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D.Lgs. n. 626/94. Art. 8, comma 11
Lettera Circolare...

D.Lgs. n. 626/94. Art. 8, comma 11
Lettera Circolare

È stata sottoposta all’attenzione della scrivente,
da parte di alcuni Uffici periferici, la problematica riguardante
l’obbligo del datore di lavoro di comunicare
all’Ispettorato del Lavoro e alle Unità Sanitarie Locali
il nominativo del responsabile del Servizio di prevenzione e
protezione, previsto dall’art 8, comma 11, del D.Lgs. 626/94
– con particolare riferimento alla natura del termine, alla
individuazione dell’Autorità amministrativa cui inviare
il rapporto ex art. 17 Legge 689/81 e del Capitolo del Bilancio
statale cui destinare l’importo della sanzione irrogata.Come
è noto, il sistema delineato dal legislatore nel Decreto
Legislativo 626/94 prevede l’individuazione anche
nell’Ispettorato del Lavoro per lo svolgimento dei compiti di
vigilanza in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, in
specifici settori, così come individuati dal D.P.C.M. del 14.
10.97 n. 412.Nell’ambito dei poteri di vigilanza riconosciuti
all’ispettorato del Lavoro, va senz’altro ricompreso anche
quello relativo all’accertamento diretto alla violazione
dell’obbligo di cui all’art. 8, comma 11, avendo il
legislatore individuato tra gli organi destinatari della comunicazione
del responsabile della sicurezza, anche l’lspettorato del
Lavoro.Ne consegue che al fine di individuare l’organo
destinatario del rapporto di cui all’art. 17 della Legge 689/81
occorra far riferimento a quanto stabilito dallo stesso articolo, in
base al quale il rapporto deve essere presentato all’Ufficio
periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del Ministero
nella cui competenza rientra la materia nella quale si riferisce la
violazione.Pertanto, nel caso in esame, ovvero limitatamente alle
ipotesi di accertata violazione dell’obbligo di cui
aIl’art. 8, comma 11, del D.Lgs. 626/94 nei confronti
dell’Ispettorato del Lavoro, la scrivente ritiene che il
rapporto debba essere inviato al Direttore della Direzione Provinciale
del Lavoro competente.Al riguardo, con particolare riferimento a
diversa ipotesi avanzata si osserva che se il legislatore avesse
voluto individuare nelle AA.SS.LL. l’Autorità competente
a ricevere il rapporto ex art. 17, lo avrebbe dovuto
esplicitare, atteso che, nella materia, non appare possibile trovare
la soluzione in via analogica ed estensiva, combinando, ad esempio, il
terzo comma dell’art. 17 con il disposto deIl’art. 21,
penultimo comma., della Legge 833/78.Ciò premesso, da una
interpretazione letterale della norma in questione, deve ritenersi che
il legislatore abbia delineato due precetti distinti e non assorbenti
– obbligo di comunicazione alle AA. SS. LL.. e obbligo di
comunicazione all’Ispettorato del Lavoro – individuandone
distintamente i destinatari, aventi rispettivamente poteri di
accertamento e contestazione della eventuale violazione, anche
con riferimento all’applicazione della sanzione.Pertanto, appare
inevitabile ritenere – salvo diversa ed esplicita indicazione che
intenderà fornire il legislatore o la Giurisprudenza di
legittimità – che la sanzione amministrativa stabilita
dall’art. 89, comma 3, del D.Lgs. 626/94 possa essere irrogata,
rispettivamente dagli organi destinatari della comunicazione.Fermo
restando quanto sopra esposto, per quanto riguarda invece
l’individuazione del Capitolo di entrata del Bilancio dello
Stato, cui destinare i proventi delle sanzioni irrogate dalla
Direzione Provinciale del Lavoro, la scrivente ritiene che debbano
essere versati all’Erario, Capo VIII – Capitolo 2301, in assenza
di una espressa disposizione legislativa in merito.Per quanto riguarda
la problematica del termine entro il quale tale comunicazione deve
essere effettuata, si osserva che, in assenza di una previsione
legislativa dello stesso, considerato che il datore di lavoro deve
effettuare la valutazione del rischio ed elaborare il documento della
sicurezza, “In collaborazione con il responsabile del servizio
da prevenzione e protezione” (art. 4, comma 6),
può ritenersi che la comunicazione di tale rapporto debba
essere preventiva e la comunicazione alla Direzione Provinciale del
Lavoro, vada effettuata non oltre il termine di elaborazione del
documento suddetto.

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