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relativo al miglioramento della sicurezza delle navi e degli impianti portuali.
Regolamento del Consiglio

  G.U.U.E. del 29/04/2004 n.L 129
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
particolare l’articolo 80, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, previa
consultazione del Comitato delle regioni, deliberando secondo la
procedura di cui all’articolo 251 del trattato,
considerando quanto segue:
(1) Le azioni illecite intenzionali e, segnatamente, il terrorismo
sono fra le minacce più gravi per gli ideali di democrazia e di
libertà ed i valori di pace che rappresentano l’essenza dell’Unione
europea.
(2) È opportuno garantire in permanenza la sicurezza dei trasporti
marittimi della Comunità europea, quella dei cittadini che fanno uso
di detti trasporti, nonché la sicurezza dell’ambiente dinanzi alla
minaccia di azioni illecite intenzionali, come gli atti di terrorismo,
gli atti di pirateria o altri atti dello stesso tipo.
(3) Nel trasporto di merci contenenti sostanze particolarmente
pericolose, come le sostanze chimiche e radioattive, i pericoli
causati da azioni illecite intenzionali possono avere gravi
conseguenze per i cittadini e per l’ambiente dell’Unione.
(4) La Conferenza diplomatica dell’Organizzazione marittima
internazionale (IMO) ha adottato, il 12 dicembre 2002, alcuni
emendamenti alla Convenzione internazionale del 1974 per la
salvaguardia della vita umana in mare (Convenzione SOLAS), nonché un
Codice internazionale per la sicurezza delle navi e degli impianti
portuali (Codice ISPS). Questi strumenti, che sono intesi a migliorare
la sicurezza delle navi adibite al commercio internazionale e dei
relativi impianti portuali, comprendono disposizioni di natura
obbligatoria, di alcune delle
quali dovrà essere precisata l’efficacia nella Comunità e disposizioni
con valore di raccomandazione, alcune delle quali dovranno essere rese
obbligatorie all’interno della Comunità.
(5) Ferma restando la normativa degli Stati membri nel settore della
sicurezza nazionale e delle misure che possono essere adottate sulla
base del titolo VI del trattato sull’Unione europea, è opportuno che
il conseguimento dell’obiettivo di sicurezza di cui al considerando n.
2 avvenga tramite l’adozione di misure idonee nel settore della
politica del trasporto marittimo, definendo norme comuni relative
all’interpretazione, all’applicazione ed al controllo all’interno
della Comunità delle disposizioni adottate dalla Conferenza
diplomatica dell’IMO il 12 dicembre 2002. Per l’adozione delle
modalità di applicazione dettagliate è opportuno delegare
alla Commissione le necessarie competenze di esecuzione.
(6) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva
i principi riconosciuti, in particolare dalla Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione europea.
(7) La sicurezza dovrebbe essere rafforzata non solo per le navi
adibite al traffico marittimo internazionale e per gli impianti
portuali che ad esse forniscono servizi, ma anche per le navi che
effettuano servizi di linea in traffico nazionale in seno alla
Comunità e per i relativi impianti portuali; in particolare dovrebbe
essere rafforzata la sicurezza delle navi passeggeri a motivo
dell’elevato numero di vite umane che questo tipo di traffico espone a
rischi.
(8) La parte B del Codice ISPS contiene una serie di raccomandazioni
la cui applicazione dovrebbe essere resa obbligatoria all’interno
della Comunità per concorrere in modo più omogeneo al conseguimento
dell’obbiettivo di sicurezza descritto al considerando n. 2.
(9) Per contribuire alla realizzazione dell’obiettivo riconosciuto e
necessario di promuovere il traffico marittimo intracomunitario a
corto raggio, è opportuno che gli Stati membri vengano invitati a
concludere, in relazione alla Regola 11 delle misure speciali per
migliorare la sicurezza marittima della Convenzione SOLAS, gli accordi
riguardanti le disposizioni in materia di sicurezza per il traffico
marittimo intracomunitario di linea su
rotte fisse che fanno uso di impianti portuali associati specifici,
senza per questo compromettere il livello generale di sicurezza
auspicato.
(10) Per gli impianti portuali situati in porti che solo
occasionalmente forniscono servizi al traffico marittimo
internazionale potrebbe risultare non proporzionato applicare in via
permanente il complesso di regole di sicurezza previste dal presente
regolamento. Gli Stati membri dovrebbero determinare, in base alle
valutazioni di sicurezza che effettueranno, i porti interessati e le
misure alternative atte a garantire un livello di protezione
adeguato.
(11) Gli Stati membri dovrebbero sottoporre ad un attento controllo
dell’osservanza delle norme di sicurezza le navi di qualunque origine
che intendono entrare in un porto della Comunità. Lo Stato membro
interessato dovrebbe designare una «autorità competente per la
