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sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) (sedicesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto
il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 137, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione,
presentata previa consultazione del Comitato consultivo per la
sicurezza, l’igiene e la protezione della salute sul luogo di
lavoro,visto il parere del Comitato economico e sociale, previa
consultazione del Comitato delle regioni, deliberando secondo la
procedura di cui all’articolo 251 del trattato, visto il progetto
comune approvato dal Comitato di conciliazione l’8 aprile
2002,considerando quanto segue:(1) In base al trattato il Consiglio
può adottare, mediante direttive, prescrizioni minime per
promuovere il miglioramento, in particolare dell’ambiente di lavoro,
al fine di garantire un miglior livello di protezione della sicurezza
e della salute dei lavoratori. È necessario che le direttive
summenzionate evitino di imporre vincoli amministrativi, finanziari e
giuridici tali da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e
medie imprese.(2) La comunicazione della Commissione sul suo programma
d’azione per l’attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori prevede la definizione di prescrizioni
minime di sanità e di sicurezza relative all’esposizione dei
lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici. Nel settembre 1990
il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione su questo programma
d’azione che invita in particolare la Commissione a elaborare una
direttiva specifica nel campo dei rischi legati al rumore e alle
vibrazioni nonché a qualsiasi altro agente fisico sul luogo di
lavoro.(3) È necessario, come primo passo, introdurre misure di
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle vibrazioni,
a causa degli effetti di queste sulla salute e sulla sicurezza dei
lavoratori, segnatamente i disturbi muscolo-scheletrici, neurologici e
vascolari. Tali misure mirano non solo ad assicurare la salute e la
sicurezza di ciascun lavoratore considerato individualmente ma anche a
creare per tutti i lavoratori della Comunità una piattaforma
minima di protezione che eviti le possibili distorsioni di
concorrenza.(4) La presente direttiva stabilisce prescrizioni minime
il che lascia agli Stati membri la facoltà di mantenere o di
adottare disposizioni più favorevoli in materia di protezione
dei lavoratori, segnatamente la fissazione di valori inferiori per il
valore giornaliero che fa scattare l’azione o il valore limite
giornaliero d’esposizione alle vibrazioni. L’attuazione della presente
direttiva non può giustificare un regresso rispetto alla
situazione esistente in ciascun Stato membro.(5) È necessario
che un sistema di protezione contro le vibrazioni si limiti a
definire, senza entrare inutilmente nel dettaglio, gli obiettivi da
raggiungere, i principi da rispettare e le grandezze fondamentali da
utilizzare onde consentire agli Stati membri di applicare le
prescrizioni minime in modo equivalente.(6) La riduzione
dell’esposizione alle vibrazioni è realizzata in maniera
più efficace attraverso l’applicazione di provvedimenti di
prevenzione fin dalla progettazione dei posti e dei luoghi di lavoro,
nonché attraverso la scelta delle attrezzature, dei
procedimenti e dei metodi di lavoro, allo scopo di ridurre in via
prioritaria i rischi alla fonte. Disposizioni relative alle
attrezzature e ai metodi di lavoro contribuiscono quindi alla
protezione dei lavoratori che ne fanno uso.(7) È necessario che
i datori di lavoro si adeguino ai progressi tecnici e alle conoscenze
scientifiche per quanto riguarda i rischi derivanti
dall’esposizione alle vibrazioni, in vista del miglioramento
della protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori.(8) Per
i settori della navigazione marittima e aerea, nell’attuale stato
della tecnica, non è possibile rispettare in tutti i casi i
valori limite di esposizione relativi alle vibrazioni trasmesse al
corpo intero. Vanno pertanto previste possibilità di deroga
debitamente giustificate.(9) Poiché la presente direttiva
è una direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16,
paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno
1989, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il
lavoro, quest’ultima si applica al settore dell’esposizione dei
lavoratori alle vibrazioni, fatte salve disposizioni più
rigorose e/o specifiche contenute nella presente direttiva.(10) La
presente direttiva costituisce un elemento concreto nel quadro della
realizzazione della dimensione sociale del mercato interno.HANNO
ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:SEZIONE I DISPOSIZIONI
GENERALIArticolo 1Obiettivo e ambito di applicazione1. La
presente direttiva, che è la sedicesima direttiva particolare a
