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Raccomandazione della Commissione, del 16 settembre 2002, relativa ai ...

Raccomandazione della Commissione, del 16 settembre 2002, relativa ai risultati della valutazione dei rischi e alla strategia per la riduzione dei rischi per la sostanza: ossido di difenile, derivato ottabromato
Raccomandazione della Commissione

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che
istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CEE) n. 793/93
del Consiglio, del 23 marzo 1993,relativo alla valutazione e al
controllo dei rischi presentati dallesostanze esistenti, in
particolare l’articolo 11, paragrafo 2,considerando quanto segue:(1)
Nell’ambito del regolamento (CEE) n. 793/93 l’ossido di difenile,
derivato ottabromato è stato inserito tra le sostanze prioritarie per
una valutazione ai sensi del regolamento (CE) n. 1179/94 della
Commissione, del 25 maggio 1994, relativo al primo elenco di sostanze
prioritarie previsto dal regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio.
Nel regolamento (CE) n. 1179/94 la Francia e il Regno Unito sono stati
designati Stati membri relatori per la sostanza in questione.(2) Gli
Stati membri relatori hanno concluso tutte le attività di valutazione
dei rischi dell’ossido di difenile, derivato ottabromato per le
persone e per l’ambiente e hanno proposto una strategia per limitare
tali rischi ai sensi del regolamento (CE) n. 1488/94 della
Commissione, del 28 giugno 1994, che stabilisce i principi per la
valutazione dei rischi per l’uomo e per l’ambiente delle sostanze
esistenti, a norma del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio.(3)
Il comitato scientifico «Tossicità, ecotossicità e ambiente» (CSTEE) è
stato consultato sulle valutazioni dei rischi eseguite dagli Stati
membri relatori.(4) I risultati della valutazione dei rischi sono
contenuti nell’allegato della presente raccomandazione.(5) Le misure
stabilite dalla presente raccomandazione sono conformi al parere del
comitato istituito ai sensi dell’articolo 15 del regolamento (CEE) n.
793/93, RACCOMANDA:Articolo unico1. Tutti i settori responsabili
dell’importazione, della fabbricazione, del trasporto, del deposito,
della formulazione in preparato o di altre forme di lavorazione,
dell’uso e dello smaltimento o del recupero di:— ossido di difenile,
derivato ottabromatoN. CAS: 32536-52-0N. Einecs: 251-087-9dovrebbero
tener conto dei risultati della valutazione dei rischi esposti
nell’allegato.2. È opportuno applicare la strategia di limitazione dei
rischi indicata al punto II dell’allegato.ALLEGATOOssido di difenile,
derivato ottabromatoN. CAS: 32536-52-0N. Einecs: 251-087-9Relatori:
Francia e Regno UnitoClassificazione: non ancora classificatoLa
valutazione dei rischi si basa sulle pratiche correnti relative al
ciclo di vita della sostanza prodotta nella Comunità europea o
importata nel suo territorio, descritte nella valutazione dei rischi
inviata alla Commissione dagli Stati membri relatori.Sulla base delle
informazioni disponibili, la valutazione dei rischi ha stabilito che
nella Comunità europea la sostanza è usata prevalentemente come
ritardante di fiamma, per lo più nell’industria tessile e in quella
delle materie plastiche.I. VALUTAZIONE DEI RISCHIA. Salute umanaLe
conclusioni della valutazione dei rischi per iLAVORATORI sono che:1)
occorrono ulteriori informazioni e/o prove. Si è pervenuti a tale
conclusione in quanto sono necessarie informazioni sulla competizione
tra transtiretina e ossido di difenile, derivato ottabromato per la
fissazione della T4, sull’entità dell’escrezione nel latte materno
dell’ossido di difenile, derivato ottabromato presente in commercio e
sugli effetti dell’esposizione prolungata a tale sostanza; e che 2)
occorre ridurre i rischi; andranno tenute in considerazione le misure
di riduzione dei rischi già applicate. Tale conclusione riguarda la
fabbricazione (attività di insaccamento e di pulizia), la miscelazione
e la suddivisione in lotti (svuotamento dei sacchi). Sussistono
preoccupazioni riguardo:— agli effetti sistemici dell’esposizione
ripetuta per inalazione e per via dermica,— agli effetti localizzati
nel tratto respiratorio dell’esposizione ripetuta per inalazione,—
agli effetti sulla fertilità femminile dell’esposizione ripetuta per
inalazione e per via dermica.La conclusione della valutazione dei
rischi per iCONSUMATORIè che per il momento non occorrono ulteriori
informazioni e/o prove e non sono necessarie misure di riduzione dei
rischi oltre a quelle già in atto.Si è pervenuti a tale conclusione
perché l’esposizione dei consumatori è considerata trascurabile.La
conclusione della valutazione dei rischi per lePERSONE ESPOSTE
INDIRETTAMENTE ATTRAVERSO L’AMBIENTEè che occorrono ulteriori
informazioni e/o prove.Si è pervenuti a tale conclusione perché sono
necessarie ulteriori informazioni sulle emissioni nell’ambiente legate
all’uso della sostanza in questione o al passaggio della sostanza dal
terreno alle piante e sull’entità dell’escrezione nel latte materno e
nel latte vaccino dell’ossido di difenile, derivato ottabromato in
commercio. In funzione dei risultati sull’escrezione nel latte
