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Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri t...

Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dell'articolo 31, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109.
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisto l’articolo 87 della
Costituzione;Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e
successive modificazioni;Visto il decreto legislativo 19 novembre
1999, n. 528, ed in particolare l’articolo 22; Visto l’articolo 31,
comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109,e successive
modificazioni;Sentite le organizzazioni sindacali e imprenditoriali
maggiormenterappresentative;Visto il decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni;Visto l’articolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400;Vista la preliminare deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 settembre
2001;Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso
nella seduta del 31 gennaio 2002; Udito il parere del Consiglio di
Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi
nell’adunanza dell’11 novembre 2002; Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23 maggio 2003;
Sulla proposta dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali,
della salute, delle infrastrutture e dei trasporti e per le politiche
comunitarie; E m a n ail seguente regolamento:Capo I DISPOSIZIONI
GENERALIArt. 1.Definizioni e termini di efficacia1. Ai fini del
presente regolamento si intendono per:a) scelte progettuali ed
organizzative: insieme di scelte effettuate in fase di progettazione
dal progettista dell’opera in collaborazione con il coordinatore per
la progettazione, al fine di garantire l’eliminazione o la riduzione
al minimo dei rischi di lavoro. Le scelte progettuali sono effettuate
nel campo delle tecniche costruttive, dei materiali da impiegare e
delle tecnologie da adottare; le scelte organizzative sono effettuate
nel campo della pianificazione temporale e spaziale dei lavori; b)
procedure: le modalità e le sequenze stabilite per eseguire un
determinato lavoro od operazione; c) apprestamenti: le opere
provvisionali necessarie ai fini della tutela della salute e della
sicurezza dei lavoratori in cantiere; d) attrezzature: le attrezzature
di lavoro come definite all’articolo 34, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni; e) misure preventive e protettive: gli apprestamenti,
le attrezzature, le infrastrutture, i mezzi e servizi di protezione
collettiva, atti a prevenire il manifestarsi di situazioni di
pericolo, a proteggere i lavoratori da rischio di infortunio ed a
tutelare la loro salute; f) prescrizioni operative: le indicazioni
particolari di carattere temporale, comportamentale, organizzativo,
tecnico e procedurale, da rispettare durante le fasi critiche del
processo di costruzione, in relazione alla complessità
dell’opera da realizzare; g) cronoprogramma dei lavori: programma dei
lavori in cui sono indicate, in base alla complessità
dell’opera, le lavorazioni, le fasi e le sottofasi di lavoro, la loro
sequenza temporale e la loro durata; h) PSC: il piano di sicurezza e
di coordinamento di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 14
agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni; i) PSS: il piano di
sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento, di
cui all’articolo 31, comma 1-bis, lettera b), della legge 11 febbraio
1994, n. 109, e successive modificazioni; l) POS: il piano operativo
di sicurezza di cui all’articolo 2, comma 1, lettera f-ter), del
decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive
modificazioni, e all’articolo 31, comma 1-bis, lettera c), della legge
11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni; m) costi della
sicurezza: i costi indicati all’articolo 12 del decreto legislativo 14
agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni, nonché gli
oneri indicati all’articolo 31 della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
e successive modificazioni.2. Le disposizioni del presente decreto si
applicano nelle regioni e province autonome fino alla data di entrata
in vigore dellanormativa emanata dalle medesime regioni e province
autonome nelrispetto dei principi fondamentali posti in materia
dallalegislazione dello Stato.Capo II PIANO DI SICUREZZA E DI
COORDINAMENTOArt. 2Contenuti minimi1. Il PSC è specifico
per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta
fattibilità; i suoi contenuti sono il risultato di scelte
progettuali ed organizzative conformi alle prescrizioni dell’articolo
3 del decreto legislativo 19 settembre 199 4, n. 626, e successive
modificazioni. 2. Il PSC contiene almeno i seguenti elementi: a)
l’identificazione e la descrizione dell’opera, esplicitata con: 1)
l’indirizzo del cantiere; 2) la descrizione del contesto in cui
è collocata l’area dicantiere;3) una descrizione sintetica
