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Attuazione della direttiva 1999/34/CE, che modifica la direttiva 85/37...

Attuazione della direttiva 1999/34/CE, che modifica la direttiva 85/374/CEE, in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, ed in particolare gli
articoli 1 e 2 e l’allegato A;
Vista la direttiva 1999/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 10 maggio 1999, che modifica la direttiva 85/374/CEE del
Consiglio relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di
responsabilità per danno da prodotti difettosi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
224, con il quale è stata data attuazione alla direttiva
85/374/CEE del Consiglio del 25 luglio 1985, e successive
modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 gennaio 2001;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 febbraio 2001;
Sulla proposta dei Ministri per le politiche comunitarie e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del commercio con
l’estero, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
della sanità e delle politiche agricole e forestali; 
Note alla premessa:
L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della funzione
legislativa non può essere delegato al Governo se non con
determinazione di princìpi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al Presidente
della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i
decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– La legge 21 dicembre 1999, n. 526, reca:
“Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’apppartenenza dell’Italia alle Comunità europee – legge
comunitaria 1999”.
– Gli articoli 1 e 2, della citata legge così recitano:
“Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie).
– 1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’art. 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri o del Ministro per le politiche comunitarie e
del Ministro con competenza istituzionale prevalente per la materia,
di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia e del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B sono trasmessi,
dopo che su di essi sono stati acquisiti gli altri pareri previsti da
disposizioni di legge ovvero sono trascorsi i termini prescritti per
l’espressione di tali pareri, alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica perché su di essi sia espresso, entro quaranta giorni
dalla data di trasmissione, il parere delle commissioni competenti per
materia; decorso tale termine, i decreti sono emanati anche in
mancanza di detto parere. Qualora il termine previsto per il parere
delle commissioni scada nei trenta giorni che precedono la scadenza
dei termini previsti al comma 1 o successivamente, questi ultimi sono
prorogati di novanta giorni.
4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi da essa fissati,
il Governo può emanare, con la procedura indicata nei commi 2 e 3,
disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati
ai sensi del comma 1.
5. Il termine per l’esercizio della delega per l’attuazione della
direttiva 97/5/CE è di sei mesi.
Art. 2 (Criteri e princìpi direttivi generali della delega
legislativa). – 1. Salvi gli specifici princìpi e criteri direttivi
stabiliti negli articoli seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti
nelle direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all’art. 1
saranno informati ai seguenti princìpi e criteri generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate provvederanno
all’attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie strutture
amministrative;
b) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli
settori interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte le
occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;
c) salva l’applicazione delle norme penali vigenti, ove necessario per
assicurare l’osservanza delle disposizioni contenute nei decreti
legislativi, saranno previste sanzioni amministrative e penali per le
infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a lire 200 milioni e
dell’arresto fino a tre anni, saranno previste, in via alternativa o
congiunta, solo nel casi in cui le infrazioni ledano o espongano a
pericolo interessi generali dell’ordinamento interno. In tali casi
saranno previste: la pena dell’ammenda alternativa all’arresto per le
infrazioni che espongano a pericolo o danneggino l’interesse protetto;
la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le infrazioni
che rechino un danno di particolare gravità. È fatta salva la
previsione delle sanzioni alternative o sostitutive della pena
detentiva di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), della legge 25
giugno 1999, n. 205. La sanzione amministrativa del pagamento di una
somma non inferiore a lire 50 mila e non superiore a lire 200 milioni
sarà prevista per le infrazioni che ledano o espongano a pericolo
interessi diversi da quelli sopra indicati.
Nell’ambito dei limiti minimi e massimi previsti, le sanzioni sopra
indicate saranno determinate nella loro entità, tenendo conto della
diversa potenzialità lesiva dell’interesse protetto che ciascuna
infrazione presenta in astratto, di specifiche qualità personali del
colpevole, comprese quelle che impongono particolari doveri di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonché del vantaggio patrimoniale
che l’inflazione può recare al colpevole o alla persona o ente nel cui
interesse egli agisce. In ogni caso, in deroga ai limiti sopra
indicati, per le infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi
saranno previste sanzioni penali o amministrative identiche a quelle
eventualmente già comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che
siano omogenee e di pari offensività rispetto alle infrazioni
medesime;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardano l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, in quanto non sia possibile far fronte con i fondi
già assegnati alle competenti amministrazioni si provvederà a norma
degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183, osservando
altresì il disposto dell’art. 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto
1978, n. 468, introdotto dall’art. 7 della legge 23 agosto 1988, n.
362;
e) all’attuazione di direttive che modificano precedenti direttive già
attuate con legge o decreto legislativo si procederà, se la
modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle materie
trattate dalle direttive da attuare, la disciplina disposta sia
pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive medesime, tenuto
anche conto delle eventuali modificazioni comunque intervenute fino al
momento dell’esercizio della delega;
g) nelle materie di competenza delle regioni a statuto ordinario e
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno
osservati l’art. 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86, l’art. 6, primo
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, e l’art. 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. Nell’attuazione delle normative comunitarie, gli oneri di
prestazioni e controlli da eseguirsi da parte di uffici pubblici in
applicazione delle normative medesime sono posti a carico dei soggetti
interessati in relazione al costo effettivo del servizio, ove ciò non
risulti in contrasto con la disciplina comunitaria. Le tariffe di cui
al precedente periodo sono predeterminate e pubbliche.”.
– L’allegato A della citata legge riporta l’elenco delle direttive da
attuare con decreto legislativo.
– La direttiva 1999/34/CE è pubblicata in GUCE n. L. 141 del 4 giugno
1999.
– La direttiva 85/374/CEE è pubblicata in GUCE n. L. 210 del 7 agosto
1985.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 224,
reca: “Attuazione della direttiva CEE n. 85/374 relativa al
ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità, per
danno da prodotti difettosi, ai sensi dell’art. 15 della legge 16
aprile 1987, n. 183”.
(*) Per il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
224, vedasi le premesse.
– Il testo vigente dell’art. 2, del citato decreto del Presidente
della Repubblica così come modificato dal presente decreto, così
recita:
“Art. 2 (Prodotto). – 1. Prodotto, ai fini delle presenti
disposizioni, è ogni bene mobile, anche se incorporato in altro bene
mobile o immobile.
2. Si considera prodotto anche l’elettricità.
3. (Abrogato)”.
– Il testo vigente dell’art. 3 del citato decreto del Presidente della
Repubblica così come modificato dal presente decreto, così recita:
“1. Produttore è il fabbricante del pr…

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