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Servizi di vigilanza antincendi resi dal corpo Nazionale dei vigili de...

Servizi di vigilanza antincendi resi dal corpo Nazionale dei vigili del fuoco nei locali di pubblico spettacolo e trattenimento
Circolare Ministeriale

Come è noto, a termini dell’art. 2 della legge 26
luglio 1965, n. 966, i gestori di locali di pubblico spettacolo sono
tenuti a richiedere il servizio di vigilanza antincendi presso i
locali di pubblico spettacolo e trattenimento da parte dei vigili del
fuoco, che vi provvedono, previa deliberazione della apposita
Commissione provinciale di vigilanza e dietro versamento del
corrispettivo dovuto per l’effettuazione di tale servizio.A
seguito del corposo contenzioso instauratosi negli anni decorsi
davanti agli organi di giustizia amministrativa – che in
più di un’occasione hanno accolto le istanze incidentali
di sospensione sulla base della declaratoria di sussistenza del danno
grave e irreparabile determinato dall’onerosità delle
tariffe previste – alcuni comandi provinciali dei vigili del
fuoco hanno dovuto provvedere all’effettuazione del servizio
gratuitamente, tenuto conto che la gran parte delle suddette
ordinanze, entrando spesso anche nel merito delle eccezioni dedotte in
via principale nei vari ricorsi, contenevano disposizioni in tali
sensi.Detto contenzioso di cui, peraltro, nella stragrande maggioranza
dei casi, si sconosce l’esito in ordine alle decisioni di merito
ha raggiunto il suo apice con la nota decisione del T.A.R. Abruzzo che
ha annullato il decreto interministeriale del 29 aprile 1991 nella
parte in cui venivano determinate le tariffe, costringendo
l’Amministrazione ad adottare un nuovo provvedimento attraverso
il quale le tariffe stesse hanno subìto una riduzione
mediamente del trenta per cento.Tanto premesso, poiché risulta
che alcuni comandi, in esecuzione delle ripetute ordinanze, continuano
a far effettuare il servizio in argomento senza corrispettivo, si
ritiene di dover precisare che l’intervenuta adozione delle
nuove tariffe ha reso automaticamente inefficaci le ordinanze stesse,
pronunciate, d’altra parte, dai vari T.A.R. in riferimento alle
tariffe contemplate nel precedente decreto.Ne discende,
conseguentemente, che, allo stato, i servizi di vigilanza sui locali
di pubblico spettacolo, obbligatoriamente richiesti dai privati e
altrettanto obbligatoriamente ed esclusivamente – come sancito
anche dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 90 del 7-15 marzo
1995 – resi dai vigili del fuoco, debbono necessariamente
intendersi assoggettati al regime oneroso previsto dalla legge 966/65
e sulla base delle tariffe di cui al decreto interministeriale 7
gennaio 1995 pubblicato nella G.U. n. 21 del 26 gennaio detto
anno.Poiché la pronuncia costituzionale ribadisce, in sostanza,
l’obbligatorietà del precetto di cui alla norma in
questione, appare altresì opportuno richiamare
l’attenzione dei Sigg. Prefetti e dei Sigg. Comandanti sul
regime sanzionatorio previsto dall’ultimo comma dell’art.
2 della legge citata, che espressamente impone l’obbligo della
sospensione dell’attività in caso di inosservanza.Recenti
episodi particolarmente significativi suggeriscono, infine, che
vengano sensibilizzate le commissioni provinciali di vigilanza sui
locali di pubblico spettacolo – con ciò anticipando una
precisa disposizione contenuta nell’apposito regolamento ormai
in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
– sulla potestà, ad esse consentita, di valutare
discrezionalmente i casi di specie non astrattamente previsti nel
regolamento medesimo, nelle ipotesi che le singole attività si
presentino particolarmente esposte a rischio d’incendio, e nei
cui confronti, pur se non espressamente contemplate nella tabella
allegata al regolamento medesimo, può essere disposto il
servizio in parola a tutela del pubblico interesse.

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