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Programmazione dell'attività di vigilanza.
Circolare Ministerial...

Programmazione dell'attività di vigilanza.
Circolare Ministeriale

Oggetto: Programmazione dell’attività di vigilanza. 1.
PremessaA seguito del decreto del Ministro del lavoro del 3 aprile
2000 contenente la direttiva per l’attività istituzionale
emanata ai sensi dell’art.14 del D.Lgs. n.29/93 e successive
modificazioni e integrazioni ed in esito agli incontri organizzati
dalla scrivente con tutti i Dirigenti delle Direzioni Regionali del
lavoro, è emersa la necessità di delineare particolari
linee programmatiche per una più incisiva azione ispettiva che
tenga conto di determinate priorità e strategie di
intervento.In particolare, si rende opportuno dare attuazione ad una
programmazione dell’attività di vigilanza che realizzi
interventi organici e mirati e che sviluppi il coordinamento e
l’integrazione con altri organi di controllo.Ciò anche in
considerazione del Piano straordinario per la sicurezza sul lavoro,
approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 maggio u.s. e relativo alla
necessità di definire una politica per la sicurezza e salute
nei luoghi di lavoro che coordina l’intervento delle diverse
amministrazioni competenti, anche in attuazione degli impegni assunti
con Carta 2000.Per tali fini, nella stessa individuazione dei settori
a rischio operata nelle riunioni ricordate si è tenuto conto
della configurazione socio-economica del Paese, dalla cui analisi sono
emerse le priorità da osservarsi in sede di programmazione di
interventi ispettivi mirati. L’esito di tale ricognizione
consente di dare speciale rilievo a determinati settori di intervento,
sia da parte di codesti Uffici nella programmazione periodica
dell’azione di vigilanza, che in sede di coordinamento delle
attività a livello centrale.Così, in parallelo con
l’ordinaria azione di controllo nei settori individuati nel
corso delle riunioni, si dovrà procedere all’attuazione
della programmazione degli interventi nei settori e secondo le linee
di indirizzo di seguito indicate.In particolare, nelle ipotesi in cui
sarà posta in essere un’attività di vigilanza
integrata, dovranno essere seguite le indicazioni operative dettate
con lettera circolare dell’11 aprile 2000, secondo quanto
stabilito dalla Commissione Centrale di coordinamento
dell’attività ispettiva e di controllo degli adempimenti
fiscali, contributivi e di sicurezza nei luoghi di lavoro istituita
con D.M. 23/9/99. 2. Settori di intervento2.1.1.
Edilizia.Appare opportuna una programmazione di attività di
vigilanza con particolare riguardo alla materia della prevenzione
infortuni ed igiene del lavoro. Nel settore dell’edilizia,
infatti, si verifica diffusamente l’impiego irregolare di
manodopera con rapporti fittizi di lavoro autonomo e si realizza una
larghissima violazione non solo degli obblighi contributivi, ma anche
delle più elementari norme in materia di sicurezza. In
particolare, si dovrà porre maggiore attenzione al fenomeno
della edilizia in economia „in proprio“, nel quale si
registra, oltrechè un’evasione contributiva totale, una
totale elusione della normativa di igiene e sicurezza.Al riguardo,
necessita lo studio di apposite metodiche ispettive finalizzate
all’individuazione dei cantieri abusivi (ad es. attraverso il
controllo dei consumi abnormi di energia elettrica). Utili indicazioni
potranno, peraltro, provenire dalla Circolare di questo Ministero, n.
40 del 31/03/98, nonchè dalla Direttiva del Ministro n.
72103/G/86/263 del 30/07/99. 2.1.2. Appalti.Presenta problematiche
peculiari il settore degli appalti pubblici, in particolare per quanto
concerne i rapporti tra committenti ed appaltatori e tra questi ultimi
ed i subappaltatori.Particolare rilievo assumono in materia gli
impegni assunti da Governo, Regioni e parti sociali volti ad
assicurare, tra l’altro, il rispetto di adeguati standards di
sicurezza.Per tali motivi, l’attività ispettiva
dovrà contribuire in modo più incisivo
all’attuazione della tutela civilistica, tendendo ad un
coinvolgimento del committente nelle tematiche riguardanti la
sicurezza, la regolarità contributiva e contrattuale ed
evidenziando il vincolo di solidarietà che unisce appaltatore e
subappaltatore.In particolare, va richiamata l’attenzione sulla
possibilità, attribuita al committente dal nostro ordinamento,
di esperire azioni contrattuali nei confronti dell’appaltatore
qualora il medesimo si renda inadempiente agli obblighi convenzionali
in senso stretto, previdenziali, nonché a quelli previsti in
materia di sicurezza.Maggiori indicazioni operative sono state dettate
in proposito con la circolare n.26 del 21 aprile 2000.2.2.
