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Sicurezza nelle scuole: indirizzi operativi e ripartizione finanziamenti per l'A.f. 2002.
Nota Ministeriale

Nota del 14 maggio, 2002, prot. n. 1252 del Ministero
dell’istruzione – Dipartimento per i Servizi nel Territorio
Direzione generale per l’organizzazione dei servizi nel territorio
Ufficio VOggetto: Sicurezza nelle scuole: indirizzi operativi e
ripartizione finanziamenti per l’A.f. 2002.Per consentire la migliore
applicazione, nel settore scolastico, di quanto previsto dalle
disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro (D.L.vo 626/94 e
successive integrazioni e modifiche) con la circolare 29 aprile 1999,
n 119 sono state fornite puntuali indicazioni operative ai Dirigenti
scolastici, considerati come datori di lavoro ai fini della
normativa di riferimento, in ordine alle responsabilità ed ai
compiti loro facenti capo ed alle modalità ed ai mezzi per
farvi fronte.Con successiva ministeriale del 4 maggio 2001 si è
provveduto a ripartire tra gli Uffici in indirizzo una somma
complessiva di 40 miliardi, finalizzata a consentire la completa
realizzazione di tali attività, con particolare riguardo alla
formazione delle cosiddette "figure sensibili";
personale, incaricato dell’espletamento di specifici compiti in
materia di sicurezza o di gestione dell’emergenza.Ed in tale ottica si
è proceduto alla stipulazione di un’apposita convenzione con i
VV.F. – portata a conoscenza dei Direttori Regionali con nota dell’8
novembre 2001 – diretta a favorire la più idonea e tempestiva
realizzazione delle attività formative degli addetti alla
prevenzione e protezione dagli incendi.Con circolare dell’8 maggio
2001, infine – allo scopo di acquisire opportuna conoscenza dello
stato di avanzamento delle previste attività e del livello di
sicurezza raggiunto dalle scuole, anche per l’adozione delle
consequenziali iniziative – è stato attivato, attraverso la
rete INTRANET del Ministero, un apposito monitoraggio, al quale hanno
risposto il 90% delle circa 10.800 Istituzioni scolastiche statali,
fornendo, così, un quadro notevolmente significativo ed
attendibile della situazione sul territorio.Sulla base dei dati
così acquisiti – nell’inviare l’elenco delle istituzioni
scolastiche delle quali non sono pervenute le informazioni richieste,
anche al fine di sollecitarne l’invio – si forniscono, nel seguito,
alcuni indirizzi operativi ai quali, peraltro, l’Ufficio scrivente si
è attenuto nella identificazione dei criteri posti a fondamento
dell’allegata ripartizione delle risorse finanziarie, da destinare
alle finalità in oggetto e finalizzate a consentire il pieno
espletamento, da parte dei Dirigenti scolastici, dei rispettivi
compiti in materia di sicurezza nelle
scuole.FORMAZIONEL’attività riguarda le figure del
responsabile del servizio di prevenzione e protezione
(ove assunta direttamente dal Capo d’istituto, ai sensi dell’articolo
10 del D.L.vo 626/94, in presenza di un numero di addetti, esclusi gli
allievi, inferiore alle 200 unità), del primo soccorso e
delle misure per la prevenzione e protezione dagli incendi
nonché del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza, atteso che per la formazione generica del personale
scolastico può utilizzarsi il supporto multimediale a suo tempo
fornito.A tal proposito gli Uffici Scolastici Regionali – tenendo
conto anche degli esiti del monitoraggio effettuato – avranno cura di
sensibilizzare opportunamente i Capi d’Istituto che ancora non vi
hanno provveduto, ad assicurare il tempestivo, completo, adempimento
dell’obbligo formativo da parte di tutti gli interessati. Per quanto
attiene alle categorie speciali – tenute, in quanto tali, a seguire un
percorso formativo differenziato – a fronte della rilevante
entità del personale coinvolto e del conseguente impegno
finanziario, questo Ministero, per l’anno finanziario 2001, ha
già provveduto a reperire e ripartire tra gli Uffici in
indirizzo con nota n. 979 del 4 maggio 2001 la somma di £. 40
miliardi, secondo i criteri in essa indicati ed assunti sulla base dei
fabbisogni stimati anche in relazione al numero delle strutture
scolastiche insistenti sul rispettivo territorio.La rilevanza, le
caratteristiche peculiari dell’attività formativa ed il
notevole numero dei soggetti coinvolti – senza contare l’elevato
indice di mobilità del personale docente ed ATA ed il
rispettivo, fisiologico, turn over – non consente di
considerare completamente assolti gli obblighi di legge con il
compimento una tantum dei percorsi formativi mirati, come
impone la disciplina della sicurezza, ma richiede un costante
adeguamento ed aggiornamento delle attività, con la conseguente
necessità di un corrispondente flusso finanziario che le
sostenga a fronte dei bisogni concretamente espressi dalle
realtà delle singole istituzioni scolastiche.Con la recente
legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002) sono stati
stanziati 20.658.276 euro, pari ad altri 40 miliardi di lire, che si
ripartiscono tra gli Uffici in indirizzo, come dall’unita tabella,
coinvolto, dell’indice di mobilità dello stesso e dei costi
medi gestionali. Tali risorse sono finalizzate, in parte, proprio al
completamento ed all’aggiornamento della formazione delle figure in
esame nonché a risolvere le esigenze determinate dalle altre
attività prescritte dalla normativa di riferimento in materia
di sicurezza sul lavoro. Nel richiamare, pertanto, le indicazioni
generali fornite con la precitata nota 4 maggio 2001, n. 979, si
invitano i Direttori Regionali – sulla base dell’effettivo fabbisogno
delle iniziative eventualmente già attivate al riguardo – a
proseguire nell’avvio dei singoli corsi, per garantire agli
interessati la più efficace formazione e concludere nel minor
tempo possibile, compatibilmente con il servizio svolto dal personale
coinvolto, le rispettive attività formative. Nell’attivazione
dei corsi – ferma restando ogni autonoma determinazione al riguardo –
si valuteranno prioritariamente le opportunità offerte dal
ricorso alla Convenzione sottoscritta con i VV.F., tenendo conto,
comunque, della necessità dell’affidamento di detti corsi ad
Enti erogatori del servizio opportunamente accreditati per tale
formazione specifica ed, in quanto tali, espressamente abilitati, ai
sensi della vigente normativa, al rilascio di valida certificazione
atta ad assolvere agli obblighi di legge.RAPPRESENTANTE DEI
LAVORATORI PER LA SICUREZZADal monitoraggio effettuato è
emerso che la figura del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza – di particolare importanza per la funzione istituzionale di
continuo confronto che la normativa gli riconosce e le cui
modalità di designazione sono disciplinate dal vigente accordo
quadro e dagli accordi assunti in sede di contrattazione decentrata
(articolo 58 del CCNI) – è stata individuata nella maggior
parte delle Istituzioni scolastiche, ma la formazione non ha coinvolto
tutti i soggetti interessati.Gli Uffici Scolastici Regionali,
perciò, dovranno sensibilizzare i Capi d’Istituto, che ancora
non lo avessero fatto, a provvedere in merito sollecitando le R.S.U.
alla designazione/elezione del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza e, soprattutto, assicurando tempestivamente al personale
coinvolto la richiesta formazione, la cui soglia minima è
disciplinata dal Decreto del Ministero del Lavoro 16 gennaio 1997,
tenendo conto, al riguardo, anche degli standards formativi
all’uopo individuati dagli Organismi paritetici territoriali,
contemplati dall’articolo 59 del suindicato CCNI ed ora collocati a
livello regionale ai sensi dell’articolo 2 del CCNL, II biennio,
sottoscritto il 15 marzo 2001. Organismi questi, peraltro, sulla cui
necessità si richiama la particolare attenzione degli Uffici in
indirizzo in quanto la relativa costituzione risponde ad un preciso
obbligo contrattuale. MEDICO COMPETENTEIn proposito si rinvia
preliminarmente all’articolo 16 del D.L.vo 626/94, che limita
espressamente la sorveglianza sanitaria – intesa come periodici e
preventivi accertamenti diretti a verificare l’assenza di
controindicazioni nello svolgimento di determinate attività –
ai soli casi previsti dalla vigente normativa. Normativa, questa, che
contempla tale sorveglianza esclusivamente quando le vigenti
disposizioni ne facciano espressa previsione, come, a titolo
esemplificativo, nella tabella allegata all’articolo 33 del D.P.R.
303/56, nel Decreto legislativo n. 277/91 ovvero nei titoli V, VI, VII
ed VIII del D.L.vo 626/94 (C.M. Ministero Lavoro 7 agosto 1995, n.
102/95 su G.U. 21.8.1995, n. 194).Pertanto tale assistenza deve essere
assicurata solamente laddove – opportunamente effettuata la
valutazione del rischio – ricorrano effettivamente attività
pericolose, come in quelle tipologie di Istituzioni scolastiche il cui
personale ed allievi, per il tempo dedicato alle rispettive
esercitazioni didattiche, facciano uso di laboratori, apparecchi,
macchine, attrezzature di lavoro od agenti chimici comportanti
obbiettivi elementi di rischio per la loro salute. Ove, dunque, ne
sussista la necessità, i Dirigenti scolastici procederanno, con
le modalità indicate nella circolare 119 del 29 aprile 1999 –
con particolare riguardo all’opportunità di consorziarsi tra di
loro al fine di realizzare economie di scala – alla nomina del medico
competente, provvedendo ai relativi oneri, in base ad adeguata
fatturazione periodica, con le risorse nella circolare medesima
evidenziate.Premesso quanto sopra, gli Uffici Scolastici Regionali
preso atto della nomina del medico competente, avranno cura di tener
conto anche di tali spese in sede di ripartizione, tra le Istituzioni
scolastiche insistenti nel rispettivo territorio, dei finanz…

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