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sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle ap...

sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto
il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 95vista la proposta della Commissionevisto il parere del
Comitato economico e socialevisto il parere del Comitato delle
regionideliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del
trattato, visto il progetto comune approvato l’8 novembre 2002 dal
comitato di conciliazioneconsiderando quanto segue:(1) Le
disparità tra le leggi o le disposizioni amministrative
adottate dagli Stati membri in merito alla restrizione dell’uso di
sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche
potrebbero creare ostacoli agli scambi e provocare distorsioni della
concorrenza nella Comunità, con un impatto diretto quindi
sull’istituzione e sul funzionamento del mercato interno. Di
conseguenza, è necessario ravvicinare le legislazioni degli
Stati membri in questo campo e contribuire alla protezione della
salute umana e a un recupero e ad uno smaltimento ecologicamente
corretto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche2)
Nella riunione tenutasi a Nizza il 7, 8 e 9 dicembre 2000 il Consiglio
europeo ha approvato la risoluzione del Consiglio del 4 dicembre 2000
sul principio di precauzione3) La comunicazione della Commissione, del
30 luglio 1996, sul riesame della strategia comunitaria per la
gestione dei rifiuti, sottolinea la necessità di ridurre il
tenore di sostanze pericolose nei rifiuti, indicando i potenziali
benefici di regole su scala comunitaria per limitare la presenza di
tali sostanze nei prodotti e nei processi di produzione4) La
risoluzione del Consiglio, del 25 gennaio 1988, concernente un
programma d’azione della Comunità contro l’inquinamento
dell’ambiente da cadmio, invita la Commissione a proseguire senza
indugio lo sviluppo di misure specifiche analoghe per detto programma.
Bisogna proteggere anche la salute umana e occorre quindi una
strategia globale che limiti in particolare l’uso di cadmio e
incoraggi la ricerca sui prodotti di sostituzione. La risoluzione
sottolinea che l’uso del cadmio dovrebbe essere limitato ai casi per i
quali non esistono alternative appropriate e più sicure5) Le
prove disponibili indicano che le misure sulla raccolta, il
trattamento, il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di cui alla
direttiva 2002/96/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27
gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed
elettroniche sono necessarie per ridurre i problemi di gestione dei
rifiuti legati ai metalli pesanti e ai ritardanti di fiamma in
questione. Malgrado queste misure, tuttavia, parti significative di
RAEE continueranno a finire negli attuali canali di smaltimento. Anche
se i RAEE fossero raccolti separatamente e sottoposti a processi di
riciclaggio, il loro tenore di mercurio, cadmio, piombo, cromo VI, PBB
e PBDE potrebbe presentare rischi per la salute o l’ambiente6) Tenendo
conto della fattibilità tecnica ed economica, la maniera
più efficace di garantire una riduzione significativa dei
rischi per la salute e l’ambiente legati a queste sostanze in modo da
raggiungere il livello prescelto di protezione nella Comunità
è la sostituzione di queste sostanze nelle apparecchiature
elettriche ed elettroniche con materie sicure o più sicure.
Imponendo una restrizione dell’uso di tali sostanze pericolose
aumenteranno probabilmente le possibilità e la convenienza
economica del riciclaggio di RAEE e diminuirà l’impatto
negativo sulla salute dei lavoratori degli impianti di riciclaggio7)
Le sostanze cui si applica la presente direttiva sono scientificamente
studiate e valutate e sono state oggetto di varie misure a livello
comunitario e nazionale8) Le misure previste dalla presente direttiva
tengono conto degli orientamenti e delle raccomandazioni
internazionali esistenti e si basano su una valutazione dei dati
scientifici e tecnici disponibili. Esse sono necessarie per
raggiungere il livello prescelto di protezione della salute umana e
animale e dell’ambiente, avuto riguardo ai rischi che potrebbero
sorgere nella Comunità in assenza di tali disposizioni. Esse
dovrebbero essere periodicamente riesaminate e, se necessario,
adattate per tener conto di nuove informazioni tecniche e
scientifiche9) La presente direttiva dovrebbe applicarsi ferma
restando la normativa comunitaria in materia di sicurezza e di salute
e quella specifica sulla gestione dei rifiuti, in particolare la
direttiva 91/157/CEE del Consiglio, del 18 marzo 1991, sulle pile e
sugli accumulatori contenenti sostanze pericolose 10) Occorrerebbe
tener conto dello sviluppo tecnico delle apparecchiature elettriche ed
elettroniche prive di metalli pesanti, PBDE e PBB. Non appena saranno
disponibili prove scientifiche e tenendo conto del principio di
