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Ulteriori disposizioni urgenti in relazione all'attività di smaltimen...

Ulteriori disposizioni urgenti in relazione all'attività di smaltimento, in condizioni di massima sicurezza, dei materiali radioattivi dislocati nelle centrali nucleari e nei siti di stoccaggio, situati nel territorio delle regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Basilicata, nell'ambito delle iniziative da assumere per la tutela dell'interesse essenziale della sicurezza dello Stato.
Ordinanza

  G.U. del 14/05/2004 n.112
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MlNISTRI
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l’art. 107, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente
la proroga della dichiarazione di stato di emergenza in relazione
all’attività di smaltimento dei rifiuti radioattivi dislocati nei
territori delle regioni Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Basilicata e
Piemonte;
Vista l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.
3267/2003, recante «Disposizioni urgenti in relazione all’attività
di smaltimento, in condizioni di massima sicurezza, dei materiali
radioattivi dislocati nelle centrali nucleari e nei siti di stoccaggio
situati sul territorio delle regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio,
Basilicata e Campania, nell’ambito delle iniziative da assumere per la
tutela dell’interesse essenziale della sicurezza dello Stato»;
Visto il decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, recante
«Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio,
in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi»;
Considerato che il citato decreto-legge attribuisce ad un commissario
straordinario di nomina governativa il compito di porre in essere ogni
azione finalizzata alla sistemazione in sicurezza, presso un deposito
nazionale di prossima individuazione, dei rifiuti radioattivi, anche
derivanti dalla dismissione delle centrali elettronucleari e degli
impianti di ricerca e di fabbricazione del combustibile, e che,
pertanto, non sussistono più le ragioni in forza delle quali si era
proceduto alla previsione delle summenzionate iniziative nell’ambito
dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.
3267/2003;
Considerato che sono tuttora in corso gli interventi di natura
emergenziale, necessari a garantire la messa in sicurezza nucleare e
fisica dei predetti rifiuti radioattivi;
Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri; Dispone: Art. 1.
1. Al fine di consentire il pieno assolvimento delle attività
finalizzate alla messa in sicurezza dei materiali radioattivi di cui
all’ordinanza n. 3267/2003 è autorizzato, anche mediante l’uso
dello strumento convenzionale, in applicazione dell’art. 17 del
decreto legislativo n. 257/2003, il trasferimento alla società SOGIN
del ramo d’azienda nella titolarità di ENEA concernente gli impianti
di ricerca del ciclo del combustibile nucleare ivi compresi i relativi
rapporti di lavoro del personale dell’ente, sempreché intervenga il
consenso dei lavoratori interessati, le licenze e le autorizzazioni,
nonché i correlati rapporti giuridici attivi e passivi. Art. 2.
1. Il commissario delegato opera riferendo mensilmente alle
regioni interessate ed al Dipartimento della protezione civile in
ordine alle iniziative intraprese per il superamento dell’emergenza,
nonché comunicando, al fine di garantire la massima trasparenza delle
azioni commissariali, trimestralmente le predette iniziative al tavolo
della trasparenza, costituito presso le regioni Piemonte,
Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Basilicata. Art.
3.
1. Il comma 6 dell’art. 1 dell’ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3267/2003 è abrogato.
2. All’art. 1, comma 3 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3267/2003 il secondo periodo è abrogato e così
sostituito: «La predetta commissione è composta da dodici membri
aventi elevata e comprovata autorevolezza scientifica, di cui tre
nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, uno dal Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio, uno dal Ministro della
salute, uno dal Ministro delle attività produttive, uno dalla
Conferenza Stato-regioni ed uno per ciascuna delle regioni di cui ai
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri citati in premessa».
3. All’art. 1, comma 3 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3267/2003 dopo le parole «di cui alla presente
ordinanza,» sono aggiunte le seguenti «di previa valutazione e
validazione, ai fini dell’approvazione di cui al successivo comma 5,
dei piani di cui al comma 1, nonche».

Art. 4.
1. Per le occupazioni d’urgenza e per le eventuali
espropriazioni delle aree occorrenti per l’esecuzione delle opere e
degli interventi di cui alla presente ordinanza, relativi alla messa
in sicurezza fisica delle centrali e degli impianti, il commissario
delegato provvede, d’intesa con le regioni territorialmente
competenti, all’emissione del provvedimento di occupazione d’urgenza
prescindendo da ogni altro adempimento, nonché alla redazione dello
stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei
suoli, anche con la sola presenza di due testimoni. Art. 5.
1. Al fine di assicurare la massima celerità per l’attuazione
delle iniziative finalizzate al superamento della situazione
emergenziale, il commissario delegato, ove ritenuto necessario e nel
rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, è
autorizzato a derogare alle seguenti disposizioni di legge:
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e
successive modifiche, articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 16, 17, 18, 20,
21, 22, 22-bis, 23, 24 e 54;
decreto legislativo n. 257/2003, art. 16. Art. 6.
1. Al fine di assicurare il rispetto dei termini di scadenza
della situazione emergenziale di cui alla presente ordinanza il
commissario delegato predispone entro trenta giorni dalla data di
pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, i cronoprogrammi delle attività da porre in
essere, articolati in relazione alle diverse tipologie d’azione e
cadenzati per trimestri successivi. Entro trenta giorni dalla scadenza
di ciascun trimestre, il commissario medesimo comunica al Dipartimento
della protezione civile lo stato di avanzamento dei programmi,
evidenziando e motivando gli eventuali scostamenti e indicando le
misure che si intendono adottare per ricondurre la realizzazione degli
interventi ai tempi stabiliti dai cronoprogrammi.
2. In relazione alle esigenze derivanti dalle disposizioni di cui al
comma 1 il Capo del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri si avvale, per l’esame e per la
valutazione dei documenti di cui al citato comma 1, nonché per
l’individuazione delle iniziative ritenute utili per il conseguimento
degli obiettivi ivi indicati, della struttura di cui all’art. 5
dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 marzo
2003, n. 3267.
La presente ordinanza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

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