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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 novembre...

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, recante disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi.
Decreto Legge

Nota: Testo convertito in legge con modificazioni dalla
legge n. 368 del 24 dicembre 2003. IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Considerata la straordinaria necessità ed urgenza di assumere
iniziative per l’immediata sistemazione in sicurezza dei rifiuti
radioattivi presenti sul territorio nazionale, nonché per la loro
raccolta, smaltimento e stoccaggio in condizioni di massima sicurezza
e tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini;
Ritenuto che l’attuale situazione di rischio derivante dalla presenza
sul territorio nazionale di tali rifiuti radioattivi è caratterizzata
da profili di maggiore gravità in relazione alla diffusa crisi
internazionale, che richiede l’urgente realizzazione di iniziative di
carattere straordinario al fine di tutelare l’interesse nazionale
della sicurezza dello Stato;
Visto il Documento approvato a conclusione dell’indagine conoscitiva
dalla Commissione ambiente della Camera dei deputati nella seduta del
13 marzo 2003;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 13 novembre 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro
dell’interno, del Ministro della difesa, del Ministro delle attività
produttive e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il
Ministro della salute e con il Ministro per gli affari regionali; E m a n a
il seguente decreto-legge: Art. 1
Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (*) 1. La
sistemazione in sicurezza dei rifiuti radioattivi, come definiti
dall’articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
230, degli elementi di combustibile irraggiati e dei materiali
nucleari, ivi inclusi quelli rinvenienti dalla disattivazione delle
centrali elettronucleari e degli impianti di ricerca e di
fabbricazione del combustibile, dismessi nel rispetto delle condizioni
di sicurezza e di protezione della salute umana e dell’ambiente
previste dal citato decreto legislativo n. 230 del 1995, è
effettuata presso il Deposito nazionale, riservato ai soli rifiuti di
III categoria, che costituisce opera di difesa militare di proprietà
dello Stato. Il sito, in relazione alle caratteristiche
geomorfologiche del terreno, è individuato entro un anno dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dal
Commissario straordinario di cui all’articolo 2, sentita la
Commissione istituita ai sensi del medesimo articolo 2, previa intesa
in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Qualora l’intesa non sia raggiunta entro il termine di cui al periodo
precedente, l’individuazione definitiva del sito è adottata con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri.
2. La Società gestione impianti nucleari (SOGIN S.p.a.), nel rispetto
di quanto previsto dall’articolo 2 in ordine alle modalità di
attuazione degli interventi, provvede alla realizzazione del Deposito
nazionale dei rifiuti radioattivi di cui al comma 1, opera di pubblica
utilità, dichiarata indifferibile ed urgente, che dovrà essere
completata entro e non oltre il 31 dicembre 2008.
3. Per la progettazione e la costruzione del Deposito nazionale di cui
al comma 1, ivi incluse le procedure espropriative, sono utilizzate le
procedure speciali di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e
successive modificazioni, e al decreto legislativo 20 agosto 2002, n.
190. Le infrastrutture tecnologiche per la gestione in sicurezza dei
rifiuti radioattivi sono integrate da altre strutture finalizzate a
servizi di alta tecnologia ed alla promozione dello sviluppo del
territorio.
4. La validazione del sito, l’esproprio delle aree, la progettazione e
la costruzione del Deposito nazionale di cui al comma 1 e le attività
di supporto di cui all’articolo 3 sono finanziate dalla SOGIN S.p.a.
attraverso i prezzi o le tariffe di conferimento dei rifiuti
radioattivi al Deposito nazionale. La gestione definitiva dello stesso
è affidata in concessione.
4-bis la validazione del sito è effettuata, entro un anno dalla data
di individuazione del sito medesimo, dal Consiglio dei Ministri, sulla
base degli studi effettuati dalla Commissione istituita ai sensi
dell’articolo 2, comma 3, previo parere dell’Agenzia per la protezione
dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT), del Consiglio nazionale
delle ricerche (CNR) e dall’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e
l’ambiente (ENEA).
Nota:
(*) Articolo modificato ai sensi della legge di conversione n. 368
del 24 dicembre 2003. Riferimenti normativi:
– Il comma 3, dell’art. 4, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
230, recante attuazione delle direttive 89/618/Euratom,
90/641/Euratom, 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni
ionizzanti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 giugno 1995, n. 136
