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che modifica la direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (Testo rilevante ai fini del SEE)
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto
il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 137, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione,
elaborata a seguito della consultazione delle parti sociali e del
comitato consultivo per la sicurezza, l’igiene e la tutela della
salute sul luogo di lavoro,visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo, previa consultazione del Comitato delle
regioni,deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del
trattato, considerando quanto segue:(1) Nelle conclusioni del 7 aprile
1998 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da
un’esposizione all’amianto il Consiglio ha invitato la Commissione a
presentare proposte di modifica della direttiva 83/477/CEE, tenuto
conto in particolare dell’interesse di ridefinire e adattare le misure
di protezione in funzione delle persone che sono ormai le più
esposte, in particolare i lavoratori addetti alla rimozione
dell’amianto e quelli occasionalmente esposti all’amianto durante i
lavori di manutenzione.(2) Alla luce delle suddette conclusioni, la
Commissione era stata inoltre invitata a presentare proposte di
modifica della direttiva 83/477/CEE tenendo conto degli studi
approfonditi sui limiti di esposizione al crisotilo e sui metodi di
misurazione del tenore di amianto nell’aria effettuati in base al
metodo adottato dall’Organizzazione mondiale della sanità
(OMS). Provvedimenti analoghi dovrebbero essere adottati per quanto
riguarda le fibre di sostituzione.(3) Nel parere sull’amianto il
Comitato economico e sociale ha chiesto alla Commissione di adottare
nuove misure per la riduzione dei rischi ai quali sono esposti i
lavoratori.(4) Il divieto di immissione sul mercato e di utilizzazione
di amianto crisotilo introdotto con la direttiva 76/769/CEE del
Consiglio, del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati
membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato
e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, con effetto
decorrente dal 1° gennaio 2005, contribuirà a una
sostanziale riduzione dell’esposizione dei lavoratori all’amianto.(5)
Tutti i lavoratori dovrebbero essere tutelati contro i rischi
derivanti dall’esposizione all’amianto e dovrebbero essere pertanto
soppresse le eccezioni previste per i settori marittimo e aereo.(6) Al
fine di garantire la chiarezza della definizione delle fibre, occorre
ridefinirle sia in termini mineralogici sia rispetto al loro numero
CAS (Chemical Abstract Service).(7) Fatte salve altre disposizioni
comunitarie in materia di commercializzazione e di utilizzazione
dell’amianto, una limitazione delle attività che comportano
un’esposizione all’amianto dovrebbe svolgere un ruolo molto importante
nella prevenzione delle malattie derivanti da tale esposizione.(8) Il
sistema di notifica delle attività comportanti un’esposizione
all’amianto dovrebbe essere adattato alle nuove situazioni di
lavoro.(9) È importante escludere le attività che
espongono i lavoratori alle fibre di amianto durante l’estrazione
dell’amianto, la fabbricazione e la lavorazione di prodotti a base di
amianto o la fabbricazione e la lavorazione di prodotti contenenti
fibre d’amianto aggiunte deliberatamente, tenuto conto che il livello
d’esposizione delle tesse è elevato e difficile da
prevenire.(10) Tenuto conto delle conoscenze tecniche più
recenti, occorre meglio definire la metodologia di prelievo dei
campioni per la misurazione del tenore di amianto nell’aria,
nonché il metodo di conteggio delle fibre.(11) Anche se non
è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione
al di sotto del quale l’amianto non comporta rischi di cancro,
è opportuno ridurre i valori limite di esposizione
professionale all’amianto.(12) È opportuno che i datori di
lavoro siano tenuti a individuare, prima della realizzazione del
progetto di rimozione dell’amianto, la presenza o l’eventuale presenza
di amianto negli edifici o negli impianti e a darne comunicazione alle
altre persone che possono essere esposte all’amianto per via
dell’utilizzo degli edifici, di lavori dimanutenzione o altre
attività all’interno o all’esterno di essi.(13) È
indispensabile accertarsi che i lavori di demolizione o di rimozione
dell’amianto vengano effettuati da imprese che conoscono tutte le
precauzioni da adottare per tutelare i lavoratori.(14) Una formazione
specifica dei lavoratori esposti o che possono essere esposti
all’amianto contribuirà in modo significativo a ridurre i
rischi derivanti da tale esposizione. (15) Il contenuto dei registri e
delle cartelle cliniche previsti dalla direttiva 83/477/CEE dovrebbe
