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Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.
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Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.
Legge

Art. 1Delega al Governo per la revisione della disciplina dei
servizi pubblici e privati per l’impiego, nonché in materia di
intermediazione e interposizione privata nella somministrazione di
lavoro1. Allo scopo di realizzare un sistema efficace e coerente di
strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del
lavoro e a migliorare le capacità di inserimento professionale
dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione,
con particolare riguardo alle donne e ai giovani, il Governo è
delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, sentito il Ministro per le pari opportunità
ed entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a
stabilire, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni in
materia di tutela e sicurezza del lavoro dalla legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3, e degli obiettivi indicati dagli orientamenti
annuali dell’Unione europea in materia di occupabilità, i
principi fondamentali in materia di disciplina dei servizi per
l’impiego, con particolare riferimento al sistema del collocamento,
pubblico e privato, e di somministrazione di manodopera. 2. La delega
è esercitata nel rispetto dei seguenti principi e criteri
direttivi:a) snellimento e semplificazione delle procedure di incontro
tra domanda e offerta di lavoro;b) modernizzazione e razionalizzazione
del sistema del collocamento pubblico, al fine di renderlo
maggiormente efficiente e competitivo, secondo una disciplina
incentrata su:1) rispetto delle competenze previste dalla legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, con particolare riferimento alle
competenze riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle
province autonome di Trento e di Bolzano;2) sostegno e sviluppo
dell’attività lavorativa femminile e giovanile, nonché
sostegno al reinserimento dei lavoratori anziani;3) abrogazione di
tutte le norme incompatibili con la nuova regolamentazione del
collocamento, ivi inclusa la legge 29 aprile 1949, n. 264, fermo
restando il regime di autorizzazione o accreditamento per gli
operatori privati ai sensi di quanto disposto dalla lettera l) e
stabilendo, in materia di collocamento pubblico, un nuovo apparato
sanzionatorio, con previsione di sanzioni amministrative per il
mancato adempimento degli obblighi di legge;4) mantenimento da parte
dello Stato delle competenze in materia di conduzione coordinata ed
integrata del sistema informativo lavoro;c) mantenimento da parte
dello Stato delle funzioni amministrative relative alla conciliazione
delle controversie di lavoro individuali e plurime, nonché alla
risoluzione delle controversie collettive di rilevanza
pluriregionale;d) mantenimento da parte dello Stato delle funzioni
amministrative relative alla vigilanza in materia di lavoro, alla
gestione dei flussi di entrata dei lavoratori non appartenenti
all’Unione europea, all’autorizzazione per attività lavorative
all’estero;e) mantenimento da parte delle province delle funzioni
amministrative attribuite dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n.
469;f) incentivazione delle forme di coordinamento e raccordo tra
operatori privati e operatori pubblici, ai fini di un migliore
funzionamento del mercato del lavoro, nel rispetto delle competenze
delle regioni e delle province;g) ridefinizione del regime del
trattamento dei dati relativi all’incontro tra domanda e offerta di
lavoro, nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, al fine di
evitare oneri aggiuntivi e ingiustificati rispetto alle esigenze di
monitoraggio statistico;prevenzione delle forme di esclusione sociale
e vigilanza sugli operatori, con previsione del divieto assoluto per
gli operatori privati e pubblici di qualsivoglia indagine o comunque
trattamento di dati ovvero di preselezione dei lavoratori, anche con
il loro consenso, in base all’affiliazione sindacale o politica, al
credo religioso, al sesso, all’orientamento sessuale, allo stato
matrimoniale, o di famiglia, o di gravidanza, nonché ad
eventuali controversie con i precedenti datori di lavoro. E’
altresì fatto divieto di raccogliere, memorizzare o diffondere
informazioni sui lavoratori che non siano strettamente attinenti alle
loro attitudini professionali e al loro inserimento lavorativo;h)
coordinamento delle disposizioni sull’incontro tra domanda e offerta
di lavoro con la disciplina in materia di lavoro dei cittadini non
comunitari, nel rispetto della normativa vigente in modo da prevenire
l’adozione di forme di lavoro irregolare, anche minorile, e sommerso e
al fine di semplificare le procedure di rilascio delle autorizzazioni
al lavoro;h) eliminazione del vincolo dell’oggetto sociale esclusivo