Agricoltura.Va ricordato in primo luogo il persistere in tale ambito
del fenomeno del lavoro sommerso, che, in determinate regioni,
concretizza la grave problematica che riguarda lo sfruttamento di
lavoratori mediante i cosiddetti caporali.Va segnalato, inoltre, che
il fenomeno dell’illegalità assume in tali evenienze le
più diverse forme e connotazioni, quali, ad esempio, quella
delle pseudo-cooperative che, dietro l’apparenza di associazioni
finalizzate alla fornitura di servizi alle aziende agricole che ne
facciano richiesta, camuffano il subdolo fenomeno del
"caporalato“.Dalle notizie recentemente pervenute a questa
Direzione Generale sembra emergere che il fenomeno in parola si sta
estendendo ben al di là dei territori tradizionalmente
coinvolti ed anche in altri settori. L’attività di
programmazione degli interventi in materia può giovarsi delle
indicazioni provenienti dall’Osservatorio sul lavoro in
agricoltura, creato proprio con funzioni di indirizzo e coordinamento
delle attività di vigilanza nel settore. Tenuto conto,
pertanto, dei risultati positivi dell’azione di controllo svolta
nel corso del 1999 e di quanto stabilito dal predetto Osservatorio,
saranno seguite le metodologie dettate a ciascuna Direzione Regionale
interessata con note del marzo scorso.2.3.Pubblici esercizi.In questo
ambito ed in particolare nel campo della ristorazione è
riscontrabile il ricorso rilevante a manodopera, spesso di provenienza
extracomunitaria, irregolare e/o clandestina.Anche in considerazione
dell’attuale avvenimento del Giubileo, che sta incrementando
l’attività lavorativa in tutto il Paese e soprattutto
nelle zone ad alto interesse turistico, è opportuno potenziare
ed indirizzare l’azione di controllo soprattutto nella direzione
dell’emersione del lavoro nero.2.4. Industria metalmeccanica. Il
fenomeno di irregolarità più diffuso in tale settore
appare quello dell’interposizione, che investe soprattutto le
piccole aziende di facchinaggio, le quali svolgono, in realtà,
un’azione di intermediazione con riferimento a prestazioni rese
da lavoratori che di fatto operano in modo esclusivo per
l’impresa metalmeccanica in attività ad esse proprie.In
molti casi, poi, la stessa attività lavorativa non si limita
allo svolgimento di mere prestazioni di facchinaggio, ma si inserisce
nello stesso ciclo produttivo dell’impresa (es. lavori di
magazzino). Al riguardo si reputa opportuno intensificare
l’attività di verifica delle autorizzazioni che sono
state rilasciate in merito.2.5. Formazione professionale dei
lavoratori.Occorre premettere che l’attività di vigilanza
in questo settore – che si esplica in una serie di controlli
gestionali sulla realizzazione di progetti di formazione approvati e
posti in essere da operatori pubblici e privati – trae origine
dalla considerazione che all’organo ispettivo compete
istituzionalmente la funzione di vigilanza per la corretta
applicazione della legislazione lavoristica, che comporta anche
l’analisi e la verifica del rapporto di lavoro in tutti i
settori di attività e, dunque, anche nel settore della
formazione, il quale è nondimeno soggetto a forme di impropria
utilizzazione di figure professionali e/o di dissimulazione di
rapporti di lavoro subordinato. Attesa, pertanto, la delicatezza
dell’attività di vigilanza in materia, che investe
l’erogazione di fondi pubblici, nazionali e comunitari, occorre
promuovere una migliore organizzazione degli uffici affinchè
possa essere intensificata e resa maggiormente efficiente la stessa
attività di controllo. In particolare, considerato il
consistente intervallo di tempo occorrente per la completa definizione
di una verifica rendicontuale finale, va incentivato lo strumento
delle visite in itinere, che, tra l’altro, facilitando
sensibilmente la predetta rendicontazione finale, costituisce un
importante momento di prevenzione degli abusi e irregolarità
nonché di informazione all’utenza, ai soggetti attuatori
ed agli allievi con indubbio miglioramento del complessivo sistema
della formazione professionale anche solo rispetto alla corretta
utilizzazione dei finanziamenti pubblici. In ordine, poi,
all’organizzazione dell’Ufficio nella sua articolazione
delle varie aree e per un miglior utilizzo delle unità
ispettive nel particolare settore di cui trattasi, non si può
non tener conto delle indicazioni già fornite dalla scrivente
con circolare n.8 del 27.01.00 e lettera circolare n.629 del
6.04.00.3. Linee di indirizzoNell’ambito
dell’attività di vigilanza nei settori suindicati,
occorrerà tener conto di alcune linee di indirizzo, da seguirsi
con priorità non solo nei settor…

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