essere allineato con gli elenchi e le cartelle cliniche che figurano
nella direttiva 90/394/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990, sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione
ad agenti cancerogeni durante il lavoro (sesta direttiva particolare
ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva
89/391/CEE).(16) È opportuno aggiornare le raccomandazioni
pratiche per la sorveglianza clinica dei lavoratori esposti, alla luce
delle conoscenze mediche più recenti, a fini di
un’individuazione precoce delle patologie dovute all’amianto.(17) Dato
che l’obiettivo dell’azione prevista, vale a dire il miglioramento
della protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con
un’esposizione all’amianto durante il lavoro, non può essere
sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque, a
motivo delle dimensioni e degli effetti dell’azione in questione,
essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità
può adottare misure conformemente al principio di
sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato. Secondo il
principio di proporzionalità di cui a detto articolo, la
presente direttiva non va al di là di quanto necessario per il
raggiungimento di tale obiettivo.(18) Le modifiche che figurano nella
presente direttiva costituiscono un elemento concreto della
realizzazione della dimensione sociale del mercato interno.(19) Tali
modifiche sono limitate al minimo per non ostacolare inutilmente la
creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese.(20) È
opportuno pertanto modificare di conseguenza la direttiva
83/477/CEE,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva
83/477/CEE è modificata come segue:1) all’articolo 1, il
paragrafo 2 è abrogato;2) l’articolo 2 è sostituito dal
seguente:«Articolo 2Ai fini della presente direttiva, il
termine “amianto” indica iseguenti silicati fibrosi:-
l’actinolite d’amianto, n. 77536-66-4 del CAS (*),- la grunerite
d’amianto (amosite) n. 12172-73-5 del CAS (*),- l’antofillite
d’amianto, n. 77536-67-5 del CAS (*),- il crisotilo, n. 12001-29-5 del
CAS (*),- la crocidolite, n. 12001-28-4 del CAS (*),- la tremolite
d’amianto, n. 77536-68-6 del CAS (*).(*) Numero di registro del CAS
(Chemical Abstract Service).»;3) all’articolo 3:a) il
paragrafo 3 è sostituito dal seguente:«3. Purché
si tratti di esposizioni sporadiche dei lavoratori e siano di debole
intensità e risulti chiaramente dai risultati della valutazione
dei rischi di cui al paragrafo 2 che il valore limite di esposizione
all’amiantonon sia superato nell’aria dell’ambiente di lavoro, gli
articoli 4, 15 e 16 possono non essere applicati quando il lavoro
prevede:a) brevi attività non continuative di manutenzione
urante le quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non
friabili;b) la rimozione senza deterioramento di materiali non
degradati in cui le fibre di amianto sono fermamente legate ad una
matrice;c) l’incapsulamento e il condizionamento di guaine a materiali
contenenti amianto che si trovano in buono stato;d) la sorveglianza e
il controllo dell’aria e il prelievo di campioni ai fini
dell’individuazione della presenza di amianto in un determinato
materiale.»;b) È inserito il paragrafo seguente:«3
bis. Gli Stati membri stabiliscono, previa consultazione delle parti
sociali e in conformità con la legislazione e le prassi
nazionali, orientamenti pratici per la determinazione delle
esposizioni sporadiche e di debole intensità di cui al
paragrafo 3.»;4) l’articolo 4 è modificato come segue:a)
il punto 2) è sostituito dal seguente:«2) La notifica
dev’essere presentata dal datore di lavoro all’autorità
responsabile degli Stati membri, prima dell’inizio dei lavori, ai
sensi delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
nazionali.Tale notifica deve comprendere almeno una descrizione
sintetica:a) dell’ubicazione del cantiere;b) del tipo e dei
quantitativi di amianto utilizzatio maneggiati;c) delle
attività e dei procedimenti applicati;d) del numero dei
lavoratori interessati;e) della data di inizio dei lavori e della
relativa durata;f) delle misure adottate per limitare l’esposizione
dei lavoratori all’amianto»;b) il punto 4) è sostituito
dal seguente:«4) Occorre procedere a una nuova notifica
ogniqualvolta una modifica delle condizioni di lavoro può
comportare un aumento significativo dell’esposizione alla polvere
prodotta dall’amianto o da materiali contenenti amianto.»;5)
all’articolo 5, è aggiunto il comma seguente:«Fatta salva
l’applicazione di altre disposizioni comunitarie in materia di
commercializzazione e di utilizzazione dell’amianto, le
attività che espongono i lavoratori alle fibre di amianto
durante l’estrazione dell’amianto, la fabbricazione e la lavorazion…

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