per le imprese di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo di cui
all’articolo 2 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e per i soggetti di
cui all’articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 23 dicembre
1997, n. 469, e successive modificazioni, garantendo un periodo
transitorio di graduale adeguamento per le società già
autorizzate;i) identificazione di un unico regime autorizzatorio o di
accreditamento per gli intermediari pubblici, con particolare
riferimento agli enti locali, e privati, che abbiano adeguati
requisiti giuridici e finanziari, differenziato in funzione del tipo
di attività svolta, comprensivo delle ipotesi di trasferimento
della autorizzazione e modulato in relazione alla natura giuridica
dell’intermediario, con particolare riferimento alle associazioni non
riconosciute ovvero a enti o organismi bilaterali costituiti da
associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro
comparativamente più rappresentative a livello nazionale o
territoriale, ai consulenti del lavoro di cui alla legge 11 gennaio
1979, n. 12, nonché alle università e agli istituti di
scuola secondaria di secondo grado, prevedendo, altresì, che
non vi siano oneri o spese a carico dei lavoratori, fatto salvo quanto
previsto dall’articolo 7 della Convenzione dell’Organizzazione
Internazionale del Lavoro (OIL) del 19 giugno 1997, n. 181, ratificata
dall’Italia in data 1º febbraio 2000;l) abrogazione della legge
23 ottobre 1960, n. 1369, e sua sostituzione con una nuova disciplina
basata sui seguenti criteri direttivi:1) autorizzazione della
somministrazione di manodopera, solo da parte dei soggetti
identificati ai sensi della lettera l);2) ammissibilità della
somministrazione di manodopera, anche a tempo indeterminato, in
presenza di ragioni di carattere tecnico, produttivo od organizzativo,
individuate dalla legge o dai contratti collettivi nazionali o
territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di
lavoro comparativamente più rappresentative;3) chiarificazione
dei criteri di distinzione tra appalto e interposizione, ridefinendo
contestualmente i casi di comando e distacco, nonché di
interposizione illecita laddove manchi una ragione tecnica,
organizzativa o produttiva ovvero si verifichi o possa verificarsi la
lesione di diritti inderogabili di legge o di contratto collettivo
applicato al prestatore di lavoro;4) garanzia del regime della
solidarietà tra fornitore e utilizzatore in caso di
somministrazione di lavoro altrui;5) trattamento assicurato ai
lavoratori coinvolti nell’attività di somministrazione di
manodopera non inferiore a quello a cui hanno diritto i dipendenti di
pari livello dell’impresa utilizzatrice;6) conferma del regime
sanzionatorio civilistico e penalistico previsto per i casi di
violazione della disciplina della mediazione privata nei rapporti di
lavoro, prevedendo altresì specifiche sanzioni penali per le
ipotesi di esercizio abusivo di intermediazione privata nonché
un regime sanzionatorio più incisivo nel caso di sfruttamento
del lavoro minorile;7) utilizzazione del meccanismo certificatorio di
cui all’articolo 5 ai fini della distinzione concreta tra
interposizione illecita e appalto genuino, sulla base di indici e
codici di comportamento elaborati in sede amministrativa che tengano
conto della rigorosa verifica della reale organizzazione dei mezzi e
dell’assunzione effettiva del rischio di impresa da parte
dell’appaltatore;m) attribuzione della facoltà ai gruppi di
impresa, individuati ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile
nonché ai sensi del decreto legislativo 2 aprile 2002, n. 74,
di delegare lo svolgimento degli adempimenti di cui all’articolo 1
della legge 11 gennaio 1979, n. 12, alla società capogruppo per
tutte le società controllate e collegate, ferma restando la
titolarità delle obbligazioni contrattuali e legislative in
capo alle singole società datrici di lavoro;o) abrogazione
espressa di tutte le normative, anche se non espressamente indicate
nelle lettere da a) a n), che sono direttamente o indirettamente
incompatibili con i decreti legislativi emanati ai sensi del presente
articolo;p) revisione del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 18,
che ha modificato l’articolo 2112 del codice civile in tema di
trasferimento d’azienda, al fine di armonizzarlo con la disciplina
contenuta nella presente delega, basata sui seguenti criteri
direttivi:1) completo adeguamento della disciplina vigente alla
normativa comunitaria, anche alla luce del necessario coordinamento
con la legge 1º marzo 2002, n. 39, che dispone il recepimento
della direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001,
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di
trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di
stabilimenti;2) previsione del requisito dell’a…

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