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Meccanismo per monitorare le emissioni di gas a effetto serra nella Co...

Meccanismo per monitorare le emissioni di gas a effetto serra nella Comunità e per attuare il protocollo di Kyoto
Decisione del Consiglio CE

  G.U.U.E. del 19/02/2004 n.49 IL PARLAMENTO
EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità
europea, in particolare l’articolo 175, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,
previa consultazione del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato,
considerando quanto segue:

La decisione 93/389/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1993, su un
meccanismo di controllo delle emissioni di CO2 e di altri gas ad
effetto serra nella Comunità istituiva un meccanismo per monitorare le
emissioni di gas a effetto serra di origine antropica e per valutare i
progressi realizzati nell’adempimento degli impegni assunti riguardo a
tali emissioni. Per tener conto degli sviluppi avvenuti a livello
internazionale e per motivi di chiarezza è opportuno sostituire la
suddetta decisione.
L’obiettivo ultimo della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui
cambiamenti climatici (in prosieguo: convenzione UNFCCC), approvata
dalla decisione 94/69/CE del Consiglio, è quello di stabilizzare le
concentrazioni dei gas a effetto serra nell’atmosfera ad un livello
tale da impedire pericolose interferenze di origine antropica con il
sistema climatico.
La convenzione UNFCCC impegna la Comunità e i suoi Stati membri a
elaborare, aggiornare periodicamente, pubblicare e riferire alla
Conferenza delle parti gli inventari nazionali delle emissioni di
origine antropica dalle fonti e dell’assorbimento tramite pozzi di
tutti i gas a effetto serra non inclusi nel protocollo di Montreal
sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (di seguito “gas a
effetto serra”), applicando metodologie comparabili stabilite di
comune accordo dalla Conferenza delle parti.
Sono necessari un monitoraggio completo e una regolare valutazione
delle emissioni comunitarie di gas a effetto serra. Bisogna che le
misure adottate dalla Comunità e dai suoi Stati membri sulla politica
in materia di cambiamento climatico siano anch’esse analizzate
tempestivamente.
Una comunicazione tempestiva e accurata di informazioni a norma della
presente direttiva permetterebbe una pronta determinazione dei livelli
di emissione a norma della decisione 2002/358/CE del Consiglio, del 25
aprile 2002, riguardante l’approvazione, a nome della Comunità
europea, del protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro
delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l’adempimento
congiunto dei relativi impegni(5) e consentirebbe così un tempestivo
accertamento dell’ammissibilità a partecipare ai meccanismi di
flessibilità del protocollo di Kyoto.
La convenzione UNFCC impegna tutte le parti a formulare, attuare,
pubblicare e aggiornare regolarmente i programmi nazionali e, se del
caso, regionali, che stabiliscono misure intese a mitigare i
cambiamenti climatici rivolgendo l’attenzione alle emissioni di
origine antropica delle fonti e all’assorbimento di tutti i gas a
effetto serra tramite pozzi di assorbimento.
Il protocollo di Kyoto alla convenzione UNFCCC è stato approvato con
la decisione 2002/358/CE. Ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, del
protocollo di Kyoto, ogni parte del protocollo di Kyoto inclusa
nell’allegato I della convenzione UNFCCC deve aver ottenuto, per il
2005, progressi dimostrabili nell’adempimento degli impegni assunti a
titolo del protocollo.
Conformemente alla parte II, sezione A, dell’allegato alla decisione
19/CP. 7 della Conferenza delle parti, ogni parte del protocollo di
Kyoto inclusa nell’allegato I della convenzione UNFCCC è tenuta a
istituire e conservare un registro nazionale per garantire che vengano
accuratamente contabilizzate le unità di riduzione delle emissioni, le
riduzioni delle emissioni certificate, le quantità assegnate e le
unità di assorbimento rilasciate, detenute, cedute soppresse o
ritirate.
Conformemente alla decisione 19/CP.7, le unità di riduzione delle
emissioni, la riduzione delle emissioni certificate, le quantità
assegnate e le unità di assorbimento dovrebbero essere considerate in
un solo conto in un determinato momento.
Il registro della Comunità può essere utilizzato per iscrivere le
unità di riduzione delle emissioni e la riduzione delle emissioni
certificate generate da progetti finanziati dalla Comunità, fornendo
così uno stimolo per azioni comunitarie nei paesi terzi per affrontare
in modo più ampio i cambiamenti climatici e può essere detenuto in un
sistema consolidato unitamente ai registri degli Stati membri.
L’acquisto e l’utilizzazione delle unità di riduzione delle emissioni
e la riduzione delle emissioni certificate da parte della Comunità
dovrebbero essere soggetti a ulteriori norme da adottarsi da parte del
Parlamento europeo e dal Consiglio su proposta della Commissione.
La Comunità e gli Stati membri hanno l’obbligo, a norma della
decisione 2002/358/CE, di adottare le misure necessarie per rispettare
i loro livelli di emissione stabiliti a norma di tale decisione. Le
disposizioni concernenti l’utilizzazione delle unità di riduzione
delle emissioni e la riduzione delle emissioni certificate iscritte
nel registro comunitario dovrebbero tenere conto delle responsabilità
degli Stati membri in materia di rispetto dei propri impegni a norma
della decisione 2002/358/CE.
La Comunità e gli Stati membri si sono avvalsi dell’articolo 4 del
protocollo di Kyoto, che consente alle parti di adempiere
congiuntamente agli obblighi di limitazione e riduzione delle
emissioni. È pertanto opportuno garantire una cooperazione e un
coordinamento efficaci riguardo agli obblighi assunti in base alla
presente decisione compresa la compilazione dell’inventario
comunitario dei gas a effetto serra, la valutazione dei progressi
realizzati, la preparazione dei rapporti, oltre che il riesame e le
procedure di conformità che consentono alla Comunità di adempiere ai
propri obblighi di comunicazione delle informazioni previsti dal
protocollo di Kyoto, come stabilito negli accordi politici e nelle
decisioni giuridiche adottati alla settima Conferenza delle parti
della convenzione UNFCCC tenutasi a Marrakech (in prosieguo: “gli
accordi di Marrakech”).
La Comunità e gli Stati membri sono parti contraenti della convenzione
UNFCCC e del protocollo di Kyoto e sono entrambi responsabili, a norma
di tali atti, in merito alla comunicazione, fissazione e supervisione
delle quote loro assegnate e alla conferma e mantenimento della loro
ammissibilità a partecipare ai meccanismi del protocollo di Kyoto.
Conformemente alla decisione 19/CP.7, ogni parte inclusa nell’allegato
I della convenzione UNFCCC dovrebbe emettere una parte di quantità
assegnate equivalente all’importo ad essa assegnato nel registro
nazionale, corrispondente ai suoi livelli di emissione determinati a
norma della decisione 2002/358/CE e del protocollo di Kyoto.
A norma della decisione 2002/358/CE, la Comunità non stabilirà
quantità assegnate.
L’Agenzia europea dell’ambiente assiste la Commissione, ove opportuno,
con le attività di monitoraggio, in particolare nell’ambito del
sistema dell’inventario comunitario e con le analisi effettuate dalla
Commissione sui progressi compiuti verso il rispetto degli impegni
assunti in base alla convenzione UNFCCC e al protocollo di Kyoto.
Alla luce del ruolo svolto dall’Agenzia europea dell’ambiente nella
compilazione dell’inventario comunitario annuale, sarebbe opportuno
che gli Stati membri organizzino i propri sistemi nazionali in modo da
agevolare i compiti dell’Agenzia.
Poiché gli scopi dell’azione proposta, in particolare la conformità
agli impegni che la Comunità si è assunta nell’ambito del protocollo
di Kyoto, e soprattutto gli obblighi di monitoraggio e comunicazione
dei dati ivi previsti, non possono essere realizzati in misura
sufficiente dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati
meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al
principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. La
presente decisione si limita a quanto è necessario per conseguire tali
scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello
stesso articolo.
Le misure necessarie per l’attuazione della presente decisione sono
adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno
1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione
conferite alla Commissione,HANNO ADOTTATO LA
PRESENTE DECISIONE:Articolo 1- Oggetto
La presente decisione istituisce un meccanismo per:

