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che modifica il regolamento (CE) n. 2037/2000, per quanto concerne il controllo dell'halon esportato per usi critici, l'esportazione di prodotti e apparecchiature contenenti clorofluorocarburi e i controlli sul bromoclorometano
Regolamento

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto
il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 175, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione,visto
il parere del Comitato economico e sociale europeo, previa
consultazione del Comitato delle regioni,deliberando secondo la
procedura di cui all’articolo 251 del trattato,considerando quanto
segue:(1) Nell’applicazione del regolamento (CE) n. 2037/2000 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 giugno 2000 sulle sostanze
che riducono lo strato di ozono, è emersa una serie di problemi
che vanno affrontati apportando modifiche a tale regolamento. Tali
problemi, relativi ad un’efficace e sicura attuazione di tale
regolamento, sono stati discussi con gli Stati membri in sede di
comitato di gestione di tale regolamento. Il presente regolamento
riguarda quattro modifiche al regolamento (CE) n. 2037/2000.(2) Ai
sensi dell’articolo 4, paragrafo 4, punto iv), del regolamento (CE) n.
2037/2000 la Commissione è incaricata di riesaminare ogni anno
gli usi critici di halon elencati nell’allegato VII di tale
regolamento. Tuttavia, detto regolamento non prevede che in sede di
riesame siano fissati termini per la graduale eliminazione degli usi
critici in seguito all’individuazione e all’introduzione di opportune
alternative. La prima modifica a detto regolamento prevede la
possibilità di stabilire i termini entro i quali deve essere
ridotto l’impiego degli halon per usi critici, tenuto conto della
disponibilità di alternative o di tecnologie tecnicamente ed
economicamente praticabili che siano accettabili dal punto di vista
ambientale e sanitario in sede di revisione dell’allegato VII di tale
regolamento. Ciò dovrebbe assicurare che si compiano progressi
nel ridurre i quantitativi di halon impiegati per usi critici e
accelerare così il ripristino dello strato di ozono.(3) La
seconda modifica riguarda le esportazioni di halon per gli usi critici
elencati nell’allegato VII del regolamento (CE) n. 2037/2000. Dal 1
gennaio 2004 tale regolamento consentirà che soltanto l’halon
impiegato per gli scopi elencati nel suo allegato VII resti in uso per
l’estinzione degli incendi nella Comunità europea. Detti usi
sono ritenuti «critici» in quanto attualmente privi di
alternative tecnicamente ed economicamente praticabili.Qualunque
attrezzatura contenente halon diversa da quelle elencate nell’allegato
VII è quindi ritenuta non critica. Tutti gli impianti in cui
l’halon è impiegato per usi non critici, dovrebbero essere
eliminati entro il 31 dicembre 2003 e l’halon estratto dovrebbe poter
essere immagazzinato per usi critici o esportato da impianti di
immagazzinamento per usi critici, oppure distrutto. (4) L’articolo 11,
paragrafo 1, lettera d), del regolamento (CE) n. 2037/2000 autorizza
«l’esportazione di prodotti e di apparecchiature contenenti
halon, per soddisfare gli usi critici di cui all’allegato VII».
Tale articolo dovrebbe essere modificato in modo da consentire
l’esportazione di halon sfuso per usi critici entro il 31 dicembre
2009 ove esso sia ottenuto da halon recuperato, riciclato o rigenerato
che provenga da impianti di immagazzinamento autorizzati o gestiti
dall’autorità competente.Dovrebbe essere previsto un riesame
delle esportazioni di halon sfuso per usi critici al fine di vietarne,
se del caso, l’esportazione prima del 31 dicembre 2009. Dovrebbero
essere vietate le esportazioni di halon per usi critici dopo il 31
dicembre 2003 se l’halon non proviene da impianti autorizzati o
gestiti dall’autorità competente per immagazzinare halon per
usi critici. (5) La competenza ad autorizzare le esportazioni di halon
esportato all’interno di prodotti e attrezzature per usi critici
dovrebbe spettare alla Commissione. Quest’ultima dovrebbe autorizzare
tali esportazioni soltanto allorché l’autorità
competente dello Stato membro interessato abbia verificato che le
esportazioni sono destinate ad uno o più degli usi critici
specifici elencati nell’allegato VII del regolamento (CE) n.
2037/2000. Inoltre l’esportatore dovrebbe essere tenuto a notificare
le esportazioni effettive alla fine dell’anno.(6) Gli Stati membri
dovrebbero notificare annualmente le sostanze controllate, compreso
l’halon, che sono state recuperate, riciclate, rigenerate o distrutte.
