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Vigilanza per la sicurezza del lavoro. Dpcm 14 ottobre 1997, n. 412, D...

Vigilanza per la sicurezza del lavoro. Dpcm 14 ottobre 1997, n. 412, Dpcm 5 dicembre 1997
Circolare Ministeriale

L’evoluzione legislativa in materia giuslavoristica sta
progressivamente rivalorizzando l’ispezione del lavoro attraverso
nuove competenze affidate all’organo statuale di vigilanza.In
particolare si evidenziano le seguenti disposizioni legislative in
materia di sicurezza del lavoro che richiedono imprescindibilmente
specifiche professionalità tecniche:1) D.Lgs. 626/1994
modificato ed integrato dal D.Lgs. 242/1996. concernente il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi
di lavoro;2) D.Lgs. 230/1995 in materia di protezione dei lavoratori
dai rischi delle radiazioni ionizzanti;3) D.Lgs. 493/1996 concernente
prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza o di salute nei
luoghi di lavoro;4) D.Lgs. 494/1996 concernente prescrizioni minime di
sicurezza e di salute nei cantieri temporanei o mobili;5) D.Lgs.
175/1996 [n.d.r. si legga D.Lgs n.475 del 4/12/1992] concernente
dispositivi di protezione individuale;6) Dpr 24 luglio 1996 n. 459
recante direttiva macchine;7) D.Lgs. 25 novembre 1996 n. 626,
riguardante marcatura Ce del materiale elettrico.Alle suddette
disposizioni occorre aggiungere altre normative riguardanti la
promozione, misure di sostegno dell’occupazione e l’attuazione delle
politiche attive del lavoro (legge 29 novembre 1996 n. 608 e 24 giugno
1997 n. 196),Per fronteggiare le suddette mutate esigenze funzionali
della vigilanza questo Ministero, nell’ambito del disegno
riorganizzativo dell’amministrazione in attuazione della legge 59/1996
e del D.Lgs. 469/1997, sta predisponendo un piano di adeguamento delle
strutture e rafforzamento degli organici, sia mediante appositi
concorsi pubblici, taluni dei quali sono già definiti ed altri
sono in corso di espletamento, che mediante il passaggio di personale
da altre amministrazioni dello Stato al Servizio ispezione del lavoro
(art. 39, comma 7 della legge 449/1996).Il suddetto piano tiene conto
anche delle esigenze derivanti dall’avanzato stato di attuazione del
processo di informatizzazione delle procedure ispettive volto alla
costituzione di un sistema informativo che consenta una gestione
efficiente ed efficace del Servizio ispettivo.Per assicurare una
puntuale ed incisiva attività di vigilanza per l’applicazione
delle suddette più recenti normative nonché di quelle
preesistenti, non si potrà prescindere dal coordinamento a
livello sia centrale che periferico, cui sono interessati e devono
essere coinvolti i vari organi di vigilanza (Inps, Inail, eccetera)
comunque preposti alla tutela previdenziale nelle sue varie
tipologie.Tale coordinamento dovrà avere quale scopo primario
quello di evitare inutili duplicazioni di interventi e garantire nel
contempo una costante presenza degli organi ispettivi sul territorio;
dovrà inoltre avere quale ulteriore scopo quello di verificare
la corretta applicazione della normativa contrattuale nonché
quello di debellare il lavoro nero, il lavoro minorile, l’occupazione
abusiva di lavoratori extracomunitari, pseudo artigiani, eccetera.In
tale contesto si ritiene vada inserito il Dpcm 14 ottobre 1997 n. 412,
concernente l’individuazione delle attività lavorative
comportanti rischi particolarmente elevati, per le quali
l’attività di vigilanza può essere esercitata anche
dagli Ispettorati del lavoro, che con il Dpcm 5 dicembre 1997; recante
atto di indirizzo e coordinamento per l’individuazione degli organi
operanti nella materia della sicurezza e della salute nei luoghi di
lavoro, completa il quadro di riferimento normativo previsto dagli
artt. 23 e 27 del D.Lgs. 626/1994, così come modificato ed
integrato dal D.Lgs. 242/1996 (di seguito denominato D.Lgs. 626/1994),
per l’esercizio delle ulteriori funzioni attribuite all’Ispettorato
del lavoro in tema di sicurezza del lavoro.Appare pertanto opportuno
fornire, a questo punto, le prime linee di indirizzo operativo agli
uffici al fine di conferire all’attività di vigilanza
l’indispensabile carattere di uniformità e correttezza