(supplemento ordinario) è il seguente:
«3. Inoltre, si intende per:
a) medico autorizzato: medico responsabile della sorveglianza medica
dei lavoratori esposti, la cui qualificazione e specializzazione sono
riconosciute secondo le procedure e le modalità stabilite nel presente
decreto;
b) minerale: qualsiasi minerale contenente, con tassi di
concentrazione media definita dal Consiglio delle Comunità europee,
sostanze che permettano di ottenere attraverso trattamenti chimici e
fisici appropriati le materie grezze;
c) persone del pubblico: individui della popolazione, esclusi i
lavoratori, gli apprendisti e gli studenti esposti in ragione della
loro attività e gli individui durante l’esposizione di cui all’art. 2,
comma 5, lettere a) e b);
d) popolazione nel suo insieme: l’intera popolazione, ossia i
lavoratori esposti, gli apprendisti, gli studenti e le persone del
pubblico;
e) pratica: attività umana che e suscettibile di aumentare
l’esposizione degli individui alle radiazioni provenienti da una
sorgente artificiale, o da una sorgente naturale di radiazioni, nel
caso in cui radionuclidi naturali siano trattati per le loro proprietà
radioattive, fissili o fertili, o da quelle sorgenti naturali di
radiazioni che divengono soggette a disposizioni del presente decreto
ai sensi del capo III-bis. Sono escluse le esposizioni dovute ad
interventi di emergenza;
f) radiazioni ionizzanti o radiazioni: trasferimento di energia in
forma di particelle o onde elettromagnetiche con lunghezza di onda non
superiore a 100 nm o con frequenza non minore di 3 1015 Hz in grado di
produrre ioni direttamente o indirettamente;
g) riciclo: la cessione deliberata di materiali a soggetti al di fuori
dell’esercizio di pratiche di cui ai capi IV, VI e VII, al fine del
reimpiego dei materiali stessi attraverso lavorazioni;
h) riutilizzazione: la cessione deliberata di materiali ai soggetti di
cui alla lettera g) al fine del loro reimpiego diretto, senza
lavorazioni;
i) rifiuti radioattivi: qualsiasi materia radiattiva, ancorché
contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, di cui non è
previsto il riciclo o la riutilizzazione;
l) servizio riconosciuto di dosimetria individuale:
struttura riconosciuta idonea alle rilevazioni delle letture dei
dispositivi di sorveglianza dosimetrica individuale, o alla
misurazione della radioattività nel corpo umano o nei campioni
biologici. L’idoneità a svolgere tali funzioni è riconosciuta secondo
le procedure stabilite nel presente decreto;
m) sievert (Sv): nome speciale dell’unità di dose equivalente o di
dose efficace. Le dimensioni del sievert sono 1 kg-l quando la dose
equivalente o la dose efficace sono espresse in rem valgono le
seguenti relazioni:
1 rem = 10-(elevato a 2) Sv
1 Sv = 100 rem (9/b);
n) smaltimento: collocazione dei rifiuti, secondo modalità idonee, in
un deposito, o in un determinato sito, senza intenzione di
recuperarli;
o) smaltimento nell’ambiente: immissione pianificata di rifiuti
radioattivi nell’ambiente in condizioni controllate, entro limiti
autorizzati o stabiliti dal presente decreto:
p) sorgente artificiale: sorgente di radiazioni diversa dalle sorgente
naturale di radiazioni;
q) sorgente di radiazioni: apparecchio generatore di radiazioni
ionizzanti (macchina radiogena) o materia radioattiva, ancorchè
contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, dei quali, ai
fini della radioprotezione non si può trascurare l’attività, o la
concentrazione di radionuclidi o l’emissione di radiazioni;
r) sorgente naturale di radiazioni: sorgente di radiazioni ionizzanti
di origine naturale, sia terrestre che cosmica;
s) sorgente non sigillata: qualsiasi sorgente che non corrisponde alle
caratteristiche o ai requisiti della sorgente sigillata;
t) sorgente sigillata: sorgente formata da materie radioattive
solidamente incorporate in materie solide e di fatto inattive o
sigillate in un involucro inattivo che presenti una resistenza
sufficiente per evitare, in condizioni normali di impiego, dispersione
di materie radioattive superiore ai valori stabiliti dalle norme di
buona tecnica applicabili;
u) sorveglianza fisica: l’insieme dei dispositivi adottati, delle
valutazioni, delle misure e degli esami effettuati, delle indicazioni
fornite e dei provvedimenti formulati dall’esperto qualificato al fine
di garantire la protezione sanitaria dei lavoratori e della
popolazione;
v) sorveglianza medica: l’insieme delle visite mediche, delle indagini
specialistiche e di laboratorio, dei provvedimenti sanitari adottati
dal medico, al fine di garantire la protezione sanitaria dei
lavoratori esposti;
z) sostanza radioattiva: ogni specie chimica contenente uno o più
radionuclidi di cui, ai fini della radioprotezione, non si può
trascurare l’attività o la concentrazione».
– L’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante
«Definizione ed ampliamento delle attrib…

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