norma dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE, fissa
le prescrizioni minime in materia di protezione dei lavoratori contro
i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono
derivare, dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.2. Le
prescrizioni della presente direttiva si applicano alle
attività in cui i lavoratori sono esposti o possono essere
esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche durante il
lavoro.3. La direttiva 89/391/CEE si applica integralmente al settore
definito nel paragrafo 1, salve le disposizioni più rigorose
e/o specifiche contenute nella presente direttiva.Articolo
2DefinizioniAi fini della presente direttiva, si intende
per:a) «vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio»:
le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio
nell’uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei
lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari,
neurologici o muscolari;b) «vibrazioni trasmesse al corpo
intero»: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo
intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori,
in particolare lombalgie e traumi del rachide.Articolo 3Valori limite
di esposizione e valori di esposizione che fanno scattare
l’azione1. Per le vibrazioni trasmesse al sistema
mano-braccio:a) il valore limite giornaliero di esposizione
normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore è fissato a 5
m/s2;b) il valore giornaliero di esposizione che fa scattare
l’azione normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore è
fissato a 2,5 m/s2.L’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni
trasmesse al sistema mano-braccio è valutata o misurata in base
alle disposizioni di cui all’allegato, parte A, punto 1.2. Per le
vibrazioni trasmesse al corpo intero:a) il valore limite
giornaliero di esposizione normalizzato a un periodo di riferimento di
8 ore è fissato a 1,15 m/s2 oppure, a seconda della scelta
dello Stato membro, a un valore della dose di vibrazioni di 21
m/s1,75;b) il valore giornaliero di esposizione che fa scattare
l’azione normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore è
fissato a 0,5 m/s2, oppure, a seconda della scelta dello Stato membro,
a un valore della dose di vibrazioni di 9,1 m/s1,75.L’esposizione dei
lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero è valutata
o misurata in base alle disposizioni di cui all’allegato parte B,
punto 1.SEZIONE II OBBLIGO DEI DATORI DI LAVOROArticolo
4Identificazione e valutazione dei rischi1. Nell’assolvere gli
obblighi definiti all’articolo 6, paragrafo 3, e all’articolo 9,
paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE, il datore di lavoro valuta e,
se del caso, misura i livelli di vibrazioni meccaniche cui i
lavoratori sono esposti. La misurazione è effettuata
conformemente al punto 2, rispettivamente della parte A o B
dell’allegato della presente direttiva.2. Il livello di esposizione
alle vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante
l’osservazione delle condizioni di lavoro particolari e il riferimento
ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle
vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature in particolari
condizioni di uso, incluse le informazioni fornite in materia dal
costruttore delle attrezzature. Questa operazione va distinta dalla
misurazione, che richiede l’impiego di attrezzature specifiche e di
una metodologia appropriata.3. La valutazione e la misurazione di
cui al paragrafo 1 devono essere programmate ed effettuate a
intervalli idonei da servizi competenti tenendo conto, segnatamente,
delle disposizioni relative alle competenze richieste (persone o
servizi) di cui all’articolo 7 della direttiva 89/391/CEE. I dati
ottenuti dalla valutazione e/o dalla misurazione del livello di
esposizione alle vibrazioni meccaniche vengono conservati in forma
idonea a consentirne la successiva consultazione.4. A norma
dell’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 89/391/CEE, il datore di
lavoro, in occasione della valutazione dei rischi, presta particolare
attenzione ai seguenti elementi:a) il livello, il tipo e la durata
dell’esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni
intermittenti e a urti ripetuti;b) i valori limite di esposizione e
i valori di esposizione che fanno scattare l’azione specificati
nell’articolo 3 della presente direttiva;c) gli eventuali effetti
sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori a rischio
particolarmente esposti;d) gli eventuali effetti indiretti sulla
sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni
meccaniche e l’ambiente di lavoro o altre attrezzature;e) le
informazioni fornite dal costruttore dell’attrezzatura di lavoro a
norma delle pertinenti direttive comunitarie in
materia;f) l’esistenza di …

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