chiusura
da installare nelle aperture degli elementi di separazione verticali;
Visto il parere favorevole espresso nella riunione n. 260 dell’11
marzo 2003 dal Comitato centrale tecnicoscientifico per la prevenzione
incendi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;
Esperita, con notifica 2003/0160/I, la procedura d’informazione di cui
alla direttiva 98/34/CE, che codifica la prassi istituita dalla
direttiva 83/189/CEE e successive modifiche;
Visto il parere favorevole espresso, con comunicazione SG (2004)
D/50563, dalla Commissione europea;Decreta:

Art. 1.
Classificazione

1. La valutazione delle caratteristiche, delle prestazioni,
nonché le modalità di redazione del rapporto di prova in forma
completa di porte ed elementi di chiusura resistenti al fuoco, si
effettua secondo quanto specificato nella norma UNI EN 1634-1 e, per
quanto da essa richiamato, nelle norme UNI EN 1363-1 e UNI EN 1363-2.
2. La valutazione delle prestazioni, da effettuare tramite la prova a
fuoco secondo la curva di riscaldamento prevista dalla UNI EN 1363-1,
va condotta previo il condizionamento meccanico previsto al punto
10.1.1, comma a) della norma UNI EN 1634-1. Il condizionamento
meccanico va eseguito secondo quanto descritto nell’allegato A.
3. Ai fini della successiva omologazione, la classificazione delle
porte resistenti al fuoco si effettua secondo quanto indicato nello
specifico punto della tabella 4 della decisione della Commissione del
3 maggio 2000, riportato nell’allegato B al presente decreto.
4. Salvo diversa indicazione dei decreti di prevenzione incendi la
classe di resistenza al fuoco richiesta per porte ed altri elementi di
chiusura con la terminologia RE e REI è da intendersi, con la nuova
classificazione, equivalente a E ed EI2 rispettivamente. Laddove nei
decreti di prevenzione incendi di successiva emanazione sia prescritto
l’impiego di porte ed altri elementi di chiusura classificati E ed EI2
potranno essere utilizzate porte omologate con la classificazione RE e
REI nel rispetto di tutte le condizioni previste dal presente decreto.
5. La Direzione centrale per la prevenzione e sicurezza tecnica del
Ministero dell’interno cura gli adempimenti previsti dal decreto del
Ministero dell’interno 26 marzo 1985. Per l’effettuazione di prove
valide ai fini delle omologazioni secondo le norme di cui al comma 1
del presente articolo, la suddetta Direzione centrale predisporrà la
modulistica occorrente per il rilascio del rapporto e del certificato
di prova. Art. 2.
Definizioni

Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni:
a) per «Omologazione» si intende l’atto conclusivo attestante il
corretto espletamento della procedura tecnico-amministrativa,
illustrata nel presente decreto, finalizzata al riconoscimento dei
requisiti certificati delle porte resistenti al fuoco. Con tale
riconoscimento è autorizzata la riproduzione del prototipo e la
connessa immissione in commercio di porte resistenti al fuoco
omologate, con le variazioni consentite dalla norma UNI EN 1634-1 nel
campo di applicazione diretta del risultato di prova integrate dalle
variazioni riportate nell’allegato C;
b) per «Prototipo» si intende il campione, parte del campione medesimo
e/o la documentazione idonea alla completa identificazione e
caratterizzazione della porta omologata, conservato dal laboratorio
che rilascia il certificato di prova;
c) per «Porta omologata» si intende la porta o altro elemento di
chiusura per la quale il produttore ha espletato la procedura di
omologazione;
d) per «Produttore» della porta resistente al fuoco, si intende il
fabbricante residente in uno dei paesi dell’Unione europea, ovvero in
uno dei paesi costituenti l’accordo SEE, nonché ogni persona che,
apponendo il proprio nome, marchio o segno distintivo sulla porta
resistente al fuoco, si presenti come rappresentante autorizzato dallo
stesso purché residente in uno dei Paesi dell’Unione europea, ovvero
in uno dei Paesi costituenti l’accordo SEE;
e) per «Laboratorio» si intende l’area di protezione passiva della
Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del
Ministero dell’interno o altro laboratorio italiano autorizzato ai
sensi del decreto del Ministero dell’interno 26 marzo 1985, ovvero
altro laboratorio, riconosciuto in uno dei Paesi dell’Unione europea o
dei Paesi contraenti l’accordo SEE, che provvede alla esecuzione delle
prove e all’emissione del certificato di prova ai fini
dell’omologazione della porta resistente al fuoco;
f) per «Certificato di prova» si intende il documento, rilasciato dal
laboratorio o da un organismo di certificazione, con il quale, sulla
base dei risultati contenuti nel rapporto di prova, si certifica la
classe di resistenza al fuoco del campione sottoposto a prova;
g) per «Rapporto di prova» si intende il documento, rilasciato dal
laboratorio a seguito della prova, riportante quanto indicato al punto
12 della norma EN 1634-1 e al punto 12.1 della norma EN 1363-1;
h) per «Dichiarazione di conformita» si intende la dichiarazione,
rilasciata dal produttore, attestante la conformità della porta
resistente al fuoco alla porta omologata e contenente, tra l’altro, i
seguenti dati:
h.1) nome del produttore;
h.2) anno di costruzione;
h.3) numero progressivo di matricola;
h.4) nominativo del laboratorio e dell’organismo di certificazione se
diversi;
h.5) codice di omologazione;
h.6) classe di resistenza al fuoco.
Con la dichiarazione di conformità il produttore si impegna a
garantire comunque la prestazione certificata, quali che siano le
modifiche apportate alla porta resistente al fuoco tra quelle
consentite nell’atto di omologazione;
i) per «Marchio di conformita» si intende l’indicazione permanente ed
indelebile apposta dal produttore sulla porta resistente al fuoco
contenente almeno il numero progressivo di matricola ed il codice di
omologazione;
j) per «Libretto di installazione, uso e manutenzione» si intende il
documento, allegato ad ogni singola fornitura di porte resistenti al
fuoco, che riporta, come minimo, i seguenti contenuti:
j.1) modalità ed avvertenze d’uso;
j.2) periodicità dei controlli e delle revisioni con frequenza almeno
semestrale;
j.3) disegni applicativi esplicativi per la corretta installazione,
uso e manutenzione della porta;
j.4) le avvertenze importanti a giudizio del produttore. Art. 3.
Utilizzazione
1. Le porte ed altri elementi di chiusura resistenti al fuoco
da impiegarsi nelle attività soggette all’applicazione delle norme e
criteri di prevenzione incendi devono essere omologate.
2. La documentazione da disporre per la immissione in commercio di
porte resistenti al fuoco è composta da:
a) copia dell’atto di omologazione della porta;
b) dichiarazione di conformità alla porta omologata;
c) libretto di installazione, uso e manutenzione.
3. L’installatore è tenuto a redigere a propria firma la dichiarazione
di corretta posa in opera ai sensi del decreto 4 maggio 1998 allegato
II comma 2.1.
4. …

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