sicurezza
marittima» incaricata di coordinare, attuare e controllare
l’applicazione delle misure di sicurezza prescritte dal presente
regolamento in relazione alle navi ed agli impianti portuali. Tale
autorità dovrebbe esigere da ogni
nave che chieda di entrare in un porto di fornire anticipatamente le
informazioni riguardanti il suo certificato internazionale di
sicurezza ed i livelli di sicurezza ai quali sta operando ed ha in
precedenza operato, come pure qualunque altra informazione pratica
relativa alla sicurezza.
(12) È opportuno prevedere la possibilità che gli Stati membri
concedano deroghe all’obbligo sistematico di fornire le informazioni
di cui al considerando n. 11 per i servizi marittimi intracomunitari o
nazionali di linea, sempre che tali informazioni possano essere
fornite in qualsiasimomento dalle società di navigazione che
effettuano tali servizi a richiesta delle autorità competenti degli
Stati membri.
(13) I controlli di sicurezza nel porto possono essere effettuati
dalle autorità competenti per la sicurezza marittima degli Stati
membri, ma anche, per quanto concerne i certificati internazionali di
sicurezza, dagli ispettori che operano ai fini del controllo da parte
dello Stato di approdo, quale previsto dalla direttiva 95/21/CE del
Consiglio, del 19 giugno 1995 relativa all’attuazione di norme
internazionali per la sicurezza delle navi, la
prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a
bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano
nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri (controllo dello
Stato di approdo) (1). Occorre quindi prevedere la complementarità
delle autorità qui richiamate qualora tali operazioni non vengano
compiute dalla stessa autorità.
(14) Stante l’esistenza di una pluralità di soggetti competenti per
l’applicazione delle misure di sicurezza, ciascuno Stato membro
dovrebbe designare un’unica autorità competente responsabile del
coordinamento e del controllo, a livello nazionale, dell’applicazione
delle misure di sicurezza del trasporto marittimo. Gli Stati membri
dovrebbero predisporre i mezzi necessari ed elaborare un piano
nazionale per l’applicazione del presente regolamento allo scopo di
conseguire l’obiettivo di sicurezza descritto al considerando n. 2, in
particolare attraverso un calendario di applicazione anticipata di
talune misure, secondo le indicazioni della risoluzione 6 adottata il
12 dicembre 2002 dalla Conferenza diplomatica dell’IMO. È necessario
che l’efficacia dei controlli sull’applicazione di ciascun sistema
nazionale sia oggetto di ispezioni effettuate sotto la supervisione
della Commissione.
(15) L’applicazione effettiva ed uniforme delle misure di tale
politica solleva importanti questioni connesse agli aspetti del suo
finanziamento. Il finanziamento di talune misure addizionali di
sicurezza non deve portare a distorsioni della concorrenza. Al
riguardo, la Commissione dovrebbe avviare immediatamente uno studio
(dedicato in particolare alla ripartizione del finanziamento tra le
autorità pubbliche e gli operatori, fatta salva la ripartizione delle
competenze tra gli Stati membri e la Comunità europea) e sottoporre al
Parlamento europeo e al Consiglio i risultati e le eventuali proposte,
se opportuno.
(16) Le misure necessarie per l’attuazione del presente regolamento
sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28
giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di
esecuzione conferite alla Commissione. A tal fine occorre costituire
una procedura di adeguamento del presente regolamento alla luce
dell’esperienza acquisita, per conferire carattere cogente ad
ulteriori disposizioni della parte B del Codice ISPS diverse da quelle
che il presente regolamento rende fin da ora obbligatorie.
(17) Poiché gli scopi del presente regolamento, ossia l’introduzione e
l’applicazione di misure utili nel settore della politica dei
trasporti marittimi, non possono essere realizzati in misura
sufficiente dagli Stati membri e
possono dunque, a causa della dimensione europea del presente
regolamento, essere realizzati meglio a livello comunitario, la
Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito
dall’articolo 5 del trattato.
Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire
tali scopi, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato
nello stesso articolo,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1
Obiettivi

1. Il presente regolamento ha, come obiettivo principale,
l’introduzione e l’applicazione delle misure comunitarie finalizzate a
migliorare la sicurezza delle navi adibite al commercio internazionale
ed al traffico nazionale, nonché dei relativi impianti portuali,
contro le minacce di azioni illecite intenzionali.
2. Il regolamento intende inoltre fornire una base per
l’interpretazione e l’applicazione armonizzate e per il controllo
comunitario dell…

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