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Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento ac...

Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
Decreto del Presidente della Repubblica

  G.U. del 01/06/2004 n.127
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e le disposizioni
vigenti in materia di omologazione e controllo del veicoli ai fini
acustici;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14
novembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1°
dicembre 1997, recante determinazione dei valori limite delle sorgenti
sonore;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente in data 16 marzo 1998,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 1° aprile 1998, recante
tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente in data 29 novembre
2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre
2000, recante criteri per la predisposizione, da parte delle società e
degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative
infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e
abbattimento del rumore;
Viste le direttive relative alle modalità di istituzione ed
aggiornamento del Catasto delle strade di cui al decreto del Ministro
dei lavori pubblici in data 1° giugno 2001, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 5 del 7 gennaio 2002;
Considerata la necessità di armonizzare la legislazione nazionale con
quella di altre nazioni europee;
Considerato il ruolo essenziale di infrastrutture strategiche per il
trasporto di persone e merci svolto dalle strade e autostrade;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 25 luglio 2003;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
del 2 ottobre 2003;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 9 febbraio 2004;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 19 marzo 2004;
Sulla proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti;Emana il
seguente regolamento:

Art. 1.
Definizioni

1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto, si intende
per:
a) infrastruttura stradale: l’insieme della superficie stradale, delle
strutture e degli impianti di competenza dell’ente proprietario,
concessionario o gestore necessari per garantire la funzionalità e la
sicurezza della strada stessa;
b) infrastruttura stradale esistente: quella effettivamente in
esercizio o in corso di realizzazione o per la quale è stato approvato
il progetto definitivo alla data di entrata in vigore del presente
decreto;
c) infrastruttura stradale di nuova realizzazione: quella in fase di
progettazione alla data di entrata in vigore del presente decreto e
comunque non ricadente nella lettera b);
d) ampliamento in sede di infrastruttura stradale in esercizio: la
costruzione di una o più corsie in affiancamento a quelle esistenti,
ove destinate al traffico veicolare;
e) affiancamento di infrastrutture stradali di nuova realizzazione a
infrastrutture stradali esistenti: realizzazione di infrastrutture
parallele a infrastrutture esistenti o confluenti, tra le quali non
esistono aree intercluse non di pertinenza delle infrastrutture
stradali stesse;
f) confine stradale: limite della proprietà stradale quale risulta
dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto
approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno del
fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della
scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della
scarpata se la strada è in trincea, secondo quanto disposto
dall’articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, di seguito denominato: decreto legislativo
n. 285 del 1992;
g) sede stradale: superficie compresa entro i confini stradali,
secondo quanto disposto dall’articolo 3 del decreto legislativo n. 285
del 1992 e successive modificazioni;
h) variante: costruzione di un nuovo tratto stradale in sostituzione
di uno esistente, fuori sede, con uno sviluppo complessivo inferiore a
5 km per autostrade e strade extraurbane principali, 2 km per strade
extraurbane secondarie ed 1 km per le tratte autostradali di
attraversamento urbano, le tangenziali e le strade urbane di
scorrimento;
i) ambiente abitativo: ogni ambiente interno, ad un edificio,
destinato alla permanenza di persone o comunità ed utilizzato per le
diverse attività umane, fatta eccezione per gli ambienti destinati ad
attività produttive per i quali resta ferma la disciplina di cui al
decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, salvo per quanto
concerne l’immissione di rumore da sorgenti sonore esterne a locali in
cui si svolgano le attività produttive;
l) ricettore: qualsiasi edificio adibito ad ambiente abitativo
comprese le relative aree esterne di pertinenza, o ad attività
lavorativa o ricreativa; aree naturalistiche vincolate, parchi
pubblici ed aree esterne destinate ad attività ricreative ed allo
svolgimento della vita sociale della collettività; aree territoriali
edificabili già individuate dai piani regolatori generali e loro
varianti generali, vigenti al momento della presentazione dei progetti
di massima relativi alla costruzione delle infrastrutture di cui
all’articolo 2, comma 2, lettera B, ovvero vigenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto per le infrastrutture di cui
all’articolo 2, comma 2, lettera A;
m) centro abitato: insieme di edifici, delimitato lungo le vie
d’accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di
edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato
da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di
venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari
o pedonali sulla strada, secondo quanto disposto dall’articolo 3 del
decreto legislativo n. 285 del 1992 e successive modificazioni;
n) ascia di pertinenza acustica: striscia di terreno misurata in
proiezione orizzontale, per ciascun lato dell’infrastruttura, a
partire dal confine stradale, per la quale il presente decreto
stabilisce i limiti di immissione del rumore.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto
dall’amininistrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle
leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e
sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con
D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti. Note alle premesse:
– L’art. 87, quinto comma, della Costituzione conferisce al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi ed
emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
– L’art. 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, recante: «Legge
quadro sull’inquinamento acustico, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
30 ottobre 1995, n. 254, S.O., è il seguente:
«Art. 11 (Regolamenti di esecuzione). – 1. Entro un anno dalla data di
entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente
della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell’ambiente di concerto, secondo le materie di
rispettiva competenza con i Ministri della sanità, dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, dei trasporti e della navigazione, dei
lavori pubblici e della difesa, sono emanati regolamenti di
esecuzione, distinti per sorgente sonora relativamente alla disciplina
dell’inquinamento acustico avente origine dal traffico veicolare,
ferroviario, marittimo ed aereo, avvalendosi anche del contributo
tecnico-scientifico degli enti gestori dci suddetti servizi, dagli
autodromi, dalle piste motoristiche di prova e per attività sportive,
da natanti, da imbarcazioni di qualsiasi natura, nonché dalle nuove
localizzazioni aeroportuali.
2. I regolamenti di cui al comma 1 devono essere armonizzati con le
direttive dell’Unione europea recepite dallo Stato italiano.
3. La prevenzione e il contenimento acustico nelle aree esclusivamente
interessate da installazioni militari e nelle attività delle Forze
armate sono definiti mediante specifici accordi dai comitati misti
paritetici di cui all’art. 3 della legge 24 dicembre 1976, n. 898, e
successive modificazioni.».
– L’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante:
«Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12
settembre 1988, n. 214, S.O., è il seguente:
«1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione
del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato
che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonché dei
regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei decreti legislativi
recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie
riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti
aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque
riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni
pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge;
e) (lettera soppressa).
– Il decreto legislativo 30 aprile 199…

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