applicativa delle norme che la disciplinano.La preventiva informazione
ai Servizi di prevenzione e sicurezza delle Asl circa
l’attività di vigilanza dell’Ispettorato del lavoro nelle
materie di cui al Dpcm 412/1997, così come prevista dallo
stesso decreto e, prima ancora, dall’art.23 del D.Lgs. 626/1994,
dovrà essere assicurata per evitare, anche per la materia in
esame, duplicazioni di intervento e soprattutto per realizzare la
massima collaborazione nella pianificazione degli interventi,
condizione essenziale per corrispondere in termini di massima
efficacia complessiva al notevole interesse sociale tutelato dalla
particolare vigilanza. Tale informazione riguarderà anche
l’attività ispettiva sui lavori di costruzione di opere
ferroviarie, indicati come particolarmente rischiosi dal Dpcm
412/1997, senza che ciò implichi tuttavia modificazioni nelle
procedure per la programmazione e l’attuazione della ordinaria
vigilanza congiunta con gli organi della società Ferrovie dello
Stato per la prevenzione degli infortuni negli impianti per
l’esercizio ferroviario, disciplinate dalla normativa speciale di cui
alla legge 191/1974, che resta di esclusiva competenza dell’organo di
vigilanza congiunta, come individuato dall’art. 35 di quest’ultima
legge e dai successivi derivati provvedimenti regolamentari.La sede
naturale ove saranno stabilite le suddette essenziali intese operative
a livello regionale, è il comitato di coordinamento previsto
dall’art. 27 del D.Lgs. 626/1994, e definito strutturalmente e
funzionalmente dal già citato Dpcm 5 dicembre 1997, che tra i
diversi soggetti componenti annovera il Settore ispezione della
Direzione regionale del lavoro.Ai criteri di coordinamento degli
interventi ispettivi concordati in seno al suddetto comitato, faranno
riferimento i Servizi ispezione delle Direzioni provinciali del
lavoro, che in raccordo con le Aziende sanitarie locali definiranno i
propri programmi di lavoro sulla base degli elementi di
priorità, sia territoriali che temporali.Al fine di assicurare
poi una più significativa presenza degli Organi di vigilanza
nel territorio e per qualificare l’attività anche come valido
strumento di prevenzione, l’azione di coordinamento potrà
comprendere momenti di reciproca informazione – anche riguardo agli
eccessi effettuati – tra tutti i soggetti preposti alla vigilanza in
questione.A tal proposito si ritiene che codeste Direzioni tra i
contenuti dell’informazione possano annoverare anche lo scambio
periodico di dati e notizie riferito non solo agli accessi effettuati,
ma anche alle notifiche di cui all’articolo 11, comma 1, del D.Lgs.
494/1996 ed alla trasmissione degli attestati di cui all’articolo 19,
comma 3, del suddetto decreto, nonché di quelli riferiti
all’articolo 10, comma 2, lettere a), b), c) e d) del D.Lgs.
626/1994.Ai fini del suddetto raccordo, le Direzioni provinciali del
lavoro terranno ovviamente conto delle disponibilità di
ispettori tecnici che abbiano già maturato esperienze nel
particolare settore, o che siano in fase di specifica formazione a
seguito delle iniziative corsuali in atto.Il particolare momento,
inserito nel più ampio quadro delle iniziative legislative e
ministeriali, è propizio per il rilancio anche delle
attività di vigilanza tecnica nell’ambito di una visione
globale dell’ispezione del lavoro.L’individuazione dei criteri di
programmazione della vigilanza non potrà prescindere dalla
valutazione di altri parametri comunque posti a tutela delle
condizioni di lavoro, che oltre a quelli citati mi premessa, nella
prospettiva della sicurezza, faranno altresì riferimento agli
appalti pubblici (cosiddetti appalti a cascata) ed all’intermediazione
ed interposùizione di manodopera.Tenuto conto del carattere
innovativo dell’applicazione della più recente normativa ed al
fine di intervenire tempestivamente a fronte di eventuali
problematiche che dovessero insorgere nel corso dell’attuazione della
vigilanza in materia di sicurezza nei cantieri edili, le Direzioni
regionali del lavoro sono invitate a far pervenire al Servizio
centrale per l’ispezione del lavoro una sintetica relazione contenente
i dati più significativi ed eventuali proposte entro il 10
luglio p.v.

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