dell’opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali,
architettoniche, strutturali e tecnologiche; b) l’individuazione dei
soggetti con compiti di sicurezza, esplicitata con l’indicazione dei
nominativi dell’eventuale responsabile dei lavori, del coordinatore
per la sicurezza in fase di progettazione e, qualora gia’ nominato,
del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura
dello stesso coordinatore per l’esecuzione con l’indicazione, prima
dell’inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro
delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi; c) una relazione
concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi
concreti in riferimento all’area ed all’organizzazione del cantiere,
alle lavorazioni ed alle loro interferenze; d) le scelte progettuali
ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive, in
riferimento: 1) all’area di cantiere, ai sensi dell’articolo 3, commi
1 e 4; 2) all’organizzazione del cantiere, ai sensi dell’articolo 3,
commi 2 e 4; 3) alle lavorazioni, ai sensi dell’articolo 3, commi 3 e
4; e) le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed
i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle
interferenze tra le lavorazioni, ai sensi dell’articolo 4, commi 1, 2
e 3; f) le misure di coordinamento relative all’uso comune da parte di
piu’ imprese e lavoratori autonomi, come scelta di pianificazione
lavori finalizzata alla sicurezza, di apprestamenti, attrezzature,
infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva di cui
all’articolo 4, commi 4 e 5; g) le modalità organizzative della
cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca
informazione, fra i datori di lavoro e tra questi ed i lavoratori
autonomi; h) l’organizzazione prevista per il servizio di pronto
soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui
il servizio di gestione delle emergenze è di tipo comune,
nonché nel caso di cui all’articolo 17, comma 4, del decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni; il PSC
contiene anche i riferimenti telefonici delle strutture previste sul
territorio al servizio del pronto soccorso e della prevenzione
incendi;i) la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro
e, quando la complessità dell’opera lo richieda, delle
sottofasi di lavoro, che costituiscono il cronoprogramma dei lavori,
nonché l’entità presunta del cantiere espressa in
uomini-giorno; l) la stima dei costi della sicurezza, ai sensi
dell’articolo 7. 3. Il coordinatore per la progettazione indica nel
PSC, ove la particolarità delle lavorazioni lo richieda, il
tipo di procedure complementari e di dettaglio al PSC stesso e
connesse alle scelte autonome dell’impresa esecutrice, da esplicitare
nel POS. 4. Il PSC è corredato da tavole esplicative di
progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno
una planimetria e, ove la particolarità dell’opera lo richieda,
un profilo alti metrico e una breve descrizione delle caratteristiche
idrogeologiche del terreno o il rinvio a specifica relazione se
già redatta. 5. L’elenco indicativo e non esauriente degli
elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC di
cui al comma 2, è riportato nell’allegato I.Art. 3.Contenuti
minimi del PSC in riferimento all’area di cantiere, all’organizzazione
del cantiere, alle lavorazioni 1. In riferimento all’area di cantiere,
il PSC contiene l’analisi degli elementi essenziali di cui
all’allegato II, in relazione: a) alle caratteristiche dell’area di
cantiere; b) all’eventuale presenza di fattori esterni che comportano
rischi per il cantiere;c) agli eventuali rischi che le lavorazioni di
cantiere possono comportare per l’area circostante. 2. In riferimento
all’organizzazione del cantiere il PSC contiene, in relazione alla
tipologia del cantiere, l’analisi oltre che degli elementi indicati
nell’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 14 agosto 1996, n.
494, e successive modificazioni, anche dei seguenti: a) le eventuali
modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali; b) la
dislocazione degli impianti di cantiere; c) la dislocazione delle zone
di carico e scarico; d) le zone di deposito attrezzature e di
stoccaggio materiali e dei rifiuti; e) le eventuali zone di deposito
dei materiali con pericolo d’incendio o di esplosione.3. In
riferimento alle lavorazioni, il coordinatore per la progettazione
suddivide le singole lavorazioni in fasi di lavoro e, quando la
complessità dell’opera lo richiede, in sottofasi di lavoro, ed
effettua l’analisi dei rischi presenti, facendo particolare attenzione
oltre che ai rischi connessi agli elementi indicati nell’articolo 12,
comma 1, del decreto legislativo n. 494 del 1996 e successive
modificazioni, anche ai seguenti: a) al rischio di investimento da
veicoli circolanti nell’area di cantiere; b) al rischio di
elettrocuzione; c) al rischio rumore; d) al rischio dall’uso d…

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