precauzione, si dovrebbe esaminare il divieto di altre sostanze
pericolose e la loro sostituzione con alternative più
rispettose dell’ambiente che assicurino almeno lo stesso livello di
protezione dei consumatori11) Esenzioni dall’obbligo di sostituzione
dovrebbero essere concesse se la sostituzione non è possibile
dal punto di vista scientifico e tecnico oppure se gli impatti
negativi per l’ambiente o per la salute causati dalla sostituzione
possono superare i benefici per le persone e l’ambiente legati alla
sostituzione. La sostituzione delle sostanze pericolose nelle
apparecchiature elettriche ed elettroniche dovrebbe essere inoltre
effettuata in modo compatibile con la salute e la sicurezza degli
utilizzatori delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE)12)
Dato che il reimpiego, il rinnovo e il prolungamento della vita dei
prodotti sono fattori positivi, è necessario disporre di pezzi
di ricambio13) L’adeguamento al progresso scientifico e tecnico delle
esenzioni dagli obblighi in materia di eliminazione graduale e di
divieto delle sostanze pericolose dovrebbe essere stabilito dalla
Commissione secondo una procedura di comitato14) Le misure necessarie
per l’attuazione della presente direttiva sono adottate secondo la
decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante
modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione
conferite alla Commissione HANNO ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVAArticolo 1ScopoLa presente direttiva mira a ravvicinare le
legislazioni degli Stati membri sulle restrizioni dell’uso di sostanze
pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche e a
contribuire alla tutela della salute umana nonché al recupero e
allo smaltimento ecologicamente corretto dei rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche.Articolo 2Ambito di
applicazione1. Fatto salvo l’articolo 6, la presente direttiva si
applica alle apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano
nelle categorie 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 10 dell’allegato I A della
direttiva 2002/96/CE (RAEE) nonché alle lampade ad
incandescenza e ai lampadari delle abitazioni. 2. La presente
direttiva si applica ferma restando la normativa comunitaria in
materia di sicurezza e di salute e quella specifica sulla gestione dei
rifiuti. 3. La presente direttiva non si applica a pezzi di ricambio
per le riparazioni delle apparecchiature elettriche ed elettroniche
né al reimpiego delle apparecchiature elettriche ed
elettroniche immesse sul mercato prima del 1°gennaio 2006.Articolo
3 DefinizioniAi fini della presente direttiva si intende per:a)
"apparecchiature elettriche ed elettroniche" o
"AEE", le apparecchiature che dipendono per un corretto
funzionamento da correnti elettriche o campi elettromagnetici e le
apparecchiature di generazione, trasferimento e misura di queste
correnti e campi appartenenti alle categorie di cui all’allegato I A
della direttiva 2002/96/CE (RAEE) e progettate per essere usate con
una tensione non superiore a 1 000 volt per la corrente alternata e a
1 500 volt per la corrente continua;b) "produttore", chi,
qualunque sia la tecnica di vendita, anche mediante tecniche di
comunicazione a distanza ai sensi della direttiva 1997/7/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 1997, riguardante la
protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza:i)
fabbrica e vende apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti il
suo marchio,ii) rivende sotto il suo marchio apparecchiature prodotte
da altri fornitori; il rivenditore non viene considerato
"produttore" se l’apparecchiatura reca il marchio del
produttore a norma del punto i); oiii) importa o esporta tali
apparecchiature in uno Stato membro nell’ambito di un’attività
professionale. Chiunque fornisca finanziamenti esclusivamente sulla
base o a norma di un accordo finanziario non è considerato
"produttore " a meno che non agisca in qualità di
produttore ai sensi dei punti da i) a iii).Articolo 4 Prevenzione1. A
partire dal 1° luglio 2006 gli Stati membri provvedono
affinché le apparecchiature elettriche ed elettroniche nuove
immesse sul mercato non contengano piombo, mercurio, cadmio, cromo
esavalente, bifenili polibromurati (PBB) o etere di difenile
polibromurato (PBDE). Fino al 1° luglio 2006 è possibile
mantenere le misure nazionali volte a limitare o vietare l’uso di
dette sostanze nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche
adottate per ottemperare alla normativa comunitaria prima
dell’adozione della presente direttiva.2. Il paragrafo 1 non si
applica alle applicazioni elencate nell’allegato3. Sulla base di una
proposta della Commissione, non appena disponibili le prove
scientifiche, il Parlamento europeo e il Consiglio decidono,
conformemente ai principi della politica i…

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