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Attività di vigilanza nel settore delle sostanze chimiche pericolose ...

Attività di vigilanza nel settore delle sostanze chimiche pericolose e dei relativi preparati. Cooperazione tra amministrazione centrale e autorità locali.
Circolare Ministeriale

Ai presidenti delle regioni a statuto ordinario e speciale Ai
presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano Con il decreto
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente classificazione,
imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, e con il
decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285, concernente
classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati
pericolosi, unitamente al regolamento (CEE) n. 793/93 del 23 marzo
1993, relativo alla valutazione e al controllo dei rischi presentati
dalle sostanze esistenti e al decreto ministeriale 12 agosto 1998,
relativo alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di
uso di talune sostanze pericolose, è stata data attuazione a
tutto il pacchetto di direttive comunitarie riguardanti il settore
delle sostanze e preparati pericolosi. Le disposizioni normative sopra
indicate sono ora esaustive; pertanto, l’immissione sul mercato
e la commercializzazione delle sostanze e dei preparati pericolosi
devono essere soggette, come disciplinato dalle predette disposizioni,
a vigilanza da parte degli organi competenti delle amministrazioni
dello Stato, delle regioni e degli enti locali che, in qualsiasi
momento possono procedere ad ispezioni presso i luoghi di produzione,
di deposito e vendita, richiedere dati, informazioni e documenti e,
ove necessario, prelevare campioni da sottoporre ad analisi e
valutazione presso i laboratori di propria competenza. Sembra
opportuno ricordare che, in caso di infrazione alle vigenti
disposizioni di legge, è possibile incorrere in sanzioni sia di
tipo amministrativo che, ove ne ricorrano i termini, di tipo penale.
Si fa presente, inoltre, che durante l’ultimo corso di
aggiornamento su "sostanze e preparati pericolosi“ tenutosi
presso l’Istituto superiore di sanità al quale hanno
partecipato funzionari regionali e degli enti locali designati dalle
rispettive amministrazioni, è emerso il persistere di notevole
carenza di controlli sull’intero territorio nazionale, con
l’eccezione di poche situazioni locali, legate più
all’interesse ed alla iniziativa di singoli operatori che ad una
vera e propria programmazione di interventi. Poichè, come
detto, il quadro normativo nel settore delle sostanze e dei preparati
pericolosi, con la pubblicazione degli ultimi decreti di recepimento
di normative comunitarie, appare ormai consolidato e risulta
pienamente in linea con la legislazione comunitaria stessa e con gli
obblighi che da essa derivano, è necessario che le
amministrazioni regionali e locali, nella formulazione dei piani di
intervento annuali, tengano conto, ai fini della vigilanza sul
territorio, anche del settore delle sostanze chimiche e dei preparati
pericolosi, in linea con le iniziative assunte nel settore
dall’amministrazione centrale. A questo proposito deve anche
essere tenuto presente che, poichè l’Italia, come tutti
gli altri Stati membri dell’Unione europea è tenuta a
presentare, annualmente, una relazione sull’opera di vigilanza
svolta ai fini della verifica dell’ottemperanza alle
prescrizioni delle direttive sulla materia di cui trattasi, codeste
amministrazioni dovranno presentare, a loro volta, entro la fine del
mese di febbraio di ciascun anno, al Dipartimento della prevenzione
del Ministero della sanità (via Sierra Nevada, 60 – 00144 Roma
– fax 06-59.94.42.49) una breve relazione fattuale
sull’attività svolta nel corso dell’anno precedente
(numero di verifiche effettuate, le conformità alla vigente
legislazione in materia, numero di sanzioni comminate, ecc.). I dati
desunti dalle singole relazioni, uniti a quelli della vigilanza
effettuata a livello centrale, formeranno parte della relazione che
questo Ministero trasmetterà ai competenti servizi
dell’Unione europea e, per opportuna conoscenza, a codeste
amministrazioni che provvederanno a diffonderla nel territorio di loro
competenza. Considerata, comunque, la complessità della materia
trattata, il suo continuo aggiornamento e la necessità di
assicurare una attuazione armonizzata dei controlli sul territorio
nazionale, si ritiene opportuno che ogni regione individui e comunichi
a questo Ministero il nominativo di un qualificato rappresentante per
i rapporti con l’amministrazione centrale. Sarà, poi,
cura dello scrivente Ministero costituire un gruppo di coordinamento,
di cui i rappresentanti segnalati faranno parte, che
individuerà: i criteri di valutazione da adottare per giudicare
la conformità alle prescrizioni della normativa degli
interventi effettuati; gli specifici aspetti della normativa da
sottoporre a controllo anche in relazione ad iniziative comunitarie o,
comunque, ad aspetti ritenuti prioritari e, di volta in volta, le
modalità ed i tempi delle ispezioni; i soggetti e le
problematiche su cui attuare i controlli. Si confida in una fattiva
collaborazione da parte delle amministrazioni in indirizzo.

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