a) monitorare tutte le emissioni di origine antropica dalle fonti e
l’assorbimento tramite pozzi di assorbimento dei gas a effetto serra
non inclusi nel protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo
strato di ozono negli Stati membri;

b) valutare i progressi compiuti nell’adempimento degli impegni
assunti riguardo a tali emissioni dalle fonti e all’assorbimento
tramite pozzi;

c) attuare la convenzione UNFCCC e il protocollo di Kyoto, per quanto
riguarda i programmi nazionali, gli inventari dei gas a effetto serra,
i sistemi nazionali e i registri della Comunità e degli Stati membri,
nonché le procedure a tale riguardo previste dal protocollo di Kyoto;
e

d) garantire che le informazioni comunicate dalla Comunità e dagli
Stati membri al segretariato dell’UNFCCC siano tempestive, complete,
precise, coerenti, comparabili e trasparenti.
Articolo 2
Programmi nazionali e programma comunitario
1. Gli Stati membri e la Commissione elaborano e attuano
rispettivamente programmi nazionali ed un programma comunitario al
fine di contribuire:

a) all’adempimento, da parte della Comunità e degli Stati membri,
degli obblighi relativi alla limitazione e/o riduzione delle emissioni
di tutti i gas a effetto serra stabiliti dalla convenzione UNFCCC e
dal protocollo di Kyoto; e

b) al monitoraggio trasparente ed accur…

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