Attualmente il regolamento (CE) n. 2037/2000 prevede che la notifica
abbia luogo entro il 31 dicembre 2001, anziché annualmente,
laddove in futuro le notifiche annuali sarebbero importanti per
determinare i progressi compiuti, soprattutto per quanto riguarda la
distruzione di halon che è in eccedenza rispetto alle norme
relative agli usi critici.(7) La terza modifica riguarda
l’esportazione di sostanze controllate o di prodotti contenenti
sostanze controllate. L’esportazione di sostanze controllate o di
prodotti contenenti sostanze controllate dovrebbe essere vietata. Tale
divieto favorirà il recupero e la distruzione di tali sostanze
controllate in conformità dell’articolo 16 del regolamento (CE)
n. 2037/2000. L’obiettivo principale è porre fine alla crescita
delle esportazioni verso i paesi in via di sviluppo di apparecchiature
di refrigerazione e condizionamento dell’aria usate, in particolare
di frigoriferi e congelatori domestici e schiume isolanti ad uso
edile, contenenti CFC. In mancanza di adeguati impianti di distruzione
nei paesi in via di sviluppo, i CFC finiranno nell’atmosfera,
danneggiando lo strato di ozono. Inoltre, i paesi in via di sviluppo
stanno iniziando ad eliminare gradualmente i CFC e molti di essi hanno
già dichiarato di non voler ricevere prodotti e apparecchiature
di seconda mano contenenti CFC.(8) Il regolamento (CE) n. 2037/2000 si
applica non soltanto alle apparecchiature di refrigerazione e
condizionamento dell’aria, ma anche a tutti i prodotti e
apparecchiature contenenti schiume isolanti o schiume a pelle
integrale prodotte mediante CFC. Ciò potrebbe implicare, ad
esempio, l’impossibilità di esportare dalla Comunità
europea gli aeromobili o i veicoli di seconda mano contenenti schiume
isolanti rigide o a pelle integrale prodotte mediante CFC.
Poiché tale regolamento intendeva vietare le esportazioni di
apparecchiature di refrigerazione e condizionamento dell’aria usate
contenenti CFC e non altri prodotti e apparecchiature contenenti
schiume prodotte mediante CFC, è opportuno modificare tale
regolamento per escludere prodotti contenenti CFC che non rientrano
nel campo di applicazione è ritenuta opportuna.(9) La quarta
modifica riguarda le disposizioni sulle nuove sostanze quali definite
nell’articolo 22 e nell’allegato II del regolamento (CE) n. 2037/2000.
Tale regolamento non garantisce per la nuova sostanza indicata
nell’allegato II — bromoclorometano — lo stesso livello di
controllo previsto per le altre sostanze controllate, cosicché
la Comunità europea attualmente non si conforma pienamente a
tutti gli obblighi che le incombono in virtù del protocollo di
Montreal. Per porre rimedio a tale situazione occorre che disposizioni
applicabili alle sostanze controllate siano applicate anche al
bromoclorometano.(10) Le modifiche al regolamento (CE) n. 2037/2000
sono del tutto in linea con i suoi obiettivi ambientali che
comprendono ulteriori misure di protezione dello strato di ozono, ove
possibile, la riduzione della produzione globale di sostanze che
riducono lo strato di ozono, la promozione di prassi sicure per il
trasporto di siffatte sostanze, la garanzia di un monitoraggio
obbligatorio di qualsiasi esportazione, fornendo, ove necessario,
chiarimenti giuridici,HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo
1Il regolamento (CE) n. 2037/2000 è così modificato: 1)
All’articolo 1, il primo comma è sostituito dal
seguente:«Il presente regolamento si applica alla produzione,
importazione, esportazione, immissione sul mercato, uso, recupero,
riciclo, rigenerazione e distruzione di clorofluorocarburi, altri
clorofluorocarburi completamenti alogenati, halon, tetracloruro di
carbonio, 1,1,1-tricloroetano, bromuro di metile,
idrobromofluorocarburi, idroclorofluorocarburi e il bromoclorometano.
Esso si applica inoltre alla comunicazione dei dati relativi a tali
sostanze e all’importazione, esportazione, immissione sul mercato e
uso di prodotti e apparecchiature che contengono tali
sostanze.»2) L’articolo 2 è modificato come segue:a) il
quarto trattino è sostituito dal seguente:«—
“sostanze controllate”, i clorofluorocarburi, gli altri
clorofluorocarburi completamente alogenati, gli halon, il tetracloruro
di carbonio, l’1,1,1-tricloroetano, il bromuro di metile, gli
idrobromofluorocarburi, gli idroclorofluorocarburi e il
bromoclorometano, soli o in miscela; vergini, recuperati, riciclati o
rigenerati. Questa definizione non comprende le sostanze controllate
contenute in un manufatto, tranne nel caso si tratti del contenitore
utilizzato per il trasporto o il magazzinaggio di dette sostanze, o le
quantità trascurabili di sostanze controllate originate da una
produzione collaterale o involontaria durante un processo di
fabbricazione, da una materia prima che non abbia reagito o dal loro
uso come agenti di fabbricazione che siano presenti in tracce come
impurezze in sostanze chimiche o che siano emesse durante la
fabbricazione o la manipolazione di un prodotto,»;b) dopo
l’undicesimo trattino è inserito il seguente trattino:
«— “bromoclorometano”, la sostanza controllata
indicata nel gruppo IX dell’allegato I»;3) All’articolo 3,
paragrafo 1, è aggiu…

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