presentati dall’industria potranno essere richieste ulteriori
informazioni. Sono necessarie informazioni sull’esposizione a fonti
locali e regionali di ossido di difenile, derivato ottabromato, e più
precisamente sulla sua concentrazione nel latte vaccino. Sono inoltre
necessarie informazioni sulla competizione tra transtiretina e ossido
di difenile, derivato ottabromato per la fissazione della T4 e sugli
effetti dell’esposizione prolungata alla sostanza in esame.La
conclusione della valutazione dei rischi per laSALUTE UMANA (PROPRIETÀ
FISICO-CHIMICHE)è che per il momento non occorrono ulteriori
informazioni e/o prove e non sono necessarie misure di riduzione dei
rischi oltre a quelle già in atto.B. AmbienteLe conclusioni della
valutazione dei rischi per l’AMBIENTE sono che1) occorrono ulteriori
informazioni e/o prove. Questa conclusione vale per il rischio di
avvelenamento secondario dovuto a qualsiasi fonte di ossido di
difenile, derivato ottabromato. L’attuale impostazione PEC/PNEC
(predicted environmental concentration/predicted no effect
concentration) per l’avvelenamento secondario potrebbe non essere
appropriata in relazione sia alla concentrazione ambientale prevista
(PEC), che alla concentrazione ambientale senza effetti (PNEC): i
rischi potrebbero essere sottovalutati. Occorre approfondire le
indagini al riguardo.Un altro motivo di preoccupazione in relazione ai
rischi di avvelenamento secondario è che, nonostante si tratti di una
sostanza persistente, è stato dimostrato che in presenza di
determinate condizioni essa può degradarsi in composti più tossici e
bioaccumulativi.Vi sono molti dubbi riguardo all’adeguatezza
dell’attuale impostazione della valutazione dei rischi di
avvelenamento secondario e alla questione della debromurazione.Questo
insieme di incertezze solleva preoccupazioni riguardo alla possibilità
di effetti a lungo termine non facilmente prevedibili sull’ambiente.
Non è possibile dire se, scientificamente, vi siano rischi imminenti o
a lungo termine per l’ambiente.Tale incertezza è sufficiente a
giustificare l’adozione di misure di riduzione dei rischi sulla base
delle informazioni attualmente contenute nella valutazione dei
rischi.2) Per il momento non occorrono ulteriori informazioni e/o
prove e non sono necessarie misure di riduzione dei rischi oltre a
quelle già in atto. Tale conclusione interessa la valutazione dei
rischi ambientali per il comparto acquatico (acque di superficie,
sedimenti e impianti di trattamento delle acque reflue), terrestre e
atmosferico mediante la comune impostazione PEC/PNEC per lo stesso
ossido di difenile, derivato ottabromato proveniente da qualsiasi
fonte (compresa la valutazione del componente ossido di difenile,
derivato esabromato).3) Occorre ridurre i rischi; andranno tenute in
considerazione le misure di riduzione dei rischi già applicate. Questa
conclusione vale per la valutazione dell’avvelenamento secondario
attraverso il lombrico dovuto all’uso della sostanza in applicazioni
di materiali polimerici per il componente ossido di difenile, derivato
esabromato dell’ossido di difenile, derivato ottabromato presente in
commercio.II. STRATEGIA DI RIDUZIONE DEI RISCHIPer le PERSONE ESPOSTE
INDIRETTAMENTE ATTRAVERSO L’AMBIENTE:anche se il risultato della
valutazione dei rischi per la salute umana dovuti all’esposizione
attraverso l’ambiente mette in evidenza la necessità di altre
informazioni o prove, gli Stati membri hanno rilevato che sussistono
incertezze riguardo alla caratterizzazione dei rischi per i neonati
esposti attraverso il latte materno o il latte vaccino all’ossido di
difenile, derivato ottabromato in commercio. In particolare è stata
espressa preoccupazione per l’eventualità che la raccolta delle
informazioni necessarie richieda molto tempo e che la valutazione dei
rischi così perfezionata indichi la presenza di rischi per i neonati
allattati al seno. Eventuali misure di riduzione dei rischi proposte
per la sostanza in questione devono tener conto dei timori relativi ai
neonati esposti alla sostanza attraverso il latte.Per i LAVORATORI:in
generale si può ritenere che la legislazione in materia di protezione
dei lavoratori attualmente in vigore a livello comunitario fornisca
una disciplina adeguata per limitare nella misura necessaria i rischi
dovuti alla sostanza in questione.Nell’ambito di tale disciplina si
raccomanda di stabilire a livello comunitario valori limite di
esposizione professionale per la sostanza. Finché a livello
comunitario non verranno adottati valori limite per l’esposizione
professionale, l’esposizione sul posto di lavoro dovrebbe essere
ridotta al massimo per quanto tecnicamente fattibile. Andrebbe preso
in considerazione l’uso della sostanza in forme non inalabili
(pastiglie ecc.) invece della forma in polvere. La necessità di tali
misure dipenderà dall’esito delle proposte relative alla protezione
della salute umana e dell’ambiente.Per l’AMBIENTE:Per tutelare
l’ambiente dai rischi legati all’uso di ossido di difenile, derivato
ottabromato si dovrebbero prendere in considerazione…

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